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+ italiano: basta poco

LEGGI IL TESTO

“BASTA POCO…”

Tutti pensano che per imparare le lingue basti davvero poco: un libro ben fatto, un corso veloce, un viaggio di una\due settimane.

Tutti dicono di parlare l’italiano, l’inglese, invece poi quando li metti alla prova ti rendi conto che parlano una lingua incomprensibile.

Io per imparare bene l’italiano ho impiegato circa 6 anni. Corsi privati, libri, vacanze studio, ho fatto di tutto. Grazie a questo percorso oggi capisco bene, scrivo bene e parlo bene. Ma che cosa intendo con la parola “bene”? Con la parola bene intendo dire che posso leggere qualsiasi libro, parlare di qualsiasi argomento, guardare un qualsiasi film… questo per me è parlare una lingua, conoscere una lingua. Non mi piacciono quelli che dicono che sanno parlare l’italiano e invece poi sanno dire soltanto: buongiorno, ciao, mi piace la pizza. Tempo fa all’università incontrai uno studente svizzero che mi diceva sempre che l’italiano è una lingua facile e che per impararlo basta davvero poco, lo guardavo perplesso mentre cercavo di decifrare il suo italiansvizzero. Per me era davvero terribile sentirlo parlare. Un giorno, mentre affrontammo questo discorso con l’insegnante d’italiano, lui affermò che non è necessario capire l’uso di “ci” e “ne” e neppure imparare ad usare il congiuntivo. Lui disse che è sufficiente imparare il presente dell’indicativo, il passato prossimo e il futuro… e i giochi sono fatti. Io intervenni immediatamente e dissi: “Davvero? Sostieni che il congiuntivo non sia importante? E come fai ad esprimere ipotesi, desideri, sogni, dubbio, incertezza? Tu non ti rendi conto che la tua comunicazione è mutilata, non puoi parlare, non puoi comunicare, è davvero difficile parlare con te.

Marcelo (Studente d’italiano di Litalianoacasatua.com dal 2016)


ESPRESSIONI NUOVE

BASTARE

Essere sufficiente, durare

-Questi soldi ti devono bastare per tutto il mese (durare)

-Queste melanzane non mi bastano, ce ne vogliono altre (essere sufficiente)

METTERE ALLA PROVA

Sottoporre qualcuno ad una verifica esigente

-L’insegnante mi ha messo alla prova;

-Voglio sapere la verità, mettilo alla prova.

RENDERSI CONTO

Accorgersi

-Mi sono reso conto che Laura è una ragazza davvero intelligente (nella frase affermativa  usiamo l’indicativo)

-Non mi sono mai reso conto che lei avesse bisogno di aiuto (nella frase negativa  usiamo il congiuntivo imperfetto)

INTENDERE

Avere intenzione di fare, dire qualcosa

-Che cosa intendi dire? (che cosa vuoi dire?)

DECIFRARE

Interpretare, comprendere qualcosa  che non si capisce bene

-Quando parla non lo capisco, devo sempre decifrare quello che dice.


 

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La Pasqua in Italia

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Settimana Santa: ecco come l’Italia celebra la Pasqua tra fede, tradizioni e cucina


ASCOLTA IL PODCAST

ESERCITAZIONE: COMPRENSIONE DEL TESTO

DIFFICOLTA’: ELEVATA

LIVELLO RICHIESTO: C1


Leggi il testo…

L’Italia nel periodo pasquale è uno spettacolo da non perdere, dato che le città, da Nord a Sud, sono animate da feste popolari, processioni, riti religiosi, rappresentazioni sacre, sagre e tradizioni folcloristiche per ricordare la Passione di Cristo. Nel corso della Settimana Santa vengono rappresentati, di volta in volta: l’Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, il Trasferimento all’Orto del Getsemani, il tradimento di Giuda con la cattura di Gesù, il processo, il Calvario, la morte di Gesù, la Deposizione, la Sepoltura e la Resurrezione. La serata del Giovedì Santo è dedicata alla “celebrazione eucaristica” con la visita ai Sepolcri (il Sepolcro racchiude il Corpo di Cristo), realizzati in ogni parrocchia e ill momento ricorda la ricorrenza dell’Ultima Cena; il Venerdì Santo è il giorno di lutto assoluto, le strade si illuminano di fiaccole e vengono attraversate da processioni e vie crucis; il Sabato Santo, a mezzanotte, le campane suonano a festa, annunciandoci la Resurrezione; un momento di grande gioia che culmina nella Domenica.
Tra fede e tradizioni, ecco alcune delle manifestazioni da non perdere in Italia. A Roma, centro del Cristianesimo con la sua San Pietro, la basilica più famosa del mondo, dal Giovedì Santo fino alla Domenica di Pasqua prendono vita cerimonie pasquali con un’aura di sacralità unica ed inimitabile. Tutti i riti pasquali a Roma sono più grandi per dimensioni e per le emozioni che suscitano: pensiamo alla Via Crucis di Roma; una processione particolare per svariati motivi: in primo luogo perché vi partecipa direttamente il Papa in persona, e poi perché si svolge in una location unica al mondo, proprio davanti al Colosseo, simbolo storico della città. Un mix perfetto di architettura pagana e rito cristiano unico al mondo! In Sicilia, si celebra la “Festa dei Giudei”, che avviene ogni anno nel comune di San Fratello, in provincia di Messina. Durante il rito, una miriade di contadini e pastori sanfratellani si travestono con uno sgargiante costume tradizionale, formato da giubba e calzoni rossi a strisce di stoffa gialla, ricamate con motivi floreali e perle.
Hanno il volto coperto con un cappuccio rosso, con una croce ricamata sulla punta, in riferimento al carattere menzognero del diavolo, girando travestiti in questo modo per il paese, dove suonano particolari trombe per festeggiare la morte di Gesù Cristo e disturbare la processione religiosa che, al contrario, la commemora. Il contrasto ha il suo punto cruciale il Venerdì Santo, quando il corteo che segue il Crocifisso è disturbato e interrotto nel suo cammino dall’arrivo festoso dei Giudei. Sempre in Sicilia, vanno ricordati i riti dei Misteri del Venerdi’ Santo a Trapani e la Via Crucis ad Enna, dove sfilano circa 2000 confratelli incappucciati. Moltissime sono le manifestazioni che hanno luogo durante il periodo pasquale in tutto il territorio siciliano, tradizioni e riti spettacolari conservati e tramandati nel tempo come il “Ballo dei Diavoli” di Prizzi, un comune in provincia di Palermo, in cui, sin dalla mattina del giorno di Pasqua, due diavoli mascherati vestiti di rosso e la morte in giallo, si aggirano indisturbati per le strade del paese tentando di evitare con il loro “ballo” l’incontro tra le statue di Cristo Risorto e la Madonna, reso possibile grazie all’intervento degli angeli protettori che, con le loro spade, trafiggono i personaggi del male. I diavoli sono i protagonisti anche ad Adrano, in provincia di Catania dove, la Domenica di Pasqua, al centro di Piazza Umberto viene preparato un palco con le scenografie del paradiso e dell’inferno per accogliere “la diavolata”, in gergo “I Diavulazzi ‘i Pasqua”, una rappresentazione settecentesca in cinque scene che si svolge per due volte nel corso della giornata: a mezzogiorno e alla sera, in cui si celebra il trionfo del bene sul male. In Sardegna i riti della Settimana Santa sono molto suggestivi. Tra i più peculiari, il rito della Scrocifissione a Oliena (Nuoro): uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto, facendo tappa in tutte le chiese del paese tutti i giorni fino al Sabato, quando la statua del cristo viene ritrovata.
In Puglia, a Noicattaro (Ba), il Giovedì Santo, si allestisce un falò davanti alla chiesa della Madonna della Lama. Durante il rito, i membri della Congrega della “Morte e Passione di Cristo” raccolgono la legna posta davanti alla Chiesa, per poi accenderla dopo l’uscita della prima Croce della processione. La pira continua a bruciare per tutta la notte, in segno di devozione. A Sulmona, in Abruzzo, la Pasqua si festeggia con il rito della “Madonna che scappa in piazza”. La rappresentazione si svolge intorno a mezzogiorno, in Piazza Garibaldi. Alle 11.30 vengono portate in piazza le statue di San Giovanni e San Pietro, i due apostoli che, secondo il Vangelo, si accorsero per primi della Resurrezione di Cristo. Le statue vengono poi condotte verso la Chiesa di San Filippo, sotto i cui archi si intravede la statua del Cristo Risorto, che custodisce all’interno una statua della Madonna Addolorata. A questo punto i due Santi bussano al portone della chiesa per annunciare la Risurrezione alla Vergine che, incredula, esce vestita ancora di nero. Nel momento in cui la Madonna vede suo Figlio, comincia a corrergli incontro e lungo il tragitto perde la veste del lutto, scoprendo, tra colombe in volo e spari di mortaretti, uno splendente abito verde ricamato in oro. In Toscana si usa andare per i campi, piantando piccole croci fatte con ramoscelli d’ulivo; in particolare a Firenze, è noto “lo scoppio del carro”: in piazza, di fronte alla cattedrale, viene innalzata una costruzione, il « carro », a cui viene comunicato il fuoco per mezzo di una colombina che corre su un filo e, partendo dall’altar maggiore della chiesa, arriva fuori, fino al carro. Dal modo come va e dalla rapidità con cui i petardi si accendono, si traggono auspici sull’annata e sul raccolto. Nel Bergamasco, i contadini, al suono delle campane di Pasqua, vanno ad abbracciare gli alberi da frutta, per augurio di buon raccolto. A Cividale del Friuli (Ud) si gioca al “Truc”, un antico gioco che consiste nel far scivolare lungo un catino di sabbia inclinata delle uova di gallina cotte, allo scopo di farle toccare tra loro. Chi riesce a colpire l’uovo dell’avversario vince una monetina o una caramellina. A Urbania si tiene il famoso “gioco della Punta e cul” che, la mattina di Pasqua e nei due giorni seguenti, si svolge nella piazza centrale del paese e presso il Santuario di Battaglia, coinvolgendo anziani e giovani, pronti a mettersi in gioco e battere il proprio uovo contro quello dell’avversario prima di punta e poi di “cul”, tentando di uscire vincitori, mantenendolo intatto.


Nel borgo di Tredozio, situato nell’entroterra dell’Appennino Forlivese
, ogni anno, dal 1963, si svolge la Sagra e il Palio dell’uovo, una cerimonia in cui ci sfida alla battitura delle uova, un gioco tradizionale in cui vince chi, con il suo uovo, riesce a rompere il guscio dell’altro. Ma a Tredozio, oltre al palio, si svolgono altri coinvolgenti giochi come la “Pesca nell’uovo gigante”, la “Pentolaccia” e la “Sagra della Sgabanaza”. Ad alta quota, a Courmayeur, in Valle d’Aosta, da non perdere “La Paquerette”, il tradizionale appuntamento con l’artigianato valdostano che, come di consueto, durante il periodo di festa presenterà ai visitatori il meglio delle opere di scultura e intaglio su legno, lavorazione del ferro battuto e del cuoio, tessitura del drap e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno ecc. Una delle tradizioni più divertenti é quella di San Leonardo, un piccolo e tranquillo paesino del comune di Badia dove, nel periodo che precede la Pasqua, si svolge la manifestazione “noza da paur” che rievoca numerose tradizioni legate al matrimonio contadinesco. Si tratta di una curiosa usanza in cui i tutti i ragazzi vanno dalle fanciulle del paese a caccia di uova, pronti a racimolarne il più possibile e, se arrivano a raccoglierne 12, entro l’anno matrimonio in vista. Le ragazze invece, se alla fine della cerimonia non si sono sbarazzate di tutte le uova, il martedì successivo si affrettano a seppellirle, per evitare di essere perseguitate dalla sfortuna e rischiare di restare zitelle.

La colomba

La colomba

Tra i dolci, i più classici sono la colomba pasquale, la pastiera napoletana e la pizza dolce. Si narra che alla metà del sesto secolo, il re dei Longobardi Alboino, durante l’assedio della città di Pavia, ricevette un pane lievitato a forma di colomba; segno di pace. Da allora, questo semplice dolce fatto con uova, farina e lievito, arricchito con burro, zucchero e canditi, entrò nella tradizione pasquale. Romantica la storia della classica pastiera: si dice che le mogli di alcuni pescatori lasciassero ceste con ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio sulla spiaggia, affinché il mare riportasse a casa i mariti. Al mattino, le donne trovarono i pescatori e videro che le onde avevano mischiato gli ingredienti, creando la torta pastiera. Se mangiare un uovo di Pasqua made in Italy è un’esperienza sensoriale imperdibile per tutti i golosi, lo sarà altrettanto addentrarsi nei tanti piatti tipici regionali: a Nord, in Trentino, ci sono le polpettine pasquali, con macinato di agnello, prezzemolo, rosmarino, scalogno, pepe e sale; rosolate nell’olio con aceto, vino e brodo, e servite con patate fritte; in Val d’Aosta la Crescia, una pizza al formaggio tagliata a fette e gustata con il salame tipico valdostano; in Piemonte i Persi al Furn, pesche conservate e cotte al forno ripiene di amaretto. La Torta Pasqualina, piatto unico ripieno di verdura, uova e parmigiano, accompagna il pranzo in Liguria¸le titole del Friuli Venezia Giulia sono invece delle piccole treccine dolci che avvolgono un uovo rosso, mentre il pan de fighi è uno strudel ripieno con fichi secchi tritati, mandorle e nocciole. Infine, in Veneto si servono i Vovi e Sparasi, uova sode decorate con erba di campo e asparagi.


Al Centro
, in Abruzzo si gustano come dolci i Fiadoni, calzoni cotti al forno ripieni di formaggio di pecora; in Lazio si mangia a colazione la Corallina, un salame tipico pasquale accompagnato dalla pizza al formaggio, mentre al Sud, piatti tipici pugliesi sono la tiella di riso, patate e cozze, pesce fresco e verdure di stagione e l’immancabile agnello o capretto; la Scarcedda , tipica della Basilicata, una pizza rustica farcita con uova sode e ricotta; in Calabria la Cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce man mano che aumenta l’età del nucleo familiare; le pitte con niepita sono invece dei dolci a mezzaluna da mangiare caldi o freddi. Impossibile rinunciare, in Campania, alla squisita Pastiera Napoletana, vero capolavoro della cucina partenopea con ricotta, grano e buccia d’arancia. Infine, non possiamo non citare le tradizioni culinarie siciliane: U sciusceddu, una minestra a base di carne di pollo, uova e ricotta tramandata dai francesi; il tegame pasquale d’Aragona, costituito da uova, zafferano e cannella; l’impanata pasquale, una focaccia con base di pane lievitato ripiena di stufato d’agnello d’origine spagnola. Tra i dolci immancabili, le Palmette, fatte di mandorla tostata e ricoperte di zucchero fuso colorato, le cuddure cu l’ova, una specie di grande biscotto con uova sode, e l’intramontabile Cassata, farcita di ricotta e ricoperta di glassa decorata con frutta candita. Tra tradizione, religione e cucina, tanti motivi in più per girare la nostra bella Italia durante il periodo pasquale!

Testo tratto da: http://www.meteoweb.eu/2014/04/settimana-santa-ecco-come-litalia-celebra-la-pasqua-tra-fede-tradizioni-e-cucina/276595/#EUQISTtMLfG3h66B.99

 

PAPASSINI

LA RICETTA


Pratichiamo!

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LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
Libero
 
Quotidiani di Partito
L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
Quotidiani Locali
Gazzetta di Mantova
Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
il mattino (di Bolzano e provincia)
Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
Notizie Comuni-Italiani.it
Torre Annunziata Notizie
Pompei Notizie

Quotidiani specializzati e Agenzie

 
Quotidiani Economici
ItaliaOggi
Il Sole 24 ORE
Milano Finanza
Affari Italiani
Il Denaro
 
Quotidiani Sportivi
Gazzetta dello Sport
Corriere dello Sport – Stadio
Agenzie di Stampa
l’Ansa
AdnKronos 99
AGI
AGO Agenzia Giornalistica Online
 
Teletext
RAI Televideo

 

 
Notizie Regionali (da Comuni-Italiani.it)
Abruzzo Basilicata Calabria
Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia
Lazio Liguria Lombardia
Marche Molise Piemonte
Puglia Sardegna Sicilia
Toscana Trentino-Alto Adige Umbria
Valle d’Aosta Veneto

Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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LE DOPPIE – CONSONANTI

Ciao!

In questa lezione impareremo alcune regole per usare le doppie.


Le doppie ⇒ raddoppiamento di una consonante.

Il raddoppiamento della consonante si ha all’inizio della parola che segue i prefissi qui sotto elencati:

contra-, per esempio: contrapporre, contrarre, contrassegnare;

sovra-, per esempio: sovraccaricare, sovrappeso;

sopra
-, per esempio: soprattutto, sopralluogo;


a-
, per esempio: arrossire, arrabbiarsi, assonnato;

e-
, per esempio: eppure, eccellenza, eccezione, eccezionale;

i-
, per esempio: irreparabile, irresponsabile, irresistibile;

ra
-, per esempio: raggruppare, rafforzare;

so-
, per esempio: soccorrere, sottrarre, sottovuoto;

su-
, per esempio: supplemento, succedere;

da-
, per esempio: dapprima, dappertutto;

se-
, per esempio: semmai, seppellire;

fra-
, per esempio: frattempo, frapporre;


Alcune regole:

– la lettera q raddoppia solo nella parola “soqquadro” (che vuol dire “confusione”).

– la lettera b non raddoppia nella parte terminale di -bile, per esempio:
agibile, terribile.

– le lettere z e g non raddoppiano mai davanti a parole che finiscono in -ione, per esempio: ragione, stagione, emozione, rotazione, azione.

non si ha raddoppiamento con il prefisso –contro– es.: controcorrente, controvoglia, controllare.

  • La “h” non raddoppia mai.
  • La “c” e la “q” nel gruppo “cq” non raddoppiano mai.

FACCIAMO UN PO' DI PRATICA LE DOPPIE

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PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO

Ciao!

Benvenuto! In this lesson we are going to learn about Direct Object Pronouns in Italian. Ready? Let’s do it!


What is a direct object?

A direct object is the direct recipient of the action of a verb. Let me explain that with some more examples.

  • I invite the girl. Whom do I invite? → The girl.
  • She reads the book. What does he read? →  The book.

The nouns girl and books are both direct objects because they answer the question what? or whom?

When you study verbs in Italian, you may often see a note about whether a verb is transitive or intransitive. While there is a lot to know about those verbs, I want you to simply note that verbs that take a direct object are called transitive verbs.


Verbs that do not take a direct object (she walks, I sleep) are intransitive.

As we saw in our first example, direct object pronouns exist because they replace direct object nouns.

  • I invite the girl ⇒ I invite them.
  • He reads the book ⇒ He reads it.

I pronomi diretti

SINGULAR PLURAL
mi me ci us
ti you (informal) vi you (informal)
La you (formal m. and f.) Li you (form., m.)
Le you (form., f.)
lo him, it li them (m. and f.)
la her, it le them (f.)

Where do direct object pronouns go?

A direct object pronoun is placed immediately before a conjugated verb.

  • Se vedo le ragazze, le invito. – If I see the girls, I’ll invite them.
  • Compra la frutta e la mangia. – He buys the fruit and eats it.

In a negative sentence, the word non must come before the object pronoun:

  • Non la mangia. – He doesn’t eat it.
  • Perchè non li inviti? – Why don’t you invite them?

The object pronoun can also be attached to the end of an infinitive, but note that the final –e of the infinitive is dropped.

  • È importante studiarli ogni giorno. – It is important to study it every day.
  • È una buona idea invitarli. It’s a good idea to invite them.

Ascolta e leggi

“Mia madre”

DIZIONARIO DI LINGUA ITALIANA

Mia madre è una donna meravigliosa. Lei fa tutto per me. Fin da quando ero piccola mi ha sempre coccolata con le sue amorevoli cure. Adesso che sono grande, sono io che mi prendo cura di lei. La mattina preparo il caffè, apparecchio la tavola e preparo la colazione per lei. Ultimamente la vedo stanca, allora la coccolo, la aiuto nelle faccende di casa, la porto a passeggiare per la città, soprattutto durante il fine settimana. Lei è molto contenta di questo mio atteggiamento e mi ringrazia sempre.


Pratichiamo!

Welcome to your PRONOME DIRETTO

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Conosci il fratello di Maria? Sì,             conosco.

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Vuoi un caffè? Sì,         voglio.

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Hai comprato le mele? No, non         ho comprate, non ho fatto in tempo.

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Avete visto il film di Francesco? No, non        abbiamo visto.

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Usi i mezzi di trasporto pubblici per andare al lavoro? No, non        uso mai, preferisco usare la macchina.

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Cucini le patate? No, non         cucino, cucino le carote.

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Hanno pranzato con noi, poi sono andate via e non         abbiamo più viste.

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Espressione scritta – B2

SCRIVERE UNA LETTERA

 

Welcome to your espressione scritta - B2

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Un'azienda di prestigio, con sede in Italia [Torino] ricerca un candidato, tu leggi l'articolo e presenti la tua candidatura.

Dopo aver letto l'annuncio scrivi la tua lettera di presentazione.

 

ANNUNCIO:

Si ricerca con urgenza un/a TRADUTTORE/INTERPRETE IN LINGUA INGLESE da inserire presso ente pubblico. Il candidato dovrà svolgere un'attività rivolta ad una utenza straniera- front-office e accoglienza, idoneità abitativa, eventuali sopralluoghi in strutture di accoglienza, utilizzo computer. Requisiti: laurea triennale in scienze della mediazione linguistica (inglese ed eventuale altra lingua straniera) o laurea magistrale in lingua straniera per la comunicazione internazionale Sede di lavoro: Torino.

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PROVA SCRITTA – LIVELLO A2

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