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+ ITALIANO: CHE PAURA!

ESPRESSIONI E VERBI

AVERE PAURA

-Ho paura di volare

AVERE TIMORE

-Ho timore di disturbare, magari stanno domendo

ESSERE IMPAURITO

-Sono impaurito, dopo quello che è successo ieri

ESSERE INTIMORITO

-Eravamo intimorito per l’accaduto

NON AVERE NIENTE DA TEMERE

-Non abbiamo niente da temere

TEMERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Temiamo che il volo sia in ritardo

TEMERE + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Temono di non mangiare bene

TEMERE DI NON RIUSCIRCI

-Sono preoccupata per l’esame di francese, temo di non riuscirci

TEMERE DI NON FARCELA

-Temiamo di non farcela, siamo troppo in ritardo

TEMERE DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

-Temo di non essere all’altezza della situazione

NON ESSERCI NIENTE DA TEMERE \ NON ESSERCI NIENTE DI CUI AVERE PAURA

-Non ti preoccupare, andrà tutto bene, non c’è niente da temere


La paura in tutte le sue forme può causare un blocco emotivo:

CHE COSA TI BLOCCA?

-Che cosa ti blocca? Perché non vai in Austria da tuo figlio?

-Mi blocca la paura di volare.

C’è QUALCOSA CHE MI BLOCCA

-Non andrò alla festa di Marcello, c’è qualcosa che mi blocca

AVERE UN BRUTTO PRESAGIO \ PRESENTIMENTO  = quando abbiamo un presagio, una profezia, un pensiero

-Ho paura, ho un brutto presentimento, meglio non uscire di casa

SENTIRSI QUALCOSA CHE NON VA = quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Sento che c’è qualcosa che non va

ESSERCI QUALCOSA DI STRANO= quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Ho paura, c’è qualcosa di strano, non so cosa sia, ma mi sento strano

LEGGI IL TESTO

In generale non sono una persona molto paurosa, le mie paure più frequenti sono: paura di volare, paura del buio, paura di restare sola a casa di notte.

Un giorno sono rimasta da sola a casa, mio marito era fuori città per lavoro. In questo giorno sono iniziate le mie paure.

Rientrata da lavoro ho cenato tranquilla, ho fatto la doccia. Mentre facevo la doccia facevo caso ad ogni minimo rumore. I rumori che prima erano normali, come il rumore degli alberi mossi dal vento, il rumore della caldaia, hanno iniziato improvvisamente a destare un’insolita preoccupazione.

Ad un certo punto la mia gatta gettandosi giù dalla sedia, come al suo solito, ha fatto cadere la sedia a terra. Io mi sono spaventata, sono uscita velocemente dalla doccia, pensando che in casa ci fossero i ladri.

Per la fretta di mettermi al riparo e andare a vedere che cosa fosse successo ho iniziato a correre con i piedi scalzi e bagnati, così… sono caduta a terra, facendomi molto male alla schiena.

Da quel giorno non riesco più a rimanere da sola a casa di notte.

Ogni volta che mio marito va fuori per lavoro, io vado a dormire da mia madre, non so, ma nonostante consciamente sappia che non c’è niente di cui aver paura, io mi sento sempre come se ci fosse qualcosa che non va, qualcosa di strano, un pericolo imminente.

E tu? Hai paura di qualcosa?

Qual è o quali sono le tue paure più grandi?

Scrivi un testo di 120 parole, usa le espressioni che hai imparato in questa lezione.

Invia il tuo testo alla tua insegnante via email

13 + 3 =

+ ITALIANO: come si dice? come si scrive?

 


  • Come si dice… in italiano?
  • Che cosa significa…?
  • Qual è il significato?
  • Che cosa vuol dire…?

Come si dice TO GO  in italiano?

Che cosa significa ANDARE in italiano?

Qual è il significato di ANDARE?

Che cosa vuol dire ANDARE?


Quando non trovi le parole…

  • Scusi non mi viene la parole che vorrei dire
  • Scusi non trovo le parole
  • Scusi non riesco a spiegarlo

Quando non troviamo le parole possiamo spiegare meglio fornendo elementi utili alla spiegazione:

-Come si dice quando una persona parla troppo?

-Si dice logorroico, una ragazzo logorroico, un uomo logorroico.

Quando si usa?

Quando vogliamo sapere quando usare un modo verbale, un verbo…

Quando si usa il modo futuro?

Si usa quando vogliamo esprimere le azioni future

Come si forma?

Quando vuoi sapere come si forma un verbo

Come si forma il congiuntivo presente del verbo essere?

Che io sia, che tu sia, che lui sia, che noi siamo, che voi siate, che loro siano

Com’è…?

In maniera un po’ più diretta e veloce, quando vogliamo sapere la coniugazione di un verbo usiamo com’è?

-Com’è il congiuntivo presente del verbo ANDARE?

-Com’è il futuro anteriore del verbo venire?

Come si scrive?

Quando vogliamo sapere come si scrive una parola.

Come si scrive DIAVOLO?

Come si scrive MAIALE?


 

IL VERBO “RIGUARDARE”

 

CIAO!

in questa lezione impareremo qualcosa di nuovo, sei pronto?

Oggi parleremo del verbo RIGUARDARE, di tutte le regole che lo riguardano, delle eccezioni, delle sfumature di significato e infine non mancheranno gli esercizi per praticare 😉

INIZIAMO!


Il verbo RIGUARDARE è un verbo transitivo che ha diversi significati, li vediamo qui di seguito:

 

  1. GUARDARE DI NUOVO, GUARDARE UN’ALTRA VOLTA: Non trovo le mie chiavi, ho guardato e riguardato nelle mie tasche ma non ci sono 🙁
  2. CONCERNERE – riferito a cosa, avere relazione o pertinenza: Per quanto riguarda i miei affari, mi sento tranquillo, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti così. In questo caso si usa con il pronome DIRETTO: tutto quello che la riguarda, tocca anche me, devo dirti qualcosa che vi riguarda, dobbiamo parlare con mia madre di qualcosa che lo riguarda.

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

  1. CUSTODIRE, SERBARE CON MOLTA CURA E ATTENZIONE: Sono dei gioielli preziosissimi, riguardali con attenzione;
  2. RIGUARDARSI – stare attento, aversi cura e riguardo, stare lontano da un male, da un pericolo, soprattutto con riferimento alla salute: Mi raccomando, riguardati dal freddo!

Coniugazione del verbo riguardare + pronome riflessivo

PRONOME + PR. RIFLESSIVO VERBO
IO MI

TU TI

LUI SI

LEI SI

NOI CI

VOI VI

LORO SI

RIGUARDO

RIGUARDI

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDIAMO

RIGUARDATE

RIGUARDANO


PER + QUANTO +  PRONOME + RIGUARDARE

PER + QUEL +  CHE + PRONOME + RIGUARDARE

Entrambe sono espressioni che usiamo per dire “che cosa pensiamo di qualcosa\qualcuno”, per esprimere la nostra opinione, qui di seguito alcuni esempi:

  • Per quanto mi riguarda puoi andare anche da solo alla festa,
  • Per quel che ci riguarda potete anche iniziare ad andare, noi arriveremo un po’ più tardi.

+ italiano

Esistono delle espressioni che si costruiscono con RIGUARDO che è un sostantivo maschile:

AL RIGUARDO = a questo proposito

-Non ho niente da dire al riguardo;

CON RIGUARDO = con attenzione

-Durante la lezione di domani parleremo di storia romana, con particolare riguardo alla costruzione dell’impero romano;

RIGUARDO A = che si riferisce a

-Vorrei dirti qualcosa riguardo al discorso di ieri;

A QUESTO RIGUARDO = a tal proposito

-A questo riguardo avrei molte cose da dire, ma preferisco tacere;

NEI RIGUARDI DI = nei confronti di

-Il tuo atteggiamento non è corretto nei riguardi di tua madre;

Altre espressioni con riguarda:

CHE RIGUARDA = che concerne

-Vorrei parlarti di qualcosa che riguarda i tuoi figli;

PER QUANTO RIGUARDA \ PER QUEL CHE RIGUARDA = concernere

Per quanto riguarda la tua situazione economica non so che consiglio darti.


LO RIGUARDA O GLI RIGUARDA?

Che pronome usiamo con il verbo RIGUARDARE? Pronome DIRETTO o pronome INDIRETTO?

Usiamo il pronome DIRETTO.

 ESEMPI

-QUESTO FATTO NON LO RIGUARDA PER NIENTE! (RIGUARDA CHI? -LUI)

-QUESTA STORIA NON LA RIGUARDA MINIMAMENTE (RIGUARDA CHI? – LEI)

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

Questa regola vale anche per il femminile e il plurale:

La riguarda

Le riguarda

Li riguarda


 

LEGGI IL TESTO

“RIGUARDATI DALLE PERSONE FALSE…”

UNA MAMMA SCRIVE UNA EMAIL A SUO FIGLIO PIETRO, CHE VIVE LONTANO DA CASA.

CARO PIETRO,

mi dispiace tanto che tu ti stia trovando male a New York. Io e tuo padre abbiamo sempre pensato che vivere lontano da casa ti avrebbe aiutato a crescere, a conoscere persone nuove e imparare tante cose nuove.

Ieri ci sono rimasta male quando mi hai raccontato dell’episodio accaduto al nuovo collage. Io e tuo padre siamo un po’ preoccupati, cerca di riguardarti dalle persone false.

Se questi nuovi amici ti maltrattano, allontanali immediatamente.

Purtroppo il mondo non è fatto solo di persone di cui ci possiamo fidare, ma è fatto anche di persone false e cattive.

Il modo per evitare i danni che queste persone ci possono causare è: allontanarle e riguardarci da esse.

Ciò che queste persone pensano di te e dicono di te non ti riguarda, riguarda loro, la loro cattiveria e la loro disonestà.

Per favore, stai lontano da loro e vedrai che non ti accadrà mai niente di male.

Ci sentiamo domani su skype

un bacio grande

Mamma


PRATICHIAMO!

 

SEI PRONTO PER PRATICARE?

SCRIVI 10 FRASI CON LE SEGUENTI ESPRESSIONI: riguardarsi, al riguardo, con riguardo, riguardo a, che riguarda.

Inviale alla tua insegnante, durante la prossima lezione skype le correggerete insieme 😉

Bello, buono, bravo, bene

 


Bello è usato per dire che qualcuno o qualcosa ha un PIACEVOLE aspetto fisico:

Luigi è un bel ragazzo

Ho comprato un bel libro

Abbiamo visto una bella casa

 

ATTENZIONE! BELLO diventa BELLA, BELLE, BELLI.


Buono (buona, buoni, buone) è usato per dare un’opinione positiva circa la qualità di qualcosa, qualcuno o per descrivere un SAPORE, un PROFUMO, un ODORE:

Una persona buona

Un buon profumo

Un buon sapore

Una buona pizza


Per capire meglio la differenza fra questi due aggettivi possiamo usare questo esempio:

Maria è una bella ragazza ⇒ descrizione del suo aspetto fisico

Maria è una persona buona ⇒ descrizione del suo carattere

Una buona torna ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Una buona pizza ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Questo caffè ha un buon profumo ⇒ descrizione del profumo


Bene è un avverbio che si usa per dare un giudizio positivo a qualcosa\qualcuno:

La macchina funziona bene

Ho studiato bene


NON DIRE MAI⇒ Una persona bene


Bravo è un aggettivo usato per descrivere il carattere di una persona (o un animale) o per dire che questa persona è molto brava nel fare qualcosa:

Luca è un bravo ragazzo

Luigi è molto bravo in matematica 😉 [beato lui!]

Mina è una brava cantante

Pietro è un bravo insegnante


N.B.

BRAVO cambia al maschile, femminile, singolare, plurale: bravo, brava, bravi, brave


 

LEGGI IL TESTO

 

“GIULIA E STEFANO SI CONOSCONO, STEFANO RACCONTA AL SUO AMICO DEL LORO INCONTRO”

CIAO!

Scusa se in questi giorni non ti ho scritto. Ero impegnato con affari sentimentali 😉

Ho conosciuto una bella ragazza di Roma. Lei è bella, alta, magra, mora e occhi castani. Siamo usciti insieme un paio di volte. Una volta abbiamo preso un caffè in un bar vicino al Colosseo (il caffè era buono e aveva anche un buon profumo) e un’altra volta abbiamo mangiato una buona pizza in un ristorante vicino a Piazza di Spagna. Mi sembra una ragazza molto interessante, ma non so se sia una brava persona, per dire questo devo ancora aspettare un po’ di tempo.

Ci sentiamo presto

Stefano

BELLO, BUONO, BRAVO, BENE

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CONCORDANZA DEI TEMPI: PASSATO > CONGIUNTIVO \ CONDIZIONALE


CREDEVO CHE FOSSE STATO> CREDEVO CHE SAREBBE STATO?

Sono corrette entrambe, ma hanno un significato di verso.


Ascolta il podcast

“Sei sempre deluso? Le persone ti feriscono in continuazione? Gli esperti dicono che la colpa è solo tua.”

 


Un tempo del passato + che + congiuntivo trapassato

PER PARLARE DI QUALCOSA CHE PENSAVO, IMMAGINAVO… NEL PASSATO, MA CHE POI SI è RIVELATA NON VERA

IMPERFETTO = PENSAVO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ⇒ (Ieri, avanti ieri, l’altro giorno…) io pensavo che Paolo avesse preso una casa in affitto, ma poi ho scoperto che non è vero.

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO.


Leggi il testo

“Una proposta di matrimonio…”

Mio marito mi ha chiesto di sposarlo quando eravamo al supermercato. In quel momento l’ho guardato e ho pensato che fosse completamente impazzito. Lui mi ha guardata e ha iniziato a ridere dicendo: “Non sono pazzo, ti voglio sposare e ti sto chiedendo se anche tu vuoi la stessa cosa”. Avevo immaginato milioni di volte quel giorno. Quando ero piccola lo immaginavo come nelle favole, poi quando sono cresciuta ho iniziato ad essere più razionale e lo immaginavo meno fiabesco ma sicuramente romantico, magari sotto la Tour Eiffel… ma niente da fare, lui è sempre riuscito e riesce sempre a stupirmi. Mentre facevamo la spesa tra una fila e l’altra mi ha detto: “Vuoi sposarmi?”. Alla fine è stato emozionante lo stesso, mi sono sciolta come un gelato al sole. Pensavo che togliesse un anello dalla sua tasca, ma niente, nessun anello. Abbiamo fatto la spesa, pagato e siamo usciti fuori. Mentre sistemavamo le buste della spesa nel cofano della macchina l’ho visto che frugava curiosamente nella tasca dei suoi pantaloni e con tanta naturalezza ha sfilato un anello, un bellissimo solitario, quello che avevo sempre desiderato, quello che avevo sempre sognato. Lui ha preso la mia mano, e mentre infilava l’anello nel mio anulare rideva e ha detto: “questo è … non so cosa dire…”. Entrambi abbiamo iniziato a ridere, io l’ho abbracciato e gli  ho detto che ero felicissima e che come sempre era riuscito e stupirmi. Lui mi ha guardato e mi ha detto: “sto aspettando una risposta, normalmente quando un uomo chiede alla sua donna di sposarlo lei risponde…”. Io l’ho guardato e ho detto: “Sì…”. Era tutto così magico, da allora è passato davvero tantissimo tempo, allora eravamo giovani e non avevamo idea di tutte le intemperie che avremmo dovuto affrontare, pensavamo che tutto fosse facile, credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio.


TEMPO DEL PASSATO+ che + condizionale passato

PENSAVO CHE PAOLO AVREBBE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ;

La consecutio temporum (nome latino per indicare la concordanza dei tempi) nel passato con il che e i verbi: pensare, immaginare, credere e in generale i verbi che normalmente richiedono il congiuntivo, può essere costruita anche con il CONDIZIONALE PASSATO, dando alla frase un significato completamente diverso:

ESEMPIO: credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio ⇒ CHE COSA ESPRIMONO QUESTE FRASI? ⇒ queste frasi esprimono un’ipotesi futura nel passato⇒ qualcosa che pensavo che sarebbe potuto accadere nel futuro, ma che poi non è accaduto.


 (frase 1) PENSAVO CHE (frase 2 ) AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

Ieri (alle 10 di mattina) pensavo che loro avrebbero mangiato con noi (alle 21 di sera)

La frase 1 esprime un’azione passata e la frase 2 esprime un’azione passata che era proiettata nel futuro.

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI.

TUTTE LE AZIONI SONO PASSATE, MA PROIETTATE NEL FUTURO


Differenza

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONDIZIONALE PASSATO

-Pensavo che fossi arrivato in anticipo -Pensavo che saresti arrivato in anticipo
Ieri pensavo che tu fossi arrivato in anticipo, ma non sei arrivato in anticipo. Ieri pensavo che (in un momento futuro di ieri) forse tu saresti arrivato in anticipo, ma poi la mia ipotesi non si è realizzata. Quello che io prevedevo, immaginavo, pensavo non si è realizzato.

 


USIAMO IL CONDIZIONALE PASSATO QUANDO ESPRIMIAMO UN NOSTRO PARERE ⇒( SEMPRE RIFERITO AL PASSATO):

 

SECONDO + PRONOME \ SOGGETTO + FRASE AL CONDIZIONALE PASSATO

-Secondo me avresti dovuto parlare con Giulia;

-Secondo me avresti dovuto spiegargli le tue ragioni;

-Secondo Paolo avresti dovuto mangiare un’ora prima;

-Secondo lui sareste dovuti partire prima;

-Secondo l’insegnate avrebbero dovuto leggere tutto il libro.


 

Pratichiamo!

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A DOMANI – CI VEDIAMO DOMANI

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: usare la preposizione giusta al momento giusto.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: le preposizioni con il verbo VENIRE”


Quando salutiamo qualcuno e vogliamo rinnovare il nostro incontro, possiamo usare principalmente due espressioni:

  • A + domani, giorno della settimana, dopo, stasera, stanotte … guarda questi esempi:

-A domani;

-A dopo;

-A lunedì;

-A stasera;

-A stanotte;

-A più tardi.

  • CI + VEDIAMO + domani, dopo, stasera, più tardi, dopodomani, giorno della settimana… guarda questi esempi:

-Ci vediamo domani;

-Ci vediamo dopo;

-Ci vediamo lunedì;

-Ci vediamo dopodomani;

-Ci vediamo più tardi.


Pratichiamo!

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+ italiano: non ho tempo

LEGGI E ASCOLTA IL PODCAST

“Scusa ma non ho tempo…”

 

“Vorrei andare in Italia”, “vorrei fare sport”, “vorrei imparare l’italiano”, “vorrei rilassarmi”, “vorrei leggere un bel libro”… vorrei, vorrei, vorrei, ma non ho tempo.

Non ho tempo per imparare, non ho tempo per viaggiare, non ho tempo per rilassarmi… in generale non abbiamo mai tempo per niente.

Mentre consumiamo la nostra colazione rispondiamo ai messaggi che abbiamo ricevuto su whatsapp, controlliamo le notifiche facebook, leggiamo il giornale e contemporaneamente parliamo con i nostri figli, pensiamo a che cosa prepareremo per pranzo.

Le nostre menti non riposano mai, noi non riposiamo mai e la nostra vita passa. Viviamo per portare a termine un miliardo di doveri, i doveri di lavoratori, di madri, di padri, di studenti, di figli.

Quante volte avresti voluto il tempo per seguire un  corso d’italiano, fare sport, leggere e hai detto: “vorrei ma non posso”, oppure “scusa ma non ho tempo…non ho tempo per andare al bar, non ho il tempo per chiacchierare…per fare una passeggiata”.

E’ sempre una corsa, non abbiamo mai tempo se non per il DOVERE: Casa, famiglia e lavoro.
Siamo talmente tanto presi per tutto il “resto” che ci siamo dimenticati di “noi stessi”. Siamo travolti dagli eventi che ormai abbiamo persino smesso di ascoltare le nostre EMOZIONI.

Dobbiamo renderci conto che oggi ci siamo e domani “NON SI SA”.

Dobbiamo trovare il tempo per realizzare i nostri sogni, soddisfare noi stessi e non solo gli altri.


Espressioni utili…

AVERE  TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (O PRONOME)

-Hai tempo per aiutarmi?

-Abbiamo tempo per finire questo lavoro.

-Hai tempo per me?

NON AVERE TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (PRONOME)

-Non ho tempo per aiutarti;

-Non abbiamo tempo per finire questo lavoro;

-Non ho tempo per te.

SFRUTTARE IL TEMPO

-Dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione.

RISPARMIARE TEMPO

-Usciremo di casa mezz’ora prima per risparmiare un po’ di tempo.

ESSERE + TEMPO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-è tempo di studiare.

GESTIRE IL TEMPO

-Non riesco più a gestire il mio tempo.

PERDERE TEMPO \ IL TEMPO

-Ho studiato per tanti anni ma non ho imparato niente, ho perso il mio tempo.

BUTTARE VIA IL TEMPO \ SPRECARE IL TEMPO

-Abbiamo lavorato per due ore senza concludere niente, abbiamo buttato via il tempo.


MODI DI DIRE CON LA PAROLA TEMPO

A tempo perso
  •  Nei ritagli di tempo, nei momenti liberi da altri impegni, riferito in genere ad attività collaterali a quella principale oppure a passatempi o divertimenti vari: 

A tempo perso studio un po’ d’italiano.

 Ai tempi di Noè
  • In tempi remotissimi, come quelli in cui visse Noè, il patriarca al quale secondo la Bibbia Dio impose di costruire l’Arca per salvare le specie viventi dal Diluvio Universale:

è da tanto tempo ormai che non vedo Paolo, l’ultima volta l’ho visto ai tempi di Noè.

Ammazzare il tempo 
  • Dedicarsi a un passatempo, tenersi occupati per allontanare la noia; trovare qualcosa da fare in attesa di un dato avvenimento. Dedicarsi a un’attività qualsiasi, di solito banale o inutile, soltanto per non annoiarsi durante un’attesa o simili.
  •  Ingannare il tempo; ammazzare la noia:

Abbiamo aspettato per più di due ore prima di parlare con il professore, per ammazzare il tempo abbiamo parlato un po’.

Aver tempo da vendere
  •  Non avere fretta, disporre di molto tempo, tanto che ne avanzerebbe anche per venderlo ad altri:

-I giovani hanno tempo da vendere.

Avere i tempi impiccati
  • Avere un tempo ridottissimo per fare qualcosa:

-Oggi ho i tempi impiccati, non so se potrò venire a trovarti.

Nei ritagli di tempo
  • Nel tempo libero, in quello che avanza dopo aver svolto le proprie normali e doverose attività; nei momenti liberi o di pausa tra un lavoro e l’altro. Sottintende che questo tempo sia poco, come se fosse letteralmente ritagliato da un pezzo di tessuto:

Nei ritagli di tempo mangio qualcosa.

Stringere i tempi
  • Affrettarsi, cercare di ridurre il tempo che si impiega per fare qualcosa:

-Cerca di finire il lavoro entro oggi, stringi i tempi.

Tempi bui
  •  Epoche barbare, tempi lontani e soprattutto non ancora illuminati dalla luce della civiltà, in cui la vita era dura, violenta, difficile. Fino a non molto tempo fa, la cultura ufficiale riservava questa definizione ai secoli del Medio Evo.
  •  Epoche buie; tempi oscuri; epoche oscure:

Per il lavoro sono tempi bui, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempi duri
  •  Periodo di crisi, sfortunato, penoso, irto di difficoltà. Vale per una persona, per un gruppo sociale, una situazione, un’azienda, una nazione, un’ideologia e altro:

Per il lavoro sono tempi duri, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempo da lupi
  •  Tempo bruttissimo, tempestoso, burrascoso, freddissimo, con pioggia o neve, che si ritiene adatto soltanto ai lupi che vivono in un ambiente simile:

La nostra vacanza è stata pessima, c’era un tempo da lupi.

 


 PRATICHIAMO!

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AVERE FINITO e ESSERE FINITO

AVERE FINITO e ESSERE FINITO

Che ausiliare dobbiamo usare con il verbo finire? Essere o avere?

Dipende!


AVERE FINITO = avere concluso, avere terminato, avere portato a termine un’azione

-Ho finito di mangiare

-Ha finito di scrivere

-Abbiamo finito gli esercizi

-Avete finito di pranzare?


ESSERE FINITO = usiamo questa espressione per indicare la conclusione di: un film, un programma, una partita, un concerto, una presentazione, una riunione, una lezione, un percorso, indicando l’ora oppure no:

-Il film è finito alle 6:00

-La riunione è finita alle 8:00

-La lezione è finita, potete andare via


ESSERE FINITO = usiamo questa espressione + bene \ male, per descrivere il modo in cui si è conclusa una storia, un fatto, una situazione

-La storia tra Paolo e Stefania è finita male

-La vacanza è finita male, abbiamo perso le valige


AVERE FINITO = SOGGETTO + AZIONE = PASSATO PROSSIMO

-Ho finito di mangiare alle 9:00

-Ho finito di studiare alle 17:00

-Abbiamo finito di fare i compiti alle 20:00


ESSERE FINITO = ARTICOLO + NOME

-La pasta è finita, mangiamo qualcos’altro?

-La festa è finita, andiamo a casa

-La storia con Paolo è finita, adesso non ci parliamo più


DOVE ESSERE FINITO?

ESSERE FINITO…

(ESSERE FINITO – ESSERE ANDATO-A-I-E \ A FINIRE)

Usiamo questa espressione per chiede e dire dove si trova qualcosa \ qualcuno che stiamo cercando:

-Dov’è finito il mio cellulare? -Non lo so, guarda su quel tavolo.

-Dov’eri finito? è tutto il giorno che ti cerco.

-Guarda dov’è andato a finire il mio cellulare, sotto il letto.


Grammatrucco

Con il verbo finire usiamo sempre la preposizione DI seguita da un verbo all’infinito:

-Ho finito di mangiare

-Abbiamo finito di correre alle 7


CURIOSITÀ

Usiamo l’espressione è finita + numero per dire come si è conclusa una partita di calcio (di basket, di pallavolo…):

-Com’è andata la partita?

-Oh, molto bene, è finita 2 a 2.

—    —     —    —    —    —    —    —    —   —

-Com’è finita la partita?

-è finita con un pareggio.


Pratichiamo!

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ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…

ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…


L’aggettivo attuale significa ⇒ ciò che è in atto, esistenza attuale, ricorrenza attuale, odierno, contemporaneo, presente, corrente, moderno, alla moda.

Qualcosa che si riferisce al momento presente: la situazione attuale, la politica attuale.

-La situazione attuale è molto difficile;

-La politica attuale non è coerente.

 


ATTUALMENTE ⇒ avverbio ⇒ nel momento presente.

-Attualmente sono disoccupata;

-Attualmente studio all’università;

-Attualmente vivo in Italia.


ESSERE ATTUALE ⇒ che è recente, presente, rincorrente.

-Ieri ho visto un film molto carino con dei temi molto attuali;

-L’argomento di cui abbiamo parlato ieri è molto attuale;

-L’appuntamento che mi hai dato è attuale o no?


Laboratorio linguistico

Scrivi 10 frasi con ATTUALE;

10 con ATTUALMENTE;

10 con ESSERE ATTUALE.

Durante la tua prossima lezione  leggerai le frasi con la tua insegnante.

∗ESERCIZIO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI AI CORSI SKYPE


 

Così

Così

In questo modo, cioè nel modo che si vede, o che s’è detto o che si sta per dire:

-Non parlare così;

-Non fare così;

-Non camminare così.


Con significato quantitativo⇒  tanto, talmente:

-è così piccolo;

-è così grande;


Con significato di ⇒ tale:

-Non ho mai visto un uomo così;

-Non ho mai vissuto una situazione così.


Significa anche perciò, in conseguenza di ciò:

-L’insegnante non era disponibile, così abbiamo posticipato la lezione a domani.

-Hanno litigato, e così non si parlano più.


In correlazione con che o da significa «a tal punto, a tal segno» e introduce proposizioni (frasi) consecutive:

-Eravamo così spaventati che non riuscivamo a parlare;

-Erano così contenti da non riuscire a smettere di ridere.


Con valore desiderativo, magari, volesse il cielo che:

-Così fosse vero!;

-Così fossi arrivato primo!


Con valore concessivo ⇒ sebbene:

-Così vestito, è voluto uscire.


ALTRE ESPRESSIONI

-Basta così! (per incitare qualcuno a smettere)

-Così non va bene!

-Così va bene!

-Così mi piace!

-Così non mi piace!

-Così non è giusto!

-Così è giusto!


LABORATORIO LINGUISTICO

PRATICHIAMO!

Nel tuo quaderno d’italiano scrivi almeno 10 frasi con la parola “così”, durante la tua prossima lezione SKYPE le leggerai e le commenterai insieme alla tua insegnante 😉

 

SOLO PER GLI STUDENTI ISCRITTI AI CORSI SKYPE


 

IL VERBO PARTIRE E LE PREPOSIZIONI

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: usare la preposizione giusta con il verbo partire.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: le preposizioni con il verbo VENIRE”

 


PARTIRE + PREPOSIZIONI

Quando dobbiamo indicare l’orario di partenza usiamo:

ALLE, CON LE ORE PLURALI

SONO PARTITO ALLE 2
SONO PARTITO ALLE 3
SONO PARTITO ALLE 7

A, CON LE ORE SINGOLARI
SONO PARTITO A MEZZANOTTE
SONO PARTITO A MEZZOGIORNO

ALL, CON 1
SONO PARTITO ALL’UNA


A CHE ORA SEI PARTITO?

 

-SONO PARTITO ALLE 3
-A CHE ORA SONO PARTITI?
-SONO PARTITI ALLE 8
-A CHE ORA è PARTITA?
-è PARTITA A MEZZANOTTE


DA DOVE SEI PARTITO?

Quando dobbiamo indicare il luogo da cui siamo partiti usiamo:

LA PREPOSIZIONE “DA” con i nomi di città

-SIAMO PARTITI DA ROMA

-SONO PARTITO DA GENOVA

-SIETE PARTITI DA BARCELLONA


LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA “DALLA” \” DALL’ “con i noi di paesi, isole, regioni femminili:

-SIAMO PARTITI DALLA FRANCIA

-SIAMO PARTITI DALL’AUSTRIA

-SIETE PARTITI DALLA GERMANIA

-SIETE PARTITI DALLA LIGURIA

-SONO PARTITO DALLA SICILIA


LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA “DAL” , “DALLO”, “DAGLI” con i nomi di paesi, regioni maschili

-SIAMO PARTITI DAL GIAPPONE

-SIETE PARTITI DALLO SRI LANKA

-SONO PARTITO DAGLI STATI UNITI

-SIAMO PARTITI DAL PIEMONTE


Partire + per

-PARTIRE PER ROMA

-PARTIRE PER LA SARDEGNA

-PARTIRE PER LA SICILIA

ATTENZIONE!

NON SI DICE: PARTIRE A ROMA

MA

-ANDARE A ROMA

-PARTIRE PER ROMA

CON I NOMI DI PAESI, ISOLE, REGIONI, USIAMO PER + ARTICOLO:

-PARTO PER IL GIAPPONE

-PARTIAMO PER LA SICILIA


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A CHE ORA O A CHE ORE?

A CHE ORA O A CHE ORE?

Quando chiediamo l’orario usiamo sempre la forma singolare “a che ora?”

-A che ora passa il treno?

-A che ora dobbiamo uscire?

-A che ora andiamo a giocare a tennis?

-A che ora entri al lavoro?

-A che ora esci da lavoro?

-A che ora finisce il film?

-A che ora andiamo in discoteca?

-A che ora inizia la lezione?


 

Lo immaginavo o L’ho immaginavo?

Lo immaginavo o L’ho immaginavo?

La forma giusta è senza ombra di dubbio lo immaginavo.

Immaginavo è imperfetto del verbo immaginare, prima persona singolare.

L’imperfetto non è un tempo composto, non ha bisogno dell’ausiliare.

ATTENZIONE: “L’HO IMMAGINAVO” NON ESISTE


Questa regola vale per tutti i verbi all’imperfetto:

Lo immaginavo;

Lo scrivevo;

Lo studiavo;

Lo mangiavo;

Lo pulivo;

Lo guardavo;

Lo sentivo…

Il passato prossimo è L’HO IMMAGINATO.


Pratichiamo!

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In pescheria

LESSICO

VOCABOLARIO

 

INVITARE A CENA

Chiedere a qualcuno di partecipare a un incontro, a un evento piacevole e gradito:

-Invitare a cena;

-Invitare gli amici a pranzo;

-Paolo mi ha invitata in ristorante;

ESSERE INVITATO A CENA

-Sono invitato a cena da Luca;

-Siete invitati a cena da qualche parte?

AVERE QUALCUNO A CENA

-Stasera ho i miei amici a cena;

-Domani abbiamo degli amici a cena.

PRENOTARE

Fissare anticipatamente un oggetto o un servizio per assicurarsene la proprietà o l’uso:

-Ho prenotato la cena in ristorante;

-Abbiamo prenotato l’appuntamento dal parrucchiere.

PRENOTARE PER TELEFONO \ per messaggio \ per email

-Ho prenotato la cena per telefono.

PRENOTARE DI PERSONA

-Abbiamo prenotato di persona.

PRENOTARE A VOCE

-Avete prenotato a voce o per messaggio?

ORDINARE

Richiedere, in un locale pubblico, in un negozio, in una pizzeria, in un bar ciò che si intende consumare:

-Ho ordinato due chili di pesci, dopo vado a ritirarli;

-Abbiamo ordinato due caffè e un bicchiere d’acqua.

ORDINARE A VOCE

-Ho ordinato due chili di polpi a voce.

ORDINARE PER TELEFONO

-Ho ordinato due chili di pane per telefono.

ORDINARE DI PERSONA

-Sono andate di persona in ristorante e ho ordinato due tavoli.

ORDINARE PER CENA, PRANZO, COLAZIONE

-Per cena abbiamo ordinato due piatti di pasta;

-Per pranzo abbiamo ordinato del pesce.

RITIRARE

Andare e portare a via ciò che si è ordinato:

-Ho ordinato due chili di cosse, vado a ritirarli dopo;

-Abbiamo ordinato due chili di polpi e due chili di gamberi, li ritiriamo stasera.

CENA A BASE DI CARNE, PESCE…

-Stasera faremo una cena a base di pesce.


Pratichiamo!

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+ italiano: augurare \ augurarsi

Ciao!

In questa lezione impareremo a usare i verbi augurare e augurarsi e usarli con il congiuntivo.


AUGURARE + PRONOME INDIRETTO

Manifestare (esprimere, dimostrare) a qualcuno il desiderio che accada qualcosa di favorevole o che qualcosa si compia lietamente:

-Augurare buone feste;

-Augurare buone vacanze;

-Gli auguriamo di trovarsi bene;

-Le auguriamo di avere un buon parto.


AUGURARSI + PRONOME DIRETTO DOPPIO

-Spero che tutto vada bene, sono molto preoccupato.

Te lo auguro, vedrai che andrà tutto bene (che cosa? che tutto vada bene).

-Giuseppe si augura di trovare presto un buon lavoro.

Glielo auguriamo anche noi, poverino, è da tanto che aspetta.


 

AUGURARSI

Sperare per sé o per altri:

Io mi auguro

tu ti auguri

Lui si augura

Lei si augura

Noi ci auguriamo

Voi vi augurate

Loro si augurano

 

-Mi auguro di essere promosso;

-Ti auguro di guarire presto;

-Si augura di vederci presto.


AUGURARSI + CHE + CONGIUNTIVO

-Mi auguro che tutto vada bene;

-Ti auguro che l’esame sia andato bene;

-Ci auguriamo che i nostri figli si sposino presto;

-Vi auguriamo che le vostre figlie guariscano presto.


AUGURARSI + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Mi auguro di arrivare in orario;

-Ci auguriamo di tornare presto;

-Si augura di trovare un buon lavoro;

-Vi augurate di trovare un buon marito.


Possiamo esprimere le stesse idee con i verbi: sperare, desiderare, auspicare:

  • Spero che i miei figli trovino un buon lavoro;

DESIDERARE + CHE + CONGIUNTIVO

-Desidero che i miei figli si sposino presto;

-Desidero che tu sia felice;

-Desidero che mio marito torni presto a casa.

DESIDERARE + VERBO ALL’INFINITO

-Desidero dimagrire;

-Desidero avere una casa più grande;

-Desidero un figlio;

-Desidero sposarmi.

AVERE IL DESIDERIO DI + VERBO ALL’INFINITO

-Ho il desiderio di dimagrire;

-Ho il desiderio di mangiare una buona pizza;

-Abbiamo il desiderio di vedervi.


Leggi il testo…

“Una lettera di una mamma a suo figlio”

Dedicato (non solo) a te… Dolcissimo tesoro mio, ti auguro di entrare da quel portone portando con te tutto il tuo entusiasmo e la tua fantasia e che loro possano colorare l’aula in cui siederai; non importa se sarai timido, credimi, la tua timidezza è un dono, ricordalo! Ti auguro di potere sentire il profumo delle merende, l’odore delle gomme e di incantati dinnanzi a un’illustrazione del tuo primo libro di lettura, perché saranno i tuoi ricordi, parte della tua storia. Ti auguro di sentire il piacere di scrivere sulla lavagna e non importa se scriverai facendo errori, perché se corretti e compresi gli errori non si commettono più con facilità …ti auguro di incrociare lo sguardo del tuo migliore amico e anche quello che un migliore amico non è riuscito ad averlo perché aspettava proprio il tuo… Ti auguro di provare il brivido d’essere il capo fila della tua classe per fare il capo treno del futuro e ti auguro d’essere l’ultimo della fila perché è bello seguire il futuro… Ti auguro di scrivere il tuo nome dritto dentro al rigo ma di saperlo fare uscire quando non ti piacerà ciò che gli altri fanno. Ti auguro di imparare a scrivere parole difficilissime, anche se senza doppie, ma fondamentali nel lessico del cuore, come coerenza, scusa, grazie, cambiamento… Ti auguro di perdere, perché le vittorie, che arriveranno, avranno un sapore unico, il tuo. Ti auguro di smarrire tra i banchi gli egoismi, la competitività e l’indifferenza e di trovare al posto loro l’accoglienza dell’altro e tu mi raccomando impegnati a cercarla! Ti auguro di conoscere tutte le sfumature di colori, comprese quelle della pelle, perché la pelle è di tinta neutra, ma può diventare di mille colori se ci si vuol bene! 

Mi auguro che sia un anno bello per tutti…

Auguri figlio mio!


Ascolta il podcast

“Ti auguro di essere felice, ma non più di me”


Pratichiamo!

AUGURARSI

Name Email
AUGURO A MIO FIGLIO CHE TUTTO VADA BENE
MI AUGURO CHE DOMANI CI SIA BEL TEMPO, VORREI ANDARE AL MARE.
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA

-Mio figlio domani farà l'esame di laurea, spero che tutto vada bene
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA

-Domani sarà il mio primo giorno di scuola, mi auguro di non arrivare in ritardo
CHE COSA TI AUGURI PER IL FUTURO DEI TUOI FIGLI?

Scrivi un testo di almeno 120 parole

(se non hai figli crea il testo con un po' di fantasia)

+ laboratorio di scrittura: scrivere un tema personale

SCRIVERE UN TEMA PERSONALE
In questa lezione impariamo a scrivere un tema personale

Il tema personale

Gli argomenti riguardano fatti e relazioni personali, come la famiglia, gli amici, le vacanze, la gita, l’adolescenza etc.

In questa lezione impareremo a descrivere la famiglia, gli amici, le persone care in generale.

La struttura del tema

  1. Introduzione
    Qui devi presentare e introdurre ciò di cui andrai a parlare.
  2. Svolgimento
    È la parte centrale del tema, quella più sostanziosa: in questa fase devi analizzare dettagliatamente la traccia dell’elaborato e rispondere alle eventuali domande che vengono poste. Sviluppa i diversi nuclei tematici stando sempre ben attento ad argomentare tutto ciò che dici: inserisci esempi, considerazioni e opinioni personali (se la tipologia del tema in questione lo permette).
  3. Conclusione
    Il finale è l’ultima cosa che il tuo professore leggerà: cerca di concludere il tuo tema con una certa enfasi, riassumendo la tua opinione e cercando di lasciare un tocco personale al tuo tema.

LEGGI IL TESTO

Tema: la mia famiglia 

La mia famiglia è composta da: io (mi chiamo Ramon), mia madre Silvia, mio padre Raul e mia sorella Vanesa. Viviamo tutti insieme a Venezia, siamo venuti qui in Italia dieci anni fa. Siamo Spagnoli. Mio padre ha 52 anni, lavora come cardiochirurgo presso l’ospedale civile di Venezia. Lui è un uomo molto impegnato, lavora tutto il giorno. Mia madre invece è casalinga, ha 50 anni ed è una madre eccezionale.

Tutti i giorni si occupa della casa, di me, di mio padre e di mia sorella. Mia madre fa la spesa, pulisce la casa, stira e aiuta mia sorella a fare i compiti. Mia sorella ha 12 anni. È una bambina serena e molto buona. Va tutti i giorni a scuola, parla benissimo l’italiano e gioca a tennis. Io ho 20 anni, studio architettura all’università di Venezia, gioco a calcio e amo stare con i miei amici, ma mi piace anche stare con la mia famiglia, per questo il sabato mi piace trascorrere l’intera giornata con la mia famiglia. Solitamente ci alziamo tutti alle 8, facciamo colazione, ci prepariamo e andiamo a fare un giro a Venezia, pranziamo al ristorante e poi ci sediamo in un bar a chiacchierare. Siamo una famiglia molto unita.


ESPRESSIONI UTILI

La mia famiglia è composta da

La mia famiglia + ESSERE COMPOSTA DA + …

Nella mia famiglia siamo in 13

NELLA MIA FAMIGLIA + ESSERE IN + NUMERO

La mia famiglia è molto numerosa

La mia famiglia + ESSERE NUMEROSA

Vengo da una famiglia numerosa

VENIRE + da una famiglia + NUMEROSA

 


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 DESCRIVERE UNA PERSONA

Leggi il testo

Mia madre

Mia madre è una donna fantastica. Lei è bionda, ha gli occhi celesti e la carnagione chiara. È alta, magra e ha sempre un sorriso dolcissimo.

Mamma ha 60 anni, qualche ruga sul viso e un sorriso contagioso. Veste elegante. Generalmente porta una camicia e un pantalone, i suoi colori preferiti sono il blu e il bianco, infatti porta sempre una camicia bianca e un pantalone blu, oppure un pantalone di jeans e una camicia blu. Il sabato e la domenica, quando esce con mio padre è solita indossare un vestito elegante. Lei è una donna calma, serena e molto creativa. Fa yoga e ama la musica italiana. Il suo cantante preferito è Adriano Celentano, ma ama ascoltare un po’ di tutto. Lei ascolta la radio tutti i giorni a casa mentre prepara il pranzo e la cena, in macchina mentre va a fare la spesa. Legge tantissimo, non ha un genere preferito, l’ultimo libro che ha letto è “Le prime luci del mattino” di Fabio Volo.

Espressioni utili

 

ESSERE BIONDO, MORO, ROSSO;

ESSERE ALTO, BASSO, NÉ ALTO NÉ BASSO;

ESSERE INTELLIGENTE, SERENO, TRANQUILLO, GIOIOSO;

AVERE I CAPELLI, GLI OCCHI;

AVERE + ETÀ


Pratichiamo!

TEMA PERSONALE 2

Name Business Email Phone Number
DESCRIVI UNA PERSONA A TE CARA: tua madre, tuo padre, il tuo migliore amico\amica

SCRIVI UN TESTO DI ALMENO 80 PAROLE

 

 

+ laboratorio di scrittura: presentarsi

Presentarsi \ presentare

Leggi e ascolta

 

Lui è Francesco, ha 27 anni, è italiano, vive a Roma e studia all’università.


Io sono Luisa, ho 47 anni, sono italiana, vivo in Svizzera da 4 anni e lavoro in una banca.


Lei è Giuliana, ha 23 anni, è italiana, vive a Milano e studia architettura all’università.


Noi siamo Giuseppe e Marco. Siamo due ragazzi italiani. Io ho 23 anni e Marco ha 24 anni. Viviamo a Venezia e studiamo lingue straniere all’università di Venezia.


Loro sono i miei amici, si chiamano Giuseppe, Francesco, Nicola e Stefano. Giuseppe ha 32 anni, è italiano di origini australiane, vive a Palermo e lavora come commercialista in uno studio commerciale. Francesco ha 30 anni, vive in Spagna, lavora in una clinica ortopedica come infermiere professionale, lui è italiano. Nicola ha 42 anni, vive in Australia da 7 anni, lavora come pizzaiolo in un ristorante italiano. Lui ha 3 figli e una moglie bellissima, è italiano, di Roma. Stefano ha 38 anni, vive a Venezia, non è sposato e non ha figli, lavora come autista per l’azienda di trasporti pubblici di Venezia, è italiano di origini spagnole.


PROMEMORIA!

ETA’ = VERBO AVERE

-Lei ha 27 anni

ESSERE = DIRE IL NOME

-Sono Hadia

ESSERE = DIRE LA NAZIONALITÀ

-Sono Siriana

VIVERE + A + nome di città

-Viviamo a Roma

VIVERE + IN + nome di paese

-Viviamo in Germania

LAVORARE COME

SI = lui, lei, loro

-Loro si chiamano Francesca e Giuliana;

-Loro si chiamano Giuseppe e Stefano;

-Loro si chiamano Giuseppe, Stefania e Marco;

-Lei si chiama Giuliana;

-Lui si chiama Stefano.


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LABORATORIO DI SCRITTURA \ PRESENTARSI

Name Email
1. PRESENTATI

SCRIVI COME TI CHIAMI, DOVE VIVI, LA TUA NAZIONALITÀ, QUANTI ANNI HAI E CHE COSA FAI NELLA VITA: LAVORI? STUDI?
2. PRESENTA TRE DEI TUOI AMICI:

COME SI CHIAMANO?

QUANTI ANNI HANNO?

DOVE VIVONO?

CHE COSA FANNO?

SPECIFICA LA LORO NAZIONALITÀ


 

Laboratorio di scrittura: descrivere il libro che hai letto

Ciao!

 

In questa lezione impareremo a descrivere il libro che hai letto.


LEGGI IL TESTO

L’ultimo libro che ho letto è scritto dall’autore Nicolò Ammaniti, s’intitola “Io non ho paura”. Il libro è stato pubblicato dall’Einaudi/Mondadori del 2001. È un libro  d’avventura drammatico.

Il racconto inizia con la gara tra Michele e i suoi amici nei campi di grano del paese di Acqua Traverse.

Siamo nel 1978, è estate, con un  caldo torrido. Il calore  entra  nelle pietre, la terra si sbriciola, il respiro è faticoso ed è difficile sopportare la calura tanto che gli adulti nel pomeriggio rimangono  rintanati in casa, uscendo solo nelle ore serali quando la temperatura diminuisce. Michele Amitrano, il protagonista, per difendere una ragazza del gruppo, togliendola da un grosso imbarazzo(doveva abbassare le mutande) si propone per eseguire la penitenza.:arrivare al piano superiore di una casa diroccata e disabitata senza poter utilizzare ne le scale, ne i gradini  ridotti a un ammasso di pietre.

Dopo notevoli difficoltà,riesce a salire aggrappandosi ai rami di fico;arrivato ad davanzale della casa deve buttarsi per proseguire, e uscire dalla stessa,ma cade a terra in malo modo. Il ragazzo ha per pochi attimi paura, ma riesce poi a muoversi, si guarda intorno e percepisce di essere caduto su una tettoia trasparente ricoperta da un materasso, al di sotto intravvede un buco profondo.

Con grande stupore tra sporcizia e rifiuti di ogni genere,nota delle sembianze umane: si tratta di un bambino raggomitolato su se stesso.

Forse dorme, forse è morto…ma mentre riflette viene chiamato dagli amici e con loro ritorna a casa.

Davanti alla casa ,Michele trova il “lupetto Fiat”usato dal padre per lavorare al Nord.,con gioia accoglie il genitore che mostra un regalo:una gondola veneziana con i remi,da lasciare come soprammobile sopra la televisione.

Nella notte,Michele ripensa con angoscia al ragazzo imprigionato nel buco.e ritorna sul luogo per verificare quello che il giorno prima aveva visto.

E’ tutto vero il bambino è lì, incatenato e chiede con insistenza dell’acqua.Inizia così un rapporto di aiuto amicizia, anche se rimane stupito e a volte impressionato dai discorsi del ragazzo.

Cerca di confidarsi con il padre ,ma capisce che c’è qualcosa di oscuro,di misterioso di ingiusto,e che la sua famiglia è complice di un un grave fatto: il rapimento di Filippo Carducci.

Intanto il padre riferisce che arriverà un suo amico che per un certo periodo abiterà con loro,con grande scontento di Michele,che per una leggerezza infantile confida al cugino di aver trovato un bambino racchiuso in una buca circondato da sporcizia e desolazione,racconta anche del proposito crudele del padre e dell’amico di tagliare le orecchie al rapito.

Ritornato sul luogo del sequestro, cerca di confortare il bambino e lo porta all’aperto riuscendo anche a farlo camminare,sono diventati amici .

Ma improvvisamente compare Felice(un complice dei sequestratori) che lo minaccia con un fucile e strattonandolo lo costringe ad allontanarsi.Riferirà tutto al padre,il quale gli chiede una promessa:non deve più vedere il bambino ,altrimenti verrà ucciso.

Michele pur con difficoltà e ripensamenti cerca di mantenere la promessa, finché  capisce che è arrivato un momento decisivo e grave, sente infatti delle minacce di morte per il bambino rapito e senza il minimo dubbio corre a liberare il recluso.  .

 

 


Vocabolario ed espressioni utili

IL LIBRO CHE HO LETTO PARLA DI \ DEL \ DELLO\ DELLA\ DEGLI \ DEI

IL LIBRO CHE HO LETTO È DI + AUTORE

-Il libro che ho letto è di Niccolò Ammaniti

IL LIBRO È SCRITTO DA

-Il libro che ho letto è scritto da Niccolò Ammaniti

AUTORE

TITOLO

TRAMA, STORIA

IL RACCONTO SI APRE

IL RACCONTO INIZIA CON

PERSONAGGI

I PERSONAGGI SONO

CI SONO DUE, TRE, QUATTRO PERSONAGGI

IL PERSONAGGIO PRINCIPALE È

I PERSONAGGI SECONDARI SONO

IL RACCONTO È AMBIENTATO A \ IN \ NEL

Il racconto è ambientato a Roma;

Il racconto è ambientato in Germania;

Il racconto è ambientato nel 1970.

LA STORIA FINISCE MALE \ BENE

ALLA FINE DELLA STORIA

LA STORIA SI CONCLUDE 


CHE TEMPI VERBALI USARE?

Per raccontare possiamo usare il presente ma anche i tempi del passato:

Michele si alzava tutti i giorni alle 7:00 per portare da mangiare al bambino nascosto nel fosso.

Michele si alza tutti i giorni alle 7:00 per portare da mangiare al bambino nascosto nel fosso.


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+ vocabolario: lavori o studi?

LEGGI IL TESTO

Ciao, mi chiamo Francesca, ho 27 anni e vivo a Roma. Sono di Venezia. Vivo a Roma da 5 anni. Mi sono trasferita qui per studiare. Ho studiato legge nella facoltà di giurisprudenza di Roma. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare come segretaria presso un avvocato. A me piace molto studiare, ho sempre avuto dei buoni voti. Ho studiato in una scuola elementare privata, poi ho proseguito i miei studi in una scuola media pubblica. Quando ho finito la scuola media mi sono trasferita a Milano con la mia figlia e ho studiato al liceo scientifico Alessandro Volta di Milano.

Il mio lavoro mi piace molto. Lavoro dal lunedì al venerdì. Entro in servizio alle 9:00 e smonto alle 13:00.


STUDIARE AL LICEO

STUDIARE IN UN LICEO

STUDIARE IN UNA SCUOLA

STUDIARE NELLA SCUOLA

-Io studio al liceo scientifico Luigi Canepa di Bologna ⇒ specifico

-Io studio in un liceo scientifico ⇒ uno qualunque, non specificato, significato generico

-Io studio nella scuola privata di via Mazzini⇒ specifico

-Io studio in una scuola privata ⇒ una qualunque, non specificato, significato generico

VOCABOLARIO

STUDIARE ALLA SCUOLA ELEMENTARE

FREQUENTARE LA SCUOLA ELEMENTARE

-Io studio alla scuola elementare;

-Maria frequenta la scuola elementare.

STUDIARE ALLA SCUOLA MEDIA

FREQUENTARE LA SCUOLA MEDIA

-Gianna studia alla scuola media;

-Francesca frequenta la scuola media.

STUDIARE ALLA SCUOLA SUPERIORE

FREQUENTARE LA SCUOLA SUPERIORE

-Noi studiamo alla scuola superiore;

-Noi frequentiamo la scuola superiore.

STUDIARE ALL’UNIVERSITÀ

FREQUENTARE L’ UNIVERSITÀ

-Voi studiate all’università;

-Voi frequentate l’università.

USCIRE DA SCUOLA

-Esco da scuola alle 9:00

USCIRE DALL’UNIVERSITÀ’

-Usciamo dall’università alle 11:00

FARE LA LEZIONE

-Facciamo la lezione alle 9:00

DALLE + ORA + ALLE + ORA + FARE + LEZIONE+ DI + MATERIA +

-Dalle 7:00 alle 11.00 facciamo lezione di matematica

PRENDERE LEZIONI PRIVARE + DI

-Prendo lezioni private di matematica

STUDIARE ALLA SCUOLA PUBBLICA

-Io studio alla scuola pubblica

STUDIARE ALLA SCUOLA PRIVATA

-Io studio alla scuola privata

LE MATERIE SCOLASTICHE

ITALIANO

-Studiare italiano

LETTERATURA

-Studiare letteratura

SCIENZE

-Studiare scienze

MATEMATICA

-Studiare matematica

FISICA

-Studiare fisica

CHIMICA

-Studiare chimica

STORIA

-Studiare storia

GEOGRAFIA

-Studiare la geografia

LINGUA STRANIERA

-Studiare la lingua straniera

SCIENZE MOTORIE

-Studiare scienze motorie

RELIGIONE

-Studiare religione

ARTE

-Studiare arte

MUSICA

-Studiare musica


UNIVERSITÀ

STUDIARE + ALL’UNIVERSITÀ ⇒ generico

-Studiamo all’università

STUDIARE +  IN  + UN’UNIVERSITÀ’ + AGGETTIVO ⇒ generico

-Studiamo in un’università polacca

-Studiamo in un’università prestigiosa

STUDIARE + NELLA + FACOLTÀ + DI

FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA \ STUDIARE LEGGI

-Studio leggi nella facoltà di giurisprudenza di Milano

FACOLTÀ DI SCIENZE FISICHE E MATEMATICHE

-Studio scienze nella facoltà di scienze fisiche e matematiche di Roma

FACOLTÀ DI MEDICINA

FACOLTÀ DI FARMACIA

FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE

FACOLTÀ DI BIOLOGIA

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA


ANDARE A SCUOLA

-Vado a scuola con il bus

ANDARE ALL’UNIVERSITÀ

-Vado tutti i giorni all’università

 

Lavoro

LAVORARE COME INSEGNANTE

-Lavoro come insegnante nella scuola elementare di Roma

LAVORARE COME CONTABILE

-Lavoro come contabile nell’ufficio contabilità della Google

LAVORARE COME AUTISTA

-Lavoro come autista

ANDARE AL LAVORO

-Vado al lavoro alle 9.00

ANDARE A LAVORARE

-Oggi vado a lavorare

ANDARE IN UFFICIO

-Oggi vado in ufficio un’ora prima


LAVORARE + CON + QUALCUNO

Collaborazione

-Lavoro con Mario

LAVORARE + PER + QUALCUNO (NOME AZIENDA)

Prestare servizio per un’azienda, prestare servizio a qualcuno

-Lavoro per Google

-Lavoriamo per “Il corriere della sera”

-Lavoriamo per voi


TURNI DI LAVORO ⇒ orario di lavoro

-Il mio turno di lavoro è dalle 9:00 alle 7:00

-Il suo turno di lavoro è dalle 17.00 alle 22:00

ENTRARE IN SERVIZIO ⇒ Iniziare a lavorare

-Entro in servizio alle 9:00

SMONTARE ⇒ finire di lavorare

-Smonto alle 21:00

LAVORARE A TEMPO PIENO (FULL TIME)

-Lavoro a tempio pieno

LAVORARE MEZZA GIORNATA (PART-TIME)

-Noi lavoriamo mezza giornata

Pratichiamo!

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DAL MEDICO

La signora Maria Rossi non si sente bene, allora telefona al suo medico

LESSICO

Espressioni e vocaboli utili

CHIAMARE IL DOTTORE \ MEDICO

-Ieri non mi sentivo bene, ho chiamato il medico e mi ha detto di prendere la Tachipirina.

-Se non stai bene, chiama il medico.

ANDARE DAL DOTTORE \ MEDICO

-Domani vado dal dottore per fare usa visita medica.

FARE UNA VISITA MEDICA

-Domani devi fare una visita medica.

IL DOTTORE VISITA IL PAZIENTE

-Il medico mi ha visitato, ha detto che è tutto a posto.

PRENDERE UNA TACHIPIRINA DA 500 ML

La Tachipirina è un farmaco a base di paracetamolo che si usa in caso di febbre.

 

AVERE L’INFLUENZA

-Ho l’influenza.

ESSERE INFLUENZATO

-Sono influenzato.

AVERE IL RAFFREDDORE

-Abbiamo il raffreddore.

AVERE LA TOSSE

Abbiamo la tosse.

AVERE MAL DI TESTA

-Ho mal di testa da due giorni;

POSSIAMO ANCHE DIRE: FARE MALE + PRONOME

-Mi fa male la testa da due giorni;

-Vi fa male la testa?

AVERE LA NAUSEA

-Ho la nausea.

AVERE MAL DI STOMACO

-Ho mal di stomaco.

POSSIAMO ANCHE DIRE: FARE + MALE + PRONOME

-Mi fa male lo stomaco.

AVERE MAL DI DENTI

-Ho mal di denti.

POSSIAMO ANCHE DIRE: FARE MALE + PRONOME

-Mi fanno male i denti.

FARE LE ANALISI

Si fanno le analisi per verificare la presenza di patologie, virus ecc

-Devo fare le analisi del sangue;

-Dobbiamo fare delle analisi per verificare se si tratta di un virus.

FARE IL PRELIEVO DEL SANGUE

FARE GLI ACCERTAMENTI

Fare delle analisi specifiche per evidenziare la presenza o l’assenza di patologie:

-Devo fare alcuni accertamenti.

FARE PREVENZIONE

Una serie di accertamenti clinici, visite, radiografie, ecografie, dosaggi ematici: un insieme di procedure che rientrano non nella prevenzione, cioè visite e analisi anticipatori che permettono di evitare le malattie.

ACCERTAMENTI CLINICI⇒ l’accertare; verifica, controllo: 

-Mi ricovero per accertamenti.

ECOGRAFIA

-Devo fare un’ecografia addominale.

RADIOGRAFIA

-Devo fare una radiografia toracica.

MODI DI DIRE

FARE UN COLPO DI TELEFONO A QUALCUNO:

-Il medico ha detto che ci fare un colpo di telefono stare.

DARE UN COLPO DI TELEFONO A QUALCUNO

-Prima di venire a casa tua, ti do un colpo di telefono.

Esiste anche l’espressione:

FARE UNO SQUILLO A QUALCUNO

-Prima di partire, ti faccio uno squillo;

-Appena sono sono casa tua, ti faccio uno squillo.


Pillole di grammatica

Quando ci rivolgiamo a qualcuno dando del Lei  usiamo il congiuntivo al posto dell’imperativo, così come  nelle terze persone e nella prima plurale quando facciamo ⇒ un’esortazione, un invito:

Abbia un po’ di pazienza!

Vada via di qui immediatamente!

Abbiate fiducia in noi!

Il medico si rivolge al paziente dandole del Lei:

Vada a fare una visita specialistica;

Assuma una compressa di Tachipirina:

PRENDERE \ ASSUMERE UN FARMACO

Prendere e assumere hanno lo stesso significato, mettere si usa con le supposte e applicare con le pomate.

Oggi ho preso lo sciroppo;

Applichi la pomata due volte al giorno.

 

Prescrizione medica

PRESCRIZIONE

ciò che il medico consiglia al paziente come terapia o (profilassi ⇒ altro nome per dire terapia)

Risultati immagini per prescrizione medica significato

La prescrizione medica è generalmente scritta usando l’infinito:

ASSUMERE + DOSAGGIO + AL GIORNO + PER + PERIODO DI TEMPO

-Assumere due pastiglie al giorno per due settimane;

-Applicare la pomata due volte al giorno per 15 giorni;

Il medico può anche usare le seguenti espressioni:

Si consiglia + profilassi

-Si consiglia un riposo di sette giorni;

 

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