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+ italiano: non ho tempo

LEGGI E ASCOLTA IL PODCAST

“Scusa ma non ho tempo…”

 

“Vorrei andare in Italia”, “vorrei fare sport”, “vorrei imparare l’italiano”, “vorrei rilassarmi”, “vorrei leggere un bel libro”… vorrei, vorrei, vorrei, ma non ho tempo.

Non ho tempo per imparare, non ho tempo per viaggiare, non ho tempo per rilassarmi… in generale non abbiamo mai tempo per niente.

Mentre consumiamo la nostra colazione rispondiamo ai messaggi che abbiamo ricevuto su whatsapp, controlliamo le notifiche facebook, leggiamo il giornale e contemporaneamente parliamo con i nostri figli, pensiamo a che cosa prepareremo per pranzo.

Le nostre menti non riposano mai, noi non riposiamo mai e la nostra vita passa. Viviamo per portare a termine un miliardo di doveri, i doveri di lavoratori, di madri, di padri, di studenti, di figli.

Quante volte avresti voluto il tempo per seguire un  corso d’italiano, fare sport, leggere e hai detto: “vorrei ma non posso”, oppure “scusa ma non ho tempo…non ho tempo per andare al bar, non ho il tempo per chiacchierare…per fare una passeggiata”.

E’ sempre una corsa, non abbiamo mai tempo se non per il DOVERE: Casa, famiglia e lavoro.
Siamo talmente tanto presi per tutto il “resto” che ci siamo dimenticati di “noi stessi”. Siamo travolti dagli eventi che ormai abbiamo persino smesso di ascoltare le nostre EMOZIONI.

Dobbiamo renderci conto che oggi ci siamo e domani “NON SI SA”.

Dobbiamo trovare il tempo per realizzare i nostri sogni, soddisfare noi stessi e non solo gli altri.


Espressioni utili…

AVERE  TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (O PRONOME)

-Hai tempo per aiutarmi?

-Abbiamo tempo per finire questo lavoro.

-Hai tempo per me?

NON AVERE TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (PRONOME)

-Non ho tempo per aiutarti;

-Non abbiamo tempo per finire questo lavoro;

-Non ho tempo per te.

SFRUTTARE IL TEMPO

-Dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione.

RISPARMIARE TEMPO

-Usciremo di casa mezz’ora prima per risparmiare un po’ di tempo.

ESSERE + TEMPO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-è tempo di studiare.

GESTIRE IL TEMPO

-Non riesco più a gestire il mio tempo.

PERDERE TEMPO \ IL TEMPO

-Ho studiato per tanti anni ma non ho imparato niente, ho perso il mio tempo.

BUTTARE VIA IL TEMPO \ SPRECARE IL TEMPO

-Abbiamo lavorato per due ore senza concludere niente, abbiamo buttato via il tempo.


MODI DI DIRE CON LA PAROLA TEMPO

A tempo perso
  •  Nei ritagli di tempo, nei momenti liberi da altri impegni, riferito in genere ad attività collaterali a quella principale oppure a passatempi o divertimenti vari: 

A tempo perso studio un po’ d’italiano.

 Ai tempi di Noè
  • In tempi remotissimi, come quelli in cui visse Noè, il patriarca al quale secondo la Bibbia Dio impose di costruire l’Arca per salvare le specie viventi dal Diluvio Universale:

è da tanto tempo ormai che non vedo Paolo, l’ultima volta l’ho visto ai tempi di Noè.

Ammazzare il tempo 
  • Dedicarsi a un passatempo, tenersi occupati per allontanare la noia; trovare qualcosa da fare in attesa di un dato avvenimento. Dedicarsi a un’attività qualsiasi, di solito banale o inutile, soltanto per non annoiarsi durante un’attesa o simili.
  •  Ingannare il tempo; ammazzare la noia:

Abbiamo aspettato per più di due ore prima di parlare con il professore, per ammazzare il tempo abbiamo parlato un po’.

Aver tempo da vendere
  •  Non avere fretta, disporre di molto tempo, tanto che ne avanzerebbe anche per venderlo ad altri:

-I giovani hanno tempo da vendere.

Avere i tempi impiccati
  • Avere un tempo ridottissimo per fare qualcosa:

-Oggi ho i tempi impiccati, non so se potrò venire a trovarti.

Nei ritagli di tempo
  • Nel tempo libero, in quello che avanza dopo aver svolto le proprie normali e doverose attività; nei momenti liberi o di pausa tra un lavoro e l’altro. Sottintende che questo tempo sia poco, come se fosse letteralmente ritagliato da un pezzo di tessuto:

Nei ritagli di tempo mangio qualcosa.

Stringere i tempi
  • Affrettarsi, cercare di ridurre il tempo che si impiega per fare qualcosa:

-Cerca di finire il lavoro entro oggi, stringi i tempi.

Tempi bui
  •  Epoche barbare, tempi lontani e soprattutto non ancora illuminati dalla luce della civiltà, in cui la vita era dura, violenta, difficile. Fino a non molto tempo fa, la cultura ufficiale riservava questa definizione ai secoli del Medio Evo.
  •  Epoche buie; tempi oscuri; epoche oscure:

Per il lavoro sono tempi bui, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempi duri
  •  Periodo di crisi, sfortunato, penoso, irto di difficoltà. Vale per una persona, per un gruppo sociale, una situazione, un’azienda, una nazione, un’ideologia e altro:

Per il lavoro sono tempi duri, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempo da lupi
  •  Tempo bruttissimo, tempestoso, burrascoso, freddissimo, con pioggia o neve, che si ritiene adatto soltanto ai lupi che vivono in un ambiente simile:

La nostra vacanza è stata pessima, c’era un tempo da lupi.

 


 PRATICHIAMO!

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+ cultura: il 25 aprile

Il 25 aprile

LEGGI IL TESTO

Il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo, giorno che viene festeggiato ogni anno in tutta Italia con eventi, concerti e manifestazioni. Una festa per ricordare un passato orribile terminato 72 anni fa.

l 25 aprile 1945 segna la vittoria della Resistenza Italiana sui nazifascisti . Quel giorno la città di Milano, sede del comando partigiano, insorge e prende il sopravvento sui fascisti. Anche Torino viene liberata. Ormai la maggior parte d’Italia è liberata e la guerra è sta per finire. Il 28 aprile Mussolini verrà catturato e giustiziato.

I tedeschi si arrenderanno l’8 maggio, mentre i giapponesi lo faranno il 2 settembre di quello stesso anno.

La Resistenza, insieme agli Alleati, ha combattuto a lungo per sconfiggere i fascisti e i nazisti: persone di tutte le estrazioni sociali e di varie vedute politiche si sono unite per ribellarsi alla dittatura. La loro lotta si è tradotta in una vera e propria guerra civile che da una parte vedeva gli italiani fascisti e dall’altra gli antifascisti.

Chi combatteva nella Resistenza era un partigiano: i partigiani non erano un esercito vero e proprio, ma erano civili che si armavano come potevano e si riunivano in gruppi per attaccare in ogni modo il nemico. Le loro azioni si affiancavano a quelle consistenti degli eserciti alleati e uniti riuscirono a vincere.

 

I partigiani e tutte le parti che si opponevano ai nazifascisti (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici) erano riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale . Dopo la guerra, questo Comitato partecipò attivamente alla nascita della Repubblica.

 Grazie alla lotta unita fra tutti gli oppositori al fascismo, si è riusciti a ribaltare la dittatura e a porre le basi per uno stato democratico. Le radici della Repubblica Italiana sono da rintracciare proprio nella Resistenza: l’Assemblea Costituente (l’assemblea che scrisse la nostra Costituzione) fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell’antifascismo.

Ogni anno è importante festeggiare la libertà e la democrazia conquistate in quella giornata . Un modo molto bello di festeggiare è andare nei cortei che manifestano nelle varie città italiane. In strada le persone cantano, sventolano bandiere e celebrano con gioia e allegria la liberazione.

 

In queste manifestazioni si possono ancora trovare (ma purtroppo sempre di meno!) i partigiani. Bambini, donne e uomini camminano a fianco di questi vecchietti arzilli e fieri che hanno combattuto per permettere a tutti noi di avere una vita migliore. Non a caso le persone in strada stringono loro la mano e li applaudono per ringraziarli. È un momento molto commovente ed emozionante.

Oltre alle manifestazioni si possono seguire alcuni gruppi che vanno nei luoghi storici della città per sostituire le corone di alloro commemorative per i caduti della guerra . Non solo si possono incontrare i familiari di chi ha partecipato in prima persona alla Resistenza, ma si possono anche scoprire monumenti e luoghi dove si è scritta la storia del nostro Paese . Magari ce n’è uno vicino a casa vostra e non ve ne siete mai accorti!

Insomma, non ci resta che augurarvi un bellissimo settantesimo anniversario del 25 aprile con la canzone storica dei partigiani, Bella ciao , reinterpretata dal gruppo Modena City Ramblers : una canzone triste cantata, questa volta, con allegria. Buona festa della Liberazione a tutti!

TRATTO DA: http://www.focusjunior.it/scuola/storia/25-aprile-w-la-festa-della-liberazione


1. LABORATORIO LINGUISTICO?️ (CONVERSAZIONE)

ESERCIZIO

  1. DOPO AVERE LETTO IL TESTO ANNOTTA TUTTE LE PAROLE E LE ESPRESSIONI CHE NON CAPISCI (DISCUTERAI DI ESSE DURANTE LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE);
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: -Che cosa è successo il 25 Aprile del 1945? Perché gli italiani festeggiano questa ricorrenza?

PREPARA LA TUA PROVA DI CONVERSAZIONE

1. RICORDATI CHE QUANDO PARLI DEL PASSATO (fatti accaduti e ormai conclusi) DEVI USARE: PASSATO REMOTO o PASSATO PROSSIMO:

“Nel 1945 ci fu la guerra”

“Nel 1945 c’è stata la guerra”


?Consiglio:

Se vuoi parlare un italiano davvero eccellente, quando parli di fatti storici, usa il passato remoto.


2. CHE COSA è SUCCESSO?

A QUESTA DOMANDA RISPONDIAMO:

-è successo che \ successe che…

“è successo che gli americani hanno invaso la Libia”

“successe che gli americani invasero la Libia”

-C’è stato \ ci fu…

“Ci fu l’invasione della Libia da parte degli americani”

“Nel 1914 c’è stata l’invasione della Libia da parte degli americani”


2. ASCOLTA, PRATICA…

“Esecuzioni, torture, stupri Le crudeltà dei partigiani

La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega…”

VOCABOLARIO

 

EFFERATEZZE: particolare ferocia, crudeltà, violenza dura, violenza atroce

“Siamo stanchi delle efferatezze che tutti i giorni dobbiamo subire”

A CONTI FATTI: considerando tutti i fatti accaduti

“A conti fatti mi resi conto che avevo sbagliato”

ECCESSI: quantità eccessiva

“C’è un eccesso di potere, dobbiamo fermarlo”

ABERRAZIONI: deviazione da un principio costituito, da una norma, dalla normalità

“è un uomo capace di qualsiasi aberrazione”

NEGARE: dichiarare che un fatto non è vero

“Hanno negato di essere stati violenti”

BUGIARDA \o \ i \ e: qualcuno che non dice la verità, una persona che dice menzogne, una persona che dice bugie

“I politici sono tutti bugiardi”


3. LABORATORIO LINGUISTICO ?️ (CONVERSAZIONE)

PREPARATI PER LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE

ESERCIZIO 

  1. DOPO AVER ASCOLTATO BENE IL PODCAST, PREPARA UNA LISTA DI TUTTE LE PAROLE E DI TUTTE LE ESPRESSIONI CHE PER TE SONO NUOVE E DELLE QUALI NON SAI IL SIGNIFICATO (PARLERAI DI ESSERE CON LA TUA INSEGNANTE DURANTE IL VOSTRO PROSSIMO INCONTRO).
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: “Di che cosa si parla nel podcast?” – “Quali sono gli aspetti negativi della resistenza?”

PER PARLARE…

Per preparare la tua presentazione puoi usare queste espressioni:

Il podcast parla di…

Nel podcast si parla di…

Esempi:

Il podcast parla di cucina vegetariana;

Nel podcast di oggi si parla di cucina vegetariana.


Quando dobbiamo dire di che cosa si parla precisamente e quando dobbiamo dire qual è l’argomento (aspetto, fatto) più importante:

METTERE IN LUCE

“Nel podcast di oggi si mettono in luce gli aspetti negativa della lotta partigiana”

METTERE L’ACCENTO SU

“Nel podcast di oggi si mette l’accento sugli aspetti negativa della lotta partigiana”

EVIDENZIARE

“Nel podcast di oggi si evidenziano gli aspetti negativa della lotta partigiana”

EMERGERE

“Nel podcast di oggi emergono gli aspetti negativa della lotta partigiana”


 

LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
Libero
 
Quotidiani di Partito
L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
Quotidiani Locali
Gazzetta di Mantova
Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
il mattino (di Bolzano e provincia)
Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
Notizie Comuni-Italiani.it
Torre Annunziata Notizie
Pompei Notizie

Quotidiani specializzati e Agenzie

 
Quotidiani Economici
ItaliaOggi
Il Sole 24 ORE
Milano Finanza
Affari Italiani
Il Denaro
 
Quotidiani Sportivi
Gazzetta dello Sport
Corriere dello Sport – Stadio
Agenzie di Stampa
l’Ansa
AdnKronos 99
AGI
AGO Agenzia Giornalistica Online
 
Teletext
RAI Televideo

 

 
Notizie Regionali (da Comuni-Italiani.it)
Abruzzo Basilicata Calabria
Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia
Lazio Liguria Lombardia
Marche Molise Piemonte
Puglia Sardegna Sicilia
Toscana Trentino-Alto Adige Umbria
Valle d’Aosta Veneto

Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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IL VERBO PARLARE: PARLARE A – PARLARE CON – PARLARE – PARLARE DI – PARLARE PER

Parlare

io parlo

tu parli

lui parla

lei parla

noi parliamo

voi parlate

loro parlano


PALARE + A + QUALCUNO

parlare alla folla

parlare agli studenti

parlare al pubblico


PALARE + CON + QUALCUNO

io parlo con Gianni

noi parliamo con voi

loro parlano con noi

io parlo con te

 CON ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + articolo + LINGUA

io parlo l’italiano

tu parli il francese

noi parliamo il polacco

Parlare l’italiano ⇒ possiamo dire anche ⇒ “parlare italiano”, senza l’articolo.


PALARE + DI + QUALCUNO

io parlo di Gianni

tu parli di Valeria

noi parliamo di te

 DI ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + PER + QUALCUNO

significa⇒ io parlo da parte di Mario \ io riferisco le parole di Mario

io parlo per te

io parlo per Mario

PER ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + DI + QUALCOSA\qualcuno + CON + QUALCUNO

Ho parlato di te con Giulio

Abbiamo parlato del viaggio con Francesca

hanno parlato del lavoro con Stefania


PALARE + A + QUALCUNO + DI + QUALCUNO\QUALCOSA

ho parlato a Paolo del nostro lavoro

hanno parlato al direttore del nuovo progetto

abbiamo parlato a Stefania del nostro viaggio

DI o DEL – DELLA – DELL’ – DELLO – DEI – DEGLI – DELLE?

Usiamo DI davanti ai pronomi e ai nomi propri di persona e davanti ai nomi di famiglia maschili\femminili singolari:

-ho parlato di te

-ho parlato di Paolo

Usiamo DEL – DELLO – DELL’ davanti ai sostantivi maschili singolari che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia maschili singolari:

  • ho parlato DEL viaggio = IL VIAGGIO
  • abbiamo parlato DEL libro = IL LIBRO

Usiamo DELLA davanti ai sostantivi femminili singolari che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia femminili singolari:

  • abbiamo parlato DELLA vacanza

Usiamo DEI \ DEGLI davanti ai sostantivi maschili plurali che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia maschili plurali:

  • abbiamo parlato DEGLI zii di Francesca
  • avete parlato DEGLI studenti

Usiamo DELLE  davanti ai sostantivi femminili plurali che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia femminili plurali:

  • avete parlato DELLE vacanze

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PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO

Ciao!

Benvenuto! In this lesson we are going to learn about Direct Object Pronouns in Italian. Ready? Let’s do it!


What is a direct object?

A direct object is the direct recipient of the action of a verb. Let me explain that with some more examples.

  • I invite the girl. Whom do I invite? → The girl.
  • She reads the book. What does he read? →  The book.

The nouns girl and books are both direct objects because they answer the question what? or whom?

When you study verbs in Italian, you may often see a note about whether a verb is transitive or intransitive. While there is a lot to know about those verbs, I want you to simply note that verbs that take a direct object are called transitive verbs.


Verbs that do not take a direct object (she walks, I sleep) are intransitive.

As we saw in our first example, direct object pronouns exist because they replace direct object nouns.

  • I invite the girl ⇒ I invite them.
  • He reads the book ⇒ He reads it.

I pronomi diretti

SINGULAR PLURAL
mi me ci us
ti you (informal) vi you (informal)
La you (formal m. and f.) Li you (form., m.)
Le you (form., f.)
lo him, it li them (m. and f.)
la her, it le them (f.)

Where do direct object pronouns go?

A direct object pronoun is placed immediately before a conjugated verb.

  • Se vedo le ragazze, le invito. – If I see the girls, I’ll invite them.
  • Compra la frutta e la mangia. – He buys the fruit and eats it.

In a negative sentence, the word non must come before the object pronoun:

  • Non la mangia. – He doesn’t eat it.
  • Perchè non li inviti? – Why don’t you invite them?

The object pronoun can also be attached to the end of an infinitive, but note that the final –e of the infinitive is dropped.

  • È importante studiarli ogni giorno. – It is important to study it every day.
  • È una buona idea invitarli. It’s a good idea to invite them.

Ascolta e leggi

“Mia madre”

DIZIONARIO DI LINGUA ITALIANA

Mia madre è una donna meravigliosa. Lei fa tutto per me. Fin da quando ero piccola mi ha sempre coccolata con le sue amorevoli cure. Adesso che sono grande, sono io che mi prendo cura di lei. La mattina preparo il caffè, apparecchio la tavola e preparo la colazione per lei. Ultimamente la vedo stanca, allora la coccolo, la aiuto nelle faccende di casa, la porto a passeggiare per la città, soprattutto durante il fine settimana. Lei è molto contenta di questo mio atteggiamento e mi ringrazia sempre.


Pratichiamo!

Welcome to your PRONOME DIRETTO

Name Email
Conosci il fratello di Maria? Sì,             conosco.
Vuoi un caffè? Sì,         voglio.
Hai comprato le mele? No, non         ho comprate, non ho fatto in tempo.
Avete visto il film di Francesco? No, non        abbiamo visto.
Usi i mezzi di trasporto pubblici per andare al lavoro? No, non        uso mai, preferisco usare la macchina.
Cucini le patate? No, non         cucino, cucino le carote.
Hanno pranzato con noi, poi sono andate via e non         abbiamo più viste.

 

L’ALFABETO E LA PRONUNCIA

LE VOCALI

 

LE CONSONANTI

1

X, J, Y, W = SONO LETTERE STRANIERE


SUONI SPECIALI

Pratichiamo!

Welcome to your L'ALFABETO

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Choose the words ⇒ same sound
Choose the words ⇒ same sound
Choose the words ⇒ same sound
Choose the words ⇒ ending in A
Choose the words ⇒ ending in E
Choose the words ⇒ ending in O
Choose the words ⇒ ending by O
Choose the words ⇒ word with "ch"
Choose the words ⇒ word with "gh"
Choose the words ⇒ word with "gn"


 

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