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VORREI – AVREI VOLUTO

CIAO!

in questa lezione impareremo la differenza tra l’uso del condizionale presente e l’uso del condizionale passato.

>>>> condizionale

Oggi lei vorrebbe parlare con te.

>>>> condizionale passato

Ieri lei avrebbe voluto parlare con te.

  • Ho un’idea nel presente, in generale o per il futuro.
  • Quando parlo di quest’idea nel presente, uso il condizionale presente.
  • Avevo un’idea (nel passato), quest’idea non si è realizzata concretamente.
  • Quando parla di questa idea nel presente, uso il condizionale passato.

CONDIZIONALE PRESENTE

CONDIZIONALE PASSATO

PRESENTE \ FUTURO\ IN QUESTO MOMENTO

PASSATO

Vorrei comprare un buon libro di italiano;

Vorrei fare un corso di italiano;

Vorrebbero fare un viaggio in Italia;

Vorrebbe parlare con te.

Avrei voluto comprare un buon libro di italiano;

Avrei voluto fare un corso di italiano;

Avrebbe voluto fare un viaggio in italia;

Avrebbe voluto parlare con te.

 

IMPORTANTE

In alcuni libri trovi la dicitura CONDIZIONALE COMPOSTO, in altri invece trovi la dicitura CONDIZIONALE PASSATO, si tratta di due nomi usati per lo stesso tempo verbale.
Si chiama COMPOSTO: perché è composto da un verbo ausiliare + participio passato.

Si chiama PASSATO, perché si riferisce al passato.

IMPORTANTE

Il condizionale passato si riferisce a qualcosa che non è più possibile fare, non è più possibile realizzare.
Qualcosa che per qualche motivo non si è potuta realizzare:

 

  • Avrei voluto mangiare una pizza ma poi ho cambiato idea;
  • Avrebbero preferito parlare con te ma tu non c’eri;
  • Avrebbe voluto studiare insieme ai suoi compagni ma loro non erano disponibile;
  • Avrebbe voluto ballare con te ma tu eri impegnato a parlare con il tuo amico.

Puoi usare queste due forme con tutti i verbi, non solo con il verbo avere:

PRESENTE PASSATO

VORREI

MANGEREI

GUARDEREI

IMPAREREI

VIAGGEREI

ASCOLTEREI

ANDREI

AVREI VOLUTO

AVREI MANGIATO

AVREI GUARDATO

AVREI IMPARATO

AVREI VIAGGIATO

AVREI ASCOLTATO

SAREI ANDATO

 

TESTO 1 = CONDIZIONALE PRESENTE

Oggi sono molto stanca, appena finisco di lavorare vorrei andare a mangiare una buona pizza in ristorante perché non ho voglia di cucinare. Speriamo che il capo non mi dica di trattenermi qualche ora anche questo pomeriggio, ho proprio bisogno di riposare.

TESTO 2 = CONDIZIONALE PASSATO

Ieri avrei voluto mangiare una buona pizza in ristorante e sarei voluta ritornare a casa subito dopo. Invece niente, ho mangiato un panino in ufficio perché il capo ha lasciato sulla mia scrivania due lavori urgenti e dunque sono dovuta rimanere in ufficio fino alle sei di sera. Ero stanca morta, non vedevo l’ora di terminare e andare a casa, è stata una giornata pesante.

PRATICHIAMO!

Volgi il seguente testo al condizionale passato:

 

Per le prossime vacanze vorrei andare in Italia. Vorrei fare un viaggio di 15 giorni, visitare Roma, Venezia, Firenze e Napoli.

Vorrei vedere il Colosseo e prendere un buon caffè proprio lì, vorrei vedere Firenze, visitare la sua bellissima Piazza San Marco e poter mangiare un gelato passeggiando per i canali.

Per visitare Firenze non so se mi basteranno 2 giorni, lì ci sono davvero tantissimi monumenti da vedere, vorrei scattare tante foto, fare compere nei negozi e godermi la dolce vita.

 

INVIA IL TESTO A: INFO@LITALIANOACASATUA.COM

NON LO SAPEVO – NON L’HO SAPUTO

Usiamo il verbo sapere alla forma negativa o alla forma affermativa per riferirci:

a qualcosa che sapevamo\non sapevamo – abbiamo saputo\non abbiamo saputo

a qualcosa che sapevamo fare\ non sapevamo fare – abbiamo saputo fare\non abbiamo saputo fare

Usiamo lo sapevo = il verbo sapere coniugato all’imperfetto dell’indicativo per riferirci a qualcosa che non sapevamo fino a quel momento (cioè fino al momento in cui ce lo hanno detto):

-Lo sai che per partecipare alla festa di Mario bisogna avere l’invito?

-Davvero? No, non lo sapevo.

-Lo sai che domani c’è l’anteprima del nuovo film?

-No, non lo sapevo, l’ho saputo adesso.

precisamente risponde alle seguenti domande:

LO SAPEVO? NON LO SAPEVO

usiamo l’imperfetto per dire se lo sapevamo oppure no.

 

Usiamo non l’ho saputo= il verbo sapere coniugato al passato prossimo per riferirci a qualcosa che non abbiamo saputo (o non abbiamo saputo fare\dire) determinato momento. Il fatto si è completamente concluso e non ha più nessuna connessione con il presente:

-Ieri ho cercato di riparare il rubinetto, ma non l’ho saputo riparare.

-Mia figlia ha partecipato alla gara, ha superato tutte le prove, è andato tutto bene, l’unico problema è che quando le hanno chiesto di presentarsi in lingua inglese lei non l’ha saputo fare.

Precisamente risponde alle domande:

QUANDO L’HO SAPUTO? DA CHI L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO FARE\DIRE?

usiamo il passato prossimo per dire QUANDO L’HO SAPUTO E\O DA CHI L’HO SAPUTO.

 

LA CONIUGAZIONE

NON LO SAPEVO

NON L’HO SAPUTO

io non lo sapevo

tu non lo sapevi

lui\lei non lo sapeva

noi non lo sapevamo

voi non lo sapevate

loro non lo sapevano

io non l’ho saputo

tu non l’hai saputo

lui\lei non l’ha saputo

noi non l’abbiamo saputo

voi non l’avete saputo

loro non l’hanno saputo

 

DOMANDA

RISPOSTA

RISPOSTA

-Sapete che domani è il mio compleanno?

-Sai se in Italia c’è una scuola di italiano?

-Paola sa che tu sei partita, sai che lei non sa che tu sei qui?

– No, non lo sapevamo.

-No, non lo so.

-Non lo sapevo, domani le telefono.

 

-No, non lo sapevamo, l’abbiamo saputo adesso.

-Sì, c’è una scuola di italiano in ogni città, l’ho saputo ieri da Stefano.

-Sì, l’ho saputo ieri, me l’ha detto mia madre.

QUANDO L’HO SAPUTO? DA CHI L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO FARE\DIRE?

usiamo il passato prossimo per dire QUANDO L’HO SAPUTO E\O DA CHI L’HO SAPUTO

LO SAPEVO? NON LO SAPEVO

usiamo l’imperfetto per dire SE LO SAPEVO OPPURE NO

Ieri ho saputo che hai superato l’esame CILS.

Abbiamo saputo (da qualcuno) che ti sposerai presto.

Tua madre ha saputo rispondere bene a tutte le domande.

Ho svolto tutti gli esercizi ma il numero due non l’ho saputo fare.

Non sapevo che fossi così informata su tutto.

Non sapevano se uscire oppure no.

Non sapeva che cosa fare.

Non sapevamo che foste qui.

RICORDA!

NON + SAPERE + CHE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO = non avevo idea

Non sapevo che fossi partito.

Non sapevamo che ci fosse bisogno di fare un’iscrizione.

Non sapeva che ci fossero anche i tuoi genitori.

 

SAPERE + CHE + INDICATIVO = lo so con certezza

Io so che sei partito.

Noi sappiamo che c’è bisogno di fare un’iscrizione.

Io so che ci sono anche i tuoi genitori.

 

SAPERE (IMPERFETTO INDICATIVO) + CHE + IMPERFETTO INDICATIVO = lo sapevo con certezza nel passato

Io sapevo che eri partito.

Sapevano che c’era bisogno di fare un’iscrizione.

Sapevamo che c’erano anche i tuoi genitori

 

SAPERE (INDICATIVO)+ CHE + INDICATIVO

So che cosa fare.

So che ci sei anche tu.

So che andremo al mare.

So che c’è bisogno di un’altra persona che aiuti tuo padre.

 

SAPERE + SE + INDICATIVO

Sa se ci saremo tutti?

Sa se c’è bisogno di un documento?

 

NON + SAPERE + SE + CONGIUNTIVO

Non so se ci sia bisogno di comprare un nuovo libro oppure no.

Non so se ci sia anche tua fratello.

Non so se ci sia una soluzione

MA POSSIAMO FORMARE QUESTA FRASE ANCHE CON L’INDICATIVO

Non so se c’è bisogno di comprare un altro libro oppure no.

Non so se c’è anche tuo fratello.

Non so se c’è una soluzione.

 

 

Non lo sapevo!

Ieri ho ricevuto una notizia per niente bella. Ho saputo che per superare le prove d’esame CILS devo sostenere anche un colloquio orale con un insegnante.

Questa non ci voleva! Non sono pronta per sostenere una prova orale, una conversazione in lingua italiana con un madrelingua, non lo sapevo! Non sapevo che ci fosse anche che questa prova, non ho praticato abbastanza e ora ho paura.

Per me non è semplice parlare, penso che non mi presenterò all’esame.

Quando ho fatto l’esame per la certificazione d’inglese ero sicura di quello che facevo, sapevo che c’era una prova orale e delle prove scritte, me lo avevano detto le insegnanti al corso di preparazione

 

leggi il testo

comprensione della lettura

PRATICHIAMO!

NON LO SAPEVO - NON L'HO SAPUTO

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ESPRESSIONI IDIOMATICHE CON LA PAROLA CUORE

 

amico del cuore: molto caro, quasi un fratello.

“Stefano è il mio amico del cuore, ci conosciamo da quando eravamo piccoli.”

nel cuore della città: indica il centro della città; nel cuore della notte: a notte fonda:

“Marco è arrivato nel cuore della notte.”

“Ho trovato un appartamento in affitto proprio nel cuore della città, vicino alla piazza centrale.”

ridere di cuore: significa ridere in maniera spontanea e sincera:

“Quando ci ha raccontato quella barzelletta, ci siamo messi a ridere di cuore anche se eravamo di cattivo umore.”

piangere il cuore: indica provare dispiacere per qualcosa o qualcuno:

“Mi piange il cuore a vedere quella ragazza così triste, vorrei tanto aiutarla.”

stare a cuore: (stare a cuore a qualcuno) significa provare affetto, essere affezionati a qualcuno, provare interesse per qualcosa:

“Marco mi sta molto a cuore, non voglio discutere con lui.”

“Mi sta a cuore la salute di mio figlio”

“Mi sta molto a cuore andare a trovare mia sorella.”

avere un cuore di pietra: essere insensibile:

“Quell’uomo ha proprio un cuore di pietra, ha trattato la moglie con molta indifferenza davanti a tutti.”

spezzare il cuore: (spezzare il cuore a qualcuno) fare soffrire qualcuno:

“La morte del marito le ha spezzato il cuore, non si è ancora ripresa.”

avere a cuore: essere interessati sinceramente a qualcuno o qualcosa:

” I tuoi amici hanno molto a cuore la tua felicità e faranno di tutto per aiutarti.”

avere il cuore in gola: provare forte affanno, angoscia; essere impaurito, spaventato:

“Appena ho saputo dell’incidente sono corso in ospedale col cuore in gola, ma per fortuna Maria stava bene.”

con tutto il cuore: significa fare una cosa volentieri, sinceramente, intensamente:

“Desidero con tutto il cuore che tu guarisca presto.”

sentire un tuffo al cuore: provare un’emozione forte:

“Quando ho rivisto Natalia ho sentito un tuffo al cuore.”

persona di cuore – persona di buon cuore: persona buona e generosa:

“Tuo fratello ci aiuta sempre quando abbiamo bisogno, è proprio una persona di cuore.”

in cuor suo: dentro di sè:

“In cuor suo lui sa cosa deve fare.”

sentirsi stringere il cuore: dispiacersi per qualcuno o qualcosa, provare dolore emotivo:

“Mi si stringe il cuore se penso a quanto ha sofferto quel ragazzo.”

mettersi il cuore in pace: rassegnarsi:

“Ormai mi sono messo il cuore in pace, non otterrò quel lavoro.”

a cuor leggero⇒fare qualcosa senza aver meditato a sufficienza, fare qualcosa senza preoccuparsi troppo:

“Non è una decisione da prendersi a cuor leggero.”

cuor di leone: persona coraggiosa:

“Alex ha paura di tutto, non ha proprio un cuor di leone.”

parlare con il cuore: essere sincero:

“Ti parlo con il cuore, ti dirò tutta la verità”.

 

LEGGI IL TESTO

Nel cuore della notte mi ha telefonata, quando ho sentito il telefono squillare avevo il cuore in gola. Ho alzato la cornetta del telefono e con la voce tremante ho detto “Pronto?”. Quando ho capito che era lui mi sono tranquillizzata, gli ho chiesto che cosa volesse e perché mi stesse telefonando a quell’ora, lui mi ha detto che voleva parlarmi con il cuore, essere sincero e raccontarmi tutta la verità, io mi sono arrabbiata, gli ho detto che avrei voluto sentire le sue parole di cuore in un altro momento della giornata, ma non alle due di notte. Lui mi implorava che lo ascoltassi, ma io gli ho detto di mettersi il cuore in pace perché non avevo voglia di ascoltare le sue storie, gli ho urlato: “mettiti il cuore in pace, io voglio dormire adesso”. So di essere stata molto dura con lui, ma ho un cuore di pietra.

MODI DI DIRE CON IL VERBO STRINEGERE

 


STRINGERE FRA LE MANI = TENERE QUALCOSA STRETTO FRA LE MANI

-Per paura di perdere il mio cellulare, mentre correvo lo stringevo fra le mani.

STRINGERE FRA LE BRACCIA = ABBRACCIARE

-Non vedo l’ora di vederti e stringerti fra le mie braccia.

STRINGERE AMICIZIA = FARE AMICIZIA

-Abbiamo stretto amicizia durante i primi anni di scuola.

STRINGERE UN PATTO\ UN ACCORDO = FARE UN PATTO, UN ACCORDO

-Eravamo in disaccordo, alla fine, dopo una lunga discussione abbiamo stretto un patto.

STRINGERE I DENTI = PER RESISTERE AL DOLORE – resistere

-Non ho più voglia di studiare, ma stringerò i denti fino alla fine per avere il diploma.

STRINGERE LA CINGHIA = RISPARMIARE

-Questo mese ho avuto molte spese, devo stringere la cinghia.

IL TEMPO STRINGE = espressione che usiamo quando c’è poco tempo

-Cerca di terminare gli esercizi, il tempo stringe.

STRINGERE I TEMPI= cercare di fare qualcosa in tempi più brevi perché non c’è tempo

-Cerca di stringere i tempi, non abbiamo molto tempo a disposizione.

CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE = è un proverbio o morale che vuol suggerire di accontentarsi di quello che si ha perché se si pretende troppo si finisce per restare a mani vuote.


 


 

 

LEGGI IL TESTO

Chi troppo vuole nulla stringe

Marcus è appena arrivato in Italia, è alla ricerca di una casa e di un lavoro. Vorrebbe trovare un lavoro che gli permetta di guadagnare molto per poter comprare una casa grande…ma chi troppo vuole nulla stringe.

Arrivato in Italia inizia a inviare il suo Curriculum ovunque, molte aziende lo contattano, ma Marcus non è contento dello stipendio, così, fa un colloquio e rifiuta, fa un altro colloquio e rifiuta, fa un altro colloquio ancora e rifiuta… alla fine non trova lavoro, vive in una pensione e i suoi risparmi iniziano a scarseggiare, vedendosi costretto a stringere la cinghia.

Per fortuna stringe amicizia con Paolo, un ragazzo italiano che lavora in un’azienda, che oltre a proporgli di andare a vivere a casa sua, gli offre un lavoro part-time come telefonista presso la sua azienda.

Marcus continua a non essere contento dello stipendio, ma visto che i suoi risparmi stanno finendo, pensa che sia giusto accettare quel posto di lavoro, stringere i denti per un po’, guadagnare e continuare a cercare un lavoro.

COLPO DI FULMINE

Ciao!

In questa lezione impareremo il significato di alcune espressioni che si formano con la paola “colpo”.

ELENCO DELLE ESPRESSIONI

 

 

 

 


AUDIO LETTURA

ASCOLTA E LEGGI 😉

 

 

… No, non è andata proprio così…

 


PRATICHIAMO!

SCRIVI UNA FRASE PER CIASCUNA DELLE SEGUENTI ESPRESSIONI (SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO, QUI SOTTO, se sei uno studente iscritto a uno dei miei corsi invia il tuo esercizio a INFO@LITALIANOACASATUA.COM)

AVERE UN COLPO DI FULMINE
VENIRE UN COLPO AL CUORE
PRENDERE UN COLPO
UN COLPO BASSO 
DI COLPO
IN UN COLPO
COLPO DI SCENA
COLPO DI FORTUNA
FARE COLPO
COLPO DI TESTA
COLPO DI TELEFONO
A COLPO SICURO
VEDERSI A COLPO D’OCCHIO


 

 

MODI DI DIRE CON IL VERBO PARLARE

 

 


  • Parlare del più e del meno → parlare, conversare di argomenti diversi, di solito banali o poco importanti:

– “Non abbiamo parlato di cose importanti, abbiamo parlato del più e del meno”;

 Parlare a vanvera → parlare senza riflettere, dire cose senza senso, fuori luogo:

– “Il mio collega parla sempre a vanvera”;

• Parlare a quattrocchi  (parlare faccia a faccia)→ parlare in privato, a tu per tu:

– “Ho una cosa importante da dirti e vorrei parlarti a quattrocchi”;

  Parlare al muro, parlare al vento → parlare a qualcuno che non presta attenzione, che non reagisce a quello che gli viene detto, parlare inutilmente:

– “Parlare con te è come parlare al muro, non ascolti mai”;

• Parlarsi addosso → parlare troppo di sé in modo eccessivamente compiaciuto:

– “Da quando si è laureata, non fa altro che parlarsi addosso”;

• Parlare dietro le spalle → criticare qualcuno in sua assenza:

– “Maria e Silvia sembrano amiche, ma si parlano dietro le spalle”;

• Parlare per dar aria ai denti → dire sciocchezze:

“Non ascoltarlo, parla per dar aria ai denti!”;

• Non me ne parlare! → espressione che si usa a proposito di un argomento che si vuole evitare perché fastidioso o doloroso o per riferirsi a fatti che si sono sperimentati personalmente:

– “Sei mai andato in quel nuovo ristorante?”, “Non me ne parlare! Si mangia male e si spende troppo!”;

 Senti chi parla! → si usa questa espressione per sottolineare che la persona che dice o che ha detto determinate cose è proprio la meno adatta a dirle:

– “Mia sorella mi dice sempre di mangiare meno dolci, ma senti chi parla! Lei ne mangia in continuazione!”;

• Non se ne parla neanche! → neanche per idea!:

“Papà, posso uscire con i miei amici stasera?”, “Non se ne parla neanche! Domani devi andare a scuola”.


 

RINFORZO: DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

 

DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

DARE INFORMAZIONI PERSONALI DI UNA PERSONA

Dare informazioni personali proprie non è difficile.


 

È difficile dare informazioni su un’altra persona, con questo esercizio impari a dare informazioni su un’altra persona.

Importante ⇒ quando parli di una persona devi usare i verbi alla terza persona singolare, se parli di LUI\LEI e la seconda persona singolare se parli di TU:

Lui è Francesco

Lei è Cinzia

Tu sei Giovanna?

oppure la prima, seconda o terza persona plurale:

Loro sono Francesca e Paolo

Loro sono Luisa e Giulio

Noi siamo Giovanni e Lucia

Voi siete Francesca e Ignazio

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RINFORZO: PARLARE E DIRE

CIAO!

In questa lezione impareremo qualcosa di molto importante sul verbo dire e il verbo parlare

 


 


 

USIAMO IL VERBO PARLARE SEMPRE CON BENE\MALE:

⇒ Per dire se parliamo BENE\MALE una lingua:

-Francesca fa molti errori di grammatica, parla male

-Senti come parla bene l’inglese

⇒ PARLARE BENE\MALE DI QUALCUNO: è un’espressione che risponde alla domanda COSA DICO DI…? \ COME PARLANO DI….? 

PARLARE BENE DI QUALCUNO ⇒ descrivere una persona in maniera positiva, sia dal punto di vista caratteriale che dal punto di vista estetico:

-Laura è una donna molto gentile, educata e bella – PARLARE BENE DI QUALCUNO

-Stefano si veste male, è antipatico e disonesto – PARLARE MALE DI QUALCUNO

⇒ PARLARE BENE: espressione che usiamo all’imperativo per incitare qualcuno a rivolgersi a qualcuno con toni più contenuti, incitarlo a non dire parolacce, a non insultare:

-Sei solo uno stronzo!

-Vedi di parlare bene e di non rivolgerti in quel modo.

Generalmente usata così:

PARLA BENE!

VEDI DI PARLARE BENE!


USIAMO IL VERBO DIRE CON BENE\MALE \GIUSTO PER:

Per dire se ciò che abbiamo affermato prima è giusto o no:

-Voi siete stranieri, dico bene?

-Loro sono i tuoi fratelli, giusto?

-Lui è tuo fratello, ho detto giusto?

USIAMO IL VERBO DIRE CON GIUSTO PER:

Per dire se ciò che abbiamo appena affermato è CORRETTO sia come informazione, sia grammaticalmente:

-Voi siete fratelli, ho detto giusto?

-Se avessi del tempo, andrei al mare, ho detto giusto? Si dice “andrei al mare”?


ATTENZIONE!

Il verbo DIRE, non si usa mai con corretto\sbagliato: dico corretto? \ dico sbagliato?


Ascolta il podcast…


 

PODCAST: COLAZIONE AL BAR


PRATICHIAMO!

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RINFORZO: FARE IPOTESI NEL FUTURO

 

IPOTESI REALE-POSSIBILE

In lingua italiana per fare ipotesi nel futuro usiamo l’indicativo futuro dopo il SE.

È qualcosa ritenuto possibile o reale, deve accadere nel futuro, ma è certo che accada.


 

SE + INDICATIVO FUTURO + INDICATIVO FUTURO

Se avrò tempo, studierò italiano

Se verrai a prendermi, arriveremo in anticipo

Se mi telefonerai, ti risponderò

 


 

LEGGI IL TESTO...

Egr, Professoressa,

La ringrazio per il suo grande aiuto e la sua disponibilità.

Domani andrò in segreteria studenti e chiederò tutte le informazioni necessarie per avviare la pratica.

Se mi daranno buone notizie, le farò sapere.

Al momento non so se potrò presenziare alla sua conferenza, ma se avrò il giorno libero da lavoro verrò sicuramente.

Confermerò il mio posto via email come concordato

Un cordiale saluto

Stefania

 

RINFORZO: il congiuntivo nelle ipotesi (passato)

 

CIAO!

In questa lezione ci occuperemo di ripassare l’uso dei modi congiuntivo e condizionale nel periodo ipotetico con riferimento al passato.


IMPOSSIBILE-IRREALE

è qualcosa di impossibile realizzazione, riguarda il passato, qualcosa che sarebbe potuto succede nel passato, ma non è successo. Il passato non si può cambiare.

CONGIUNTIVO TRAPASSATO + CONDIZIONALE PASSATO

CON RIFERIMENTO AL PASSATO

Se mi avessi telefonato, sarei venuto a prenderti

Se avessero parlato prima, li avremmo aiutati


La frase conseguenza potrebbe essere orientata nel PRESENTE, allora i tempi verbali cambiano:

CONGIUNTIVO TRAPASSATO + CONDIZIONALE PRESENTE

CON RIFERIMENTO AL PRESENTE

Se mi avessi telefonato, sarei lì da te adesso

Se non avessi perso il treno, adesso sarei già a Roma


 

 

Cara Francesca,

la festa è stata un gran successo. C’erano tutti e ci siamo divertiti da morire. Mi dispiace molto che tu non sia venuta, davvero, mancavi solo tu per completare tutto.

Se mi avessi avvisato prima, sarei venuto a prenderti, avrei fatto di tutto per averti qui con noi… ma tu sei sempre la solita che si mette mille problemi pur di non disturbare gli altri.

Sono davvero dispiaciuto, tutti ti hanno cercata, tutti hanno chiesto di te e hanno detto che avresti dovuto avvisare, anche loro erano disposti a venire a prenderti. Sono convinto che avremmo trovato una soluzione.

Se avessi avvisato in tempo, saresti stata alla festa con noi e adesso saresti qui con me.

Spero di vederti domenica alla festa di compleanno di Giovanni, mi raccomando se hai problemi, avvisami, io sono disposto a fare tutti quei chilometri in macchina per venire a prenderti.

Un bacio

Marco


 

IPOTESI NEL PASSATO

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RINFORZO: IL CONGIUNTIVO NELLE IPOTESI (PRESENTE)

Le ipotesi possono essere: 

  • reali
  • possibili
  • impossibili

 

REALE

è qualcosa di vero, di possibile, di molto probabile

SE + INDICATIVO PRESENTE + INDICATIVO PRESENTE

 

Se piove, rimango a casa
Se mi presti il libro, inizio a ripassare

Se mi spieghi il periodo ipotetico, mi fai un favore


POSSIBILE (probabile)

è qualcosa che potrebbe succedere, ma non ancora non lo sappiamo, se accadrà o meno.

 

SE + Congiuntivo imperfetto  + Condizionale presente

Se studiassi, prenderei un bel voto

Se trovassi lavoro, guadagnerei dei soldi

Se andassi in Italia, imparerei l’italiano


IMPOSSIBILE

è qualcosa che non può succedere, è al di fuori della realtà, io penso che è o che sia fuori dalla realtà

SE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO + CONDIZIONALE PRESENTE

Se fossi Batman, volerei

Se fossi italiano, parlerei bene la lingua italiana

 

ULTERIORI ESEMPI

  • Se andiamo a vivere in Italia, prendiamo una casa a Roma (è reale, sto pensando di andare a Roma e sto decidendo dove andare a vivere)
  • Se andassi a vivere in Italia, prenderei una casa a Roma (è possibile, c’è la possibilità che succeda)
  • Se vivessi in Italia, abiterei a Roma (è impossibile, sto solo ipotizzando)

 

LEGGI IL TESTO

LEGGI IL TESTO…

Ciao Anna,

non lo so se stasera posso venire a casa tua. Esco tardi da lavoro, il capo mi ha consegnato un lavoro urgente, se posso vengo domani mattina verso le 10, prima di andare dal barbiere. Domani è il mio giorno libero, se avessi più giorni di riposo, verrei a trovarti più spesso.

Fammi sapere se per te va bene

Ciao Paolo,

per me va bene se ci vediamo domani mattina. Se vieni cinque minuti prima ci prendiamo anche un caffè.

Se hai qualche problema, avvisami

Un bacio


 

IPOTESI NEL PRESENTE

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