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ESSERE UN BUON PARTITO

SCHEDA LESSICALE

MAI ACCONTENTARSI = mai rassegnarsi a ciò che si trova, bisogna lottare per trovare e ottenere ciò che si desidera realmente

ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE = è un detto che usiamo per dire che non contano solo i valori sociali, economici, ma anche l’aspetto fisico è molto importante

TUTTO INCLUSO = usiamo questa espressione per descrive qualcosa o qualcuno che ha tutte le qualità che desideriamo.

ANCESTRALE = vecchio, che appartiene o si riferisce agli antenati, trasmesso dagli antenati

Battaglia ancestrale, guerra ancestrale, convinzione ancestrale.

PARTNER APPETIBILE: una persona interessante, un partner interessante

IL TIPO \ LA TIPA = ragazzo o ragazza, uomo o donna

La tipa che ho conosciuto è un sacco carina

ESSERCI INTESA \ ESSERCI SINTONIA= espressione che usiamo per dire che tra due persone c’è una certa sintonia

Tra mia figlia e il suo nuovo tipo c’è sintonia

ESSERCI CHIMICA = espressione che usiamo per dire che tra due persone c’è una buona attrazione fisica

Tra me e mio marito c’è chimica

IL PRESENTE PROGRESSIVO

 


Usiamo il presente progressivo per parlare di azioni che si svolgono nel momento in cui parliamo:

  • Paolo sta mangiando
  • Luigi sta leggendo
  • loro stanno correndo

Forma

il presente del verbo stare + il gerundio del verbo


 

PRESENTE DEL VERBO STARE

IO STO

TU STAI

LUI STA

LEI STA

NOI STIAMO

VOI STATE

LORO STANNO

Gerundio

FORMAZIONE
ARE > CANTARE ERE > GODERE STUPIRE >CAPIRE
CANTANDO GODENDO STUPENDO

IL GERUNDIO SI FORMA CON LA RADICE DEL VERBO + ando -endo – endo 


In italiano, per esprimere azioni incorso di svolgimento usiamo anche il PRESENTE DELL’INDICATIVO:


  • Sto mangiando → presente progressivo
  • Mangio → presente dell’indicativo
  • Sto leggendo→presente progressivo
  • Leggo→presente dell’indicativo
  • Sto studiando→presente progressivo
  • Studio→presente dell’indicativo

*stesso significato


Non usiamo “stare” per dire dove ci troviamo in questo momento:

-Ciao Carlo, dove sei?

-Sono al lavoro! → NON “Sto a lavoro”.

-Dove sei? domanda rivolta con il verbo ESSERE

 

NON LO SAPEVO – NON L’HO SAPUTO

Usiamo il verbo sapere alla forma negativa o alla forma affermativa per riferirci:

a qualcosa che sapevamo\non sapevamo – abbiamo saputo\non abbiamo saputo

a qualcosa che sapevamo fare\ non sapevamo fare – abbiamo saputo fare\non abbiamo saputo fare

Usiamo lo sapevo = il verbo sapere coniugato all’imperfetto dell’indicativo per riferirci a qualcosa che non sapevamo fino a quel momento (cioè fino al momento in cui ce lo hanno detto):

-Lo sai che per partecipare alla festa di Mario bisogna avere l’invito?

-Davvero? No, non lo sapevo.

-Lo sai che domani c’è l’anteprima del nuovo film?

-No, non lo sapevo, l’ho saputo adesso.

precisamente risponde alle seguenti domande:

LO SAPEVO? NON LO SAPEVO

usiamo l’imperfetto per dire se lo sapevamo oppure no.

 

Usiamo non l’ho saputo= il verbo sapere coniugato al passato prossimo per riferirci a qualcosa che non abbiamo saputo (o non abbiamo saputo fare\dire) determinato momento. Il fatto si è completamente concluso e non ha più nessuna connessione con il presente:

-Ieri ho cercato di riparare il rubinetto, ma non l’ho saputo riparare.

-Mia figlia ha partecipato alla gara, ha superato tutte le prove, è andato tutto bene, l’unico problema è che quando le hanno chiesto di presentarsi in lingua inglese lei non l’ha saputo fare.

Precisamente risponde alle domande:

QUANDO L’HO SAPUTO? DA CHI L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO FARE\DIRE?

usiamo il passato prossimo per dire QUANDO L’HO SAPUTO E\O DA CHI L’HO SAPUTO.

 

LA CONIUGAZIONE

NON LO SAPEVO

NON L’HO SAPUTO

io non lo sapevo

tu non lo sapevi

lui\lei non lo sapeva

noi non lo sapevamo

voi non lo sapevate

loro non lo sapevano

io non l’ho saputo

tu non l’hai saputo

lui\lei non l’ha saputo

noi non l’abbiamo saputo

voi non l’avete saputo

loro non l’hanno saputo

 

DOMANDA

RISPOSTA

RISPOSTA

-Sapete che domani è il mio compleanno?

-Sai se in Italia c’è una scuola di italiano?

-Paola sa che tu sei partita, sai che lei non sa che tu sei qui?

– No, non lo sapevamo.

-No, non lo so.

-Non lo sapevo, domani le telefono.

 

-No, non lo sapevamo, l’abbiamo saputo adesso.

-Sì, c’è una scuola di italiano in ogni città, l’ho saputo ieri da Stefano.

-Sì, l’ho saputo ieri, me l’ha detto mia madre.

QUANDO L’HO SAPUTO? DA CHI L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO? L’HO SAPUTO FARE\DIRE?

usiamo il passato prossimo per dire QUANDO L’HO SAPUTO E\O DA CHI L’HO SAPUTO

LO SAPEVO? NON LO SAPEVO

usiamo l’imperfetto per dire SE LO SAPEVO OPPURE NO

Ieri ho saputo che hai superato l’esame CILS.

Abbiamo saputo (da qualcuno) che ti sposerai presto.

Tua madre ha saputo rispondere bene a tutte le domande.

Ho svolto tutti gli esercizi ma il numero due non l’ho saputo fare.

Non sapevo che fossi così informata su tutto.

Non sapevano se uscire oppure no.

Non sapeva che cosa fare.

Non sapevamo che foste qui.

RICORDA!

NON + SAPERE + CHE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO = non avevo idea

Non sapevo che fossi partito.

Non sapevamo che ci fosse bisogno di fare un’iscrizione.

Non sapeva che ci fossero anche i tuoi genitori.

 

SAPERE + CHE + INDICATIVO = lo so con certezza

Io so che sei partito.

Noi sappiamo che c’è bisogno di fare un’iscrizione.

Io so che ci sono anche i tuoi genitori.

 

SAPERE (IMPERFETTO INDICATIVO) + CHE + IMPERFETTO INDICATIVO = lo sapevo con certezza nel passato

Io sapevo che eri partito.

Sapevano che c’era bisogno di fare un’iscrizione.

Sapevamo che c’erano anche i tuoi genitori

 

SAPERE (INDICATIVO)+ CHE + INDICATIVO

So che cosa fare.

So che ci sei anche tu.

So che andremo al mare.

So che c’è bisogno di un’altra persona che aiuti tuo padre.

 

SAPERE + SE + INDICATIVO

Sa se ci saremo tutti?

Sa se c’è bisogno di un documento?

 

NON + SAPERE + SE + CONGIUNTIVO

Non so se ci sia bisogno di comprare un nuovo libro oppure no.

Non so se ci sia anche tua fratello.

Non so se ci sia una soluzione

MA POSSIAMO FORMARE QUESTA FRASE ANCHE CON L’INDICATIVO

Non so se c’è bisogno di comprare un altro libro oppure no.

Non so se c’è anche tuo fratello.

Non so se c’è una soluzione.

 

 

Non lo sapevo!

Ieri ho ricevuto una notizia per niente bella. Ho saputo che per superare le prove d’esame CILS devo sostenere anche un colloquio orale con un insegnante.

Questa non ci voleva! Non sono pronta per sostenere una prova orale, una conversazione in lingua italiana con un madrelingua, non lo sapevo! Non sapevo che ci fosse anche che questa prova, non ho praticato abbastanza e ora ho paura.

Per me non è semplice parlare, penso che non mi presenterò all’esame.

Quando ho fatto l’esame per la certificazione d’inglese ero sicura di quello che facevo, sapevo che c’era una prova orale e delle prove scritte, me lo avevano detto le insegnanti al corso di preparazione

 

leggi il testo

comprensione della lettura

PRATICHIAMO!

NON LO SAPEVO - NON L'HO SAPUTO

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1. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
2. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
3. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
4. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
5. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
6. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
7. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
8. SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA

ESPRESSIONI DIVERTENTI

CIAO!

In questa lezione impareremo alcune espressioni un po’ cattive ma divertenti che noi italiani usiamo per descrivere un uomo o una donna che non ci piacciono esteticamente.


ASCOLTA IL PODCAST

 

 

  • ESSERE UN BIDONE
  • ESSERE UNA LAVATRICE
  • ESSERE UNA BUSTA DELLE MONDEZZA
  • ESSERE UNO SCALDABAGNO
  • ESSERE UN BIDONE
  • ESSERE UN CESSO

PRATICHIAMO!

In un breve testo racconta come si descrivono le persone brutte nel tuo paese con che oggetti le descrivete?

Correggerai il tuo testo con la tua insegnante durante la tua prossima lezione skype.

 

RINFORZO: DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

 

DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

DARE INFORMAZIONI PERSONALI DI UNA PERSONA

Dare informazioni personali proprie non è difficile.


 

È difficile dare informazioni su un’altra persona, con questo esercizio impari a dare informazioni su un’altra persona.

Importante ⇒ quando parli di una persona devi usare i verbi alla terza persona singolare, se parli di LUI\LEI e la seconda persona singolare se parli di TU:

Lui è Francesco

Lei è Cinzia

Tu sei Giovanna?

oppure la prima, seconda o terza persona plurale:

Loro sono Francesca e Paolo

Loro sono Luisa e Giulio

Noi siamo Giovanni e Lucia

Voi siete Francesca e Ignazio

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+ italiano: che cosa mi racconti?

IL CIUCCIO

IL BIBERON

IL PANNOLINO

IL PUPO \ IL NEONATO

ESSERE INCINTA

LA CARROZZINA

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+ ITALIANO: CHE PAURA!

ESPRESSIONI E VERBI

AVERE PAURA

-Ho paura di volare

AVERE TIMORE

-Ho timore di disturbare, magari stanno domendo

ESSERE IMPAURITO

-Sono impaurito, dopo quello che è successo ieri

ESSERE INTIMORITO

-Eravamo intimorito per l’accaduto

NON AVERE NIENTE DA TEMERE

-Non abbiamo niente da temere

TEMERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Temiamo che il volo sia in ritardo

TEMERE + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Temono di non mangiare bene

TEMERE DI NON RIUSCIRCI

-Sono preoccupata per l’esame di francese, temo di non riuscirci

TEMERE DI NON FARCELA

-Temiamo di non farcela, siamo troppo in ritardo

TEMERE DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

-Temo di non essere all’altezza della situazione

NON ESSERCI NIENTE DA TEMERE \ NON ESSERCI NIENTE DI CUI AVERE PAURA

-Non ti preoccupare, andrà tutto bene, non c’è niente da temere


La paura in tutte le sue forme può causare un blocco emotivo:

CHE COSA TI BLOCCA?

-Che cosa ti blocca? Perché non vai in Austria da tuo figlio?

-Mi blocca la paura di volare.

C’è QUALCOSA CHE MI BLOCCA

-Non andrò alla festa di Marcello, c’è qualcosa che mi blocca

AVERE UN BRUTTO PRESAGIO \ PRESENTIMENTO  = quando abbiamo un presagio, una profezia, un pensiero

-Ho paura, ho un brutto presentimento, meglio non uscire di casa

SENTIRSI QUALCOSA CHE NON VA = quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Sento che c’è qualcosa che non va

ESSERCI QUALCOSA DI STRANO= quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Ho paura, c’è qualcosa di strano, non so cosa sia, ma mi sento strano

LEGGI IL TESTO

In generale non sono una persona molto paurosa, le mie paure più frequenti sono: paura di volare, paura del buio, paura di restare sola a casa di notte.

Un giorno sono rimasta da sola a casa, mio marito era fuori città per lavoro. In questo giorno sono iniziate le mie paure.

Rientrata da lavoro ho cenato tranquilla, ho fatto la doccia. Mentre facevo la doccia facevo caso ad ogni minimo rumore. I rumori che prima erano normali, come il rumore degli alberi mossi dal vento, il rumore della caldaia, hanno iniziato improvvisamente a destare un’insolita preoccupazione.

Ad un certo punto la mia gatta gettandosi giù dalla sedia, come al suo solito, ha fatto cadere la sedia a terra. Io mi sono spaventata, sono uscita velocemente dalla doccia, pensando che in casa ci fossero i ladri.

Per la fretta di mettermi al riparo e andare a vedere che cosa fosse successo ho iniziato a correre con i piedi scalzi e bagnati, così… sono caduta a terra, facendomi molto male alla schiena.

Da quel giorno non riesco più a rimanere da sola a casa di notte.

Ogni volta che mio marito va fuori per lavoro, io vado a dormire da mia madre, non so, ma nonostante consciamente sappia che non c’è niente di cui aver paura, io mi sento sempre come se ci fosse qualcosa che non va, qualcosa di strano, un pericolo imminente.

E tu? Hai paura di qualcosa?

Qual è o quali sono le tue paure più grandi?

Scrivi un testo di 120 parole, usa le espressioni che hai imparato in questa lezione.

Invia il tuo testo alla tua insegnante via email

8 + 4 =

+ ITALIANO: come si dice? come si scrive?

 


  • Come si dice… in italiano?
  • Che cosa significa…?
  • Qual è il significato?
  • Che cosa vuol dire…?

Come si dice TO GO  in italiano?

Che cosa significa ANDARE in italiano?

Qual è il significato di ANDARE?

Che cosa vuol dire ANDARE?


Quando non trovi le parole…

  • Scusi non mi viene la parole che vorrei dire
  • Scusi non trovo le parole
  • Scusi non riesco a spiegarlo

Quando non troviamo le parole possiamo spiegare meglio fornendo elementi utili alla spiegazione:

-Come si dice quando una persona parla troppo?

-Si dice logorroico, una ragazzo logorroico, un uomo logorroico.

Quando si usa?

Quando vogliamo sapere quando usare un modo verbale, un verbo…

Quando si usa il modo futuro?

Si usa quando vogliamo esprimere le azioni future

Come si forma?

Quando vuoi sapere come si forma un verbo

Come si forma il congiuntivo presente del verbo essere?

Che io sia, che tu sia, che lui sia, che noi siamo, che voi siate, che loro siano

Com’è…?

In maniera un po’ più diretta e veloce, quando vogliamo sapere la coniugazione di un verbo usiamo com’è?

-Com’è il congiuntivo presente del verbo ANDARE?

-Com’è il futuro anteriore del verbo venire?

Come si scrive?

Quando vogliamo sapere come si scrive una parola.

Come si scrive DIAVOLO?

Come si scrive MAIALE?


 

IL VERBO “RIGUARDARE”

 

CIAO!

in questa lezione impareremo qualcosa di nuovo, sei pronto?

Oggi parleremo del verbo RIGUARDARE, di tutte le regole che lo riguardano, delle eccezioni, delle sfumature di significato e infine non mancheranno gli esercizi per praticare 😉

INIZIAMO!


Il verbo RIGUARDARE è un verbo transitivo che ha diversi significati, li vediamo qui di seguito:

 

  1. GUARDARE DI NUOVO, GUARDARE UN’ALTRA VOLTA: Non trovo le mie chiavi, ho guardato e riguardato nelle mie tasche ma non ci sono 🙁
  2. CONCERNERE – riferito a cosa, avere relazione o pertinenza: Per quanto riguarda i miei affari, mi sento tranquillo, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti così. In questo caso si usa con il pronome DIRETTO: tutto quello che la riguarda, tocca anche me, devo dirti qualcosa che vi riguarda, dobbiamo parlare con mia madre di qualcosa che lo riguarda.

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

  1. CUSTODIRE, SERBARE CON MOLTA CURA E ATTENZIONE: Sono dei gioielli preziosissimi, riguardali con attenzione;
  2. RIGUARDARSI – stare attento, aversi cura e riguardo, stare lontano da un male, da un pericolo, soprattutto con riferimento alla salute: Mi raccomando, riguardati dal freddo!

Coniugazione del verbo riguardare + pronome riflessivo

PRONOME + PR. RIFLESSIVO VERBO
IO MI

TU TI

LUI SI

LEI SI

NOI CI

VOI VI

LORO SI

RIGUARDO

RIGUARDI

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDIAMO

RIGUARDATE

RIGUARDANO


PER + QUANTO +  PRONOME + RIGUARDARE

PER + QUEL +  CHE + PRONOME + RIGUARDARE

Entrambe sono espressioni che usiamo per dire “che cosa pensiamo di qualcosa\qualcuno”, per esprimere la nostra opinione, qui di seguito alcuni esempi:

  • Per quanto mi riguarda puoi andare anche da solo alla festa,
  • Per quel che ci riguarda potete anche iniziare ad andare, noi arriveremo un po’ più tardi.

+ italiano

Esistono delle espressioni che si costruiscono con RIGUARDO che è un sostantivo maschile:

AL RIGUARDO = a questo proposito

-Non ho niente da dire al riguardo;

CON RIGUARDO = con attenzione

-Durante la lezione di domani parleremo di storia romana, con particolare riguardo alla costruzione dell’impero romano;

RIGUARDO A = che si riferisce a

-Vorrei dirti qualcosa riguardo al discorso di ieri;

A QUESTO RIGUARDO = a tal proposito

-A questo riguardo avrei molte cose da dire, ma preferisco tacere;

NEI RIGUARDI DI = nei confronti di

-Il tuo atteggiamento non è corretto nei riguardi di tua madre;

Altre espressioni con riguarda:

CHE RIGUARDA = che concerne

-Vorrei parlarti di qualcosa che riguarda i tuoi figli;

PER QUANTO RIGUARDA \ PER QUEL CHE RIGUARDA = concernere

Per quanto riguarda la tua situazione economica non so che consiglio darti.


LO RIGUARDA O GLI RIGUARDA?

Che pronome usiamo con il verbo RIGUARDARE? Pronome DIRETTO o pronome INDIRETTO?

Usiamo il pronome DIRETTO.

 ESEMPI

-QUESTO FATTO NON LO RIGUARDA PER NIENTE! (RIGUARDA CHI? -LUI)

-QUESTA STORIA NON LA RIGUARDA MINIMAMENTE (RIGUARDA CHI? – LEI)

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

Questa regola vale anche per il femminile e il plurale:

La riguarda

Le riguarda

Li riguarda


 

LEGGI IL TESTO

“RIGUARDATI DALLE PERSONE FALSE…”

UNA MAMMA SCRIVE UNA EMAIL A SUO FIGLIO PIETRO, CHE VIVE LONTANO DA CASA.

CARO PIETRO,

mi dispiace tanto che tu ti stia trovando male a New York. Io e tuo padre abbiamo sempre pensato che vivere lontano da casa ti avrebbe aiutato a crescere, a conoscere persone nuove e imparare tante cose nuove.

Ieri ci sono rimasta male quando mi hai raccontato dell’episodio accaduto al nuovo collage. Io e tuo padre siamo un po’ preoccupati, cerca di riguardarti dalle persone false.

Se questi nuovi amici ti maltrattano, allontanali immediatamente.

Purtroppo il mondo non è fatto solo di persone di cui ci possiamo fidare, ma è fatto anche di persone false e cattive.

Il modo per evitare i danni che queste persone ci possono causare è: allontanarle e riguardarci da esse.

Ciò che queste persone pensano di te e dicono di te non ti riguarda, riguarda loro, la loro cattiveria e la loro disonestà.

Per favore, stai lontano da loro e vedrai che non ti accadrà mai niente di male.

Ci sentiamo domani su skype

un bacio grande

Mamma


PRATICHIAMO!

 

SEI PRONTO PER PRATICARE?

SCRIVI 10 FRASI CON LE SEGUENTI ESPRESSIONI: riguardarsi, al riguardo, con riguardo, riguardo a, che riguarda.

Inviale alla tua insegnante, durante la prossima lezione skype le correggerete insieme 😉

Bello, buono, bravo, bene

 


Bello è usato per dire che qualcuno o qualcosa ha un PIACEVOLE aspetto fisico:

Luigi è un bel ragazzo

Ho comprato un bel libro

Abbiamo visto una bella casa

 

ATTENZIONE! BELLO diventa BELLA, BELLE, BELLI.


Buono (buona, buoni, buone) è usato per dare un’opinione positiva circa la qualità di qualcosa, qualcuno o per descrivere un SAPORE, un PROFUMO, un ODORE:

Una persona buona

Un buon profumo

Un buon sapore

Una buona pizza


Per capire meglio la differenza fra questi due aggettivi possiamo usare questo esempio:

Maria è una bella ragazza ⇒ descrizione del suo aspetto fisico

Maria è una persona buona ⇒ descrizione del suo carattere

Una buona torna ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Una buona pizza ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Questo caffè ha un buon profumo ⇒ descrizione del profumo


Bene è un avverbio che si usa per dare un giudizio positivo a qualcosa\qualcuno:

La macchina funziona bene

Ho studiato bene


NON DIRE MAI⇒ Una persona bene


Bravo è un aggettivo usato per descrivere il carattere di una persona (o un animale) o per dire che questa persona è molto brava nel fare qualcosa:

Luca è un bravo ragazzo

Luigi è molto bravo in matematica 😉 [beato lui!]

Mina è una brava cantante

Pietro è un bravo insegnante


N.B.

BRAVO cambia al maschile, femminile, singolare, plurale: bravo, brava, bravi, brave


 

LEGGI IL TESTO

 

“GIULIA E STEFANO SI CONOSCONO, STEFANO RACCONTA AL SUO AMICO DEL LORO INCONTRO”

CIAO!

Scusa se in questi giorni non ti ho scritto. Ero impegnato con affari sentimentali 😉

Ho conosciuto una bella ragazza di Roma. Lei è bella, alta, magra, mora e occhi castani. Siamo usciti insieme un paio di volte. Una volta abbiamo preso un caffè in un bar vicino al Colosseo (il caffè era buono e aveva anche un buon profumo) e un’altra volta abbiamo mangiato una buona pizza in un ristorante vicino a Piazza di Spagna. Mi sembra una ragazza molto interessante, ma non so se sia una brava persona, per dire questo devo ancora aspettare un po’ di tempo.

Ci sentiamo presto

Stefano

BELLO, BUONO, BRAVO, BENE

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SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
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CIAO BELLA!

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: i significati del saluto “Ciao bella”.

Sei pronto?

Iniziamo!



SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare le forme di saluto formali e informali.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Ciao bella!” è una forma di saluto più usata dagli stranieri che dagli italiani.

 


CIAO BELLA!

CIAO TESORO!

CIAO CARA!

CIAO AMORE!

sono formule di saluto informali e amichevoli.


ESPRESSIONI NUOVE!

 

DI FIDUCIA

-Una persona della quale ci fidiamo

Il parrucchiere di fiducia

Il pizzaiolo di fiducia

Il macellaio di fiducia

-Quando voglio mangiare una buona pizza, vado dal mio pizzaiolo di fiducia.

MANCARE DI RISPETTO

-Non mostrare la dovuta deferenza

Se saluti una persona che non conosci con un “ciao bella!” le manchi di rispetto

 

PER OBBLIGO  qualcosa che dobbiamo fare OBBLIGATORIAMENTE

usiamo anche l’espressione PER FORZA \ ESSERE OBBLIGATO

-Devi studiare per forza?

-Dobbiamo studiare obbligatoriamente;

PER +  obbligo, amore, soldi, convenienza, \ + VERBO ALL’INFINITO

Usiamo la preposizione PER per indicare CAUSA, FINE, SCOPO

-Vado a Milano per lavoro;

-Lavoro solo ed esclusivamente per soldi;

-Mi sposo per soldi.


 

PRENDERE CONFIDENZA = familiarità, fiducia

-Ho preso confidenza con la lingua italiana;

-Io e il nuovo capo abbiamo preso un po’ di confidenza.

PRENDERSI DELLA CONFIDENZA= trattare con poco rispetto, dire cose o compiere atti non convenienti verso una persona:

-giovanottonon si prenda troppe confidenza!

ESSERE IN CONFIDENZA = avere fiducia, familiarità

-Io e Paolo siamo in confidenza.

VECCHIOTTE 

Diminutivo di vecchie 

VEZZEGGIATIVO \ DIMINUTIVO = aggettivo – che tende a vezzeggiare\ diminuire

amore- amorino;

Tesoro- tesorino, tesoruccio;

Farfalla- farfallina.

NOMIGNOLO = soprannome scherzoso spesso formato sulla deformazione del nome

Tesoruccio mio;

Pulcino mio.


VOCABOLARIO

NUBILE = stato civile della donna che non è sposata.

CELIBE = stato civile dell’uomo che non è sposato.


 

 





PRATICHIAMO!

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+ ITALIANO: L’INSEGNANTE RISPONDE AD ALCUNE DOMANDE

CIAO!

siamo qui per imparare qualcosa di nuovo, sei pronto?

Obiettivo: imparare qualcosa di nuovo per migliorare il TUO italiano

Livello: avanzato

Suggerimenti: per sfruttare al meglio questa lezione ti suggerisco di ascoltare il podcast in un momento in cui sei tranquillo e predisposto all’ascolto. Non ascoltare il podcast in momenti di stress o stanchezza eccessiva. Quando non capisci qualcosa ripeti l’ascolto più e più volte, fin quando non avrai capito 😉 … in questo modo imparerai un buon italiano 😉

NON DIMENTICARE DI FARE GLI ESERCIZI 😉


ASCOLTA IL PODCAST

“La ramanzina”


Espressioni nuove

Tanto per…

Tanto per dire = a titolo di puro esempio

-“Per imparare l’italiano ci sono tante cose che potresti fare: acquistare un buon libro, leggere un giornale in italiano, tanto per dire”.

Tanto per fare qualcosa = tanto per tenersi occupato

“Vado in biblioteca due volte a settimana, tanta per fare qualcosa.

Tanto per parlare = dire cose inconsistenti

“Gianni parla tanto per parlare, non si rende conto dei discorsi insignificanti”.

Tanto per cambiare = nuovamente, come al solito

-Tanto per cambiare non hai fatto gli esercizi”.

Economizzare = risparmiare, fare economia

-Gli studenti cercano di economizzare, scegliendo solo alcuni di grammatica ed escludendone altri.

Fare una brutta figura \ fare una bella figura = impressionare positivamente o negativamente

-Ieri in classe ho fatto una brutta figura.

Fare la figura del poveraccio = Persona misera, in difficoltà, bersagliata dalla sfortuna, sventurato, disgraziato

-Chi non usa il congiuntivo per pigrizia fa la figura del poveraccio.

Fare la figura dell’analfabeta = Che non sa leggere e scrivere, illetterato, ignorante, incolto:

-Chi con usa il congiuntivo fa la figura dell’ignorante.

Analfabeta \ analfabeti= persona che non sa né leggere né scrivere, ma anche incolto, ignorante:

-Chi non usa il congiuntivo è analfabeta.

Non volerne sentire parlare= modo di dire = volere + ne ⇒ non voler ascoltare spiegazioni, scuse, consigli:

Luogo comune= affermazione banale e diffusa, frase fatta

Ramanzina \ fare la ramanzina = sgridata, lungo rimprovero, specialmente per indurre a non ripetere un comportamento o un’azione scorretta:

-L’insegnante ci ha fatto la ramanzina.


PRATICHIAMO!

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CONCORDANZA DEI TEMPI: PASSATO > CONGIUNTIVO \ CONDIZIONALE


CREDEVO CHE FOSSE STATO> CREDEVO CHE SAREBBE STATO?

Sono corrette entrambe, ma hanno un significato di verso.


Ascolta il podcast

“Sei sempre deluso? Le persone ti feriscono in continuazione? Gli esperti dicono che la colpa è solo tua.”

 


Un tempo del passato + che + congiuntivo trapassato

PER PARLARE DI QUALCOSA CHE PENSAVO, IMMAGINAVO… NEL PASSATO, MA CHE POI SI è RIVELATA NON VERA

IMPERFETTO = PENSAVO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ⇒ (Ieri, avanti ieri, l’altro giorno…) io pensavo che Paolo avesse preso una casa in affitto, ma poi ho scoperto che non è vero.

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO.


Leggi il testo

“Una proposta di matrimonio…”

Mio marito mi ha chiesto di sposarlo quando eravamo al supermercato. In quel momento l’ho guardato e ho pensato che fosse completamente impazzito. Lui mi ha guardata e ha iniziato a ridere dicendo: “Non sono pazzo, ti voglio sposare e ti sto chiedendo se anche tu vuoi la stessa cosa”. Avevo immaginato milioni di volte quel giorno. Quando ero piccola lo immaginavo come nelle favole, poi quando sono cresciuta ho iniziato ad essere più razionale e lo immaginavo meno fiabesco ma sicuramente romantico, magari sotto la Tour Eiffel… ma niente da fare, lui è sempre riuscito e riesce sempre a stupirmi. Mentre facevamo la spesa tra una fila e l’altra mi ha detto: “Vuoi sposarmi?”. Alla fine è stato emozionante lo stesso, mi sono sciolta come un gelato al sole. Pensavo che togliesse un anello dalla sua tasca, ma niente, nessun anello. Abbiamo fatto la spesa, pagato e siamo usciti fuori. Mentre sistemavamo le buste della spesa nel cofano della macchina l’ho visto che frugava curiosamente nella tasca dei suoi pantaloni e con tanta naturalezza ha sfilato un anello, un bellissimo solitario, quello che avevo sempre desiderato, quello che avevo sempre sognato. Lui ha preso la mia mano, e mentre infilava l’anello nel mio anulare rideva e ha detto: “questo è … non so cosa dire…”. Entrambi abbiamo iniziato a ridere, io l’ho abbracciato e gli  ho detto che ero felicissima e che come sempre era riuscito e stupirmi. Lui mi ha guardato e mi ha detto: “sto aspettando una risposta, normalmente quando un uomo chiede alla sua donna di sposarlo lei risponde…”. Io l’ho guardato e ho detto: “Sì…”. Era tutto così magico, da allora è passato davvero tantissimo tempo, allora eravamo giovani e non avevamo idea di tutte le intemperie che avremmo dovuto affrontare, pensavamo che tutto fosse facile, credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio.


TEMPO DEL PASSATO+ che + condizionale passato

PENSAVO CHE PAOLO AVREBBE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ;

La consecutio temporum (nome latino per indicare la concordanza dei tempi) nel passato con il che e i verbi: pensare, immaginare, credere e in generale i verbi che normalmente richiedono il congiuntivo, può essere costruita anche con il CONDIZIONALE PASSATO, dando alla frase un significato completamente diverso:

ESEMPIO: credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio ⇒ CHE COSA ESPRIMONO QUESTE FRASI? ⇒ queste frasi esprimono un’ipotesi futura nel passato⇒ qualcosa che pensavo che sarebbe potuto accadere nel futuro, ma che poi non è accaduto.


 (frase 1) PENSAVO CHE (frase 2 ) AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

Ieri (alle 10 di mattina) pensavo che loro avrebbero mangiato con noi (alle 21 di sera)

La frase 1 esprime un’azione passata e la frase 2 esprime un’azione passata che era proiettata nel futuro.

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI.

TUTTE LE AZIONI SONO PASSATE, MA PROIETTATE NEL FUTURO


Differenza

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONDIZIONALE PASSATO

-Pensavo che fossi arrivato in anticipo -Pensavo che saresti arrivato in anticipo
Ieri pensavo che tu fossi arrivato in anticipo, ma non sei arrivato in anticipo. Ieri pensavo che (in un momento futuro di ieri) forse tu saresti arrivato in anticipo, ma poi la mia ipotesi non si è realizzata. Quello che io prevedevo, immaginavo, pensavo non si è realizzato.

 


USIAMO IL CONDIZIONALE PASSATO QUANDO ESPRIMIAMO UN NOSTRO PARERE ⇒( SEMPRE RIFERITO AL PASSATO):

 

SECONDO + PRONOME \ SOGGETTO + FRASE AL CONDIZIONALE PASSATO

-Secondo me avresti dovuto parlare con Giulia;

-Secondo me avresti dovuto spiegargli le tue ragioni;

-Secondo Paolo avresti dovuto mangiare un’ora prima;

-Secondo lui sareste dovuti partire prima;

-Secondo l’insegnate avrebbero dovuto leggere tutto il libro.


 

Pratichiamo!

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A DOMANI – CI VEDIAMO DOMANI

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: usare la preposizione giusta al momento giusto.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: le preposizioni con il verbo VENIRE”


Quando salutiamo qualcuno e vogliamo rinnovare il nostro incontro, possiamo usare principalmente due espressioni:

  • A + domani, giorno della settimana, dopo, stasera, stanotte … guarda questi esempi:

-A domani;

-A dopo;

-A lunedì;

-A stasera;

-A stanotte;

-A più tardi.

  • CI + VEDIAMO + domani, dopo, stasera, più tardi, dopodomani, giorno della settimana… guarda questi esempi:

-Ci vediamo domani;

-Ci vediamo dopo;

-Ci vediamo lunedì;

-Ci vediamo dopodomani;

-Ci vediamo più tardi.


Pratichiamo!

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AVERE INIZIATO e ESSERE INIZIATO

Ciao!

Quale ausiliare dobbiamo usare con il verbo INIZIARE? Essere o avere?

La lingua italiana è ricca di verbi che reggono sia l’ausiliare essere, sia l’ausiliare avere.

Questi verbi sono piuttosto numerosi, trovi una lista esaustiva qui sotto.

Ma come facciamo a sapere quando dobbiamo usare l’ausiliare essere e quando l’ausiliare avere?

Possiamo riconoscere l’ausiliare essere o avere a seconda del soggetto:

generalmente quando il soggetto è una persona o un essere animato, c’è la possibilità di un uso transitivo del verbo (ausiliare AVERE).

Quando il soggetto è un essere inanimato è più probabile l’uso intransitivo (dunque verbo ESSERE).

In alcuni casi possiamo notare che il cambio da uso TRANSITIVO (verbo AVERE) a uso INTRANSITIVO (verbo ESSERE) cambia il significato del verbo.

 

accelerare / Il ritmo del cuore è accelerato; Il musicista ha accelerato il ritmo

accrescere / I problemi sono accresciuti; Ho accresciuto il mio capitale

affievolire / La luce è affievolita; Ho affievolito il suo entusiasmo

affogare / I passeggeri del Titanic sono affogati; Ho affogato il dolore nell’alcol

affondare / La nave è affondata; I pirati hanno affondato la nave

agghiacciare / A queste parole sono agghiacciato; Ho agghiacciato tutti con le mie parole

ammutolire / A queste parole sono ammutolito; Ho ammutolito tutti con le mie parole

annegare / Alcune persone sono annegate; I Vichinghi hanno annegato a Thingvellir molte streghe, ma mai i gatti perché sono esseri senzienti

annerire / I muri sono un po’ anneriti; Ho annerito i miei capelli

ardere / Il rogo è arso in pochi minuti; L’imperatore ha arso la città

arretrare / Davanti al nemico sono arretrato; Davanti al nemico ho arretrato la cavalleria

arricchire / In questi anni lui è arricchito; Lui ha arricchito molta gente

arrugginire / La mia bicicletta è arrugginita; La pioggia ha arrugginito la bicicletta

asfissiare / E’ asfissiato in un incendio; Lui mi ha asfissiato con le sue domande

aumentare / Il costo della vita è aumentato; Ho aumentato il volume della radio

avanzare / E’ avanzato da mangiare; Noi abbiamo avanzato una proposta

azzittire / A queste parole lui è azzittito; Con uno sguardo lo ho azzittito

bruciare / L’edificio è bruciato; Ho bruciato i miei diari

calare / La notte è calata; Ho calato una corda dalla finestra

calzare / Il tuo discorso è calzato perfettamente; Ho calzato queste scarpe

cambiare / Col tempo sei cambiato molto; Finalmente ho cambiato macchina

centuplicare / Le sue forze sono centuplicate; Ho centuplicato i miei sforzi

cessare / Il terremoto è cessato; Ha cessato di piovere

cicatrizzare / La ferita è cicatrizzata rapidamente; Questa pomata ha cicatrizzato la ferita

colare / Il liquido è colato a terra; Ho colato il tè

cominciare / Lo spettacolo è già cominciato; Hai cominciato il tuo nuovo lavoro?

continuare / La vita è continuata serena; Ho continuato a fare le cose di sempre

convenire / La decisione ti è convenuta; Ha convenuto con me che è meglio così

correre / Sono corso a casa; Ho corso un bel rischio

crepare / E’ crepato come un cane; Il terremoto ha crepato i muri di casa

crescere / Il bambino è cresciuto; La madre ha cresciuto i suoi figli

declinare / Il suo potere è declinato; Ha declinato ogni responsabilità

derivare / L’italiano è derivato dal latino; Abbiamo derivato questo dai fatti

deviare / Il corso del fiume è deviato; Quel re ha deviato il corso della storia

diminuire / La popolazione è diminuita; Ho diminuito le mie spese

discendere / Siamo discesi a valle; Ho disceso una montagna

evadere / Sono evaso di prigione; Ho evaso le tasse

esplodere / Sono esploso per la rabbia; Ho esploso un colpo di pistola

fallire / Quella ditta è fallita; Ho fallito il mio bersaglio

finire / Il film è finito alle 11; Ho finito l’università nel 1995

fuggire / Davanti al rischio sono fuggito; Non ho mai fuggito le tentazioni

gelare / L’acqua è gelata; Con le mie parole ho gelato tutti

guarire / Il malato è guarito; La medicina ha guarito il malato

importare / Non mi è importato quello che ha detto; L’Italia ha importato molti cereali

ingrassare / Sei ingrassato di qualche chilo?; Ho ingrassato il motore della macchina

invecchiare / Non sei invecchiato per niente; Il falegname ha invecchiato il mobile

mancare / Mi è mancata la tua presenza; Ho mancato il bersaglio

maturare / La frutta è maturata; Ha maturato la decisione di partire

migliorare / Le sue condizioni sono migliorate; Ho migliorato l’aspetto del mio ufficio

montare / Lui è montato in macchina; Il cavallo ha montato la cavalla

mutare / Il suo aspetto non è mutato; Ho mutato opinione

passare / Molto tempo è passato; Lui ha passato tutta la mattina a letto

peggiorare / La situazione è peggiorata; Hai peggiorato la situazione

pesare / Prendere quella decisione non mi è pesato; Ho pesato la mia valigia

resuscitare / Gesù è risuscitato; Questa notizia lo ha risuscitato

rincarare / Questi prodotti sono rincarati; Ho rincarato la dose

ringiovanire / Sei ringiovanito; Questo taglio di capelli ti ha ringiovanito

salire / Sono salito a casa mia; Ho salito tutti gli scalini

saltare / L’appuntamento è saltato; Ho saltato un ostacolo difficile

sbarcare / I passeggeri sono sbarcati a Taranto; Ho sbarcato il lunario per molti anni

scattare / E’ scattata l’ora x; In vacanza ho scattato molte foto

scendere / Siamo scesi dall’autobus; Abbiamo sceso le scale

schizzare / E’ schizzato via come un fulmine; La macchina mi ha schizzato addosso del fango

scorrere / Il vino è scorso a fiumi; Hai scorso il giornale?

seguire / Dopo questo è seguito un fatto; Ho seguito il tuo consiglio!

servire / Quei soldi mi sono serviti; Il barista ha servito un cliente

sfumare / Il progetto è sfumato; Il pittore ha sfumato i colori

suonare / E’ suonata la tua ora!; Abbiamo suonato una canzone

toccare / Oggi è toccato a me; Chi ha toccato i miei fiori ?

trascorrere / E’ trascorso un mese; Ho trascorso la settimana aspettandoti

variare / Il tempo è variato; Ho variato il menù

 


AVERE INIZIATO = il soggetto è generalmnete una persona o un essere animato, dare inizio, incominciare: incominciare un lavoro; iniziare un corso, il periodo di prova; un libro:

-Ho iniziato il corso d’italiano;

-Hanno iniziato a lavorare alle 20;

-Avete iniziato a leggere il libro?


ESSERE INIZIATO = il soggetto in genere è un essere inanimato, cominciare, avere inizio:

-Il film è iniziato alle 11;

-Muoviti! Lo spettacolo è già iniziato;

-La lezione è iniziata alle 11.


Grammatrucco

  • Con il verbo iniziare usiamo sempre la preposizione A + verbo all’infinito:

-Ho iniziato a giocare alle 11;

-Hanno iniziato a leggere;

  • Usiamo anche la preposizione CON:

-L’insegnante ha iniziato la lezione con una lettura;

-Lo spettacolo è iniziato con una presentazione molto interessante.

  • Usiamo anche la preposizione DA:

-La scuola è iniziata da lunedì (è iniziata lunedì scorso)


Pratichiamo!

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+ italiano: non ho tempo

LEGGI E ASCOLTA IL PODCAST

“Scusa ma non ho tempo…”

 

“Vorrei andare in Italia”, “vorrei fare sport”, “vorrei imparare l’italiano”, “vorrei rilassarmi”, “vorrei leggere un bel libro”… vorrei, vorrei, vorrei, ma non ho tempo.

Non ho tempo per imparare, non ho tempo per viaggiare, non ho tempo per rilassarmi… in generale non abbiamo mai tempo per niente.

Mentre consumiamo la nostra colazione rispondiamo ai messaggi che abbiamo ricevuto su whatsapp, controlliamo le notifiche facebook, leggiamo il giornale e contemporaneamente parliamo con i nostri figli, pensiamo a che cosa prepareremo per pranzo.

Le nostre menti non riposano mai, noi non riposiamo mai e la nostra vita passa. Viviamo per portare a termine un miliardo di doveri, i doveri di lavoratori, di madri, di padri, di studenti, di figli.

Quante volte avresti voluto il tempo per seguire un  corso d’italiano, fare sport, leggere e hai detto: “vorrei ma non posso”, oppure “scusa ma non ho tempo…non ho tempo per andare al bar, non ho il tempo per chiacchierare…per fare una passeggiata”.

E’ sempre una corsa, non abbiamo mai tempo se non per il DOVERE: Casa, famiglia e lavoro.
Siamo talmente tanto presi per tutto il “resto” che ci siamo dimenticati di “noi stessi”. Siamo travolti dagli eventi che ormai abbiamo persino smesso di ascoltare le nostre EMOZIONI.

Dobbiamo renderci conto che oggi ci siamo e domani “NON SI SA”.

Dobbiamo trovare il tempo per realizzare i nostri sogni, soddisfare noi stessi e non solo gli altri.


Espressioni utili…

AVERE  TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (O PRONOME)

-Hai tempo per aiutarmi?

-Abbiamo tempo per finire questo lavoro.

-Hai tempo per me?

NON AVERE TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (PRONOME)

-Non ho tempo per aiutarti;

-Non abbiamo tempo per finire questo lavoro;

-Non ho tempo per te.

SFRUTTARE IL TEMPO

-Dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione.

RISPARMIARE TEMPO

-Usciremo di casa mezz’ora prima per risparmiare un po’ di tempo.

ESSERE + TEMPO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-è tempo di studiare.

GESTIRE IL TEMPO

-Non riesco più a gestire il mio tempo.

PERDERE TEMPO \ IL TEMPO

-Ho studiato per tanti anni ma non ho imparato niente, ho perso il mio tempo.

BUTTARE VIA IL TEMPO \ SPRECARE IL TEMPO

-Abbiamo lavorato per due ore senza concludere niente, abbiamo buttato via il tempo.


MODI DI DIRE CON LA PAROLA TEMPO

A tempo perso
  •  Nei ritagli di tempo, nei momenti liberi da altri impegni, riferito in genere ad attività collaterali a quella principale oppure a passatempi o divertimenti vari: 

A tempo perso studio un po’ d’italiano.

 Ai tempi di Noè
  • In tempi remotissimi, come quelli in cui visse Noè, il patriarca al quale secondo la Bibbia Dio impose di costruire l’Arca per salvare le specie viventi dal Diluvio Universale:

è da tanto tempo ormai che non vedo Paolo, l’ultima volta l’ho visto ai tempi di Noè.

Ammazzare il tempo 
  • Dedicarsi a un passatempo, tenersi occupati per allontanare la noia; trovare qualcosa da fare in attesa di un dato avvenimento. Dedicarsi a un’attività qualsiasi, di solito banale o inutile, soltanto per non annoiarsi durante un’attesa o simili.
  •  Ingannare il tempo; ammazzare la noia:

Abbiamo aspettato per più di due ore prima di parlare con il professore, per ammazzare il tempo abbiamo parlato un po’.

Aver tempo da vendere
  •  Non avere fretta, disporre di molto tempo, tanto che ne avanzerebbe anche per venderlo ad altri:

-I giovani hanno tempo da vendere.

Avere i tempi impiccati
  • Avere un tempo ridottissimo per fare qualcosa:

-Oggi ho i tempi impiccati, non so se potrò venire a trovarti.

Nei ritagli di tempo
  • Nel tempo libero, in quello che avanza dopo aver svolto le proprie normali e doverose attività; nei momenti liberi o di pausa tra un lavoro e l’altro. Sottintende che questo tempo sia poco, come se fosse letteralmente ritagliato da un pezzo di tessuto:

Nei ritagli di tempo mangio qualcosa.

Stringere i tempi
  • Affrettarsi, cercare di ridurre il tempo che si impiega per fare qualcosa:

-Cerca di finire il lavoro entro oggi, stringi i tempi.

Tempi bui
  •  Epoche barbare, tempi lontani e soprattutto non ancora illuminati dalla luce della civiltà, in cui la vita era dura, violenta, difficile. Fino a non molto tempo fa, la cultura ufficiale riservava questa definizione ai secoli del Medio Evo.
  •  Epoche buie; tempi oscuri; epoche oscure:

Per il lavoro sono tempi bui, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempi duri
  •  Periodo di crisi, sfortunato, penoso, irto di difficoltà. Vale per una persona, per un gruppo sociale, una situazione, un’azienda, una nazione, un’ideologia e altro:

Per il lavoro sono tempi duri, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempo da lupi
  •  Tempo bruttissimo, tempestoso, burrascoso, freddissimo, con pioggia o neve, che si ritiene adatto soltanto ai lupi che vivono in un ambiente simile:

La nostra vacanza è stata pessima, c’era un tempo da lupi.

 


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“Il più migliore” non si dice

LEGGI IL TESTO

IL MIGLIOR STUDENTE…

Insegno l’italiano da ormai 10 anni. Quando le persone mi chiedono chi siano i migliori studenti, rispondo sempre che i migliori sono sempre quelli che studiano, che praticano costantemente, che lavorano sodo.

Gli studenti che hanno la meglio su argomenti come “ci” e “ne”, “il congiuntivo” e quelli che riescono a parlare fluentemente, sono i più costanti, i più determinati, sono quelli che non si arrendono davanti alle difficoltà, sono quelli che dico: “L’italiano è difficile, ma io ce la faccio”.


 

  • Il più migliore
  • è più meglio
  • è più migliore

Sono forme sbagliate, le forme corrette sono:

Maschile singolare Femminile singolare Maschile plurale Femminile plurale
migliore Stefano è il migliore Stefania è la migliore Stefania e Stefano sono i migliori Stefania e Luisa sono le migliori

ESPRESSIONI

ESSERE IL MIGLIORE

-Mio fratello è il migliore

ESSERE MEGLIO

-È meglio che tu vada a fare i compiti

DI BENE IN MEGLIO

-Prima sapeva parlare italiano, poi ha iniziato a studiare ed è andata di bene in meglio (ha migliorato progressivamente)

AVERE DI MEGLIO

-Se ti impegnassi di più potresti avere di meglio (ottenere dei risultati migliori)

AVERE LA MEGLIO = vincere, riuscire vincente, avere la meglio su un avversario

-È stata una conversazione molto difficile, ma alla fine ho avuto la meglio


IMPORTANTE

articolo + più + aggettivo 

  • Il più buono;
  • Il più simpatico;
  • Il più antipatico;
  • Il più colorato.

essere + più + aggettivo + di \ del \ della \ delle \ dei \ degli

  • Mio fratello è più simpatico di te;
  • Mio fratello è più simpatico del tuo;
  • .Mio fratello è più giovane della sua fidanzata.

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AVERE FINITO e ESSERE FINITO

AVERE FINITO e ESSERE FINITO

Che ausiliare dobbiamo usare con il verbo finire? Essere o avere?

Dipende!


AVERE FINITO = avere concluso, avere terminato, avere portato a termine un’azione

-Ho finito di mangiare

-Ha finito di scrivere

-Abbiamo finito gli esercizi

-Avete finito di pranzare?


ESSERE FINITO = usiamo questa espressione per indicare la conclusione di: un film, un programma, una partita, un concerto, una presentazione, una riunione, una lezione, un percorso, indicando l’ora oppure no:

-Il film è finito alle 6:00

-La riunione è finita alle 8:00

-La lezione è finita, potete andare via


ESSERE FINITO = usiamo questa espressione + bene \ male, per descrivere il modo in cui si è conclusa una storia, un fatto, una situazione

-La storia tra Paolo e Stefania è finita male

-La vacanza è finita male, abbiamo perso le valige


AVERE FINITO = SOGGETTO + AZIONE = PASSATO PROSSIMO

-Ho finito di mangiare alle 9:00

-Ho finito di studiare alle 17:00

-Abbiamo finito di fare i compiti alle 20:00


ESSERE FINITO = ARTICOLO + NOME

-La pasta è finita, mangiamo qualcos’altro?

-La festa è finita, andiamo a casa

-La storia con Paolo è finita, adesso non ci parliamo più


DOVE ESSERE FINITO?

ESSERE FINITO…

(ESSERE FINITO – ESSERE ANDATO-A-I-E \ A FINIRE)

Usiamo questa espressione per chiede e dire dove si trova qualcosa \ qualcuno che stiamo cercando:

-Dov’è finito il mio cellulare? -Non lo so, guarda su quel tavolo.

-Dov’eri finito? è tutto il giorno che ti cerco.

-Guarda dov’è andato a finire il mio cellulare, sotto il letto.


Grammatrucco

Con il verbo finire usiamo sempre la preposizione DI seguita da un verbo all’infinito:

-Ho finito di mangiare

-Abbiamo finito di correre alle 7


CURIOSITÀ

Usiamo l’espressione è finita + numero per dire come si è conclusa una partita di calcio (di basket, di pallavolo…):

-Com’è andata la partita?

-Oh, molto bene, è finita 2 a 2.

—    —     —    —    —    —    —    —    —   —

-Com’è finita la partita?

-è finita con un pareggio.


Pratichiamo!

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+ cultura: il 25 aprile

Il 25 aprile

LEGGI IL TESTO

Il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo, giorno che viene festeggiato ogni anno in tutta Italia con eventi, concerti e manifestazioni. Una festa per ricordare un passato orribile terminato 72 anni fa.

l 25 aprile 1945 segna la vittoria della Resistenza Italiana sui nazifascisti . Quel giorno la città di Milano, sede del comando partigiano, insorge e prende il sopravvento sui fascisti. Anche Torino viene liberata. Ormai la maggior parte d’Italia è liberata e la guerra è sta per finire. Il 28 aprile Mussolini verrà catturato e giustiziato.

I tedeschi si arrenderanno l’8 maggio, mentre i giapponesi lo faranno il 2 settembre di quello stesso anno.

La Resistenza, insieme agli Alleati, ha combattuto a lungo per sconfiggere i fascisti e i nazisti: persone di tutte le estrazioni sociali e di varie vedute politiche si sono unite per ribellarsi alla dittatura. La loro lotta si è tradotta in una vera e propria guerra civile che da una parte vedeva gli italiani fascisti e dall’altra gli antifascisti.

Chi combatteva nella Resistenza era un partigiano: i partigiani non erano un esercito vero e proprio, ma erano civili che si armavano come potevano e si riunivano in gruppi per attaccare in ogni modo il nemico. Le loro azioni si affiancavano a quelle consistenti degli eserciti alleati e uniti riuscirono a vincere.

 

I partigiani e tutte le parti che si opponevano ai nazifascisti (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici) erano riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale . Dopo la guerra, questo Comitato partecipò attivamente alla nascita della Repubblica.

 Grazie alla lotta unita fra tutti gli oppositori al fascismo, si è riusciti a ribaltare la dittatura e a porre le basi per uno stato democratico. Le radici della Repubblica Italiana sono da rintracciare proprio nella Resistenza: l’Assemblea Costituente (l’assemblea che scrisse la nostra Costituzione) fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell’antifascismo.

Ogni anno è importante festeggiare la libertà e la democrazia conquistate in quella giornata . Un modo molto bello di festeggiare è andare nei cortei che manifestano nelle varie città italiane. In strada le persone cantano, sventolano bandiere e celebrano con gioia e allegria la liberazione.

 

In queste manifestazioni si possono ancora trovare (ma purtroppo sempre di meno!) i partigiani. Bambini, donne e uomini camminano a fianco di questi vecchietti arzilli e fieri che hanno combattuto per permettere a tutti noi di avere una vita migliore. Non a caso le persone in strada stringono loro la mano e li applaudono per ringraziarli. È un momento molto commovente ed emozionante.

Oltre alle manifestazioni si possono seguire alcuni gruppi che vanno nei luoghi storici della città per sostituire le corone di alloro commemorative per i caduti della guerra . Non solo si possono incontrare i familiari di chi ha partecipato in prima persona alla Resistenza, ma si possono anche scoprire monumenti e luoghi dove si è scritta la storia del nostro Paese . Magari ce n’è uno vicino a casa vostra e non ve ne siete mai accorti!

Insomma, non ci resta che augurarvi un bellissimo settantesimo anniversario del 25 aprile con la canzone storica dei partigiani, Bella ciao , reinterpretata dal gruppo Modena City Ramblers : una canzone triste cantata, questa volta, con allegria. Buona festa della Liberazione a tutti!

TRATTO DA: http://www.focusjunior.it/scuola/storia/25-aprile-w-la-festa-della-liberazione


1. LABORATORIO LINGUISTICO?️ (CONVERSAZIONE)

ESERCIZIO

  1. DOPO AVERE LETTO IL TESTO ANNOTTA TUTTE LE PAROLE E LE ESPRESSIONI CHE NON CAPISCI (DISCUTERAI DI ESSE DURANTE LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE);
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: -Che cosa è successo il 25 Aprile del 1945? Perché gli italiani festeggiano questa ricorrenza?

PREPARA LA TUA PROVA DI CONVERSAZIONE

1. RICORDATI CHE QUANDO PARLI DEL PASSATO (fatti accaduti e ormai conclusi) DEVI USARE: PASSATO REMOTO o PASSATO PROSSIMO:

“Nel 1945 ci fu la guerra”

“Nel 1945 c’è stata la guerra”


?Consiglio:

Se vuoi parlare un italiano davvero eccellente, quando parli di fatti storici, usa il passato remoto.


2. CHE COSA è SUCCESSO?

A QUESTA DOMANDA RISPONDIAMO:

-è successo che \ successe che…

“è successo che gli americani hanno invaso la Libia”

“successe che gli americani invasero la Libia”

-C’è stato \ ci fu…

“Ci fu l’invasione della Libia da parte degli americani”

“Nel 1914 c’è stata l’invasione della Libia da parte degli americani”


2. ASCOLTA, PRATICA…

“Esecuzioni, torture, stupri Le crudeltà dei partigiani

La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega…”

VOCABOLARIO

 

EFFERATEZZE: particolare ferocia, crudeltà, violenza dura, violenza atroce

“Siamo stanchi delle efferatezze che tutti i giorni dobbiamo subire”

A CONTI FATTI: considerando tutti i fatti accaduti

“A conti fatti mi resi conto che avevo sbagliato”

ECCESSI: quantità eccessiva

“C’è un eccesso di potere, dobbiamo fermarlo”

ABERRAZIONI: deviazione da un principio costituito, da una norma, dalla normalità

“è un uomo capace di qualsiasi aberrazione”

NEGARE: dichiarare che un fatto non è vero

“Hanno negato di essere stati violenti”

BUGIARDA \o \ i \ e: qualcuno che non dice la verità, una persona che dice menzogne, una persona che dice bugie

“I politici sono tutti bugiardi”


3. LABORATORIO LINGUISTICO ?️ (CONVERSAZIONE)

PREPARATI PER LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE

ESERCIZIO 

  1. DOPO AVER ASCOLTATO BENE IL PODCAST, PREPARA UNA LISTA DI TUTTE LE PAROLE E DI TUTTE LE ESPRESSIONI CHE PER TE SONO NUOVE E DELLE QUALI NON SAI IL SIGNIFICATO (PARLERAI DI ESSERE CON LA TUA INSEGNANTE DURANTE IL VOSTRO PROSSIMO INCONTRO).
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: “Di che cosa si parla nel podcast?” – “Quali sono gli aspetti negativi della resistenza?”

PER PARLARE…

Per preparare la tua presentazione puoi usare queste espressioni:

Il podcast parla di…

Nel podcast si parla di…

Esempi:

Il podcast parla di cucina vegetariana;

Nel podcast di oggi si parla di cucina vegetariana.


Quando dobbiamo dire di che cosa si parla precisamente e quando dobbiamo dire qual è l’argomento (aspetto, fatto) più importante:

METTERE IN LUCE

“Nel podcast di oggi si mettono in luce gli aspetti negativa della lotta partigiana”

METTERE L’ACCENTO SU

“Nel podcast di oggi si mette l’accento sugli aspetti negativa della lotta partigiana”

EVIDENZIARE

“Nel podcast di oggi si evidenziano gli aspetti negativa della lotta partigiana”

EMERGERE

“Nel podcast di oggi emergono gli aspetti negativa della lotta partigiana”


 

AGGETTIVI DI NAZIONALITÀ

GLI AGGETTIVI DI NAZIONALITÀ CHE NON ESISTONO


 

1. Germano e Germana non sono due aggettivi di nazionalità con cui nominare i nativi della Germania.

Germano e Germana sono due nomi comuni di persona 🙂

L’aggettivo di nazionalità per i nativi della Germania è: tedesco

tedesco: maschile singolare

tedesca: femminile singolare

tedeschi: maschile plurale

tedesche: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Io sono tedesco, vengo dalla Germania;

-Loro sono tedeschi, vengono dalla Germania;

-Lui è tedesco, viene dalla Germania.


2. Poloniese \ poloniesi (polano – polana) sono due aggettivi di nazionalità che non esistono. L’aggettivo di nazionalità per i nativi della Polonia è: polacco

polacco: maschile singolare

polacca: femminile singolare

polacchi: maschile plurale

polacche: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Kasia è polacca, viene dalla Polonia;

-Magdalena e Kasia sono polacche;

-Noi siamo polacchi, veniamo dalla Polonia.


3. Russiano \ Russiana non esistono, i nativi della Russia si chiamano: russi

russo: maschile singolare

russa: femminile singolare

russi: maschile plurale

russe: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Vicki è russa, viene dalla Russia;

-Makis e Vicki sono russi, vivono in Russia;

-Ekaterina è russia, viene dalla Russia.


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