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IL COLLOQUIO DI LAVORO IN ITALIANO

CIAO!

 

 

IL COLLOQUIO DI LAVORO

da L'ITALIANO A CASA TUA

LEGGI IL TESTO

La fatidica data del colloquio sta per arrivare, sei agitato vero? Tranquillo, è più che normale!

Anzi è una cosa positiva, significa che stai prendendo molto seriamente quest’opportunità. Beh, certo, se inizi ad avere i sudori freddi e le vertigini dovresti rilassarti un pochino!! Su, fai un bel respiro. Scoprirai che riuscire ad affrontare al meglio un colloquio è molto più facile di quello che pensi.
Un colloquio di lavoro è un invito da parte di un potenziale datore di lavoro che è interessato a conoscere e valutare un candidato, sia sul fronte personale che professionale. I colloqui di lavoro non sono mai identici al 100%, ma hanno comunque alcune caratteristiche in comune: conoscendole, aumenterai le probabilità di non sbagliare e diventerai un vero esperto su come affrontare un colloquio.
Chi conduce l’intervista si basa spesso su quanto è scritto nel tuo curriculum vitae ed in sede di colloquio potrebbe essere molto utile portarlo con te aggiornato con tutti i dettagli più recenti.
Per partire col piede giusto arriva lievemente in anticipo (cinque o dieci minuti prima) piuttosto che in ritardo, ed evita di farti accompagnare da amici o parenti.

In sala d’attesa

Una volta arrivato sul luogo del colloquio, spegni il cellulare e prenditi qualche minuto per guardarti intorno, al fine di cogliere alcune informazioni sull’azienda e metterti a proprio agio. Già la sala d’aspetto (un ingresso, un ufficio, la sala relax) in cui si attende il responsabile che condurrà il colloquio è uno spazio utile per cogliere dettagli inerenti l’azienda, scorgere futuri potenziali colleghi, carpire lo stile del posto di lavoro .Ricordati di maturare consapevolezza sul tuo modo di stare seduto, e se ci sono riviste da sfogliare, meglio preferire quelle professionali e di settore.

L’incontro con il selezionatore

Presentarsi al selezionatore con una stretta di mano decisa (non troppo forte) garantirà un buon primo impatto. Quindi è fondamentale cercare di non innervosirsi, rimanere composti e non agitare troppo le mani mentre si parla, evitando di giocherellare con i capelli, gli accessori o la cancelleria, e mantenendo lo sguardo di chi è di fronte. Se ti trovi di fronte a più persone, cerca di guardare durante il colloquio un po’ tutti, e di mantenere sempre una postura corretta, non accasciata, evitando braccia conserte e mani nelle tasche.
Il momento del colloquio di lavoro è naturalmente fonte di stress, e di ciò i selezionatori sono pienamente consapevoli. Anche per loro, tuttavia, la situazione non è semplice: hanno il compito di cogliere quanti più dettagli possibili inerenti il candidato in poco tempo, individuando la risorsa migliore per una posizione, spesso tra centinaia e centinaia di candidature, con il rischio di inserire in azienda una risorsa non completamente idonea per un determinato ruolo.

Come rispondere alle domande del colloquio

La prima domanda è molto spesso quella che invita a parlare di se stessi, per questo un buon consiglio è preparare una presentazione di tre minuti, con i dettagli della propria carriera, i collegamenti tra le varie posizioni ricoperte, i periodi e percorsi formativi. La persona con cui stai parlando vorrà conoscere anche altri tuoi aspetti più personali: da dove vieni, i tuoi interessi e le tue migliori qualità.
Esercitarsi sulle domande può aiutare ad essere più sicuri quando verranno realmente poste: “Che cosa sa fare bene?”, “Quali sono i suoi punti deboli?”, “Che traguardi ha raggiunto?”, “Perché dovremmo scegliere lei?”. 
È possibile che capitino domande fatte apposta per valutare la capacità del candidato di gestire le difficoltà quindi non bisogna andare nel panico e mostrare capacità di ragionamento anche se non si possiede la risposta corretta (spesso non c’è). Altro comportamento corretto  e valutato positivamente dal recruiter è quello di porre domande pertinenti sul lavoro in questione e l’azienda (nel primo colloquio è sempre preferibile evitare riferimenti alla paga se non direttamente interrogati dal recuiter).

PROMEMORIA

  1. Indossa un abbigliamento sobrio;
  2. Sii te stesso;
  3. Raccogli informazioni sull’azienda;
  4. Autostima senza esagerare;
  5. Fai domande intelligenti;

+ italiano: verità e bugia

Ciao!

In questa lezione arricchiamo il nostro vocabolario: verità e bugie


Laboratorio linguistico…

  • DIRE LE BUGIE PER CATTIVERIA
  • DIRE LE BUGIE
  • INVENTARE LE BUGIE
  • INCASTRARE QUALCUNO
  • INFANGARE QUALCUNO
  • ESSERE ARRABBIATO
  • NON ESSERE IN BUONE MANI
  • BRUTTA REPUTAZIONE \ BRUTTA FAMA
  • ESSERE IL COLPEVOLE
  • ESSERE INNOCENTE

 


 

+ italiano: che cosa mi racconti?

IL CIUCCIO

IL BIBERON

IL PANNOLINO

IL PUPO \ IL NEONATO

ESSERE INCINTA

LA CARROZZINA

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+ italiano: dolce o salato

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare due aggettivi: zuccherato e salato


Zuccherato e salato

ZUCCHERARE = mettere lo zucchero

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: ZUCCHERATO

AVERE ZUCCHERATO

-Abbiamo zuccherato il tuo caffè

ZUCCHERATO = AGGETTIVO ⇒ con zucchero

SALARE = mettere il sale

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: SALATO

-Ho salato la pasta

SALATO = con sale

AUSILIARE: ESSERE

essere salato, essere zuccherato

AMARO = senza zucchero

DOLCE = con zucchero

AUSILIARE: ESSERE

essere dolce, essere amaro

INSIPIDO = senza sapore

-Questa salsa è insipida

NON SAPERE DI NIENTE = non ha sapore

-Questa salsa non sa di niente

METTERE ZUCCHERO, SALE

AGGIUNGERE ZUCCHERO, SALE

A PIACERE = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-A piacere!

QUANTO BASTA = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-Quanto basta.

ESSERE TROPPO DOLCE = quando in un dolce c’è troppo zucchero

-Questa torna non mi piace, è troppo dolce

ESSERE TROPPO SALATO = quando in un piatto o in un alimento c’è troppo sale

-Questa pizza è immangiabile, è troppo salata

 


Lo zucchero è veleno per il nostro organismo

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

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ESPRESSIONI

  • MANGIARE DOLCE

-Io mangio dolce, mi piacciono tantissimo i dolci

  • MANGIARE SALATO

-Mia figlia mangia salato, dovresti vedere quanto sale mette nella pasta, immangiabile per me

  • PREFERIRE IL DOLCE

-Preferiamo i cibi dolci

  • PREFERIRE IL SALATO

-Mio marito non mangia mai dolci, preferisce il salato


PRATICHIAMO!

E TU? CHE COSA PREFERISCI? MANGI DOLCE O SALATO?

Scrivi un testo di almeno 80 parole, invialo alla tua insegnante per la correzione

 

 

+ viaggi: viaggio di nozze a Verona

 


DESTINATARIO: xxviaggi@italia.it

OGGETTO: preventivo per viaggio di nozze

Buongiorno,

Le scrivo in merito al pacchetto viaggio VIAGGIO DI NOZZE A VERONA, pubblicato sul vostro sito oggi.

Avrei bisogno di sapere il prezzo definitivo e tutte le informazioni sull’offerta.

 

Il mio futuro sposo e io vorremmo partire per il nostro viaggio di nozze il 27 novembre e fare un soggiorno a Verona di 9 giorni (rientro a Roma il giorno 6 di dicembre.

 

Vorremmo viaggiare in aereo, avere un albergo a 5 stelle situato in centro (anche pagando qualcosa in più), compreso di colazione.

Vorrei un itinerario dettagliato dei posti da visitare.

Aspetto una sua risposta

Cordialmente

Paola Rossi


DESTINATARIO: paolarossixx@xx-it

RISPOSTA: re: preventivo per viaggio di nozze

Gentilissima Paola,

Sono lieta di leggere la sua email, accogliere le sue richieste e rispondere.

Lei e il suo futuro marito non potevate scegliere meta migliore per il vostro primo viaggio da coniugi.

Verona è la città dell’amore, dell’arte e della storia.

 

Per quanto riguarda il soggiorno, abbiamo trovato una suite in un albergo a 5 stelle proprio a 50 metri dalla casa di Romeo e Giulietta.

Il costo della stanza per notte è di 250,00 euro compresa la colazione.

Dal terrazzo della Vostra suite potete vedere il famosissimo balcone di Giulietta.

Per quanto riguarda l’itinerario c’è l’imbarazzo della scelta, ma per voi ho scelto un itinerario tranquillo e diurno (se doveste avere necessità diverse da quelle che vi propongo, non esitate a contattarmi).

ITINERARIO

L’Arena di Verona

L’Anfiteatro Romano, meglio conosciuto con il nome di “Arena”, è, insieme a Romeo e Giulietta, il simbolo che rende famosa Verona in tutto il mondo e la prima cosa che i turisti scelgono di vedere appena messo piede in città.

Probabilmente costruita intorno al I secolo, l’Arena, come tutti gli anfiteatri,ospitava gli spettacoli dei gladiatori. Era il quarto anfiteatro dopo il Colosseo di Roma, quello di Capua e quello di Milano con una struttura solida ed imponente con l’esterno rivestito di mattoni e pietra veronese che creano uno scintillante effetto cromatico. All’interno, con il movimento concentrico delle gradinate, incute negli spettatori un singolare effetto di maestosità. Prende il nome dalla “rena”, la sabbia che si trova nella parte centrale su cui si svolgevano gli spettacoli. Poteva ospitare fino a 30.000 spettatori lasciando ampio spazio di movimento a chi si esibiva. Grandioso palcoscenico di importanti rappresentazioni musicali, l’Arena continua a preservare la sua millenaria funzione, anche se con spettacoli meno cruenti!

La Casa di Romeo e Giulietta a Verona

Verona è il teatro dove si è consumata la tragica vicenda amorosa di Romeo e Giulietta, resa immortale dalla penna di William Shakespeare, situata in un edificio del XIII secolo situato nel centro storico. Una splendida facciata ricoperta di mattoni con un portale in stile gotico conduce i visitatori verso l’interno: nel cortile è visibile una statua in bronzo di Giulietta ed il celeberrimo balcone che ha visto nascere l’amore tra i due giovani. La casa di Giulietta è una tappa obbligata, anche se molto turistica, di chi vuole scoprire i luoghi che ispirarono la storia d’amore per eccellenza. Che crediate o meno alla leggenda, resta una delle cose da vedere assolutamente a Verona. Meno fortuna ha la Casa di Romeo, oggi abitazione privata, a poco distanza dalle Arche Scaligere (punto 8). Sulla facciata gotica un’iscrizione recita “Oh! Dov’è Romeo?… Taci, ho perduto me stesso: io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove” (Atto 1, scena 1). La Tomba di Giulietta si trova in un antico convento di frati Cappuccini del XIII secolo in Via del Pontiere, 35. Visitabile da martedì a domenica 8,30-19,30 -lunedì 13,30-19,30. Biglietto intero € 4.50
.

Chiesa di San Zeno Maggiore a Verona

La leggenda narra che durante l’inondazione dell’Adige nel 589, l’acqua si bloccò sulla soglia di questa Chiesa sorta sul luogo di sepoltura del Vescovo Zeno. San Zeno, di origine africana, fu l’ottavo vescovo di Verona (362-380 circa) e convertì la città al cristianesimo.

La Chiesa di San Zeno Maggiore è uno dei più grandi esempi dell’architettura romanica in Italia e l’attuale aspetto pare risalga al XII secolo. Oltre a custodire il corpo del Santo, la Chiesa è ricca di sculture e pitture dal XII al XVI secolo, tra queste un’attenzione particolare va alla Pala di San Zeno di Andrea Mantegna, primo esempio di “sacra conversazione” con al centro la Madonna col Bambino. Da sinistra si riconoscono San Pietro con le chiavi, San Paolo con la spada, San Giovanni evangelista con la veste rosata, San Zeno in abiti vescovili, San Benedetto col saio monacale, San Lorenzo con la graticola, San Gregorio Magno vestito da papa  e San Giovanni Battista con la tipica veste da eremita nel deserto. Si intuisce che si tratta di una conversazione perché la direzione e i gesti danno l’impressione che i santi stiano parlando tra di loro
.

Piazza delle Erbe a Verona

Un colorato mercato di frutta e verdura con la sua schiera di ombrelloni, circondato da edifici e monumenti storici è la caratteristica principale di Piazza delle Erbe: la piazza più antica di Verona, dove gli edifici medievali, pian piano, hanno preso il posto di quelli romani.

È il luogo dove meglio si può cogliere il lato più popolare e vivace della città, senza rinunciare all’aspetto culturale della vostra vacanza. Durante il mercato, il sabato e la domenica, è il salotto della città, dove i veronesi si incontrano per far la spesa o per il rito dell’aperitivo serale. Sulla piazza affacciano il Palazzo del Comune, la Torre dei Lamberti, la Casa dei Giudici e le case dei Mazzanti. Sul lato più piccolo c’è il barocco Palazzo Maffei impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo. Bellissima la Casa dei Mercanti (o Domus Mercatorum), dove oggi ha sede la Banca Popolare di Verona. Nella piazza c’è la fontana denominata “Madonna Verona” che si contende l’attenzione con il Capitello, detto anche Tribuna ed erroneamente Berlina. Esisteva già nel XIII secolo, quando sotto di esso sedevano i podestà per la cerimonia dell’insediamento e o i pretori prima del loro insediamento
.

 I Ponti di Verona

Il fiume Adige attraversa e taglia in due Verona: i ponti, quindi, hanno svolto da sempre una funzione essenziale per la città. Oggi ce ne sono 7 che hanno condiviso il destino di essere stati distrutti dai nazisti in ritirata e poi ricostruiti negli anni successivi.
Il più vecchio di tutti è il Ponte di Pietra, di epoca romana che ancora oggi collega il Teatro Romano con il centro cittadino. Per fortuna i blocchi di pietra e i mattoni, proiettati nel letto del fiume dall’esplosione furono recuperati e usati per ricostruire il ponte in modo molto fedele all’originale. L’altro ponte rappresentativo è quello Scaligero, proprio di fronte al Castelvecchio. Costruito nella seconda metà del XIV secolo con 3 arcate disuguali, subì lo stesso destino del Ponte di Pietra e come questo ricostruito nel 1951 con le pietre e i mattoni originali recuperati sul fondo dell’Adige.

Piazza dei Signori e Arche Scaligere a Verona

Il potere amministrativo di Verona si è sempre concentrato in questa bella piazza circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate.

Al centro della piazza colpisce subito la grande statua di Dante che a Verona trovò rifugio subito dopo l’esilio da Firenze. Si entra in piazza dall’Arco della Costa e subito ci si trova a sinistra la facciata della Domus Nova. Proseguendo in senso orario si incontra la Loggia del Consiglio e il Palazzo degli Scaligeri, Signori di Verona dal 1260 al 1387. Segue il Palazzo del Capitanio con la torre angolare che domina la piazza, collegato da un arco al Palazzo della Ragione. Dall’arco si accede al cortile del Mercato Vecchio con la splendida Scala della Ragione. Dalla Torre dei Lamberti si ammira uno splendido panorama sulla piazza e sui tetti di Verona. Quasi in una piazzetta a parte si trova la Chiesa di Santa Maria Antica nel cui cortile si innalzano le Arche Scaligere. Il suggestivo complesso funerario è uno straordinario esempio dell’architettura gotica in Italia. Le Arche furono edificate per ospitare le spoglie di alcuni rappresentanti della famiglia dei della Scala. Spiccano per monumentalità e decorazioni quelle di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio.

Piazza Brà a Verona

Piazza Brà è una delle più grandi piazze d’Europa, dominata dalla sagoma dell’Arena e impreziosita da alcuni palazzi storici. La piazza prende il nome dal termine tedesco breit,che significa largo.

In Piazza Brà c’è il liston, il lastricato in marmo rosa della Valpolicella, lo stesso usato per costruire l’Anfiteatro romano. Sul liston i veronesi amano incontrarsi, passeggiare e chiacchierare, prima di sedersi ai tavolini dei bar per un caffè o un aperitivo. Una tradizione che viene da lontano perché già Goethe, nel suo saggio Viaggio in Italia, scriveva “..sul lastricato largo della Bra’ camminava una moltitudine di gente”. Oltre all’Arena, sulla piazza affacciano Palazzo della Gran Guardia sede di mostre ed eventi e Palazzo Barbieri sede del Municipio.

Castelvecchio a Verona

Cangrande II della Scala volle la costruzione dei Castelvecchio per assicurasi una fortezza contro i pericoli esterni che potevano arrivare dal ponte, ma anche contro possibili sollevamenti della popolazione in seguito alle lotte interne alla famiglia Scaligera.

Il Ponte Scaligero a cui è collegato, infatti, proiettava il Castello al di là del fiume assicurando una via di fuga verso la campagna. Come il ponte, anche il Castello ha vissuto fortune alterne. Dopo la caduta degli Scaligeri fu usato dai veneziani come deposito d’armi per poi diventare caserma durante il dominio francese e quello austriaco. Il restauro del 1926 rimosse gli elementi militari e inserì richiami tardogotici e rinascimentali. Castelvecchio ha due nuclei: in quello di destra ci sono il cortile maggiore e la piazza d’armi; in quello di sinistra la reggia scaligera dove abitavano i signori con un cortile più stretto e una doppia cinta muraria. Al centro, l’alta Torre del Mastio  da cui si accede al Ponte Scaligero sull’Adige. Oggi ospita un museo con opere di arte medievale, rinascimentale e moderna. Il Museo non è molto grande ma ci sono almeno 20 capolavori: tra questi la Sacra Famiglia di Mantegna, il Fanciullo con con Pupazzo di Caroto, il Ritratto femminile di Rubens, La Madonna della quaglie attribuita al Pisanello, San Girolamo penitente del Bellini e molti altri. (Tutte queste opere, rubate dal Museo il 21 novembre 2015, sono state ritrovate ma non ancora esposte).

Spero che le informazioni inviatevi siano esaustive

resto in attesa di una vostra risposta

Cordiali saluti

X.X.


 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

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+ ITALIANO: PRENDERE APPUNTI

Per quante ore al giorno o alla settimana dobbiamo studiare per diventare fluenti in italiano? Alla fine è possibile diventare fluenti? O è solo un miraggio? Qui di seguito ti spiego che cosa devi fare per diventare fluente, imparare a piccoli passi per raggiungere un buon livello, sfruttando e organizzando il tuo tempo libero al meglio.

 

Non riuscirai a metabolizzare niente se cercherai di memorizzare troppe nozioni in una sola volta.

è importante imparare una nozione alla volta e ripeterla nel tempo.

Rendi il tuo apprendimento dinamico, NON STUDIARE, meglio PRATICARE.

+ ITALIANO: ESPRIMERE CONTRARIETÀ

 

PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ IN ITALIANO USIAMO LE SEGUENTI ESPRESSIONI:

  • NON ESSERE D’ACCORDO + CON + …

Non sono d’accordo con te

Non siamo d’accordo con la vostra decisione

  • NON ANDARE D’ACCORDO= in avere intesa, non essere in sintonia, non essere affiatato con qualcuno

Mio marito e io andiamo molto d’accordo

  • NON CONCORDARE

Non concordo con la vostra opinione

  • ESSERE CONTRARIO

Io sono contraria a quanto avete detto

  • ESSERE DI OPINIONE OPPOSTA

Mio marito e io siamo dell’opinione opposta

  • PENSARLA DIVERSAMENTE

Io non la penso diversamente (io ho un pensiero diverso dal tuo)

  • PENSARLA IN MANIERA DIVERSA

Io la penso in maniera diversa

 

 

 

 

E tu che cosa pensi?

sono d’accordo                                  non sono d’accordo

Sono d’accordo con…                                                                   Non sono d’accordo con…

 

 

 

 

+ ITALIANO: LA MIA ESPERIENZA PIÙ BELLA IN LINGUA ITALIANA

 

LEGGI IL TESTO

LETTERA A UNO STUDENTE

Caro studente straniero,

sono la tua insegnante di lingua italiana, ti scrivo questa lettera perché voglio chiarire alcune cose che mi pare non siano molto chiare.

L’Italia è un paese dove non si mangia solo la pizza ma anche la pasta, il pesce, la carne, il formaggio e si bevono tantissimi vini, non solo il prosecco.

L’italiano è una lingua meravigliosa, con milioni di vocaboli, modi di dire, verbi idiomatici e tanti modi verbali, non solo il presente dell’indicativo.

Il condizionale e il congiuntivo sono due modi verbali fantastici che ti permettono di esprimere dubbi, incertezze, sogni e desideri.

I verbi leggere e capire hanno una pronuncia un po’ bizzarra (secondo il tuo modo di vedere le cose), ma sono proprio le pronunce bizzarre che ti permetteranno di abituarti ai suoni della lingua italiana.

La lingua italiana è bellissima, musicale, amabile, una lingua che ti fa sognare, ma attenzione alla sua grammatica, molto ricca e capricciosa, spesso ti farà impazzire.

Non ci vorranno milioni di anni e milioni di libri per imparare questa lingua gioiosa e romantica, ma solo la tua volontà e la tua determinazione… ricorda che volere è potere.

Non ti preoccupare se le prime volte ti sentirai bloccato, stressato, frustrato, imbarazzato.

Probabilmente le prime volte che parlerai con gli altri ti sentirai osservato, non ti sentirai a tuo agio, ma piano piano passerà.

La mia prima volta con l’inglese è stata un vero disastro. Ricordo di aver balbettato per tutto il tempo, mi sentivo osservata, imbarazzante, poi finalmente l’insegnante mi disse: “No problem, it’s normal”. Questa frase di conforto mi ha dato speranza per continuare a credere in me stessa e raggiungere il mio obiettivo e parlare l’inglese very well 😉

La Tua Professoressa <3


LABORATORIO DI ASCOLTO

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + DA + VERBO

è stata un’esperienza da dimenticare

è stata un’esperienza da ricordare

è stata un’esperienza da ripetere

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + AGGETTIVO

è stata un’esperienza orribile

è stata un’esperienza fantastica

è stata un’esperienza difficile

+ italiano: non ho tempo

LEGGI E ASCOLTA IL PODCAST

“Scusa ma non ho tempo…”

 

“Vorrei andare in Italia”, “vorrei fare sport”, “vorrei imparare l’italiano”, “vorrei rilassarmi”, “vorrei leggere un bel libro”… vorrei, vorrei, vorrei, ma non ho tempo.

Non ho tempo per imparare, non ho tempo per viaggiare, non ho tempo per rilassarmi… in generale non abbiamo mai tempo per niente.

Mentre consumiamo la nostra colazione rispondiamo ai messaggi che abbiamo ricevuto su whatsapp, controlliamo le notifiche facebook, leggiamo il giornale e contemporaneamente parliamo con i nostri figli, pensiamo a che cosa prepareremo per pranzo.

Le nostre menti non riposano mai, noi non riposiamo mai e la nostra vita passa. Viviamo per portare a termine un miliardo di doveri, i doveri di lavoratori, di madri, di padri, di studenti, di figli.

Quante volte avresti voluto il tempo per seguire un  corso d’italiano, fare sport, leggere e hai detto: “vorrei ma non posso”, oppure “scusa ma non ho tempo…non ho tempo per andare al bar, non ho il tempo per chiacchierare…per fare una passeggiata”.

E’ sempre una corsa, non abbiamo mai tempo se non per il DOVERE: Casa, famiglia e lavoro.
Siamo talmente tanto presi per tutto il “resto” che ci siamo dimenticati di “noi stessi”. Siamo travolti dagli eventi che ormai abbiamo persino smesso di ascoltare le nostre EMOZIONI.

Dobbiamo renderci conto che oggi ci siamo e domani “NON SI SA”.

Dobbiamo trovare il tempo per realizzare i nostri sogni, soddisfare noi stessi e non solo gli altri.


Espressioni utili…

AVERE  TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (O PRONOME)

-Hai tempo per aiutarmi?

-Abbiamo tempo per finire questo lavoro.

-Hai tempo per me?

NON AVERE TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (PRONOME)

-Non ho tempo per aiutarti;

-Non abbiamo tempo per finire questo lavoro;

-Non ho tempo per te.

SFRUTTARE IL TEMPO

-Dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione.

RISPARMIARE TEMPO

-Usciremo di casa mezz’ora prima per risparmiare un po’ di tempo.

ESSERE + TEMPO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-è tempo di studiare.

GESTIRE IL TEMPO

-Non riesco più a gestire il mio tempo.

PERDERE TEMPO \ IL TEMPO

-Ho studiato per tanti anni ma non ho imparato niente, ho perso il mio tempo.

BUTTARE VIA IL TEMPO \ SPRECARE IL TEMPO

-Abbiamo lavorato per due ore senza concludere niente, abbiamo buttato via il tempo.


MODI DI DIRE CON LA PAROLA TEMPO

A tempo perso
  •  Nei ritagli di tempo, nei momenti liberi da altri impegni, riferito in genere ad attività collaterali a quella principale oppure a passatempi o divertimenti vari: 

A tempo perso studio un po’ d’italiano.

 Ai tempi di Noè
  • In tempi remotissimi, come quelli in cui visse Noè, il patriarca al quale secondo la Bibbia Dio impose di costruire l’Arca per salvare le specie viventi dal Diluvio Universale:

è da tanto tempo ormai che non vedo Paolo, l’ultima volta l’ho visto ai tempi di Noè.

Ammazzare il tempo 
  • Dedicarsi a un passatempo, tenersi occupati per allontanare la noia; trovare qualcosa da fare in attesa di un dato avvenimento. Dedicarsi a un’attività qualsiasi, di solito banale o inutile, soltanto per non annoiarsi durante un’attesa o simili.
  •  Ingannare il tempo; ammazzare la noia:

Abbiamo aspettato per più di due ore prima di parlare con il professore, per ammazzare il tempo abbiamo parlato un po’.

Aver tempo da vendere
  •  Non avere fretta, disporre di molto tempo, tanto che ne avanzerebbe anche per venderlo ad altri:

-I giovani hanno tempo da vendere.

Avere i tempi impiccati
  • Avere un tempo ridottissimo per fare qualcosa:

-Oggi ho i tempi impiccati, non so se potrò venire a trovarti.

Nei ritagli di tempo
  • Nel tempo libero, in quello che avanza dopo aver svolto le proprie normali e doverose attività; nei momenti liberi o di pausa tra un lavoro e l’altro. Sottintende che questo tempo sia poco, come se fosse letteralmente ritagliato da un pezzo di tessuto:

Nei ritagli di tempo mangio qualcosa.

Stringere i tempi
  • Affrettarsi, cercare di ridurre il tempo che si impiega per fare qualcosa:

-Cerca di finire il lavoro entro oggi, stringi i tempi.

Tempi bui
  •  Epoche barbare, tempi lontani e soprattutto non ancora illuminati dalla luce della civiltà, in cui la vita era dura, violenta, difficile. Fino a non molto tempo fa, la cultura ufficiale riservava questa definizione ai secoli del Medio Evo.
  •  Epoche buie; tempi oscuri; epoche oscure:

Per il lavoro sono tempi bui, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempi duri
  •  Periodo di crisi, sfortunato, penoso, irto di difficoltà. Vale per una persona, per un gruppo sociale, una situazione, un’azienda, una nazione, un’ideologia e altro:

Per il lavoro sono tempi duri, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempo da lupi
  •  Tempo bruttissimo, tempestoso, burrascoso, freddissimo, con pioggia o neve, che si ritiene adatto soltanto ai lupi che vivono in un ambiente simile:

La nostra vacanza è stata pessima, c’era un tempo da lupi.

 


 PRATICHIAMO!

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+ cultura: il 25 aprile

Il 25 aprile

LEGGI IL TESTO

Il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo, giorno che viene festeggiato ogni anno in tutta Italia con eventi, concerti e manifestazioni. Una festa per ricordare un passato orribile terminato 72 anni fa.

l 25 aprile 1945 segna la vittoria della Resistenza Italiana sui nazifascisti . Quel giorno la città di Milano, sede del comando partigiano, insorge e prende il sopravvento sui fascisti. Anche Torino viene liberata. Ormai la maggior parte d’Italia è liberata e la guerra è sta per finire. Il 28 aprile Mussolini verrà catturato e giustiziato.

I tedeschi si arrenderanno l’8 maggio, mentre i giapponesi lo faranno il 2 settembre di quello stesso anno.

La Resistenza, insieme agli Alleati, ha combattuto a lungo per sconfiggere i fascisti e i nazisti: persone di tutte le estrazioni sociali e di varie vedute politiche si sono unite per ribellarsi alla dittatura. La loro lotta si è tradotta in una vera e propria guerra civile che da una parte vedeva gli italiani fascisti e dall’altra gli antifascisti.

Chi combatteva nella Resistenza era un partigiano: i partigiani non erano un esercito vero e proprio, ma erano civili che si armavano come potevano e si riunivano in gruppi per attaccare in ogni modo il nemico. Le loro azioni si affiancavano a quelle consistenti degli eserciti alleati e uniti riuscirono a vincere.

 

I partigiani e tutte le parti che si opponevano ai nazifascisti (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici) erano riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale . Dopo la guerra, questo Comitato partecipò attivamente alla nascita della Repubblica.

 Grazie alla lotta unita fra tutti gli oppositori al fascismo, si è riusciti a ribaltare la dittatura e a porre le basi per uno stato democratico. Le radici della Repubblica Italiana sono da rintracciare proprio nella Resistenza: l’Assemblea Costituente (l’assemblea che scrisse la nostra Costituzione) fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell’antifascismo.

Ogni anno è importante festeggiare la libertà e la democrazia conquistate in quella giornata . Un modo molto bello di festeggiare è andare nei cortei che manifestano nelle varie città italiane. In strada le persone cantano, sventolano bandiere e celebrano con gioia e allegria la liberazione.

 

In queste manifestazioni si possono ancora trovare (ma purtroppo sempre di meno!) i partigiani. Bambini, donne e uomini camminano a fianco di questi vecchietti arzilli e fieri che hanno combattuto per permettere a tutti noi di avere una vita migliore. Non a caso le persone in strada stringono loro la mano e li applaudono per ringraziarli. È un momento molto commovente ed emozionante.

Oltre alle manifestazioni si possono seguire alcuni gruppi che vanno nei luoghi storici della città per sostituire le corone di alloro commemorative per i caduti della guerra . Non solo si possono incontrare i familiari di chi ha partecipato in prima persona alla Resistenza, ma si possono anche scoprire monumenti e luoghi dove si è scritta la storia del nostro Paese . Magari ce n’è uno vicino a casa vostra e non ve ne siete mai accorti!

Insomma, non ci resta che augurarvi un bellissimo settantesimo anniversario del 25 aprile con la canzone storica dei partigiani, Bella ciao , reinterpretata dal gruppo Modena City Ramblers : una canzone triste cantata, questa volta, con allegria. Buona festa della Liberazione a tutti!

TRATTO DA: http://www.focusjunior.it/scuola/storia/25-aprile-w-la-festa-della-liberazione


1. LABORATORIO LINGUISTICO?️ (CONVERSAZIONE)

ESERCIZIO

  1. DOPO AVERE LETTO IL TESTO ANNOTTA TUTTE LE PAROLE E LE ESPRESSIONI CHE NON CAPISCI (DISCUTERAI DI ESSE DURANTE LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE);
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: -Che cosa è successo il 25 Aprile del 1945? Perché gli italiani festeggiano questa ricorrenza?

PREPARA LA TUA PROVA DI CONVERSAZIONE

1. RICORDATI CHE QUANDO PARLI DEL PASSATO (fatti accaduti e ormai conclusi) DEVI USARE: PASSATO REMOTO o PASSATO PROSSIMO:

“Nel 1945 ci fu la guerra”

“Nel 1945 c’è stata la guerra”


?Consiglio:

Se vuoi parlare un italiano davvero eccellente, quando parli di fatti storici, usa il passato remoto.


2. CHE COSA è SUCCESSO?

A QUESTA DOMANDA RISPONDIAMO:

-è successo che \ successe che…

“è successo che gli americani hanno invaso la Libia”

“successe che gli americani invasero la Libia”

-C’è stato \ ci fu…

“Ci fu l’invasione della Libia da parte degli americani”

“Nel 1914 c’è stata l’invasione della Libia da parte degli americani”


2. ASCOLTA, PRATICA…

“Esecuzioni, torture, stupri Le crudeltà dei partigiani

La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega…”

VOCABOLARIO

 

EFFERATEZZE: particolare ferocia, crudeltà, violenza dura, violenza atroce

“Siamo stanchi delle efferatezze che tutti i giorni dobbiamo subire”

A CONTI FATTI: considerando tutti i fatti accaduti

“A conti fatti mi resi conto che avevo sbagliato”

ECCESSI: quantità eccessiva

“C’è un eccesso di potere, dobbiamo fermarlo”

ABERRAZIONI: deviazione da un principio costituito, da una norma, dalla normalità

“è un uomo capace di qualsiasi aberrazione”

NEGARE: dichiarare che un fatto non è vero

“Hanno negato di essere stati violenti”

BUGIARDA \o \ i \ e: qualcuno che non dice la verità, una persona che dice menzogne, una persona che dice bugie

“I politici sono tutti bugiardi”


3. LABORATORIO LINGUISTICO ?️ (CONVERSAZIONE)

PREPARATI PER LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE

ESERCIZIO 

  1. DOPO AVER ASCOLTATO BENE IL PODCAST, PREPARA UNA LISTA DI TUTTE LE PAROLE E DI TUTTE LE ESPRESSIONI CHE PER TE SONO NUOVE E DELLE QUALI NON SAI IL SIGNIFICATO (PARLERAI DI ESSERE CON LA TUA INSEGNANTE DURANTE IL VOSTRO PROSSIMO INCONTRO).
  2. PREPARA UNA PRESENTAZIONE ORALE RISPONDENDO A QUESTE DOMANDE: “Di che cosa si parla nel podcast?” – “Quali sono gli aspetti negativi della resistenza?”

PER PARLARE…

Per preparare la tua presentazione puoi usare queste espressioni:

Il podcast parla di…

Nel podcast si parla di…

Esempi:

Il podcast parla di cucina vegetariana;

Nel podcast di oggi si parla di cucina vegetariana.


Quando dobbiamo dire di che cosa si parla precisamente e quando dobbiamo dire qual è l’argomento (aspetto, fatto) più importante:

METTERE IN LUCE

“Nel podcast di oggi si mettono in luce gli aspetti negativa della lotta partigiana”

METTERE L’ACCENTO SU

“Nel podcast di oggi si mette l’accento sugli aspetti negativa della lotta partigiana”

EVIDENZIARE

“Nel podcast di oggi si evidenziano gli aspetti negativa della lotta partigiana”

EMERGERE

“Nel podcast di oggi emergono gli aspetti negativa della lotta partigiana”


 

PODCAST: notizie meteo

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ASCOLTA IL PODCAST

 

 

TEMPERATURE IN RIALZO

Le temperature aumenteranno

MASSIME FINO A

Indica la temperatura

MITEZZA

Il tempo è mite

ALTA PRESSIONE\ BASSA PRESSIONE

Riguarda sempre la temperatura

ESPANDERE

Va ad aumentare, qualcosa che aumenta

 

DIZIONARIO METEOROLOGICO

Albedo: indice della capacità di una superficie di riflettere la radiazione solare.

Altitudine: altezza di un luogo rispetto al livello del mare.

Altocumuli: nubi medie che si presentano generalmente in banchi o in distese, di colore bianco o grigio.

Altostrati: nubi medie che coprono totalmente o parzialmente il cielo, in maniera uniforme. Sono di colore grigio-azzurrognolo.

Anemometro: strumento impiegato per misurare la velocità del vento.

Anticiclone: area di alta pressione. E’ generalmente caratterizzata da bel tempo in quanto foriera di correnti d’aria discendenti che allontanano le nubi esistenti e impediscono nuove formazioni.

Aria: miscuglio naturale di gas, principalmente azoto e ossigeno con piccole concentrazioni di argo, Biossido di carbonio e vapore acqueo. L’aria contiene in genere anche pollini e polvere.

Atmosfera: involucro gassoso che circonda la Terra. Il suo spessore è di circa 1.000 chilometri, ma la sua fascia superiore, estremamente rarefatta, si estende fino a oltre 30.000 chilometri di altezza.

Atmosfera (unità di misura): vecchia ma ancora oggi molto usata unità di misura della pressione. Un’atmosfera è la pressione esercitata al suolo da una colonna di mercurio alta 760 millimetri quando è posta al livello del mare.

Aurora: fenomeno luminoso che si innesca negli strati alti dell’atmosfera. E’ tipico delle zone polari.

Australe (emisfero): immaginando di tagliare in due la Terra lungo l’equatore, si chiama emisfero australe quello che comprende il polo sud e il continente australiano.

Avvezione: propagazione del calore nell’aria tramite correnti orizzontali.

Barografo: strumento impiegato per registrare su carta il valore della pressione atmosferica misurato per periodi continuati.

Barometro: strumento per la misurazione della pressione atmosferica.

Beaufort: scala di classificazione dei venti basata sulla loro forza e sugli effetti indotti dal loro spirare. Prende il nome del suo ideatore, l’ammiraglio inglese sir Francis Beaufort, che la mise a punto nel 1805. Nel tempo è stata resa scientificamente più esatta abbinando a ogni suo grado precisi valori di velocità del vento.

Boreale (emisfero): Immaginando di tagliare in due la Terra lungo l’equatore si chiama emisfero boreale quello che comprende il polo nord.

Brina: rivestimento di cristalli di ghiaccio prodottosi per congelamento sulle superficie delle goccioline di rugiada.

Bufera: tempesta di neve con venti che hanno una velocità media di almeno 50 km/h.

Caligine: massa di polveri e fumi che rendono l’aria torbida.

Calore: forma di energia creata dall’agitazione molecolare della materia.

Caloria (cal): unità di misura della quantità di calore. Una caloria è la quantità di calore che deve essere ceduta a un grammo d’acqua distillata per portare la sua temperatura da 14,5 a 15,5 gradi centigradi.

Carta sinottica: mappa che descrive le condizioni del tempo di una particolare località in un determinato intervallo di tempo.

Celsius: scala della temperatura ottenuta dividendo in 100 parti l’intervallo di temperature comprese fra il punto di fusione del ghiaccio (0 gradi) e quello di ebollizione dell’acqua (100 gradi). La scala fu ideata nel 1742 dal fisico svedese Anders Celsius.

Ciclone: area di bassa pressione. E’ generalmente caratterizzata da brutto tempo in quanto foriera di correnti d’aria ascendente che creano una situazione di instabilità.

Cirri: nubi alte e isolate. Sono costituite da cristalli di ghiaccio, di colore bianco e di struttura fibrosa.

Cirrostrati: nubi alte costituite da cristalli di ghiaccio. Appaiono come piccoli globi bianchi.

Clima: unione delle condizioni atmosferiche medie che nell’arco di 30 anni caratterizzano un’area della superficie terrestre.

Climatologia: scienza che studia il clima e il suo andamento nel tempo.

Condensazione: passaggio dell’acqua dallo stato di vapore a quello liquido.

Conduzione: propagazione di calore causata dallo scontro di particelle più eccitate con altre meno eccitate.

Continentalità: tendenza, propria delle regioni interne dei continenti, di avere differenze di temperatura più marcate rispetto alle regioni costiere.

Convezione: propagazione del calore per correnti verticali. E’ tipica dei fluidi. Le parti calde del fluido poste nelle zone più basse tendono a salire portando così il calore verso le zone sommitali. Le parti più fredde del fluido invece tendono a scendere dirigendosi verso la fonte di calore che le riscalda. Di fatto si creano due movimenti contrapposti che prendono il nome di movimenti convettivi.

Coordinate geografiche: sistema di localizzazione usato per determinare la posizione di un punto sulla superficie terrestre basandosi sulla latitudine e sulla longitudine.

Forza di Coriolis: forza centrifuga causata dalla rotazione terrestre. Fu spiegata per la prima volta dal fisico francese Gaspard Gustave Coriolis.

Cumuli: nubi di tipo isolato o a sviluppo verticale. Sono dense, con contorni ben definiti, una base quasi sempre orizzontale e uno sviluppo verticale accentuato.

Cumulonembi: nubi di tipo isolato o a sviluppo verticale. Sono simili ai cumuli, ma molto più grossi e con una caratteristica forma a incudine. Sono le uniche nubi in grado di creare il fenomeno dei fulmini.

Densità: rapporto tra la massa di un corpo e il suo volume.

Elettrometeora: Fenomeno atmosferico visibile e udibile indotto dalla presenza di grosse cariche elettriche nell’aria. Tipiche elettrometeore sono i fulmini e i relativi tuoni.

Energia: grandezza che misura la capacità di un sistema fisico di produrre lavoro. Esistono svariate forme di energia che si riassumono generalmente in cinque grandi classi: meccanica, chimica, termica, elettrica, nucleare.

Esosfera: fascia gassosa che separa l’atmosfera dagli spazi esterni. Si colloca a circa 800 chilometri di distanza dalla Terra.

Fahrenheit: scala della temperatura ottenuta dividendo in 180 parti l’intervallo di temperature comprese fra il punto di fusione del ghiaccio (32 gradi Fahrenheit) e quello di ebollizione dell’acqua (212 gradi Farhenheit). Fu ideata nel 1709 dal fisico tedesco Gabriel Daniel Farhenheit.

Fronte: linea di scontro fra due masse d’aria che hanno caratteristiche fisiche diverse.

Fulmine: scarica elettrica di alta densità che si produce tra una nuvola e il suolo o tra una nuvola e un’altra nuvola.

Gradiente adiabatico: variazione graduale della temperatura dell’aria (un grado ogni cento metri di altezza) realizzata il condizioni di scarsa umidità e senza miscelazione tra aria fredda e aria calda.

Gradiente termico verticale: progressiva diminuzione della temperatura a mano a mano che ci si allontana dal suolo. La diminuzione standard è di circa 6, 5 gradi ogni 1.000 metri di quota.

Instabilità: situazione che si realizza quando il gradiente termico dell’aria è superiore al gradiente adiabatico. Di fatto accade che in queste condizioni la differenza di temperatura esistente fra una massa d’aria in movimento e la massa d’aria circostante crescerà continuamente innescando una spinta verso l’alto sempre più energica nella massa d’aria in questione.

Inversione termica: situazione che si realizza quando, contrariamente alle norme, la temperatura dell’aria cresce con la quota invece di diminuire. Si verifica, per esempio, quando il suolo raffredda gli strati più bassi dell’aria posti immediatamente sopra di lui per irraggiamento, ma a causa di un assenza del vento non si raffreddano anche gli strati superiori. Si ha inversione termica anche quando una massa di aria calda si sposta una massa di aria fredda.

Ionosfera: la fascia dell’atmosfera che si estende sopra i 60 chilometri di altezza. Qui sono presenti particelle ionizzate che permettono la riflessione delle onde radio elettriche.

Irraggiamento: modo di propagazione del calore tramite onde elettromagnetiche infrarosse. E’ il sistema con cui il calore si propaga nello spazio.

Isobara: linea immaginaria che unisce tutti i punti che in una medesima regione terrestre hanno la medesima pressione atmosferica.

Isobara (trasformazione): trasformazione termodinamica che avviene a pressione costante.

Kelvin: scala di temperatura assoluta. I gradi della scala Kelvin sono uguali ai gradi della scala Celsius ma risultano traslati di un valore pari a 273,16. Quindi lo 0 della scala Kelvin è lo 0 assoluto, temperatura teorica impossibile da raggiungere, mentre lo 0 della scala Celsius equivarrà nella scala Kelvin a una temperatura di 273,16. Fu definita dal fisico e matematico inglese Thomas Kelvin.

Latitudine: distanza angolare fra un punto della superficie terrestre e l’equatore. Si misura in gradi. A seconda dell’emisfero si distingue in latitudine “nord” o “sud”.

Linee di flusso: linee utilizzate in alcune carte per segnalare il flusso dei venti.

Livello del mare: livello raggiunto in condizioni normali dall’alta marea, usato come riferimento per la misurazione dell’altitudine o della profondità.

Longitudine: distanza angolare fra un punto della superficie terrestre e il meridiano fondamentale, quello che passa per Greenwich, vicino a Londra. A seconda che si trovi a est o a ovest del meridiano fondamentale la longitudine di divide in “est” o “ovest”.

Massa d’aria: porzione dell’atmosfera caratterizzata da umidità e temperatura uniformi.

Mesosfera: parte dell’atmosfera che si estende tra i 40 e gli 80 chilometri dei altezza rispetto alla superficie terrestre.

Meteorologo: chi si occupa dell’osservazione e dello studio del tempo e dei fenomeni atmosferici.

Millibar (mbar): unità di misura della pressione atmosferica. Corrisponde alla millesima parte del bar, unità di base che con buona approssimazione coincide con l’atmosfera

Monsoni: venti periodici che stagionalmente invertono la direzione, determinando l’alternarsi di stagioni asciutte e stagioni umide in India e nella maggior parte dell’Asia sudorientale.

Nebbia: addensamento di goccioline d’acqua presso la superficie terrestre che riduce la visibilità al di sotto dei 1000 m.

Neve: precipitazione atmosferica costituita da cristalli di ghiaccio che si originano nelle nubi per condensazione e si uniscono tra loro formando fiocchi.

Nembostrati: nubi di colore grigio e di notevole spessore. Si presentano in genere come uno strato basso di grande estensione. Non hanno forme definite e i margini sono frastagliati.

Nube: massa di goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio formatasi nella bassa atmosfera per condensazione del vapore acqueo.

Ozono: molecola formata da tre atomi di ossigeno. A circa 25 chilometri di distanza dalla Terra costituisce uno strato che circonda completamente il nostro pianeta e che ci protegge dai raggi ultravioletti.

Pascal: unità di misura adottata dal sistema internazionale per la misurazione della pressione. Equivale alla pressione esercitata dalla forza di Newton quando agisce su una superficie di un metro quadrato.

Piogge orografiche: precipitazioni piovose legate al raffreddamento di masse d’aria umide costrette a salire verso l’alto lungo il versante di una montagna.

Pioggia: precipitazione atmosferica costituita da gocce d’acqua formatesi per condensazione delle nubi.

Pioviggine: pioggia rada con gocce d’acqua di 0,2-0,5 mm.

Precipitazione: passaggio dell’acqua dall’atmosfera al suolo in forma di pioggia, neve, grandine.

Pressione: rapporto fra una forza e la superficie su cui si esercita. La pressione atmosferica è la pressione che la stessa atmosferica esercita sulla Terra. Secondo il sistema internazionale si misura in Pascal, ma più frequentemente viene espressa in millibar o in atmosfere.

Psicometro: strumento utilizzato per misurare l’umidità relativa.

Punto di rugiada: temperatura alla quale il vapore acqueo presente nell’aria, dopo essersi raffreddato a pressione costante, condensa. In genere ciò avviene in prossimità del suolo. In altitudine lo stesso parametro prende il nome di “punto di condensazione”.

Radiazione solare: insieme delle onde elettromagnetiche (visibili e non visibili) emesse dal sole.

Rifrazione: deviazione dei raggi luminosi rispetto alla traiettoria originaria per il passaggio ad un mezzo all’altro (ad esempio dall’aria all’acqua).

Rugiada: goccioline d’acqua che si formano per la condensazione del vapore acqueo sulle superficie fredde.

Saccatura: area di bassa pressione che forma una rientranza in una zona di alta pressione.

Siccità: periodo prolungato senza pioggia o con precipitazioni al di sotto della media stagionale.

Saturazione: situazione che si crea quando il vapore acque contenuto nell’aria raggiunge il suo valore massimo in funzione della temperatura.

Smog: nebbia inquinata che caratterizza le città ed è spesso associata al fenomeno dell’inversione termica. Per effetto della radiazione solare può trasformarsi in smog fotochimico.

Solstizio: momento dell’anno in cui il Sole è direttamente perpendicolare al di sopra del Tropico del Cancro (solstizio d’estate) e del Tropico del Capricorno (solstizio d’inverno).

Sottovento: versante di una montagna o zona di un’isola situata dalla parte opposta a quella da cui soffia il vento

Stabilità: situazione che si crea quando il gradiente barico termico dell’aria è minore del gradiente adiabatico. In tal caso le masse d’aria che si sollevano dal suolo a causa del riscaldamento terrestre non sono spinte verso l’alto in maniera progressiva e costante ma arrivano a stallare e quindi a ripiegare verso il basso.

Strati: nuvole basse che hanno l’aspetto di una nebbia in quota e danno al cielo un aspetto grigiastro e uniforme.

Stratocumuli: nuvole basse che si presentano come grossi ammassi scuri, di forma tondeggiante. Ricoprono interamente il cielo strettamente vicini gli uni agli altri.

Stratosfera: parte dell’atmosfera ubicata fra i 17-20 e i 50 chilometri di altezza. Si trova subito sopra la troposfera.

Sublimazione: termine chimico che indica il passaggio diretto di un fluido dallo stato solido allo stato gassoso, senza il passaggio allo stato liquido. In meteorologia viene utilizzato anche per identificare il processo contrario, cioè, la trasformazione in ghiaccio del vapore acqueo.

Temperatura: livello termico di un corpo o di un fluido. A livello molecolare la temperatura è la grandezza direttamente proporzionale all’energia cinetica della molecola del corpo in questione.

Termica: sorta di “bolla d’aria” invisibile all’occhio, caratterizzata da una temperatura più alta rispetto all’aria circostante. Tende quindi a salire verso l’alto.

Termosfera: strato dell’atmosfera posto al di sopra della mesosfera.

Tifone: vedi uragano

Tornado: tempesta d’aria caratterizzata dalla formazione di un vortice che può svilupparsi da una nube temporalesca fini al suolo. Noto anche come tromba d’aria, può svilupparsi anche sul mare.

Tropici: area compresa tra le linee immaginarie del Tropico del Cancro e del Tropico del Capricorno, poste rispettivamente a 23°27′ di latitudine Nord e Sud rispetto all’equatore.

Troposfera: zona dell’atmosfera che si estende dal livello del mare fino a 12-15 chilometri di altezza e che si caratterizza per la diminuzione di temperatura a mano a mano che ci si allontana dal suolo. All’interno della troposfera avvengono i fenomeni meteorologici a eccezione delle aurore e di altri fenomeni luminosi che hanno a che fare con le zone più alte.

Tsunami: onda gigantesca e devastante che si forma per effetto di eruzioni vulcaniche o terremoti sottomarini.

Tuono: forte boato provocato dal riscaldamento improvviso dell’aria quando innescato dal passaggio di un fulmine. Le onde d’urto sono udibili fino ad una distanza di 17-20 chilometri.

Turbolenza: movimento irregolare dell’aria causato da ostacoli o da differenze di temperature tra i vari strati dell’aria stessa.

Umidità: quantità d’acqua presente nell’aria sotto forma di vapore. Si misura con l’igrometro o lo psicometro e può essere “assoluta”, se indica i grammi di vapore presenti in un metro cubo d’aria, o “relativa”, se si riferisce al rapporto tra il peso del vapore acqueo contenuto in una determinata porzione d’aria e quello che in teoria la stessa porzione potrebbe acquisire senza saturarsi nelle stesse condizioni di temperature e pressione.

Uragano: tempesta tropicale caratterizzata da venti con velocità di oltre 118 Km/h. Nota anche come tifone o ciclone.

Vento: spostamento orizzontale di masse d’aria da aree di alta pressione a quelle di bassa pressione.


Pratichiamo!

 

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La tua stanza

 

LESSICO

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+ società: il mondo virtuale di facebook

 

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Quando pubblichi qualcosa nella tua bacheca (foto, frasi, video): -Ho condiviso la mia foto su Facebook. Quando condividi nella tua bacheca qualcosa che qualcun’altro ha condiviso: -Ho condiviso la foto di Marta. CONDIVIDERE UNO STATO Quando scrivi qualcosa nella propria bacheca:

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Chiedere l’amicizia a qualcuno:

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LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
Libero
 
Quotidiani di Partito
L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
Quotidiani Locali
Gazzetta di Mantova
Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
il mattino (di Bolzano e provincia)
Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
Notizie Comuni-Italiani.it
Torre Annunziata Notizie
Pompei Notizie

Quotidiani specializzati e Agenzie

 
Quotidiani Economici
ItaliaOggi
Il Sole 24 ORE
Milano Finanza
Affari Italiani
Il Denaro
 
Quotidiani Sportivi
Gazzetta dello Sport
Corriere dello Sport – Stadio
Agenzie di Stampa
l’Ansa
AdnKronos 99
AGI
AGO Agenzia Giornalistica Online
 
Teletext
RAI Televideo

 

 
Notizie Regionali (da Comuni-Italiani.it)
Abruzzo Basilicata Calabria
Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia
Lazio Liguria Lombardia
Marche Molise Piemonte
Puglia Sardegna Sicilia
Toscana Trentino-Alto Adige Umbria
Valle d’Aosta Veneto

Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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IL VERBO PARLARE: PARLARE A – PARLARE CON – PARLARE – PARLARE DI – PARLARE PER

Parlare

io parlo

tu parli

lui parla

lei parla

noi parliamo

voi parlate

loro parlano


PALARE + A + QUALCUNO

parlare alla folla

parlare agli studenti

parlare al pubblico


PALARE + CON + QUALCUNO

io parlo con Gianni

noi parliamo con voi

loro parlano con noi

io parlo con te

 CON ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + articolo + LINGUA

io parlo l’italiano

tu parli il francese

noi parliamo il polacco

Parlare l’italiano ⇒ possiamo dire anche ⇒ “parlare italiano”, senza l’articolo.


PALARE + DI + QUALCUNO

io parlo di Gianni

tu parli di Valeria

noi parliamo di te

 DI ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + PER + QUALCUNO

significa⇒ io parlo da parte di Mario \ io riferisco le parole di Mario

io parlo per te

io parlo per Mario

PER ⇒ ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO – mai usare: io, tu.


PALARE + DI + QUALCOSA\qualcuno + CON + QUALCUNO

Ho parlato di te con Giulio

Abbiamo parlato del viaggio con Francesca

hanno parlato del lavoro con Stefania


PALARE + A + QUALCUNO + DI + QUALCUNO\QUALCOSA

ho parlato a Paolo del nostro lavoro

hanno parlato al direttore del nuovo progetto

abbiamo parlato a Stefania del nostro viaggio

DI o DEL – DELLA – DELL’ – DELLO – DEI – DEGLI – DELLE?

Usiamo DI davanti ai pronomi e ai nomi propri di persona e davanti ai nomi di famiglia maschili\femminili singolari:

-ho parlato di te

-ho parlato di Paolo

Usiamo DEL – DELLO – DELL’ davanti ai sostantivi maschili singolari che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia maschili singolari:

  • ho parlato DEL viaggio = IL VIAGGIO
  • abbiamo parlato DEL libro = IL LIBRO

Usiamo DELLA davanti ai sostantivi femminili singolari che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia femminili singolari:

  • abbiamo parlato DELLA vacanza

Usiamo DEI \ DEGLI davanti ai sostantivi maschili plurali che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia maschili plurali:

  • abbiamo parlato DEGLI zii di Francesca
  • avete parlato DEGLI studenti

Usiamo DELLE  davanti ai sostantivi femminili plurali che hanno l’articolo e davanti ai nomi di famiglia femminili plurali:

  • avete parlato DELLE vacanze

PlayPlay

IL VERBO ANDARE: ANDARE A – ANDARE IN – ANDARE DA – ANDARE CON

IL VERBO Andare

Io vado

tu vai

lui va

lei va

noi andiamo

voi andate

loro vanno


ANDARE  A + nome di città

io vado a Roma

io vado a Venezia

io vado a Madrid

ANDARE IN + nome di paese

io vado in Giappone

io vado in Italia

io vado in Russia

ANDARE DA + nome di persona

tu vai da Paolo

tu vai da lui

tu vai da Francesca

ANDARE CON + nome di persona

io vado in Italian con Luigi

io vado in Francia con Paolo

io vado a Roma con Valeria


 

ANDARE, ANDARE, ANDARE…

andare a casa

andare a scuola

andare al mare

andare al centro della piazza

al centro del lago c’è una barca

mettere la palla al centro (calcio)

andare all’università

andare all’ufficio postale (andare alle poste)

andare all’aeroporto

andare al porto

andare al parco

andare al lavoro

andare alla fermata dell’autobus

andare in centro

andare in ufficio

andare in montagna

andare in pizzeria

andare in giardino

andare in discoteca

andare in giro

andare dal dottore


Andare + a + verbo all’infinito

andare a correre

andare a studiare

andare a mangiare

andare a lavorare

andare a dormire

andare a fare un viaggio

andare a fare la spesa

andare a ballare


LEGGI IL SEGUENTE TESTO

“Una giornata speciale”

Marco è un ragazzo molto attivo. Lui ha 32 anni, è sposato, pratica sport e lavora in banca. Tutti i giorni si alza molto presto, va in cucina e prepara la colazione per tutta la famiglia. Quando ha finito di preparare la colazione va in camera da letto per svegliare sua moglie e in camera dei bambini per svegliare i bambini. Quando tutti sono svegli vanno in cucina e fanno colazione tutti insieme. Marco si alza, va in bagno e si prepara. Quando è pronto va davanti alla porta, saluta sua moglie e i suoi figli e va di corsa in macchina, inserisce la chiave, parte e va al lavoro. Quando arriva al lavoro parcheggia la sua macchina nel suo parcheggio, si ferma in edicola per prendere il solito giornale ed entra in ufficio. Generalmente Marco inizia subito a lavorare. Oggi è una giornata speciale perché Marco deve organizzare la vacanza per sé e la sua famiglia. Appena arrivato in ufficio sfoglia il giornale per leggere qualche notizia, poi prendere il telefono per chiamare l’agenzia di viaggi.

-Buongiorno Maria, sono Marco.

-Salve Marco, allora, avete deciso? mare o montagna?

-Sì, alla fine abbiamo deciso. I bambini avrebbero voluto fare una vacanza un po’ particolare…

-Tipo?

-Andare al mare, in montagna, alle terme, in Sardegna, in Sicilia, a Roma… (ridono tutti e due)

-I bambini sono davvero curiosi…

-E sì, sono davvero curiosi, poi invece ho parlato con mia moglie che è stata convinta fin da subito: Voglio andare in montagna, anzi, meglio andare al mare così i bambini si divertono e prendiamo un po’ di sole. O forse è meglio andare a Roma così andiamo a trovare zia Sara…

Pensa che ha continuato a stilare l’elenco per altri venti minuti… (ridono).

-Mammamia! Organizzare una vacanza per quattro è davvero difficile.

-Difficile ma non impossibile, infatti alla fine abbiamo fatto dei bigliettini con le mete più importanti e abbiamo sorteggiato…andiamo in Sardegna…

-Fantastico!

-Organizza la nostra vacanza e poi mandami i preventivi via mail, così decidiamo… buon lavoro!

-Perfetto, grazie, ci sentiamo dopo.


 

Pratichiamo!

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LEZIONE 6: I GIORNI DELLA SETTIMANA

The days of the weeks 

I giorni della settimana

lunedì—Monday

martedì—Tuesday

mercoledì—Wednesday

giovedì—Thursday

venerdì—Friday

sabato—Saturday

domenica—Sunday

The days of the week (i giorni della settimana) are not capitalized in Italian. The week begins with Monday.

*Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì are masculine and singular, in plural not change.

Il lunedì (singular) – i lunedì (plural)

Il martedì (singular) – i martedì (plural)

*Sabato is masculine singular/plural → sabato (singular) sabati (plural).

*Domenica is femal singular/plural → domenica (singular) domeniche (plural).


  • What day is it? Che giorno è?
  • What day is it today? Che giorno è oggi?
  • Today is Monday. Oggi è lunedì.

*In Italian we use the verb essere (to be) to ask  What day is it? and to say what day it is.


  • Day before yesterday – avantieri
  • Yestarday – ieri
  • Today – oggi
  • Tomorrow – domani
  • The day after tomorrow – dopodomani

 

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO

Ciao!

Benvenuto! In this lesson we are going to learn about Direct Object Pronouns in Italian. Ready? Let’s do it!


What is a direct object?

A direct object is the direct recipient of the action of a verb. Let me explain that with some more examples.

  • I invite the girl. Whom do I invite? → The girl.
  • She reads the book. What does he read? →  The book.

The nouns girl and books are both direct objects because they answer the question what? or whom?

When you study verbs in Italian, you may often see a note about whether a verb is transitive or intransitive. While there is a lot to know about those verbs, I want you to simply note that verbs that take a direct object are called transitive verbs.


Verbs that do not take a direct object (she walks, I sleep) are intransitive.

As we saw in our first example, direct object pronouns exist because they replace direct object nouns.

  • I invite the girl ⇒ I invite them.
  • He reads the book ⇒ He reads it.

I pronomi diretti

SINGULAR PLURAL
mi me ci us
ti you (informal) vi you (informal)
La you (formal m. and f.) Li you (form., m.)
Le you (form., f.)
lo him, it li them (m. and f.)
la her, it le them (f.)

Where do direct object pronouns go?

A direct object pronoun is placed immediately before a conjugated verb.

  • Se vedo le ragazze, le invito. – If I see the girls, I’ll invite them.
  • Compra la frutta e la mangia. – He buys the fruit and eats it.

In a negative sentence, the word non must come before the object pronoun:

  • Non la mangia. – He doesn’t eat it.
  • Perchè non li inviti? – Why don’t you invite them?

The object pronoun can also be attached to the end of an infinitive, but note that the final –e of the infinitive is dropped.

  • È importante studiarli ogni giorno. – It is important to study it every day.
  • È una buona idea invitarli. It’s a good idea to invite them.

Ascolta e leggi

“Mia madre”

DIZIONARIO DI LINGUA ITALIANA

Mia madre è una donna meravigliosa. Lei fa tutto per me. Fin da quando ero piccola mi ha sempre coccolata con le sue amorevoli cure. Adesso che sono grande, sono io che mi prendo cura di lei. La mattina preparo il caffè, apparecchio la tavola e preparo la colazione per lei. Ultimamente la vedo stanca, allora la coccolo, la aiuto nelle faccende di casa, la porto a passeggiare per la città, soprattutto durante il fine settimana. Lei è molto contenta di questo mio atteggiamento e mi ringrazia sempre.


Pratichiamo!

Welcome to your PRONOME DIRETTO

Name Email
Conosci il fratello di Maria? Sì,             conosco.
Vuoi un caffè? Sì,         voglio.
Hai comprato le mele? No, non         ho comprate, non ho fatto in tempo.
Avete visto il film di Francesco? No, non        abbiamo visto.
Usi i mezzi di trasporto pubblici per andare al lavoro? No, non        uso mai, preferisco usare la macchina.
Cucini le patate? No, non         cucino, cucino le carote.
Hanno pranzato con noi, poi sono andate via e non         abbiamo più viste.

 

L’ALFABETO E LA PRONUNCIA

LE VOCALI

 

LE CONSONANTI

1

X, J, Y, W = SONO LETTERE STRANIERE


SUONI SPECIALI

Pratichiamo!

Welcome to your L'ALFABETO

Name Business Email
Choose the words ⇒ same sound
Choose the words ⇒ same sound
Choose the words ⇒ same sound
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Choose the words ⇒ ending in E
Choose the words ⇒ ending in O
Choose the words ⇒ ending by O
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Choose the words ⇒ word with "gh"
Choose the words ⇒ word with "gn"


 

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