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PER CHE ORA O A CHE ORA?

CIAO!

Oggi impariamo la differenza tra la preposizione A e la preposizione PER, in riferimento alle espressioni “per che ora” e “a che ora”.


Le espressioni “a che ora” e “per che ora” sono entrambe corrette e hanno lo stesso significato, guarda questi esempi:

A che ora ci vediamo?

Ci vediamo alle 11.

Per che ora ci vediamo?

Ci vediamo per le undici.

L’unica differenza riguarda la precisione dell’appuntamento. Quando diciamo ” ci vediamo per le undici” significa “verso le undici”, dunque l’orario dell’appuntamento è approssimativo e non specifico come invece lo è quando usiamo l’espressione “alle 11”.

LEGGI IL DIALOGO

MARIA: Buongiorno!

SEGRETARIA: Buongiorno, prego!

MARIA: Vorrei parlare con il Signor Rossi…

SEGRETARIA: Mi dispiace, in questo momento non è in sede, come posso aiutarla?

MARIA: Vorrei parlarle di un progetto, ci siamo sentiti qualche giorno fa via e-mail, mi ha detto di passare in ufficio per parlarne di persona.

SEGRETARIA: Purtroppo è un uomo molto impegnato, non ha un’agenda fissa, a volte cambiano i programmi all’improvviso e si deve spostare. Per evitare di farla ritornare inutilmente le consiglierei di fissare un appuntamento, poi se ci dovessero essere problemi la contatteremo in anticipo.

MARIA: Va bene, grazie!

SEGRETARIA: Per quando le andrebbe bene? Abbiamo un posto libero domani sera per le sei, oppure venerdì mattina per le 11:30.

MARIA: Per venerdì mattina alle 11:30 andrebbe bene.

SEGRETARIA: Perfetto, allora fissiamo l’appuntamento per venerdì mattina alle 11:30, nel caso ci dovessero essere dei cambiamenti la contatterò, mi lascia il suo numero di telefono per favore?

MARIA: Certo! 9089908765.

SEGRETARIA: Anche il suo nominativo, grazie!

MARIA: Maria Javier.

SEGRETARIA: Perfetto Signora Javier, a venerdì.

MARIA: Grazie, a venerdì, buona giornata!

SEGRETARIA: Anche a lei!


 

PER + ESPRESSIONI DI TEMPO + QUALCOSA

(anche giorni della settimana, mesi ecc)

Il mio lavoro sarà pronto per domani;

Per domani va bene?

Sarò pronto per giovedì;

Saranno disponibili per il prossimo fine settimana?

Per che ora sei libero?

Sono libero per le 6:00.


A + ORA

Ci vediamo alle sei;

Alle 8:00 devo andare in palestra.

ESPRESSIONI FISSE CHE SI COSTRUISCONO SOLO CON “A”

A domani!

A dopo!

A martedì (A + GIORNO DELLA SETTIMANA)

ATTENZIONE!

Non si usa mai la preposizione A per fissare un appuntamento con i giorni della settimana, pertanto, espressioni come:

a martedì sono pronto;

a martedì sono libero;

SONO ESPRESSIONI SBAGLIATE.

 


Possiamo usare la preposizione A con i mesi dell’anno:

  • A marzo andrò a Cagliari;
  • A maggio sarò a Roma;
  • A luglio andrò in vacanza.

Qual è la differenza tra A MARZO e PER MARZO? La differenza sostanziale è nella domanda, la preposizione PER risponde alle domande: per quando? per quanto?

-Per quando sarà pronto il tuo lavoro?

-Per marzo.

-Per quanto tempo starai qui?

-Per nove mesi.

La preposizione A risponde alla domanda: quando? (SOLO CON I GIORNI DELLA SETTIMANA, NON CON I MESI DELL’ANNO)

-Quando arriverai?

-A marzo.

PER CHE ORA O A CHE ORA

Name Email

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!


+ italiano: c’è crisi

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+ storia: la nascita della televisione in Italia

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+ italiano: dolce o salato

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare due aggettivi: zuccherato e salato


Zuccherato e salato

ZUCCHERARE = mettere lo zucchero

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: ZUCCHERATO

AVERE ZUCCHERATO

-Abbiamo zuccherato il tuo caffè

ZUCCHERATO = AGGETTIVO ⇒ con zucchero

SALARE = mettere il sale

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: SALATO

-Ho salato la pasta

SALATO = con sale

AUSILIARE: ESSERE

essere salato, essere zuccherato

AMARO = senza zucchero

DOLCE = con zucchero

AUSILIARE: ESSERE

essere dolce, essere amaro

INSIPIDO = senza sapore

-Questa salsa è insipida

NON SAPERE DI NIENTE = non ha sapore

-Questa salsa non sa di niente

METTERE ZUCCHERO, SALE

AGGIUNGERE ZUCCHERO, SALE

A PIACERE = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-A piacere!

QUANTO BASTA = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-Quanto basta.

ESSERE TROPPO DOLCE = quando in un dolce c’è troppo zucchero

-Questa torna non mi piace, è troppo dolce

ESSERE TROPPO SALATO = quando in un piatto o in un alimento c’è troppo sale

-Questa pizza è immangiabile, è troppo salata

 


Lo zucchero è veleno per il nostro organismo

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

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ESPRESSIONI

  • MANGIARE DOLCE

-Io mangio dolce, mi piacciono tantissimo i dolci

  • MANGIARE SALATO

-Mia figlia mangia salato, dovresti vedere quanto sale mette nella pasta, immangiabile per me

  • PREFERIRE IL DOLCE

-Preferiamo i cibi dolci

  • PREFERIRE IL SALATO

-Mio marito non mangia mai dolci, preferisce il salato


PRATICHIAMO!

E TU? CHE COSA PREFERISCI? MANGI DOLCE O SALATO?

Scrivi un testo di almeno 80 parole, invialo alla tua insegnante per la correzione

 

 

PODCAST: ANIMALI DOMESTICI? NO GRAZIE!

IL CANE

LA CUCCIA

IL GATTO

L'OSSO

IL VETERINARIO

L'ACQUARIO

IL TRASPORTINO

IL COLLARE

LESSICO

PORTARE IL CANE A SPASSO = portare il cane a fare una passeggiata

PORTARE IL CANE A FARE I BISOGNI (PIPI E CACCA) = portare il cane fuori per permettergli di fare i bisogni

AMMAESTRARE UN CANE = allenare il cane ad una certa disciplina

ADOTTARE UN CANE = prendere un cane da un canile (si adottano i cani abbandonati)

ACQUISTARE UN CANE= comprare un cane da un allevatore di cani

CANE PURO DI RAZZA

CANE METICCIO O BASTARDO = NON DI RAZZA

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+ ITALIANO: non c’è niente da fare

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato e l’uso delle seguenti espressioni:

  • ESSERCI DA FARE
  • NON ESSERCI DA FARE

e le loro eccezioni.


Non c’è niente da fare

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • NON ESSERCI PIÙ NIENTE DA FARE \ NON ESSERCI NIENTE DA FARE ⇒ è un’espressione che usiamo quando abbiamo perso le speranze e non ci sono più soluzioni per risolvere un problema:

-Abbiamo perso i biglietti, ho fatto di tutto per recuperarli, ma non c’è più niente da fare;


Questa espressione esiste anche nella sua forma affermativa ed è accompagnata da qualcosa:

  • Esserci da fare qualcosa

La usiamo per domandare se c’è qualcosa da fare, per esempio quando vogliamo chiedere a qualcuno se possiamo aiutarlo nel fare qualcosa che lui ha già iniziato a fare prima che arrivassimo noi, oppure per fargli intendere che verremmo renderci utili:

-Ciao mamma, quante cose buone che hai preparato per pranzo, c’è qualcosa da fare?

-No amore, grazie, non c’è niente da fare, tutto pronto!


ESSERCI DA FARE È UN’ESPRESSIONE COMUNISSIMA CHE USIAMO IN GENERALE PER DIRE CHE COSA C’È DA FARE.

PER ESEMPIO PER ELENCARE LE COSE CHE DOBBIAMO FARE DURANTE LA GIORNATA

C’è da fare \ Ci sono da fare

ESSERCI + DA al singolare o al plurale + VERBO ALL’INFINITO

-Ci sono da lavare i piatti;

-C’è da portare il cane;

-C’è da fare la spesa;

-C’è da comprare il pane


LEGGI IL DIALOGO…

MAMMA: Ciao amore !

MARTA: Ciao mamma!

MAMMA: sei arrivata proprio nel momento giusto

MARTA: perché mamma?

MAMMA: perché sto iniziando a fare qualcosa

MARTA si guarda intorno e dice: Oh mio dio mamma, quante cose da fare che ci sono in questa casa

MAMMA: hai ragione, ma da quando siamo rientrate dalla vacanza non siamo rimaste un solo giorno a casa e tutto si è accumulato… ci sono da lavare i panni, c’è da ritirare la posta, c’è da pagare il condominio, c’è da fare la lavatrice, da spolverare, da pulire i bagni e… ed è meglio non continuare a elencare…

MARTA: dai forza mamma, meglio non pensarci e mettersi a fare… ti aiuto io, iniziamo!


INIZIARE A FARE QUALCOSA = espressione che usiamo per indicare che iniziamo a studiare, lavorare, pulire la casa:

  • In ufficio

CAPO: Marcella, si ricordi che oggi ci sono da fare molte cose

IMPIEGATA: Sì, ora inizio a fare qualcosa (ora inizio a sbrigare una delle tante cose che ho da fare)

 

METTERSI A FARE \ METTERSI A FARE QUALCOSA = espressione che usiamo per dire:

METTERSI AL LAVORO

-Oggi ci sono tante cose da fare, è ora che mi metta a fare qualcosa

 


Pratichiamo!

SCRIVI ALMENO 5 COSE DA FARE DOMANI E 5 COSE PER LE QUALI ORMAI NON C’È PIÙ NIENTE DA FARE (segui l’esempio):

c’è da fare                                                        non c’è da fare

Domani c’è da fare la spesa                                                       Con tuo padre ormai non c’è più niente da fare

Ci sono da lavare i piatti

C’è da ritirare la posta

scrivi il tuo esercizio nella sezione LASCIA UN COMMENTO che trovi qui sotto.

+ società: le abitudini degli italiani

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+italiano: un conto, una cosa, non c’è paragone

CIAO!

In questa lezione impareremo due espressioni davvero utili e molto usate dagli italiani:

  • ESSERE UNA COSA
  • ESSERE UN CONTO

Le usiamo quando stiamo facendo un paragone fra due cose che sono una l’opposto dell’altra, due cose o situazioni che sono completamente diverse e non possono essere paragonate perché diverse, oppure una è migliore\peggiore dell’altra. è come se dicessimo: è diverso, questo è diverso da questo.

Esisto altre espressioni che sono come dei sinonimi di un conto e una cosa:

ESSERE UN ALTRO PAIO DI MANICHE

Sin dall’Ottocento, l’espressione ricorre nell’italiano colloquiale e letterario col significato di “tutta un’altra cosa, non paragonabile con la precedente”, spesso con l’intenzione di indicare che uno dei due termini di paragone sia “di gran lunga migliore” o al contrario “di gran lunga peggiore.

-Vivere da soli è tutto un altro paio di maniche

-Studiare l’italiano in italiana è tutto un latro paio di maniche


Ecco qui altre espressioni che possiamo usare per dire che NON C’è UN PARAGONE, NON ESISTE UN CONFRONTO fra due cose messe a confronto:

ESSERE DIVERSO

-Studiare in Italia è diverso da studiare l’italiano nel tuo paese? -Non necessariamente.

NON ESSERCI PARAGONE

-Fra la professoressa Giulia e la professoressa Marta non c’è paragone, la professoressa Giulia è molto più professionale.

ESSERE TUTTA UN’ALTRA COSA

-Vivere in città è tutta un’altra cosa. Da quando ci siamo trasferiti dalla campagna alla città stiamo decisamente meglio. Prima eravamo troppo isolati.

ESSERE UN’ALTRA COSA

-Mio marito è tutta un’altra cosa rispetto al mio ex marito.


 

Scrivi 10 frasi usando le seguenti espressioni:

  • ESSERE UN CONTO
  • ESSERE UNA COSA
  • ESSERE TUTTA UN’ALTRA COSA
  • ESSERE UN’ALTRA COSA
  • ESSERE DIVERSO

Scrivi le tue frasi nella sezione lascia un commento che trovi qui sotto

+ viaggi: viaggio di nozze a Verona

 


DESTINATARIO: xxviaggi@italia.it

OGGETTO: preventivo per viaggio di nozze

Buongiorno,

Le scrivo in merito al pacchetto viaggio VIAGGIO DI NOZZE A VERONA, pubblicato sul vostro sito oggi.

Avrei bisogno di sapere il prezzo definitivo e tutte le informazioni sull’offerta.

 

Il mio futuro sposo e io vorremmo partire per il nostro viaggio di nozze il 27 novembre e fare un soggiorno a Verona di 9 giorni (rientro a Roma il giorno 6 di dicembre.

 

Vorremmo viaggiare in aereo, avere un albergo a 5 stelle situato in centro (anche pagando qualcosa in più), compreso di colazione.

Vorrei un itinerario dettagliato dei posti da visitare.

Aspetto una sua risposta

Cordialmente

Paola Rossi


DESTINATARIO: paolarossixx@xx-it

RISPOSTA: re: preventivo per viaggio di nozze

Gentilissima Paola,

Sono lieta di leggere la sua email, accogliere le sue richieste e rispondere.

Lei e il suo futuro marito non potevate scegliere meta migliore per il vostro primo viaggio da coniugi.

Verona è la città dell’amore, dell’arte e della storia.

 

Per quanto riguarda il soggiorno, abbiamo trovato una suite in un albergo a 5 stelle proprio a 50 metri dalla casa di Romeo e Giulietta.

Il costo della stanza per notte è di 250,00 euro compresa la colazione.

Dal terrazzo della Vostra suite potete vedere il famosissimo balcone di Giulietta.

Per quanto riguarda l’itinerario c’è l’imbarazzo della scelta, ma per voi ho scelto un itinerario tranquillo e diurno (se doveste avere necessità diverse da quelle che vi propongo, non esitate a contattarmi).

ITINERARIO

L’Arena di Verona

L’Anfiteatro Romano, meglio conosciuto con il nome di “Arena”, è, insieme a Romeo e Giulietta, il simbolo che rende famosa Verona in tutto il mondo e la prima cosa che i turisti scelgono di vedere appena messo piede in città.

Probabilmente costruita intorno al I secolo, l’Arena, come tutti gli anfiteatri,ospitava gli spettacoli dei gladiatori. Era il quarto anfiteatro dopo il Colosseo di Roma, quello di Capua e quello di Milano con una struttura solida ed imponente con l’esterno rivestito di mattoni e pietra veronese che creano uno scintillante effetto cromatico. All’interno, con il movimento concentrico delle gradinate, incute negli spettatori un singolare effetto di maestosità. Prende il nome dalla “rena”, la sabbia che si trova nella parte centrale su cui si svolgevano gli spettacoli. Poteva ospitare fino a 30.000 spettatori lasciando ampio spazio di movimento a chi si esibiva. Grandioso palcoscenico di importanti rappresentazioni musicali, l’Arena continua a preservare la sua millenaria funzione, anche se con spettacoli meno cruenti!

La Casa di Romeo e Giulietta a Verona

Verona è il teatro dove si è consumata la tragica vicenda amorosa di Romeo e Giulietta, resa immortale dalla penna di William Shakespeare, situata in un edificio del XIII secolo situato nel centro storico. Una splendida facciata ricoperta di mattoni con un portale in stile gotico conduce i visitatori verso l’interno: nel cortile è visibile una statua in bronzo di Giulietta ed il celeberrimo balcone che ha visto nascere l’amore tra i due giovani. La casa di Giulietta è una tappa obbligata, anche se molto turistica, di chi vuole scoprire i luoghi che ispirarono la storia d’amore per eccellenza. Che crediate o meno alla leggenda, resta una delle cose da vedere assolutamente a Verona. Meno fortuna ha la Casa di Romeo, oggi abitazione privata, a poco distanza dalle Arche Scaligere (punto 8). Sulla facciata gotica un’iscrizione recita “Oh! Dov’è Romeo?… Taci, ho perduto me stesso: io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove” (Atto 1, scena 1). La Tomba di Giulietta si trova in un antico convento di frati Cappuccini del XIII secolo in Via del Pontiere, 35. Visitabile da martedì a domenica 8,30-19,30 -lunedì 13,30-19,30. Biglietto intero € 4.50
.

Chiesa di San Zeno Maggiore a Verona

La leggenda narra che durante l’inondazione dell’Adige nel 589, l’acqua si bloccò sulla soglia di questa Chiesa sorta sul luogo di sepoltura del Vescovo Zeno. San Zeno, di origine africana, fu l’ottavo vescovo di Verona (362-380 circa) e convertì la città al cristianesimo.

La Chiesa di San Zeno Maggiore è uno dei più grandi esempi dell’architettura romanica in Italia e l’attuale aspetto pare risalga al XII secolo. Oltre a custodire il corpo del Santo, la Chiesa è ricca di sculture e pitture dal XII al XVI secolo, tra queste un’attenzione particolare va alla Pala di San Zeno di Andrea Mantegna, primo esempio di “sacra conversazione” con al centro la Madonna col Bambino. Da sinistra si riconoscono San Pietro con le chiavi, San Paolo con la spada, San Giovanni evangelista con la veste rosata, San Zeno in abiti vescovili, San Benedetto col saio monacale, San Lorenzo con la graticola, San Gregorio Magno vestito da papa  e San Giovanni Battista con la tipica veste da eremita nel deserto. Si intuisce che si tratta di una conversazione perché la direzione e i gesti danno l’impressione che i santi stiano parlando tra di loro
.

Piazza delle Erbe a Verona

Un colorato mercato di frutta e verdura con la sua schiera di ombrelloni, circondato da edifici e monumenti storici è la caratteristica principale di Piazza delle Erbe: la piazza più antica di Verona, dove gli edifici medievali, pian piano, hanno preso il posto di quelli romani.

È il luogo dove meglio si può cogliere il lato più popolare e vivace della città, senza rinunciare all’aspetto culturale della vostra vacanza. Durante il mercato, il sabato e la domenica, è il salotto della città, dove i veronesi si incontrano per far la spesa o per il rito dell’aperitivo serale. Sulla piazza affacciano il Palazzo del Comune, la Torre dei Lamberti, la Casa dei Giudici e le case dei Mazzanti. Sul lato più piccolo c’è il barocco Palazzo Maffei impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo. Bellissima la Casa dei Mercanti (o Domus Mercatorum), dove oggi ha sede la Banca Popolare di Verona. Nella piazza c’è la fontana denominata “Madonna Verona” che si contende l’attenzione con il Capitello, detto anche Tribuna ed erroneamente Berlina. Esisteva già nel XIII secolo, quando sotto di esso sedevano i podestà per la cerimonia dell’insediamento e o i pretori prima del loro insediamento
.

 I Ponti di Verona

Il fiume Adige attraversa e taglia in due Verona: i ponti, quindi, hanno svolto da sempre una funzione essenziale per la città. Oggi ce ne sono 7 che hanno condiviso il destino di essere stati distrutti dai nazisti in ritirata e poi ricostruiti negli anni successivi.
Il più vecchio di tutti è il Ponte di Pietra, di epoca romana che ancora oggi collega il Teatro Romano con il centro cittadino. Per fortuna i blocchi di pietra e i mattoni, proiettati nel letto del fiume dall’esplosione furono recuperati e usati per ricostruire il ponte in modo molto fedele all’originale. L’altro ponte rappresentativo è quello Scaligero, proprio di fronte al Castelvecchio. Costruito nella seconda metà del XIV secolo con 3 arcate disuguali, subì lo stesso destino del Ponte di Pietra e come questo ricostruito nel 1951 con le pietre e i mattoni originali recuperati sul fondo dell’Adige.

Piazza dei Signori e Arche Scaligere a Verona

Il potere amministrativo di Verona si è sempre concentrato in questa bella piazza circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate.

Al centro della piazza colpisce subito la grande statua di Dante che a Verona trovò rifugio subito dopo l’esilio da Firenze. Si entra in piazza dall’Arco della Costa e subito ci si trova a sinistra la facciata della Domus Nova. Proseguendo in senso orario si incontra la Loggia del Consiglio e il Palazzo degli Scaligeri, Signori di Verona dal 1260 al 1387. Segue il Palazzo del Capitanio con la torre angolare che domina la piazza, collegato da un arco al Palazzo della Ragione. Dall’arco si accede al cortile del Mercato Vecchio con la splendida Scala della Ragione. Dalla Torre dei Lamberti si ammira uno splendido panorama sulla piazza e sui tetti di Verona. Quasi in una piazzetta a parte si trova la Chiesa di Santa Maria Antica nel cui cortile si innalzano le Arche Scaligere. Il suggestivo complesso funerario è uno straordinario esempio dell’architettura gotica in Italia. Le Arche furono edificate per ospitare le spoglie di alcuni rappresentanti della famiglia dei della Scala. Spiccano per monumentalità e decorazioni quelle di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio.

Piazza Brà a Verona

Piazza Brà è una delle più grandi piazze d’Europa, dominata dalla sagoma dell’Arena e impreziosita da alcuni palazzi storici. La piazza prende il nome dal termine tedesco breit,che significa largo.

In Piazza Brà c’è il liston, il lastricato in marmo rosa della Valpolicella, lo stesso usato per costruire l’Anfiteatro romano. Sul liston i veronesi amano incontrarsi, passeggiare e chiacchierare, prima di sedersi ai tavolini dei bar per un caffè o un aperitivo. Una tradizione che viene da lontano perché già Goethe, nel suo saggio Viaggio in Italia, scriveva “..sul lastricato largo della Bra’ camminava una moltitudine di gente”. Oltre all’Arena, sulla piazza affacciano Palazzo della Gran Guardia sede di mostre ed eventi e Palazzo Barbieri sede del Municipio.

Castelvecchio a Verona

Cangrande II della Scala volle la costruzione dei Castelvecchio per assicurasi una fortezza contro i pericoli esterni che potevano arrivare dal ponte, ma anche contro possibili sollevamenti della popolazione in seguito alle lotte interne alla famiglia Scaligera.

Il Ponte Scaligero a cui è collegato, infatti, proiettava il Castello al di là del fiume assicurando una via di fuga verso la campagna. Come il ponte, anche il Castello ha vissuto fortune alterne. Dopo la caduta degli Scaligeri fu usato dai veneziani come deposito d’armi per poi diventare caserma durante il dominio francese e quello austriaco. Il restauro del 1926 rimosse gli elementi militari e inserì richiami tardogotici e rinascimentali. Castelvecchio ha due nuclei: in quello di destra ci sono il cortile maggiore e la piazza d’armi; in quello di sinistra la reggia scaligera dove abitavano i signori con un cortile più stretto e una doppia cinta muraria. Al centro, l’alta Torre del Mastio  da cui si accede al Ponte Scaligero sull’Adige. Oggi ospita un museo con opere di arte medievale, rinascimentale e moderna. Il Museo non è molto grande ma ci sono almeno 20 capolavori: tra questi la Sacra Famiglia di Mantegna, il Fanciullo con con Pupazzo di Caroto, il Ritratto femminile di Rubens, La Madonna della quaglie attribuita al Pisanello, San Girolamo penitente del Bellini e molti altri. (Tutte queste opere, rubate dal Museo il 21 novembre 2015, sono state ritrovate ma non ancora esposte).

Spero che le informazioni inviatevi siano esaustive

resto in attesa di una vostra risposta

Cordiali saluti

X.X.


 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

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+ ARTE: il Duomo di Milano

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In farmacia

LESSICO

DIALOGO

FARMACISTA: buongiorno, prego!

PAOLA: buongiorno, avrei bisogno di una pomata per le scottature…

FARMACISTA: per cosa le serve?

PAOLA: mio marito è rimasto tutto il giorno sotto il sole senza protezione e si è scottato.

FARMACISTA: bene, guardi le do questa… ma mi raccomando, legga bene il bugiardino. Se vede che nelle prossime ore la situazione peggiora chiami immediatamente un medico.

PAOLA:  va bene!

FARMACISTA: le serve altro?

PAOLA: mi dia anche una buona protezione solare…

FARMACISTA: avrebbe dovuto acquistarla prima di andare al mare. Le do questa che è molto buona…

(RIDONO)

PAOLA: ha ragione! Sì, va bene, grazie!

FARMACISTA: sono 23,00 euro.

PAOLA: ecco…

FARMACISTA: questo è lo scontrino… grazie e arrivederci… mi raccomando, la protezione solare sempre prima di andare al mare…

PAOLA: va bene, grazie e arrivederci.

FARMACISTA: arrivederci!


 

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+ ITALIANO: L’AVVOCATO RISPONDE

LESSICO GIURIDICO

L’AVVOCATO è colui che assiste e difende una parte in giudizio (una parte in giudizio è colui che ha bisogno di essere difeso per un qualsiasi motivo = chiamato anche cliente)

Avvocato e Avvocata (avvocatessa)

Attività e competenze
Che cosa deve essere in grado di fare?
ATTIVITÀ COMPETENZE RISULTATI
Analizza la questione sottoposta dal cliente
  • analizzare la domanda del cliente
  • verificare la sussistenza di una fattispecie legale
Presa in carico del cliente
Analizza i problemi legali della questione sottoposta dal cliente
  • analizzare individuare le esigenze del cliente
  • effettuare una ricerca in merito alle norme applicabili e alla giurisprudenza rilevante in materia
  • informare il cliente sui suoi diritti e sui mezzi di tutela previsti dalla legge
  • curare i rapporti con il cliente fornendo adeguate informazioni
Domanda del cliente analizzata
Studia i fatti nei dettagli
  • raccogliere documenti, informazioni, dichiarazioni e dati forniti dal cliente e valutarne la rilevanza giuridica
  • attuare una ricerca giurisprudenziale e dottrinale
  • richiedere eventualmente perizie tecniche
Documenti, testimonianze, perizie
Consulta i testi legali (leggi, giurisprudenza, regolamenti, dottrine)
  • attuare una ricerca giurisprudenziale
  • consultare le leggi, regolamenti, dottrine che permettano di giustificare la posizione del cliente o di sostenerne le pretese nei confronti di terzi
Studio delle possibili strategie di difesa del cliente o di iniziativa nei confronti di terzi
Elabora una strategia di difesa o di tutela degli interessi del cliente
  • redigere presentare atti legali
  • fornire un parere orale o scritto sulla vicenda in analisi
  • redigere lettere, diffide, atti giudiziari
Strategia di difesa del cliente o di iniziativa a suo favore
Tenta una procedura di conciliazione tra le parti avverse
  • elaborare una via di soluzione consensuale tra le parti
Atto di transazione
Elabora l’atto
  • redigere un atto giudiziale- redige atti negoziali (contratti, transazioni)
Atto di procedura giudiziale

se si avvia il processo

ATTIVITÀ COMPETENZE RISULTATI
Raccoglie documenti e notizie
  • attuare una ricerca giurisprudenziale
  • raccogliere verificare informazioni, dichiarazioni e dati aventi valore legale
  • comunicare informazioni giuridico – legali
  • esaminare e studiare le pratiche
Documenti, atti
Sostiene la causa con le rispettive istanze
  • comunicare le argomentazioni giuridiche
  • gestire procedure di contenzioso
  • gestire processi di negoziazione
  • rappresentare difendere il cliente di fronte agli organi giudiziali
Documenti, atti
Assiste e difende gli interessi dei propri clienti durante le udienze
  • fornire assistenza legale
  • rappresentare difendere il cliente di fronte agli organi giudiziali
Udienze
Segue l’iter  contenzioso fino alla sua risoluzione
  • fornire assistenza legale
  • rappresentare difendere il cliente di fronte agli organi giudiziali
  • rappresentare il cliente in diversi gradi di giudizio
Risoluzione del contenzioso

 

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+ ARTE: GIOTTO – IL BACIO DI GIUDA

IL BACIO DI GIUDA

Картинки по запросу il bacio di giuda, giotto

 

LESSICO

VOCABOLARIO

ARTE

PITTORE = colui che dipinge

AFFRESCARE = fare un affresco (un dipinto)

DIPINGERE = fare un dipinto

RACCONTO EVANGELICO = racconto del Vangelo


 

GIOTTO

Name Email
Giotto è nato a:
Le sue prime opere risalgono a:
Qual è il suo dipinto più importante?
Giotto era famoso:
Ha dipinto anche:
Giotto muore:
Giotto muore a:
Il bacio di Giuda
Dante parla di Giotto come uno dei più grandi pittori del suo tempo nel:
Dove si trova il bacio di Giuda?
Che cosa è rappresentato nel bacio di giuda?

+ ITALIANO: ESPRIMERE CONTRARIETÀ

 

PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ IN ITALIANO USIAMO LE SEGUENTI ESPRESSIONI:

  • NON ESSERE D’ACCORDO + CON + …

Non sono d’accordo con te

Non siamo d’accordo con la vostra decisione

  • NON ANDARE D’ACCORDO= in avere intesa, non essere in sintonia, non essere affiatato con qualcuno

Mio marito e io andiamo molto d’accordo

  • NON CONCORDARE

Non concordo con la vostra opinione

  • ESSERE CONTRARIO

Io sono contraria a quanto avete detto

  • ESSERE DI OPINIONE OPPOSTA

Mio marito e io siamo dell’opinione opposta

  • PENSARLA DIVERSAMENTE

Io non la penso diversamente (io ho un pensiero diverso dal tuo)

  • PENSARLA IN MANIERA DIVERSA

Io la penso in maniera diversa

 

 

 

 

E tu che cosa pensi?

sono d’accordo                                  non sono d’accordo

Sono d’accordo con…                                                                   Non sono d’accordo con…

 

 

 

 

+ ITALIANO: HALLOWEEN, SANTI E MORTI

Ciao!

COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO: C1

COMPOSIZIONE SCRITTA: C2

IMPARIAMO: NUOVE ESPRESSIONI, CULTURA E TRADIZIONI


ASCOLTA IL PODCAST…

HALLOWEEN NON è UNA FESTA ITALIANA

 

 

VOCABOLARIO

MACABRO= caratterizzato dagli aspetti più vistosi e impressionanti della morte

-aspetto macabro

-scena macabra

-gusto macabro


LEGGI IL TESTO…

Come si festeggia Halloween in italia – una tradizione per noi recente, che si è fusa con le ricette, le ricorrenze e i costumi del nostro paese.

“Offri o soffri?” era l’originale rielaborazione italiana di “Tricks or treat?”, che giocava proprio sull’omofonia delle due parole esattamente come avviene nei paesi anglosassoni.

La festa di Halloween è diffusa in Italia solo da pochi decenni; si potrebbe anzi azzardare che una vera italianizzazione della notte più macabra dell’anno sia avvenuta solo qualche anno fa, raggiungendo prima di molte altre le grandi città, come Milano, Roma, Torino e Bologna.

Ciò però è vero solo considerando la festa di Halloween dal punto di vista moderno e consumistico: negli ultimi anni, la notte delle streghe ha assunto una valenza materialistica, svestendosi delle chiavi simboliche con cui aveva avuto inizio.

La festa del costume è radicata in luoghi come America, Irlanda, Gran Bretagna: è noto che in questi paesi la corsa al costume più orrido ed alla maschera più macabra inizino già verso i primi di ottobre, come una sorta di preparazione ad un rituale di cui sembra essere rimasto solo l’involucro.

La domanda più diffusa e conosciuta in Italia, oggi, è “Dolcetto o scherzetto?”: così, anche i bambini italiani festeggiano la notte di Halloween ricevendo dolciumi e prelibatezze da familiari ed amici.

La notte stregata però non rappresenta motivo di svago e divertimento solo per i bambini: la diffusione che si è sviluppata dagli Stati Uniti ha fatto sì che questa festa diventasse anche qui festa non solo dei bambini, ma anche (e forse soprattutto) degli adulti, per i quali i locali notturnie le discoteche organizzano ogni anno feste a tema, rievocando le atmosfere tipiche della notte delle streghe.

Halloween diventa così un secondo carnevale da festeggiare seguendo le antiche tradizioni celtiche da cui la festa della notte delle streghe ha origine: uomini e donne travestiti da diavoli, streghe e personaggi raccapriccianti dei più diffusi film horror danzano e si divertono nei locali alimentando il mercato delle maschere dell’orrore.

Anche la cultura culinaria ha mutuato alcune ricette direttamente dalle tradizioni agricole delle popolazioni celtiche: molti i piatti a base di zucca, alimento che in autunno è molto diffuso.
Risotti alla zucca, antipasti e torte salate, paté di zucca, pane alla zucca, sfogliate e tortini, sono solo alcune delle ricette più prelibate di queste tradizioni culinarie.

Da non dimenticare i dolci, che sono le vere prelibatezze della festa di Halloween: merende a base di marmellate di zucca, crostate e torte della tradizione, che non mancano nelle tavole imbandite in occasione dei festeggiamenti.


PRATICHIAMO!

HALLOWEEN - SANTI - MORTI

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Halloween è una tradizione:
Si festeggia il:
Qual è la simbologia di Halloween?
Quando viene festeggiata la festa di Ognissanti?
Che cosa si festeggia il 1 novembre?
Il 2 novembre si celebra:
Nel tuo paese esiste una festa dedicata ai "cari defunti"? Se sì, descrivi la tradizione.
Che cosa si prepara per i morti?
Che cosa vuol dire: ESSERE UNA TOMBA?
Che cosa significa ESSERE MORTO DI FAME?

+ LETTERATURA: DANTE ALIGHIERI

DANTE INCONTRA BEATRICE

61. Mentre ero spinto rovinosamente verso la valle,
davanti agli occhi mi apparve uno, che in quel vasto
silenzio appariva come un’ombra evanescente. 64.
Quando lo vidi in quella grande solitudine, «Abbi
pietà di me» gli gridai, «chiunque tu sia, ombra o
uomo vivo!». 67. Mi rispose: «Non sono un uomo,
ma lo fui un tempo. I miei genitori furono lombardi,
ambedue nativi di Mantova. 70. Nacqui sotto Giulio
Cesare, seppur troppo tardi [per conoscerlo], e vissi
a Roma sotto il buon Augusto al tempo degli dei fal-
si e bugiardi. 73. Fui poeta e cantai [le imprese] di
quel giusto figlio di Anchise (=Enea), che da Troia
venne in Italia, dopo che la superba città fu incendia-
ta. 76. Ma tu perché ritorni a tanto affanno (=nella
selva)? Perché non sali il dilettoso monte, che è ini-
zio e causa di tanta gioia?». 79. «Sei tu quel Virgilio
e quella fonte che spande un fiume così abbondante
di parole?» gli risposi a fronte bassa per la vergogna.
82. «O decoro e luce degli altri poeti, concèdimi il
tuo aiuto in nome del lungo studio e del grande amo-
re, che mi hanno fatto cercare le tue opere. 85. Tu
sei il mio maestro e il mio autore. Tu sei il solo da
cui appresi lo stile tragico, che mi ha dato la fama.
88. Vedi la bestia che mi ha fatto volgere indietro.
Aiùtami, o saggio famoso, perché essa mi fa tremare
le vene ed i polsi!» 91. «A te conviene (=tu dovrai)
prendere un’altra strada» rispose dopo che mi vide
in lacrime, «se vuoi uscire da questo luogo selvag-
gio. 94. Questa bestia, che ti costringe a chieder aiu-
to, non lascia passare alcuno per la sua strada, ma lo
ostacola tanto che lo uccide. 97. Ed ha una natura
così malvagia e cattiva, che non soddisfa mai la sua
sconfinata ingordigia e che, dopo mangiato, ha più
fame di prima. 100. Molti sono gli animali con cui si
accoppia e ancor di più saranno in futuro, finché ver-
rà il Veltro, che la farà morire con dolore. 103. Que-
sti cercherà non terre né denaro, ma sapienza, amore
e virtù, e la sua origine sarà tra feltro e feltro. 106.
Sarà la salvezza di quell’umile Italia, per la quale
morirono uccisi la vergine Camilla, Eurialo, Niso e
Turno. 109. Questi la caccerà da ogni città, finché
l’avrà rimessa nell’inferno, da dove la fece uscire
l’invidia [del serpente verso Adamo ed Eva]. 112.
Perciò per il tuo bene penso e giudico che tu mi
debba seguire: sarò la tua guida. Ti trarrò di qui at-
traverso il luogo eterno (=l’inferno), 115. dove udrai
le grida senza speranza [dei dannati] e vedrai gli spi-
riti sofferenti degli antichi, che invocano la seconda
morte (=quella dell’anima, cioè l’annichilimento to-
tale). 118. Vedrai coloro che sono contenti di stare
nel fuoco [del purgatorio], perché sono sicuri di an-
dare, prima o poi, fra le genti beate.

LEGGI IL TESTO

IL SOMMO POETA

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 in una famiglia della piccola nobiltà fiorentina. Il suo primo e più importante maestro di arte e di vita è Brunetto Latini, che in questi anni ha una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze. Dante cresce in un ambiente “cortese” e stringe amicizia con alcuni dei poeti più importanti della scuola stilnovistica: Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia.

Ancora giovanissimo conosce Beatrice (figura femminile centrale nell’opera del nostro poeta), a cui Dante è legato da un amore profondo e sublimato dalla spiritualità stilnovistica. Beatrice muore nel 1290. Dopo questa disgrazia Dante vive un momento di crisi. Dante, a partire dal 1295, entra attivamente e coscientemente nella vita politica della sua città.

La sua carriera politica raggiunge l’apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino): il poeta è un politico moderato, tuttavia convinto sostenitore dell’autonomia della città di Firenze, che deve essere libera dalle ingerenze del potere del Papa . L’anno successivo, il papa Bonifacio VIII decide di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l’intenzione nascosta di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica. Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, è condannato ingiustamente all’esilio.

Iniziò un pellegrinaggio per l’Italia. Prese contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in Lunigiana, e tra il 1304 e il 1307 compose il Convivio (poi rimasto interrotto) per acquisire meriti di fronte all’opinione pubblica (per lungo tempo coltivò l’illusione di poter essere richiamato nella sua città come riconoscimento della sua grandezza culturale). Appartiene allo stesso periodo il De Vulgari Eloquentia. Col passare degli anni Dante iniziò a vedere il suo esilio come simbolo del distacco dalla corruzione, dagli odi e dagli egoismi di parte. La denuncia e il tentativo di indirizzare di nuovo l’uomo verso la retta via sono per lui l’ispirazione di una nuova poesia che prende forma nella Divina Commedia.

Muore a Ravenna nel 1321.

SVOLGI L'ESERCIZIO

 

+ ITALIANO: NON ESSERE IN GRADO DI

NON ESSERE IN GRADO DI

NON ESSERE IN GRADO DI + VERBO ALL’INFINITO

NON ESSERE CAPACE DI + VERBO ALL’INFINITO

Sono due espressioni che in italiano usiamo per esprimere un’incapacità fisica o psichica:

 

Mio figlio non è in grado di mettere in ordine la sua stanza

Mio marito non è in grado di preparare il pranzo

Mi scusi professoressa, ma non sono in grado di leggere questo testo, è troppo difficile per me

 

QUESTE ESPRESSIONI ESISTONO ANCHE NELLA FORMA AFFERMATIVA

Essere in grado di + verbo all’infinito

Essere capace di + verbo all’infinito

hanno il significato opposto: essere in grado, avere le capacità fisiche, mentali o materiale per fare, dire qualcosa.

LESSICO ED ESPRESSIONI

LITIGARE E BISTICCIARE

venire a diverbio con qualcuno, spesso ricorrendo a espressioni ingiuriose e a offese:

stanno sempre a litigare

con : ha un pessimo carattere, litiga con tutti;

per: Mario e suo figlio hanno litigato per la questione della casa

DISCUTERE ANIMATAMENTE

hanno discusso animatamente per questioni di lavoro

AVERE UNA DISCUSSIONE ACCESA

abbiamo avuto una discussione accesa per motivi futili

AVERE DISCUSSO

abbiamo discusso per i soldi

AVERE LITIGATO

abbiamo litigato con tutti per difendere le nostre ragioni

AVERE BISTICCIATO

ho bisticciato con mio figlio perché non vuole più studiare

SCONTRARSI

ho un rapporto difficile con mio figlio, ci scontriamo quasi tutti i giorni

SCRIVI UN TESTO DI 120 PAROLE

 

Ti sarà capitato almeno una volta nella vita di litigare con qualcuno, racconta la tua esperienza: qual o quali sono state le motivazioni che hanno scatenato il litigio? Come ha reagito l’altro? Come ti sentivi?

Com’è andata a finire?

(invia il tuo testo alla tua insegnante via email)

PODCAST: UN RAPPORTO DIFFICILE


LESSICO

NON SAPERE CHE COSA FARE = essere disperato – non sapere come agire

Non so che cosa fare, mio figlio non vuole più andare a scuola

VIZIARE \ ESSERE ZIZIATO= trattare qualcuno troppo bene

Mio figlio è troppo viziato

AI NOSTRI TEMPI = per riferirsi alla propria infanzia, adolescenza

Ai miei tempi ci si comportava in maniera diversa

NON AVERE VOCE IN CAPITOLO \ AVERE VOCE IN CAPITOLO = avere autorità, avere credito per intervenire in una situazione (poter dire le proprie opinioni circa qualcosa)

Non so se mio figlio continuerà a studiare,mio marito e io gli abbiamo consigliato di continuare, ma non abbiamo voce in capitolo.


NON POTERSI PERMETTERE DI DIRE MEZZA PAROLA = non poter parlare perché non ci è permesso

NON POTER DIRE MEZZA PAROLA

Mio figlio è partito senza neanche salutarci, non ho potuto dire mezza parola, lui è molto arrabbiato con me e non mi permette di parlare on lui.

NON DIRE MEZZA PAROLA

NON DIRE UNA SOLA PAROLA

Non parlare, perché non si vuole, perché non si puo’

-Non ho detto mezza parola, non avevo voglia di parlare, ero troppo arrabbiata

-Non dire una sola parola, non ti voglio sentire.


 

UN RAPPORTO DIFFICILE

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Giovanna e Giulia sono d'accordo?
Giovanna è separata?
Giulia e Giovanna sono
Il figlio di Giovanna
Con l'espressione "non poter dire mezza parola" s'intende:
Giovanna ha:

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