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+ ITALIANO: ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE

Esprimere preoccupazione

  • ESSERE PREOCCUPATA + PER + QUALCUNO \ QUALCOSA

Sono preoccupata per mio figlio, è due giorni che non risponde al telefono

  • PREOCCUPARSI \ NON PREOCCUPARSI

Non ti preoccupare per tu figlio, sta molto bene, in questo periodo non ha voglia di parlare con nessuno, ecco perché non risponde al telefono

  • DARE DA PENSARE

Il fatto che mio figlio non risponda al telefono mi dà da pensare

 

  • ESSERE IN PENSIERO PER QUALCUNO\QUALCOSA

Sono in pensiero per mio mio, non mangia da due giorno

  • AVERE PAURA

Ho paura per l’esame, speriamo che vada tutto bene

  • ESSERE SPAVENTATO \ SPAVENTARSI

Sono un po’ spaventato per l’esame, l’insegnante ha detto che sarà molto difficile

  • ESSERE ANGOSCITO

Adesso che so che lei non sta bene sono angoscito

  • CHE COSA C’è? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE NON VA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE TI PREOCCUPA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • SEI PREOCCUPATO PER QUALCUNO? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa

 

LEGGI IL TESTO

 

Buongiorno dottore,

Ho un figlio di 18 anni, da sempre in crisi con la scuola (vissuta negativamente a partire dalla primaria) ma per il resto sempre attivo, ora, dopo la morte del padre per malattia, rifiuta di andare scuola e di proseguire con gli allenamenti sportivi ai quali mai avrebbe rinunciato prima. Passa le mattinate a letto e tutto il tempo a vedere film. Tuttavia non appare depresso, nei fine settimana vede gli amici, durante la settimana vede spesso la sua ragazza, se non gli si dice nulla ride e scherza, mangia e qualche volta lava pure i piatti, un giorno ha pure ridipinto la sua stanza, ma non dà spiegazioni a nessuno e non c’è modo di smuoverlo e convincerlo a riprendere la sua vita in mano. Io sono molto preoccupata per lui, ma non so come aiutarlo. Ha più volte rifiutato l’aiuto di uno psicologo, si irrigidisce se si prova a entrare nel merito del suo comportamento e se si insiste si inferocisce ed esce di casa. La situazione perdura da mesi e le assenze da scuola sono ormai tali da aver pregiudicato l’anno scolastico. Tuttavia questa è la cosa meno importante…


Carissima, lei ha un compito difficile, stare vicina a suo figlio e cercare di capire il disagio che comunque, si sta portando dentro.

Aspettare forse è la cosa migliore, ci vorrà pazienza, ma piano piano se suo figlio riuscirà a trovare senso a ciò che è accaduto e troverà chi riesce a contenere il suo disagio e dargli forza, ne uscirà. Purtroppo, evidentemente, è ancora troppo presto.
Se vuole raccontarmi qualcosa in più sono a sua disposizione.

Lei non stia troppo in pensiero, suo figlio ha solo bisogno di tempo.
Saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE (nel tuo quaderno, nella sezione “lascia un commento” o via email, la tua insegnante le correggerà per te)

  1. C’è qualcosa che ti preoccupa in questo momento?
  2. In generale per cosa ti preoccupi? Lavoro, scuola, famiglia, salute.
  3. Racconta un episodio molto importante della tua vita che ti ha fatto stare in pensiero (almeno 50 parole)

 

ESPRIMERE OPINIONI

CIAO!

In questa lezione imparerai ad esprimere la tua opinione.

Questa lezione contiene:

LABORATORIO LINGUISTICO

LABORATORIO DI GRAMMATICA

LABORATORIO DI LETTURA

LABORATORIO DI SCRITTURA

LABORATORIO DI ASCOLTO

pratica, pratica, pratica, solo in questo modo potrai parlare davvero un buon italiano 😉


  • ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PENSIERO
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA

Per esprimere il nostro punto di vista, usiamo generalmente le seguenti espressioni:

SECONDO ME + CONDIZIONALE PASSATO

  • Secondo me avresti dovuto telefonare prima delle 7:00
  • Secondo la madre di Gianni le lezioni andrebbero seguite con ritmi più frequenti

L’espressione secondo me  può anche essere seguita dall’indicativo:

  • Secondo me le lezioni sono troppo pesanti
  • Secondo lo zio di Stefania la situazione è troppo complicata

VERBO PENSARE + CONGIUNTIVO

Penso che non sia necessario seguire tutte queste lezioni

Pensavamo che non saremo stati in grado di parlare l’italiano


Quali sono le domande che poniamo agli altri per domandare loro la propria opinione su qualcosa o qualcuno?

Eccone alcune:

  1. Che cosa ne pensi + di + …
  2. Secondo te + che cosa + condizionale…
  3. Che cosa dici se…
  4. Qual è la tua opinione?
  5. Qual è il tuo parere?
  6. Qual è il tuo punto di vista?

ESPRESSIONI UTILI

La vita è proprio strana, a volte la tua opinione conta a volta la tua opinione non conta, a volte ti interessa conoscere il pensiero degli altri e a volte non ti interessa affatto … allora è importante imparare queste espressioni:

 

  • La tua opinione non conta
  • La tua opinione non mi interessa
  • Il pensiero degli altri non mi interessa
  • Non voglio sapere che cosa ne pensi

LEGGIAMO…

LEGGI IL TESTO

JOSE è uno studente straniero che studia on line con la professoressa Daniela, in vista del suo viaggio in Italia, scrive una email alla professoressa:

Egregia professoressa,

fra due mesi andrò in italia e sosterrò l’esame CILS di livello B2. Mi sento sicuro nella grammatica, ma ho un po’ di problemi con la comprensione della lettura, che cosa posso fare?

Che cosa ne pensa se le prossime ore di lezione le dedichiamo alla pratica di questa attività?

Un cordiale saluto

Jose

Gentilissimo Jose,

per migliorare la comprensione della lettura dovresti leggere, leggere, leggere.

Lo so che non ti piace leggere, ma è l’unica pratica che ti consente di migliorare la tua situazione.

Penso che sia necessario leggere testi di vario genere, come articoli di giornale, estratti di romanzi, lettere formali, informali, tutto.

Sì, penso che dovremmo necessariamente dedicare le prossime ore di lezione alla comprensione della lettura.

Martedì ne parliamo meglio

Un saluto

Prof. Daniela

Uno studente di Litalianoacasatua.com si è trasferito in Italia con la speranza di trovare un lavoro. La sua scarsa conoscenza della lingua italiana non gli consente di trovare un impiego, dopo essersi sfogato ed avere esposto la sua opinione, chiede alla professoressa di esprimere il proprio punto di vista sull’argomento in questione…

 

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE, SCRIVI LE TUE RISPOSTE NEL QUADERNO DI ITALIANO, LEGGERAI LE RISPOSTE DURANTE LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE E LE COMMENTERAI INSIEME ALLA TUA INSEGNANTE.

  1. Quante delle espressioni presenti nel PODCAST che hai appena ASCOLTATO sono completamente nuove per te?
  2. Che cosa vuol dire: lavoro di secondo classe?
  3. Che cosa ne pensa la professoressa dei lavori manuali?
  4. Che cosa pensa Mario dei camerieri?
  5. Che cosa significare orientare il cliente? (Trova un sinonimo)

MODALITÀ DI CONSEGNA ⇒ CONSEGNA  IL TESTO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL AFFINCHÉ LO CORREGGA, DURANTE LA PROSSIMA LEZIONE VIA SKYPE LO LEGGERETE E CORREGGERETE INSIEME.


 

I TIPI DI PANE

ASCOLTA IL TESTO

da Artist Name

Pratichiamo!

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE

  1. Nel testo ci sono delle espressioni, delle parole o\e dei verbi che non conosci? Scrivili nel tuo quaderno di italiano, cerca il loro significato nel dizionario, infine scrivi una frase con ciascuno di essi;
  2. Ti piace il pane? Quanti tipi di pane esistono nel tuo paese?
  3. Hai mai mangiato uno dei tanti tipi di pane italiano? Se sì, quale?
  4. Che cosa si intende per pani speciali?

SCRIVI LE RISPOSTE NEL TUO QUADERNO DI ITALIANO, DURANTE IL TUO PROSSIMO INCONTRO CON L’INSEGNANTE DI ITALIANO LEGGERAI LE TUE RISPOSTE E DISCUTERETE INSIEME.

I VARI TIPI DI PANE IN ITALIA

pani tradizionali italiani sono di oltre 250 tipi diversi, con oltre mille varianti, che vanno dalle isole alle Alpi. Sono pani più o meno noti, confezionati da piccole comunità, cotti nel forno a legna, che varrebbe la pena conoscere e scoprire.
Le varietà di pane presenti nelle varie regioni italiane sono infatti molto numerose e in ogni area vengono impiegati gli ingredienti a disposizione. Ad esempio, nelle regioni del Meridione d’Italia viene impiegata, per la panificazione, la farina di grano duro che è tradizionalmente usata per la pasta. E’ un tipo di coltivazione meno diffusa perché richiede climi caldi ed è tipica delle regioni dove il clima è mite. Il pane preparato con la farina di grano duro ha una consistenza più leggera rispetto a quello confezionato con la farina di grano tenero. In Sicilia la superficie del pane di semola di grano duro viene aromatizzata con i semi di cumino, di sesamo o di anice. I semi di anice sono usati anche dai maestri fornai pugliesi per la preparazione dei taralli.
In altre regioni, come ad esempio in Lombardia, dove la risicoltura è praticata intensivamente, il pane di riso, leggero e morbido, viene preparato con la farina di grano tenero mescolata alla farina di riso, che gli conferisce una consistenza particolarmente leggera.
In altre zone dove è diffusa la coltivazione del mais, ad esempio nell’Emilia Romagna e in Lombardia, si usa tutt’ora preparare il “pane giallo“; certe panetterie lo propongono una volta alla settimana ed è fatto con un’alta percentuale di farina di mais, mescolata alla farina di grano. Il pane con le olive è una specialità tipica delle regioni mediterranee, soprattutto nel Sud Italia, e ora si è diffusa in tutto il territorio nazionale.
Il pane con la farina di segale è tipico delle regioni di montagna, poiché la segale è un cereale che per essere coltivato sopporta meglio un clima più freddo, per questa ragione il pane di segale è tipico della Valle d’Aosta, del Piemonte, del Trentino Alto Adige, e della Valtellina (in Lombardia).
Il pane preparato con la frutta come l’uva passa, i fichi secchi, le noci, il mosto d’uva quando è la stagione, è particolarmente energetico e adatto per la merenda e per la prima colazione.
Pani speciali vengono preparati per occasioni come la Pasqua, come per esempio in Umbria e in Basilicata, oppure per feste e matrimoni, come per esempio in Sardegna.

LESSICO

 

Nella vita quotidiana gli italiani che si recano nella panetteria vicino a casa, generalmente non conoscono i nomi di tutti i tipi di pane, allora i tipi di pane vengono nominati con il nome della loro forma, per esempio:

 

PANE

BAULETTO

TRECCIA

BASTONCINO O FILONE

PANE

BAULETTO

LA TRECCIA

FILONE O BASTONCINO

IL VERBO “RIGUARDARE”

 

CIAO!

in questa lezione impareremo qualcosa di nuovo, sei pronto?

Oggi parleremo del verbo RIGUARDARE, di tutte le regole che lo riguardano, delle eccezioni, delle sfumature di significato e infine non mancheranno gli esercizi per praticare 😉

INIZIAMO!


Il verbo RIGUARDARE è un verbo transitivo che ha diversi significati, li vediamo qui di seguito:

 

  1. GUARDARE DI NUOVO, GUARDARE UN’ALTRA VOLTA: Non trovo le mie chiavi, ho guardato e riguardato nelle mie tasche ma non ci sono 🙁
  2. CONCERNERE – riferito a cosa, avere relazione o pertinenza: Per quanto riguarda i miei affari, mi sento tranquillo, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti così. In questo caso si usa con il pronome DIRETTO: tutto quello che la riguarda, tocca anche me, devo dirti qualcosa che vi riguarda, dobbiamo parlare con mia madre di qualcosa che lo riguarda.

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

  1. CUSTODIRE, SERBARE CON MOLTA CURA E ATTENZIONE: Sono dei gioielli preziosissimi, riguardali con attenzione;
  2. RIGUARDARSI – stare attento, aversi cura e riguardo, stare lontano da un male, da un pericolo, soprattutto con riferimento alla salute: Mi raccomando, riguardati dal freddo!

Coniugazione del verbo riguardare + pronome riflessivo

PRONOME + PR. RIFLESSIVO VERBO
IO MI

TU TI

LUI SI

LEI SI

NOI CI

VOI VI

LORO SI

RIGUARDO

RIGUARDI

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDIAMO

RIGUARDATE

RIGUARDANO


PER + QUANTO +  PRONOME + RIGUARDARE

PER + QUEL +  CHE + PRONOME + RIGUARDARE

Entrambe sono espressioni che usiamo per dire “che cosa pensiamo di qualcosa\qualcuno”, per esprimere la nostra opinione, qui di seguito alcuni esempi:

  • Per quanto mi riguarda puoi andare anche da solo alla festa,
  • Per quel che ci riguarda potete anche iniziare ad andare, noi arriveremo un po’ più tardi.

+ italiano

Esistono delle espressioni che si costruiscono con RIGUARDO che è un sostantivo maschile:

AL RIGUARDO = a questo proposito

-Non ho niente da dire al riguardo;

CON RIGUARDO = con attenzione

-Durante la lezione di domani parleremo di storia romana, con particolare riguardo alla costruzione dell’impero romano;

RIGUARDO A = che si riferisce a

-Vorrei dirti qualcosa riguardo al discorso di ieri;

A QUESTO RIGUARDO = a tal proposito

-A questo riguardo avrei molte cose da dire, ma preferisco tacere;

NEI RIGUARDI DI = nei confronti di

-Il tuo atteggiamento non è corretto nei riguardi di tua madre;

Altre espressioni con riguarda:

CHE RIGUARDA = che concerne

-Vorrei parlarti di qualcosa che riguarda i tuoi figli;

PER QUANTO RIGUARDA \ PER QUEL CHE RIGUARDA = concernere

Per quanto riguarda la tua situazione economica non so che consiglio darti.


LO RIGUARDA O GLI RIGUARDA?

Che pronome usiamo con il verbo RIGUARDARE? Pronome DIRETTO o pronome INDIRETTO?

Usiamo il pronome DIRETTO.

 ESEMPI

-QUESTO FATTO NON LO RIGUARDA PER NIENTE! (RIGUARDA CHI? -LUI)

-QUESTA STORIA NON LA RIGUARDA MINIMAMENTE (RIGUARDA CHI? – LEI)

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

Questa regola vale anche per il femminile e il plurale:

La riguarda

Le riguarda

Li riguarda


 

LEGGI IL TESTO

“RIGUARDATI DALLE PERSONE FALSE…”

UNA MAMMA SCRIVE UNA EMAIL A SUO FIGLIO PIETRO, CHE VIVE LONTANO DA CASA.

CARO PIETRO,

mi dispiace tanto che tu ti stia trovando male a New York. Io e tuo padre abbiamo sempre pensato che vivere lontano da casa ti avrebbe aiutato a crescere, a conoscere persone nuove e imparare tante cose nuove.

Ieri ci sono rimasta male quando mi hai raccontato dell’episodio accaduto al nuovo collage. Io e tuo padre siamo un po’ preoccupati, cerca di riguardarti dalle persone false.

Se questi nuovi amici ti maltrattano, allontanali immediatamente.

Purtroppo il mondo non è fatto solo di persone di cui ci possiamo fidare, ma è fatto anche di persone false e cattive.

Il modo per evitare i danni che queste persone ci possono causare è: allontanarle e riguardarci da esse.

Ciò che queste persone pensano di te e dicono di te non ti riguarda, riguarda loro, la loro cattiveria e la loro disonestà.

Per favore, stai lontano da loro e vedrai che non ti accadrà mai niente di male.

Ci sentiamo domani su skype

un bacio grande

Mamma


PRATICHIAMO!

 

SEI PRONTO PER PRATICARE?

SCRIVI 10 FRASI CON LE SEGUENTI ESPRESSIONI: riguardarsi, al riguardo, con riguardo, riguardo a, che riguarda.

Inviale alla tua insegnante, durante la prossima lezione skype le correggerete insieme 😉

+ italiano: basta poco

LEGGI IL TESTO

“BASTA POCO…”

Tutti pensano che per imparare le lingue basti davvero poco: un libro ben fatto, un corso veloce, un viaggio di una\due settimane.

Tutti dicono di parlare l’italiano, l’inglese, invece poi quando li metti alla prova ti rendi conto che parlano una lingua incomprensibile.

Io per imparare bene l’italiano ho impiegato circa 6 anni. Corsi privati, libri, vacanze studio, ho fatto di tutto. Grazie a questo percorso oggi capisco bene, scrivo bene e parlo bene. Ma che cosa intendo con la parola “bene”? Con la parola bene intendo dire che posso leggere qualsiasi libro, parlare di qualsiasi argomento, guardare un qualsiasi film… questo per me è parlare una lingua, conoscere una lingua. Non mi piacciono quelli che dicono che sanno parlare l’italiano e invece poi sanno dire soltanto: buongiorno, ciao, mi piace la pizza. Tempo fa all’università incontrai uno studente svizzero che mi diceva sempre che l’italiano è una lingua facile e che per impararlo basta davvero poco, lo guardavo perplesso mentre cercavo di decifrare il suo italiansvizzero. Per me era davvero terribile sentirlo parlare. Un giorno, mentre affrontammo questo discorso con l’insegnante d’italiano, lui affermò che non è necessario capire l’uso di “ci” e “ne” e neppure imparare ad usare il congiuntivo. Lui disse che è sufficiente imparare il presente dell’indicativo, il passato prossimo e il futuro… e i giochi sono fatti. Io intervenni immediatamente e dissi: “Davvero? Sostieni che il congiuntivo non sia importante? E come fai ad esprimere ipotesi, desideri, sogni, dubbio, incertezza? Tu non ti rendi conto che la tua comunicazione è mutilata, non puoi parlare, non puoi comunicare, è davvero difficile parlare con te.

Marcelo (Studente d’italiano di Litalianoacasatua.com dal 2016)


ESPRESSIONI NUOVE

BASTARE

Essere sufficiente, durare

-Questi soldi ti devono bastare per tutto il mese (durare)

-Queste melanzane non mi bastano, ce ne vogliono altre (essere sufficiente)

METTERE ALLA PROVA

Sottoporre qualcuno ad una verifica esigente

-L’insegnante mi ha messo alla prova;

-Voglio sapere la verità, mettilo alla prova.

RENDERSI CONTO

Accorgersi

-Mi sono reso conto che Laura è una ragazza davvero intelligente (nella frase affermativa  usiamo l’indicativo)

-Non mi sono mai reso conto che lei avesse bisogno di aiuto (nella frase negativa  usiamo il congiuntivo imperfetto)

INTENDERE

Avere intenzione di fare, dire qualcosa

-Che cosa intendi dire? (che cosa vuoi dire?)

DECIFRARE

Interpretare, comprendere qualcosa  che non si capisce bene

-Quando parla non lo capisco, devo sempre decifrare quello che dice.


 

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Così

Così

In questo modo, cioè nel modo che si vede, o che s’è detto o che si sta per dire:

-Non parlare così;

-Non fare così;

-Non camminare così.


Con significato quantitativo⇒  tanto, talmente:

-è così piccolo;

-è così grande;


Con significato di ⇒ tale:

-Non ho mai visto un uomo così;

-Non ho mai vissuto una situazione così.


Significa anche perciò, in conseguenza di ciò:

-L’insegnante non era disponibile, così abbiamo posticipato la lezione a domani.

-Hanno litigato, e così non si parlano più.


In correlazione con che o da significa «a tal punto, a tal segno» e introduce proposizioni (frasi) consecutive:

-Eravamo così spaventati che non riuscivamo a parlare;

-Erano così contenti da non riuscire a smettere di ridere.


Con valore desiderativo, magari, volesse il cielo che:

-Così fosse vero!;

-Così fossi arrivato primo!


Con valore concessivo ⇒ sebbene:

-Così vestito, è voluto uscire.


ALTRE ESPRESSIONI

-Basta così! (per incitare qualcuno a smettere)

-Così non va bene!

-Così va bene!

-Così mi piace!

-Così non mi piace!

-Così non è giusto!

-Così è giusto!


LABORATORIO LINGUISTICO

PRATICHIAMO!

Nel tuo quaderno d’italiano scrivi almeno 10 frasi con la parola “così”, durante la tua prossima lezione SKYPE le leggerai e le commenterai insieme alla tua insegnante 😉

 

SOLO PER GLI STUDENTI ISCRITTI AI CORSI SKYPE


 

La Pasqua in Italia

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Settimana Santa: ecco come l’Italia celebra la Pasqua tra fede, tradizioni e cucina


ASCOLTA IL PODCAST

ESERCITAZIONE: COMPRENSIONE DEL TESTO

DIFFICOLTA’: ELEVATA

LIVELLO RICHIESTO: C1


Leggi il testo…

L’Italia nel periodo pasquale è uno spettacolo da non perdere, dato che le città, da Nord a Sud, sono animate da feste popolari, processioni, riti religiosi, rappresentazioni sacre, sagre e tradizioni folcloristiche per ricordare la Passione di Cristo. Nel corso della Settimana Santa vengono rappresentati, di volta in volta: l’Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, il Trasferimento all’Orto del Getsemani, il tradimento di Giuda con la cattura di Gesù, il processo, il Calvario, la morte di Gesù, la Deposizione, la Sepoltura e la Resurrezione. La serata del Giovedì Santo è dedicata alla “celebrazione eucaristica” con la visita ai Sepolcri (il Sepolcro racchiude il Corpo di Cristo), realizzati in ogni parrocchia e ill momento ricorda la ricorrenza dell’Ultima Cena; il Venerdì Santo è il giorno di lutto assoluto, le strade si illuminano di fiaccole e vengono attraversate da processioni e vie crucis; il Sabato Santo, a mezzanotte, le campane suonano a festa, annunciandoci la Resurrezione; un momento di grande gioia che culmina nella Domenica.
Tra fede e tradizioni, ecco alcune delle manifestazioni da non perdere in Italia. A Roma, centro del Cristianesimo con la sua San Pietro, la basilica più famosa del mondo, dal Giovedì Santo fino alla Domenica di Pasqua prendono vita cerimonie pasquali con un’aura di sacralità unica ed inimitabile. Tutti i riti pasquali a Roma sono più grandi per dimensioni e per le emozioni che suscitano: pensiamo alla Via Crucis di Roma; una processione particolare per svariati motivi: in primo luogo perché vi partecipa direttamente il Papa in persona, e poi perché si svolge in una location unica al mondo, proprio davanti al Colosseo, simbolo storico della città. Un mix perfetto di architettura pagana e rito cristiano unico al mondo! In Sicilia, si celebra la “Festa dei Giudei”, che avviene ogni anno nel comune di San Fratello, in provincia di Messina. Durante il rito, una miriade di contadini e pastori sanfratellani si travestono con uno sgargiante costume tradizionale, formato da giubba e calzoni rossi a strisce di stoffa gialla, ricamate con motivi floreali e perle.
Hanno il volto coperto con un cappuccio rosso, con una croce ricamata sulla punta, in riferimento al carattere menzognero del diavolo, girando travestiti in questo modo per il paese, dove suonano particolari trombe per festeggiare la morte di Gesù Cristo e disturbare la processione religiosa che, al contrario, la commemora. Il contrasto ha il suo punto cruciale il Venerdì Santo, quando il corteo che segue il Crocifisso è disturbato e interrotto nel suo cammino dall’arrivo festoso dei Giudei. Sempre in Sicilia, vanno ricordati i riti dei Misteri del Venerdi’ Santo a Trapani e la Via Crucis ad Enna, dove sfilano circa 2000 confratelli incappucciati. Moltissime sono le manifestazioni che hanno luogo durante il periodo pasquale in tutto il territorio siciliano, tradizioni e riti spettacolari conservati e tramandati nel tempo come il “Ballo dei Diavoli” di Prizzi, un comune in provincia di Palermo, in cui, sin dalla mattina del giorno di Pasqua, due diavoli mascherati vestiti di rosso e la morte in giallo, si aggirano indisturbati per le strade del paese tentando di evitare con il loro “ballo” l’incontro tra le statue di Cristo Risorto e la Madonna, reso possibile grazie all’intervento degli angeli protettori che, con le loro spade, trafiggono i personaggi del male. I diavoli sono i protagonisti anche ad Adrano, in provincia di Catania dove, la Domenica di Pasqua, al centro di Piazza Umberto viene preparato un palco con le scenografie del paradiso e dell’inferno per accogliere “la diavolata”, in gergo “I Diavulazzi ‘i Pasqua”, una rappresentazione settecentesca in cinque scene che si svolge per due volte nel corso della giornata: a mezzogiorno e alla sera, in cui si celebra il trionfo del bene sul male. In Sardegna i riti della Settimana Santa sono molto suggestivi. Tra i più peculiari, il rito della Scrocifissione a Oliena (Nuoro): uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto, facendo tappa in tutte le chiese del paese tutti i giorni fino al Sabato, quando la statua del cristo viene ritrovata.
In Puglia, a Noicattaro (Ba), il Giovedì Santo, si allestisce un falò davanti alla chiesa della Madonna della Lama. Durante il rito, i membri della Congrega della “Morte e Passione di Cristo” raccolgono la legna posta davanti alla Chiesa, per poi accenderla dopo l’uscita della prima Croce della processione. La pira continua a bruciare per tutta la notte, in segno di devozione. A Sulmona, in Abruzzo, la Pasqua si festeggia con il rito della “Madonna che scappa in piazza”. La rappresentazione si svolge intorno a mezzogiorno, in Piazza Garibaldi. Alle 11.30 vengono portate in piazza le statue di San Giovanni e San Pietro, i due apostoli che, secondo il Vangelo, si accorsero per primi della Resurrezione di Cristo. Le statue vengono poi condotte verso la Chiesa di San Filippo, sotto i cui archi si intravede la statua del Cristo Risorto, che custodisce all’interno una statua della Madonna Addolorata. A questo punto i due Santi bussano al portone della chiesa per annunciare la Risurrezione alla Vergine che, incredula, esce vestita ancora di nero. Nel momento in cui la Madonna vede suo Figlio, comincia a corrergli incontro e lungo il tragitto perde la veste del lutto, scoprendo, tra colombe in volo e spari di mortaretti, uno splendente abito verde ricamato in oro. In Toscana si usa andare per i campi, piantando piccole croci fatte con ramoscelli d’ulivo; in particolare a Firenze, è noto “lo scoppio del carro”: in piazza, di fronte alla cattedrale, viene innalzata una costruzione, il « carro », a cui viene comunicato il fuoco per mezzo di una colombina che corre su un filo e, partendo dall’altar maggiore della chiesa, arriva fuori, fino al carro. Dal modo come va e dalla rapidità con cui i petardi si accendono, si traggono auspici sull’annata e sul raccolto. Nel Bergamasco, i contadini, al suono delle campane di Pasqua, vanno ad abbracciare gli alberi da frutta, per augurio di buon raccolto. A Cividale del Friuli (Ud) si gioca al “Truc”, un antico gioco che consiste nel far scivolare lungo un catino di sabbia inclinata delle uova di gallina cotte, allo scopo di farle toccare tra loro. Chi riesce a colpire l’uovo dell’avversario vince una monetina o una caramellina. A Urbania si tiene il famoso “gioco della Punta e cul” che, la mattina di Pasqua e nei due giorni seguenti, si svolge nella piazza centrale del paese e presso il Santuario di Battaglia, coinvolgendo anziani e giovani, pronti a mettersi in gioco e battere il proprio uovo contro quello dell’avversario prima di punta e poi di “cul”, tentando di uscire vincitori, mantenendolo intatto.


Nel borgo di Tredozio, situato nell’entroterra dell’Appennino Forlivese
, ogni anno, dal 1963, si svolge la Sagra e il Palio dell’uovo, una cerimonia in cui ci sfida alla battitura delle uova, un gioco tradizionale in cui vince chi, con il suo uovo, riesce a rompere il guscio dell’altro. Ma a Tredozio, oltre al palio, si svolgono altri coinvolgenti giochi come la “Pesca nell’uovo gigante”, la “Pentolaccia” e la “Sagra della Sgabanaza”. Ad alta quota, a Courmayeur, in Valle d’Aosta, da non perdere “La Paquerette”, il tradizionale appuntamento con l’artigianato valdostano che, come di consueto, durante il periodo di festa presenterà ai visitatori il meglio delle opere di scultura e intaglio su legno, lavorazione del ferro battuto e del cuoio, tessitura del drap e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno ecc. Una delle tradizioni più divertenti é quella di San Leonardo, un piccolo e tranquillo paesino del comune di Badia dove, nel periodo che precede la Pasqua, si svolge la manifestazione “noza da paur” che rievoca numerose tradizioni legate al matrimonio contadinesco. Si tratta di una curiosa usanza in cui i tutti i ragazzi vanno dalle fanciulle del paese a caccia di uova, pronti a racimolarne il più possibile e, se arrivano a raccoglierne 12, entro l’anno matrimonio in vista. Le ragazze invece, se alla fine della cerimonia non si sono sbarazzate di tutte le uova, il martedì successivo si affrettano a seppellirle, per evitare di essere perseguitate dalla sfortuna e rischiare di restare zitelle.

La colomba

La colomba

Tra i dolci, i più classici sono la colomba pasquale, la pastiera napoletana e la pizza dolce. Si narra che alla metà del sesto secolo, il re dei Longobardi Alboino, durante l’assedio della città di Pavia, ricevette un pane lievitato a forma di colomba; segno di pace. Da allora, questo semplice dolce fatto con uova, farina e lievito, arricchito con burro, zucchero e canditi, entrò nella tradizione pasquale. Romantica la storia della classica pastiera: si dice che le mogli di alcuni pescatori lasciassero ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio sulla spiaggia, affinché il mare riportasse a casa i mariti. Al mattino, le donne trovarono i pescatori e videro che le onde avevano mischiato gli ingredienti, creando la torta pastiera. Se mangiare un uovo di Pasqua made in Italy è un’esperienza sensoriale imperdibile per tutti i golosi, lo sarà altrettanto addentrarsi nei tanti piatti tipici regionali: a Nord, in Trentino, ci sono le polpettine pasquali, con macinato di agnello, prezzemolo, rosmarino, scalogno, pepe e sale; rosolate nell’olio con aceto, vino e brodo, e servite con patate fritte; in Val d’Aosta la Crescia, una pizza al formaggio tagliata a fette e gustata con il salame tipico valdostano; in Piemonte i Persi al Furn, pesche conservate e cotte al forno ripiene di amaretto. La Torta Pasqualina, piatto unico ripieno di verdura, uova e parmigiano, accompagna il pranzo in Liguria¸le titole del Friuli Venezia Giulia sono invece delle piccole treccine dolci che avvolgono un uovo rosso, mentre il pan de fighi è uno strudel ripieno con fichi secchi tritati, mandorle e nocciole. Infine, in Veneto si servono i Vovi e Sparasi, uova sode decorate con erba di campo e asparagi.


Al Centro
, in Abruzzo si gustano come dolci i Fiadoni, calzoni cotti al forno ripieni di formaggio di pecora; in Lazio si mangia a colazione la Corallina, un salame tipico pasquale accompagnato dalla pizza al formaggio, mentre al Sud, piatti tipici pugliesi sono la tiella di riso, patate e cozze, pesce fresco e verdure di stagione e l’immancabile agnello o capretto; la Scarcedda , tipica della Basilicata, una pizza rustica farcita con uova sode e ricotta; in Calabria la Cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce man mano che aumenta l’età del nucleo familiare; le pitte con niepita sono invece dei dolci a mezzaluna da mangiare caldi o freddi. Impossibile rinunciare, in Campania, alla squisita Pastiera Napoletana, vero capolavoro della cucina partenopea con ricotta, grano e buccia d’arancia. Infine, non possiamo non citare le tradizioni culinarie siciliane: U sciusceddu, una minestra a base di carne di pollo, uova e ricotta tramandata dai francesi; il tegame pasquale d’Aragona, costituito da uova, zafferano e cannella; l’impanata pasquale, una focaccia con base di pane lievitato ripiena di stufato d’agnello d’origine spagnola. Tra i dolci immancabili, le Palmette, fatte di mandorla tostata e ricoperte di zucchero fuso colorato, le cuddure cu l’ova, una specie di grande biscotto con uova sode, e l’intramontabile Cassata, farcita di ricotta e ricoperta di glassa decorata con frutta candita. Tra tradizione, religione e cucina, tanti motivi in più per girare la nostra bella Italia durante il periodo pasquale!

Testo tratto da: http://www.meteoweb.eu/2014/04/settimana-santa-ecco-come-litalia-celebra-la-pasqua-tra-fede-tradizioni-e-cucina/276595/#EUQISTtMLfG3h66B.99

 

PAPASSINI

LA RICETTA


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+ laboratorio di scrittura: scrivere un tema personale

SCRIVERE UN TEMA PERSONALE
In questa lezione impariamo a scrivere un tema personale

Il tema personale

Gli argomenti riguardano fatti e relazioni personali, come la famiglia, gli amici, le vacanze, la gita, l’adolescenza etc.

In questa lezione impareremo a descrivere la famiglia, gli amici, le persone care in generale.

La struttura del tema

  1. Introduzione
    Qui devi presentare e introdurre ciò di cui andrai a parlare.
  2. Svolgimento
    È la parte centrale del tema, quella più sostanziosa: in questa fase devi analizzare dettagliatamente la traccia dell’elaborato e rispondere alle eventuali domande che vengono poste. Sviluppa i diversi nuclei tematici stando sempre ben attento ad argomentare tutto ciò che dici: inserisci esempi, considerazioni e opinioni personali (se la tipologia del tema in questione lo permette).
  3. Conclusione
    Il finale è l’ultima cosa che il tuo professore leggerà: cerca di concludere il tuo tema con una certa enfasi, riassumendo la tua opinione e cercando di lasciare un tocco personale al tuo tema.

LEGGI IL TESTO

Tema: la mia famiglia 

La mia famiglia è composta da: io (mi chiamo Ramon), mia madre Silvia, mio padre Raul e mia sorella Vanesa. Viviamo tutti insieme a Venezia, siamo venuti qui in Italia dieci anni fa. Siamo Spagnoli. Mio padre ha 52 anni, lavora come cardiochirurgo presso l’ospedale civile di Venezia. Lui è un uomo molto impegnato, lavora tutto il giorno. Mia madre invece è casalinga, ha 50 anni ed è una madre eccezionale.

Tutti i giorni si occupa della casa, di me, di mio padre e di mia sorella. Mia madre fa la spesa, pulisce la casa, stira e aiuta mia sorella a fare i compiti. Mia sorella ha 12 anni. È una bambina serena e molto buona. Va tutti i giorni a scuola, parla benissimo l’italiano e gioca a tennis. Io ho 20 anni, studio architettura all’università di Venezia, gioco a calcio e amo stare con i miei amici, ma mi piace anche stare con la mia famiglia, per questo il sabato mi piace trascorrere l’intera giornata con la mia famiglia. Solitamente ci alziamo tutti alle 8, facciamo colazione, ci prepariamo e andiamo a fare un giro a Venezia, pranziamo al ristorante e poi ci sediamo in un bar a chiacchierare. Siamo una famiglia molto unita.


ESPRESSIONI UTILI

La mia famiglia è composta da

La mia famiglia + ESSERE COMPOSTA DA + …

Nella mia famiglia siamo in 13

NELLA MIA FAMIGLIA + ESSERE IN + NUMERO

La mia famiglia è molto numerosa

La mia famiglia + ESSERE NUMEROSA

Vengo da una famiglia numerosa

VENIRE + da una famiglia + NUMEROSA

 


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 DESCRIVERE UNA PERSONA

Leggi il testo

Mia madre

Mia madre è una donna fantastica. Lei è bionda, ha gli occhi celesti e la carnagione chiara. È alta, magra e ha sempre un sorriso dolcissimo.

Mamma ha 60 anni, qualche ruga sul viso e un sorriso contagioso. Veste elegante. Generalmente porta una camicia e un pantalone, i suoi colori preferiti sono il blu e il bianco, infatti porta sempre una camicia bianca e un pantalone blu, oppure un pantalone di jeans e una camicia blu. Il sabato e la domenica, quando esce con mio padre è solita indossare un vestito elegante. Lei è una donna calma, serena e molto creativa. Fa yoga e ama la musica italiana. Il suo cantante preferito è Adriano Celentano, ma ama ascoltare un po’ di tutto. Lei ascolta la radio tutti i giorni a casa mentre prepara il pranzo e la cena, in macchina mentre va a fare la spesa. Legge tantissimo, non ha un genere preferito, l’ultimo libro che ha letto è “Le prime luci del mattino” di Fabio Volo.

Espressioni utili

 

ESSERE BIONDO, MORO, ROSSO;

ESSERE ALTO, BASSO, NÉ ALTO NÉ BASSO;

ESSERE INTELLIGENTE, SERENO, TRANQUILLO, GIOIOSO;

AVERE I CAPELLI, GLI OCCHI;

AVERE + ETÀ


Pratichiamo!

TEMA PERSONALE 2

Name Business Email Phone Number
DESCRIVI UNA PERSONA A TE CARA: tua madre, tuo padre, il tuo migliore amico\amica

SCRIVI UN TESTO DI ALMENO 80 PAROLE

 

 

+ laboratorio di scrittura: presentarsi

Presentarsi \ presentare

Leggi e ascolta

 

Lui è Francesco, ha 27 anni, è italiano, vive a Roma e studia all’università.


Io sono Luisa, ho 47 anni, sono italiana, vivo in Svizzera da 4 anni e lavoro in una banca.


Lei è Giuliana, ha 23 anni, è italiana, vive a Milano e studia architettura all’università.


Noi siamo Giuseppe e Marco. Siamo due ragazzi italiani. Io ho 23 anni e Marco ha 24 anni. Viviamo a Venezia e studiamo lingue straniere all’università di Venezia.


Loro sono i miei amici, si chiamano Giuseppe, Francesco, Nicola e Stefano. Giuseppe ha 32 anni, è italiano di origini australiane, vive a Palermo e lavora come commercialista in uno studio commerciale. Francesco ha 30 anni, vive in Spagna, lavora in una clinica ortopedica come infermiere professionale, lui è italiano. Nicola ha 42 anni, vive in Australia da 7 anni, lavora come pizzaiolo in un ristorante italiano. Lui ha 3 figli e una moglie bellissima, è italiano, di Roma. Stefano ha 38 anni, vive a Venezia, non è sposato e non ha figli, lavora come autista per l’azienda di trasporti pubblici di Venezia, è italiano di origini spagnole.


PROMEMORIA!

ETA’ = VERBO AVERE

-Lei ha 27 anni

ESSERE = DIRE IL NOME

-Sono Hadia

ESSERE = DIRE LA NAZIONALITÀ

-Sono Siriana

VIVERE + A + nome di città

-Viviamo a Roma

VIVERE + IN + nome di paese

-Viviamo in Germania

LAVORARE COME

SI = lui, lei, loro

-Loro si chiamano Francesca e Giuliana;

-Loro si chiamano Giuseppe e Stefano;

-Loro si chiamano Giuseppe, Stefania e Marco;

-Lei si chiama Giuliana;

-Lui si chiama Stefano.


PRATICHIAMO!

LABORATORIO DI SCRITTURA \ PRESENTARSI

Name Email
1. PRESENTATI

SCRIVI COME TI CHIAMI, DOVE VIVI, LA TUA NAZIONALITÀ, QUANTI ANNI HAI E CHE COSA FAI NELLA VITA: LAVORI? STUDI?
2. PRESENTA TRE DEI TUOI AMICI:

COME SI CHIAMANO?

QUANTI ANNI HANNO?

DOVE VIVONO?

CHE COSA FANNO?

SPECIFICA LA LORO NAZIONALITÀ


 

Laboratorio di scrittura: descrivere il libro che hai letto

Ciao!

 

In questa lezione impareremo a descrivere il libro che hai letto.


LEGGI IL TESTO

L’ultimo libro che ho letto è scritto dall’autore Nicolò Ammaniti, s’intitola “Io non ho paura”. Il libro è stato pubblicato dall’Einaudi/Mondadori del 2001. È un libro  d’avventura drammatico.

Il racconto inizia con la gara tra Michele e i suoi amici nei campi di grano del paese di Acqua Traverse.

Siamo nel 1978, è estate, con un  caldo torrido. Il calore  entra  nelle pietre, la terra si sbriciola, il respiro è faticoso ed è difficile sopportare la calura tanto che gli adulti nel pomeriggio rimangono  rintanati in casa, uscendo solo nelle ore serali quando la temperatura diminuisce. Michele Amitrano, il protagonista, per difendere una ragazza del gruppo, togliendola da un grosso imbarazzo(doveva abbassare le mutande) si propone per eseguire la penitenza.:arrivare al piano superiore di una casa diroccata e disabitata senza poter utilizzare ne le scale, ne i gradini  ridotti a un ammasso di pietre.

Dopo notevoli difficoltà,riesce a salire aggrappandosi ai rami di fico;arrivato ad davanzale della casa deve buttarsi per proseguire, e uscire dalla stessa,ma cade a terra in malo modo. Il ragazzo ha per pochi attimi paura, ma riesce poi a muoversi, si guarda intorno e percepisce di essere caduto su una tettoia trasparente ricoperta da un materasso, al di sotto intravvede un buco profondo.

Con grande stupore tra sporcizia e rifiuti di ogni genere,nota delle sembianze umane: si tratta di un bambino raggomitolato su se stesso.

Forse dorme, forse è morto…ma mentre riflette viene chiamato dagli amici e con loro ritorna a casa.

Davanti alla casa ,Michele trova il “lupetto Fiat”usato dal padre per lavorare al Nord.,con gioia accoglie il genitore che mostra un regalo:una gondola veneziana con i remi,da lasciare come soprammobile sopra la televisione.

Nella notte,Michele ripensa con angoscia al ragazzo imprigionato nel buco.e ritorna sul luogo per verificare quello che il giorno prima aveva visto.

E’ tutto vero il bambino è lì, incatenato e chiede con insistenza dell’acqua.Inizia così un rapporto di aiuto amicizia, anche se rimane stupito e a volte impressionato dai discorsi del ragazzo.

Cerca di confidarsi con il padre ,ma capisce che c’è qualcosa di oscuro,di misterioso di ingiusto,e che la sua famiglia è complice di un un grave fatto: il rapimento di Filippo Carducci.

Intanto il padre riferisce che arriverà un suo amico che per un certo periodo abiterà con loro,con grande scontento di Michele,che per una leggerezza infantile confida al cugino di aver trovato un bambino racchiuso in una buca circondato da sporcizia e desolazione,racconta anche del proposito crudele del padre e dell’amico di tagliare le orecchie al rapito.

Ritornato sul luogo del sequestro, cerca di confortare il bambino e lo porta all’aperto riuscendo anche a farlo camminare,sono diventati amici .

Ma improvvisamente compare Felice(un complice dei sequestratori) che lo minaccia con un fucile e strattonandolo lo costringe ad allontanarsi.Riferirà tutto al padre,il quale gli chiede una promessa:non deve più vedere il bambino ,altrimenti verrà ucciso.

Michele pur con difficoltà e ripensamenti cerca di mantenere la promessa, finché  capisce che è arrivato un momento decisivo e grave, sente infatti delle minacce di morte per il bambino rapito e senza il minimo dubbio corre a liberare il recluso.  .

 

 


Vocabolario ed espressioni utili

IL LIBRO CHE HO LETTO PARLA DI \ DEL \ DELLO\ DELLA\ DEGLI \ DEI

IL LIBRO CHE HO LETTO È DI + AUTORE

-Il libro che ho letto è di Niccolò Ammaniti

IL LIBRO È SCRITTO DA

-Il libro che ho letto è scritto da Niccolò Ammaniti

AUTORE

TITOLO

TRAMA, STORIA

IL RACCONTO SI APRE

IL RACCONTO INIZIA CON

PERSONAGGI

I PERSONAGGI SONO

CI SONO DUE, TRE, QUATTRO PERSONAGGI

IL PERSONAGGIO PRINCIPALE È

I PERSONAGGI SECONDARI SONO

IL RACCONTO È AMBIENTATO A \ IN \ NEL

Il racconto è ambientato a Roma;

Il racconto è ambientato in Germania;

Il racconto è ambientato nel 1970.

LA STORIA FINISCE MALE \ BENE

ALLA FINE DELLA STORIA

LA STORIA SI CONCLUDE 


CHE TEMPI VERBALI USARE?

Per raccontare possiamo usare il presente ma anche i tempi del passato:

Michele si alzava tutti i giorni alle 7:00 per portare da mangiare al bambino nascosto nel fosso.

Michele si alza tutti i giorni alle 7:00 per portare da mangiare al bambino nascosto nel fosso.


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LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
Libero
 
Quotidiani di Partito
L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
Quotidiani Locali
Gazzetta di Mantova
Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
il mattino (di Bolzano e provincia)
Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
Notizie Comuni-Italiani.it
Torre Annunziata Notizie
Pompei Notizie

Quotidiani specializzati e Agenzie

 
Quotidiani Economici
ItaliaOggi
Il Sole 24 ORE
Milano Finanza
Affari Italiani
Il Denaro
 
Quotidiani Sportivi
Gazzetta dello Sport
Corriere dello Sport – Stadio
Agenzie di Stampa
l’Ansa
AdnKronos 99
AGI
AGO Agenzia Giornalistica Online
 
Teletext
RAI Televideo

 

 
Notizie Regionali (da Comuni-Italiani.it)
Abruzzo Basilicata Calabria
Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia
Lazio Liguria Lombardia
Marche Molise Piemonte
Puglia Sardegna Sicilia
Toscana Trentino-Alto Adige Umbria
Valle d’Aosta Veneto

Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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IL VERBO ANDARE: ANDARE A – ANDARE IN – ANDARE DA – ANDARE CON

IL VERBO Andare

Io vado

tu vai

lui va

lei va

noi andiamo

voi andate

loro vanno


ANDARE  A + nome di città

io vado a Roma

io vado a Venezia

io vado a Madrid

ANDARE IN + nome di paese

io vado in Giappone

io vado in Italia

io vado in Russia

ANDARE DA + nome di persona

tu vai da Paolo

tu vai da lui

tu vai da Francesca

ANDARE CON + nome di persona

io vado in Italian con Luigi

io vado in Francia con Paolo

io vado a Roma con Valeria


 

ANDARE, ANDARE, ANDARE…

andare a casa

andare a scuola

andare al mare

andare al centro della piazza

al centro del lago c’è una barca

mettere la palla al centro (calcio)

andare all’università

andare all’ufficio postale (andare alle poste)

andare all’aeroporto

andare al porto

andare al parco

andare al lavoro

andare alla fermata dell’autobus

andare in centro

andare in ufficio

andare in montagna

andare in pizzeria

andare in giardino

andare in discoteca

andare in giro

andare dal dottore


Andare + a + verbo all’infinito

andare a correre

andare a studiare

andare a mangiare

andare a lavorare

andare a dormire

andare a fare un viaggio

andare a fare la spesa

andare a ballare


LEGGI IL SEGUENTE TESTO

“Una giornata speciale”

Marco è un ragazzo molto attivo. Lui ha 32 anni, è sposato, pratica sport e lavora in banca. Tutti i giorni si alza molto presto, va in cucina e prepara la colazione per tutta la famiglia. Quando ha finito di preparare la colazione va in camera da letto per svegliare sua moglie e in camera dei bambini per svegliare i bambini. Quando tutti sono svegli vanno in cucina e fanno colazione tutti insieme. Marco si alza, va in bagno e si prepara. Quando è pronto va davanti alla porta, saluta sua moglie e i suoi figli e va di corsa in macchina, inserisce la chiave, parte e va al lavoro. Quando arriva al lavoro parcheggia la sua macchina nel suo parcheggio, si ferma in edicola per prendere il solito giornale ed entra in ufficio. Generalmente Marco inizia subito a lavorare. Oggi è una giornata speciale perché Marco deve organizzare la vacanza per sé e la sua famiglia. Appena arrivato in ufficio sfoglia il giornale per leggere qualche notizia, poi prendere il telefono per chiamare l’agenzia di viaggi.

-Buongiorno Maria, sono Marco.

-Salve Marco, allora, avete deciso? mare o montagna?

-Sì, alla fine abbiamo deciso. I bambini avrebbero voluto fare una vacanza un po’ particolare…

-Tipo?

-Andare al mare, in montagna, alle terme, in Sardegna, in Sicilia, a Roma… (ridono tutti e due)

-I bambini sono davvero curiosi…

-E sì, sono davvero curiosi, poi invece ho parlato con mia moglie che è stata convinta fin da subito: Voglio andare in montagna, anzi, meglio andare al mare così i bambini si divertono e prendiamo un po’ di sole. O forse è meglio andare a Roma così andiamo a trovare zia Sara…

Pensa che ha continuato a stilare l’elenco per altri venti minuti… (ridono).

-Mammamia! Organizzare una vacanza per quattro è davvero difficile.

-Difficile ma non impossibile, infatti alla fine abbiamo fatto dei bigliettini con le mete più importanti e abbiamo sorteggiato…andiamo in Sardegna…

-Fantastico!

-Organizza la nostra vacanza e poi mandami i preventivi via mail, così decidiamo… buon lavoro!

-Perfetto, grazie, ci sentiamo dopo.


 

Pratichiamo!

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LEZIONE 15: IL CARATTERE

Italian Teacher                           Menu 

CIAO!

In this lesson we are going to learn about:

  • How to describe people’s character
  • Expressions with ESSERE and AVERE to describe people’s characters: essere una persona… \ avere un carattere…
  • Bene, buono, bello, brutto: essere una persona per bene, essere una brava persona, avere un bel carattere, essere buono…

If you have to describe a person needs to know adjectives.

In this  lesson  we’ll learn how to describe people in italian language.

Italian adjectives must agree in gender (masculine or feminine) and number (singular or plural) with the noun they refer. For example :

⇒ Luana è simpatica → Luana is nice

⇒ Luca è simpatico → Luca is nice

⇒ Luana e Luca sono simpatici → Luana e Luca are nice

To describe a person, about the physical appearance or character  you have to use principally qualifying adjectives. The qualifying adjectives gives a quality to the noun.


List of italian adjectives to describe character:

simpatico

simpatico

simpatica

simpatici

simpatiche

buono \ bravo

buono \ bravo

buona \ brava

buoni \ bravi

buone \ brave

dolce

dolce dolci ⇒ dolce not change for male, female.

gentile

gentile gentili ⇒ gentile not change for male, female.

spiritoso

spiritoso spiritosa spiritosi spiritose

 noioso

noioso noiosa noiosi noiose

 antipatico

antipatico antipatica antipatici antipatiche


 To describe  character we use the verb ESSERE:

Paolo è un ragazzo simpatico

Giulia è una ragazza spiritosa

Lui è antipatico


In Italian there is an expressions to describe character that need the verb avere:

avere un carattere + bello \ brutto 

Paolo ha un carattere forte

Giulia ha un bel carattere

Stefano ha un brutto carattere


 In Italian there is an expressions to describe character that need the verb essere:

essere una persona + buona \ bella \ debole \ forte\ determinata 

Paolo è una persona forte

Giulia è una persona debole

With this expression we can also use⇒ donna \ uomo \ ragazzo-i \ ragazza-e \ bambino-i \ bambina-e:

Giulia è una ragazza forte

Francesca è una ragazza determinata


ESSERE SIMPATICO + A + QUALCUNO

In italian when you are nice to someone we use essere simpatico\ antipatico + a + qualcuno:

Mario è simpatico a Luca

Mario è antipatico a Luca


In italian to say I like you  we use pronome + essere  simpatico\antipatico: 

ESSERE + PRONOME INDIRETTO + SIMPATICO\ANTIPATICO

mi, ti, gli, le, noi, voi, gli + verbo essere + simpatico

Mario gli è simpatico ⇒ Mario è simpatico a lui

Luca gli è simpatico ⇒ Luca è simpatico a lui

Veronica le è simpatica ⇒ Veronica è simpatico a lei

Veronica mi è simpatica ⇒ Veronica è simpatico a me


ESSERE GENTILE\ SCORTESE + CON + QUALCUNO

In italian to say “be nice to someone” or “be discourteous to someone” we say:

ESSERE GENTILE \SCORTESE+ CON + QUALCUNO

Lui è gentile con i suoi colleghi

Lei è gentile con sua madre

Paola è gentile con le sue sorelle

Marta è scortese con tutti ⇒


Bello, buono, bravo, bene

Bello and buono are two adjectives used a lot in our language but they often confuse Italian language students because they have similar meanings and because they behave like articles when they are placed before a noun. If you also get confused when you need to use them.

First of all, let’s have a look at the meaning of these two words: bello and buono.


Bello is used to say that someone or something has a pleasant appearance:

Luigi è un bel ragazzo


Buono is used to give a positive opinion on the quality of something or someone, or to describe flavors and smells:

Una persona buona

Un buon profumo

Un buon sapore

Una buona pizza Pizza animated emoticon

To understand the difference between these two adjectives, we may say that someone can be “bello” but not “buono” and vice versa. If Maria is aesthetically charming but she is not well-behaved, it make sense to say:

Maria è una bella ragazza

Maria è una persona buona

There are two more words which often create some confusion: bravo and bene:

Bene is an adverb (so it doesn’t change from feminine to masculine) and it slightly modifies the meaning of the verb. It is used to express a positive opinion or to say that someone is good at doing something:

La macchina funziona bene

Ho studiato bene

Never say ⇒ Una persona bene

Bravo is an adjective only used with human beings to say that someone behaves politely or is good at doing something:

Luca è un bravo ragazzo

Don’t forget that bravo is an adjective so it changes from masculine to feminine and from singular to plural. If you are in a theatre, clapping your hands during a concert, you must shout to orchestra members “bravi!” instead of “bravo!”

bravo, brava, bravi, brave


 boost your Italian ⇒ BEL \ BELLO


Ascolta e leggi

“UN BRUTTO CARATTERE”

DIZIONARIO DI ITALIANO ONLINE

Francesca è una ragazza molto forte, ma ha un brutto carattere. È scontrosa, antipatica e poco coerente. Lei non mi piace, litiga sempre con tutti e poi non mi fa mai un sorriso, mi è antipatica.


Pratichiamo! 

Welcome to your DESCRIVERE IL CARATTERE

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Descrivi il carattere del tuo migliore amico.

Describe your best friend character.
Descrivi il tuo carattere usando i seguenti aggettivi: simpatico, determinato, gentile, altruista, scontroso.

Describe yourself using the following adjectives: simpatico, determinato, gentile, altruista, scontroso.

 

Ci vediamo presto!


 

LE DOPPIE – CONSONANTI

Ciao!

In questa lezione impareremo alcune regole per usare le doppie.


Le doppie ⇒ raddoppiamento di una consonante.

Il raddoppiamento della consonante si ha all’inizio della parola che segue i prefissi qui sotto elencati:

contra-, per esempio: contrapporre, contrarre, contrassegnare;

sovra-, per esempio: sovraccaricare, sovrappeso;

sopra
-, per esempio: soprattutto, sopralluogo;


a-
, per esempio: arrossire, arrabbiarsi, assonnato;

e-
, per esempio: eppure, eccellenza, eccezione, eccezionale;

i-
, per esempio: irreparabile, irresponsabile, irresistibile;

ra
-, per esempio: raggruppare, rafforzare;

so-
, per esempio: soccorrere, sottrarre, sottovuoto;

su-
, per esempio: supplemento, succedere;

da-
, per esempio: dapprima, dappertutto;

se-
, per esempio: semmai, seppellire;

fra-
, per esempio: frattempo, frapporre;


Alcune regole:

– la lettera q raddoppia solo nella parola “soqquadro” (che vuol dire “confusione”).

– la lettera b non raddoppia nella parte terminale di -bile, per esempio:
agibile, terribile.

– le lettere z e g non raddoppiano mai davanti a parole che finiscono in -ione, per esempio: ragione, stagione, emozione, rotazione, azione.

non si ha raddoppiamento con il prefisso –contro– es.: controcorrente, controvoglia, controllare.

  • La “h” non raddoppia mai.
  • La “c” e la “q” nel gruppo “cq” non raddoppiano mai.

FACCIAMO UN PO' DI PRATICA LE DOPPIE

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PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO

Ciao!

Benvenuto! In this lesson we are going to learn about Direct Object Pronouns in Italian. Ready? Let’s do it!


What is a direct object?

A direct object is the direct recipient of the action of a verb. Let me explain that with some more examples.

  • I invite the girl. Whom do I invite? → The girl.
  • She reads the book. What does he read? →  The book.

The nouns girl and books are both direct objects because they answer the question what? or whom?

When you study verbs in Italian, you may often see a note about whether a verb is transitive or intransitive. While there is a lot to know about those verbs, I want you to simply note that verbs that take a direct object are called transitive verbs.


Verbs that do not take a direct object (she walks, I sleep) are intransitive.

As we saw in our first example, direct object pronouns exist because they replace direct object nouns.

  • I invite the girl ⇒ I invite them.
  • He reads the book ⇒ He reads it.

I pronomi diretti

SINGULAR PLURAL
mi me ci us
ti you (informal) vi you (informal)
La you (formal m. and f.) Li you (form., m.)
Le you (form., f.)
lo him, it li them (m. and f.)
la her, it le them (f.)

Where do direct object pronouns go?

A direct object pronoun is placed immediately before a conjugated verb.

  • Se vedo le ragazze, le invito. – If I see the girls, I’ll invite them.
  • Compra la frutta e la mangia. – He buys the fruit and eats it.

In a negative sentence, the word non must come before the object pronoun:

  • Non la mangia. – He doesn’t eat it.
  • Perchè non li inviti? – Why don’t you invite them?

The object pronoun can also be attached to the end of an infinitive, but note that the final –e of the infinitive is dropped.

  • È importante studiarli ogni giorno. – It is important to study it every day.
  • È una buona idea invitarli. It’s a good idea to invite them.

Ascolta e leggi

“Mia madre”

DIZIONARIO DI LINGUA ITALIANA

Mia madre è una donna meravigliosa. Lei fa tutto per me. Fin da quando ero piccola mi ha sempre coccolata con le sue amorevoli cure. Adesso che sono grande, sono io che mi prendo cura di lei. La mattina preparo il caffè, apparecchio la tavola e preparo la colazione per lei. Ultimamente la vedo stanca, allora la coccolo, la aiuto nelle faccende di casa, la porto a passeggiare per la città, soprattutto durante il fine settimana. Lei è molto contenta di questo mio atteggiamento e mi ringrazia sempre.


Pratichiamo!

Welcome to your PRONOME DIRETTO

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Conosci il fratello di Maria? Sì,             conosco.
Vuoi un caffè? Sì,         voglio.
Hai comprato le mele? No, non         ho comprate, non ho fatto in tempo.
Avete visto il film di Francesco? No, non        abbiamo visto.
Usi i mezzi di trasporto pubblici per andare al lavoro? No, non        uso mai, preferisco usare la macchina.
Cucini le patate? No, non         cucino, cucino le carote.
Hanno pranzato con noi, poi sono andate via e non         abbiamo più viste.

 

Espressione scritta – B2

SCRIVERE UNA LETTERA

 

Welcome to your espressione scritta - B2

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Un'azienda di prestigio, con sede in Italia [Torino] ricerca un candidato, tu leggi l'articolo e presenti la tua candidatura.

Dopo aver letto l'annuncio scrivi la tua lettera di presentazione.

 

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Si ricerca con urgenza un/a TRADUTTORE/INTERPRETE IN LINGUA INGLESE da inserire presso ente pubblico. Il candidato dovrà svolgere un'attività rivolta ad una utenza straniera- front-office e accoglienza, idoneità abitativa, eventuali sopralluoghi in strutture di accoglienza, utilizzo computer. Requisiti: laurea triennale in scienze della mediazione linguistica (inglese ed eventuale altra lingua straniera) o laurea magistrale in lingua straniera per la comunicazione internazionale Sede di lavoro: Torino.

PROVA SCRITTA – LIVELLO A2

Impariamo a descrivere!

Welcome to your PROVA SCRITTA

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Alghero

Alghero



 

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