DICONO CHE… SI DICE CHE…


CIAO!

In questa lezione impareremo a ciò che si dice…


Esistono due espressioni molto usate che sono chiaramente impersonali:

  • Si dice che
  • Dicono che

queste due espressioni sono usate per riportare le parole di:

  • opinione pubblica
  • gente in generale
  • la società

 

  • Si dice che + congiuntivo

Si dice che i bambini piccoli debbano dormire di più rispetto agli adulti

Si dice che per ogni uomo ci siano almeno 7 donne

Si dice che mangiare troppa verdura faccia male

Si dice che gli italiani mangino solo pasta

Si dice che fare sport faccia bene alla salute

 

  • Dicono che + congiuntivo

Dicono che per imparare una lingua bisogni viaggiare

Dicono che ci sia molto freddo

Dicono che ci siano molti stranieri

Dicono che ci saranno dei nuovi corsi di italiano

Esiste anche la formula:

DICONO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Dicono di mangiare di più, per ottenere dei risultati migliori

-Dicono di leggere un libro prima di andare a dormire, in questo modo si migliorano le capacità della memoria


Le espressioni si dice che e dicono che si possono abbinare non solo al congiuntivo ma a tutti i tempi e modi verbali, dipende da che cosa vogliamo dire:

  • Si dice che mia sorella sia pazza ⇒ congiuntivo
  • Si dice che domani ci sarà molto freddo ⇒ futuro
  • Dicono che dovremmo studiare di più per ottenere dei risultati migliori ⇒ condizionale

LEGGI IL TESTO…

 

LUOGHI COMUNI…

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale. Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice che… i gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay si crede, ad esempio, che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che… i gay e le lesbiche siano tutti/e predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che i gay siano pedofili.

Un altro stereotipo sull’omosessualità, particolarmente radicato nella nostra cultura, è quello che vede l’omosessualità maschile associata alla pedofilia o alla molestia dei bambini. In questa prospettiva, le persone omosessuali sono descritte come minaccia a membri più vulnerabili della società e quindi attivano un senso di pericolo e deprecazione sociale. Le ricerche in ambito clinico hanno dimostrato che la maggior parte degli abusi sessuali verso minori è compiuto da uomini adulti, in genere familiari o conoscenti, e riguarda prevalentemente le bambine. Anche se ci sono prove documentate che l’abuso infantile non ha in sé niente a che fare con l’orientamento sessuale delle persone adulte, lo stereotipo dell’omosessuale “pedofilo” continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità.

Si dice che tutti i ballerini siano gay e tutti i gay siano ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice che… i gay e le lesbiche non possano fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma numerose ricerche (ad esempio un recente studio di ricercatori dell’Univeristà di Melbourne) sostengono che avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina.

Si dice che… i gay siano più a rischiomalattie

Un luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui i gay siano maggiormente a rischio di contrarre l’HIV.
La diffusione di malattie a trasmissione sessuale prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre è strettamente legata all’adozione di pratiche di sesso sicuro.
In altri termini, non esistono categorie a rischio ma soltanto comportamenti sessuali che possono essere più o meno rischiosi.


Pratichiamo!

SCRIVI 20 FRASI USANDO:

Si dice che, dicono che, dicono di.

Scrivi le frasi nella sezione lascia un commento, oppure inviale alla tua insegnante per la correzione.


 

+ viaggi: viaggio di nozze a Verona

 


DESTINATARIO: xxviaggi@italia.it

OGGETTO: preventivo per viaggio di nozze

Buongiorno,

Le scrivo in merito al pacchetto viaggio VIAGGIO DI NOZZE A VERONA, pubblicato sul vostro sito oggi.

Avrei bisogno di sapere il prezzo definitivo e tutte le informazioni sull’offerta.

 

Il mio futuro sposo e io vorremmo partire per il nostro viaggio di nozze il 27 novembre e fare un soggiorno a Verona di 9 giorni (rientro a Roma il giorno 6 di dicembre.

 

Vorremmo viaggiare in aereo, avere un albergo a 5 stelle situato in centro (anche pagando qualcosa in più), compreso di colazione.

Vorrei un itinerario dettagliato dei posti da visitare.

Aspetto una sua risposta

Cordialmente

Paola Rossi


DESTINATARIO: paolarossixx@xx-it

RISPOSTA: re: preventivo per viaggio di nozze

Gentilissima Paola,

Sono lieta di leggere la sua email, accogliere le sue richieste e rispondere.

Lei e il suo futuro marito non potevate scegliere meta migliore per il vostro primo viaggio da coniugi.

Verona è la città dell’amore, dell’arte e della storia.

 

Per quanto riguarda il soggiorno, abbiamo trovato una suite in un albergo a 5 stelle proprio a 50 metri dalla casa di Romeo e Giulietta.

Il costo della stanza per notte è di 250,00 euro compresa la colazione.

Dal terrazzo della Vostra suite potete vedere il famosissimo balcone di Giulietta.

Per quanto riguarda l’itinerario c’è l’imbarazzo della scelta, ma per voi ho scelto un itinerario tranquillo e diurno (se doveste avere necessità diverse da quelle che vi propongo, non esitate a contattarmi).

ITINERARIO

L’Arena di Verona

L’Anfiteatro Romano, meglio conosciuto con il nome di “Arena”, è, insieme a Romeo e Giulietta, il simbolo che rende famosa Verona in tutto il mondo e la prima cosa che i turisti scelgono di vedere appena messo piede in città.

Probabilmente costruita intorno al I secolo, l’Arena, come tutti gli anfiteatri,ospitava gli spettacoli dei gladiatori. Era il quarto anfiteatro dopo il Colosseo di Roma, quello di Capua e quello di Milano con una struttura solida ed imponente con l’esterno rivestito di mattoni e pietra veronese che creano uno scintillante effetto cromatico. All’interno, con il movimento concentrico delle gradinate, incute negli spettatori un singolare effetto di maestosità. Prende il nome dalla “rena”, la sabbia che si trova nella parte centrale su cui si svolgevano gli spettacoli. Poteva ospitare fino a 30.000 spettatori lasciando ampio spazio di movimento a chi si esibiva. Grandioso palcoscenico di importanti rappresentazioni musicali, l’Arena continua a preservare la sua millenaria funzione, anche se con spettacoli meno cruenti!

La Casa di Romeo e Giulietta a Verona

Verona è il teatro dove si è consumata la tragica vicenda amorosa di Romeo e Giulietta, resa immortale dalla penna di William Shakespeare, situata in un edificio del XIII secolo situato nel centro storico. Una splendida facciata ricoperta di mattoni con un portale in stile gotico conduce i visitatori verso l’interno: nel cortile è visibile una statua in bronzo di Giulietta ed il celeberrimo balcone che ha visto nascere l’amore tra i due giovani. La casa di Giulietta è una tappa obbligata, anche se molto turistica, di chi vuole scoprire i luoghi che ispirarono la storia d’amore per eccellenza. Che crediate o meno alla leggenda, resta una delle cose da vedere assolutamente a Verona. Meno fortuna ha la Casa di Romeo, oggi abitazione privata, a poco distanza dalle Arche Scaligere (punto 8). Sulla facciata gotica un’iscrizione recita “Oh! Dov’è Romeo?… Taci, ho perduto me stesso: io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove” (Atto 1, scena 1). La Tomba di Giulietta si trova in un antico convento di frati Cappuccini del XIII secolo in Via del Pontiere, 35. Visitabile da martedì a domenica 8,30-19,30 -lunedì 13,30-19,30. Biglietto intero € 4.50
.

Chiesa di San Zeno Maggiore a Verona

La leggenda narra che durante l’inondazione dell’Adige nel 589, l’acqua si bloccò sulla soglia di questa Chiesa sorta sul luogo di sepoltura del Vescovo Zeno. San Zeno, di origine africana, fu l’ottavo vescovo di Verona (362-380 circa) e convertì la città al cristianesimo.

La Chiesa di San Zeno Maggiore è uno dei più grandi esempi dell’architettura romanica in Italia e l’attuale aspetto pare risalga al XII secolo. Oltre a custodire il corpo del Santo, la Chiesa è ricca di sculture e pitture dal XII al XVI secolo, tra queste un’attenzione particolare va alla Pala di San Zeno di Andrea Mantegna, primo esempio di “sacra conversazione” con al centro la Madonna col Bambino. Da sinistra si riconoscono San Pietro con le chiavi, San Paolo con la spada, San Giovanni evangelista con la veste rosata, San Zeno in abiti vescovili, San Benedetto col saio monacale, San Lorenzo con la graticola, San Gregorio Magno vestito da papa  e San Giovanni Battista con la tipica veste da eremita nel deserto. Si intuisce che si tratta di una conversazione perché la direzione e i gesti danno l’impressione che i santi stiano parlando tra di loro
.

Piazza delle Erbe a Verona

Un colorato mercato di frutta e verdura con la sua schiera di ombrelloni, circondato da edifici e monumenti storici è la caratteristica principale di Piazza delle Erbe: la piazza più antica di Verona, dove gli edifici medievali, pian piano, hanno preso il posto di quelli romani.

È il luogo dove meglio si può cogliere il lato più popolare e vivace della città, senza rinunciare all’aspetto culturale della vostra vacanza. Durante il mercato, il sabato e la domenica, è il salotto della città, dove i veronesi si incontrano per far la spesa o per il rito dell’aperitivo serale. Sulla piazza affacciano il Palazzo del Comune, la Torre dei Lamberti, la Casa dei Giudici e le case dei Mazzanti. Sul lato più piccolo c’è il barocco Palazzo Maffei impreziosito da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo. Bellissima la Casa dei Mercanti (o Domus Mercatorum), dove oggi ha sede la Banca Popolare di Verona. Nella piazza c’è la fontana denominata “Madonna Verona” che si contende l’attenzione con il Capitello, detto anche Tribuna ed erroneamente Berlina. Esisteva già nel XIII secolo, quando sotto di esso sedevano i podestà per la cerimonia dell’insediamento e o i pretori prima del loro insediamento
.

 I Ponti di Verona

Il fiume Adige attraversa e taglia in due Verona: i ponti, quindi, hanno svolto da sempre una funzione essenziale per la città. Oggi ce ne sono 7 che hanno condiviso il destino di essere stati distrutti dai nazisti in ritirata e poi ricostruiti negli anni successivi.
Il più vecchio di tutti è il Ponte di Pietra, di epoca romana che ancora oggi collega il Teatro Romano con il centro cittadino. Per fortuna i blocchi di pietra e i mattoni, proiettati nel letto del fiume dall’esplosione furono recuperati e usati per ricostruire il ponte in modo molto fedele all’originale. L’altro ponte rappresentativo è quello Scaligero, proprio di fronte al Castelvecchio. Costruito nella seconda metà del XIV secolo con 3 arcate disuguali, subì lo stesso destino del Ponte di Pietra e come questo ricostruito nel 1951 con le pietre e i mattoni originali recuperati sul fondo dell’Adige.

Piazza dei Signori e Arche Scaligere a Verona

Il potere amministrativo di Verona si è sempre concentrato in questa bella piazza circondata da edifici monumentali collegati fra loro da portici e arcate.

Al centro della piazza colpisce subito la grande statua di Dante che a Verona trovò rifugio subito dopo l’esilio da Firenze. Si entra in piazza dall’Arco della Costa e subito ci si trova a sinistra la facciata della Domus Nova. Proseguendo in senso orario si incontra la Loggia del Consiglio e il Palazzo degli Scaligeri, Signori di Verona dal 1260 al 1387. Segue il Palazzo del Capitanio con la torre angolare che domina la piazza, collegato da un arco al Palazzo della Ragione. Dall’arco si accede al cortile del Mercato Vecchio con la splendida Scala della Ragione. Dalla Torre dei Lamberti si ammira uno splendido panorama sulla piazza e sui tetti di Verona. Quasi in una piazzetta a parte si trova la Chiesa di Santa Maria Antica nel cui cortile si innalzano le Arche Scaligere. Il suggestivo complesso funerario è uno straordinario esempio dell’architettura gotica in Italia. Le Arche furono edificate per ospitare le spoglie di alcuni rappresentanti della famiglia dei della Scala. Spiccano per monumentalità e decorazioni quelle di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio.

Piazza Brà a Verona

Piazza Brà è una delle più grandi piazze d’Europa, dominata dalla sagoma dell’Arena e impreziosita da alcuni palazzi storici. La piazza prende il nome dal termine tedesco breit,che significa largo.

In Piazza Brà c’è il liston, il lastricato in marmo rosa della Valpolicella, lo stesso usato per costruire l’Anfiteatro romano. Sul liston i veronesi amano incontrarsi, passeggiare e chiacchierare, prima di sedersi ai tavolini dei bar per un caffè o un aperitivo. Una tradizione che viene da lontano perché già Goethe, nel suo saggio Viaggio in Italia, scriveva “..sul lastricato largo della Bra’ camminava una moltitudine di gente”. Oltre all’Arena, sulla piazza affacciano Palazzo della Gran Guardia sede di mostre ed eventi e Palazzo Barbieri sede del Municipio.

Castelvecchio a Verona

Cangrande II della Scala volle la costruzione dei Castelvecchio per assicurasi una fortezza contro i pericoli esterni che potevano arrivare dal ponte, ma anche contro possibili sollevamenti della popolazione in seguito alle lotte interne alla famiglia Scaligera.

Il Ponte Scaligero a cui è collegato, infatti, proiettava il Castello al di là del fiume assicurando una via di fuga verso la campagna. Come il ponte, anche il Castello ha vissuto fortune alterne. Dopo la caduta degli Scaligeri fu usato dai veneziani come deposito d’armi per poi diventare caserma durante il dominio francese e quello austriaco. Il restauro del 1926 rimosse gli elementi militari e inserì richiami tardogotici e rinascimentali. Castelvecchio ha due nuclei: in quello di destra ci sono il cortile maggiore e la piazza d’armi; in quello di sinistra la reggia scaligera dove abitavano i signori con un cortile più stretto e una doppia cinta muraria. Al centro, l’alta Torre del Mastio  da cui si accede al Ponte Scaligero sull’Adige. Oggi ospita un museo con opere di arte medievale, rinascimentale e moderna. Il Museo non è molto grande ma ci sono almeno 20 capolavori: tra questi la Sacra Famiglia di Mantegna, il Fanciullo con con Pupazzo di Caroto, il Ritratto femminile di Rubens, La Madonna della quaglie attribuita al Pisanello, San Girolamo penitente del Bellini e molti altri. (Tutte queste opere, rubate dal Museo il 21 novembre 2015, sono state ritrovate ma non ancora esposte).

Spero che le informazioni inviatevi siano esaustive

resto in attesa di una vostra risposta

Cordiali saluti

X.X.


 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

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DISCORSO DIRETTO E DISCORSO INDIRETTO

CIAO!

In questa lezione impareremo:

  • discorso diretto
  • discorso indiretto

Per riferire i pensieri o parole  di qualcuno usiamo il discorso diretto, cosiddetto perché riporta direttamente le parole pronunciate. Possiamo anche usare il discorso indiretto, con il quale le stesse parole vengono invece riferite per mezzo di una frase dipendente da verbi come direriferireesclamare, ecc.

• Discorso diretto ⇒ Cristina dice a Marta: “sei molto simpatica!”

• Discorso indiretto: Cristina dice a Marta che è molto simpatica.

Come si vede negli esempi, nel primo caso vengono riportate tra virgolette le esatte parole pronunciate (o pensate), nel secondo caso la frase viene trasformata in una subordinata retta dal verbo dire o da un altro verbo dichiarativo o interrogativo (pensarechiedere, rispondere, domandare ecc.). 


Il discorso diretto non presenta nessun tipo di problema.

Con esso riferiamo le parole degli altri usando esattamente gli stessi tempi verbali del discorso originale.


Il discorso indiretto invece subisce delle trasformazioni obbligatorie:

  • Quando la frase è affermativa, nel discorso indiretto si trasforma in un’oggettiva, se è interrogativa si trasforma in un’interrogativa indiretta:

 

– Marco dice: “vado in palestra a piedi” → Marco dice che va in palestra a piedi (oggettiva introdotta da che).

– Daniela mi chiede sempre: “Marco è un bravo ragazzo?” → Daniela mi chiede sempre se Marco è un bravo ragazzo (interrogativa indiretta introdotta da se).

 

 

 

Nel passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto sono necessari alcuni cambiamenti:

• Scompaiono i due punti e le virgolette;

• Quando il verbo della reggente è al presente o al futuro non si ha alcun cambiamento nei tempi passando dal discorso diretto al discorso indiretto:

Marco dice: “sono contento” → Marco dice che è contento;

Marta dice: “me ne andai” → Marta dice che se ne andò;

Marcello dice: “avrò fame” → Marcello dice che avrà fame;

Maria dirà: “me ne vado” → Maria dirà che se ne va.

 


• Quando il verbo della reggente è al passato, la trasformazione del discorso diretto in discorso indiretto comporta un cambiamento nel verbo della proposizione dipendente:

 se il verbo della dipendente è al presente⇒ il presente diventa imperfetto:

DA PRESENTE A IMPERFETTO

Franco disse (verbo della reggente al passato): “ho fame” (verbo della dipendente al presente)→ Franco disse che aveva fame (verbo della dipendente all’imperfetto);

– se il verbo della dipendente è al futuro⇒ il futuro diventa condizionale passato:

DA FUTURO A CONDIZIONALE PASSATO

Franco disse: “tra una settima partirò” → Franco disse che tra una settimana sarebbe partito;

 se il verbo della dipendente è al passato ⇒ il passato diventa trapassato:

DA PASSATO A TRAPASSATO

Franco disse: “sono andato al cinema” → Franco disse che era andato al cinema.

• i pronomi personali e possessivi di prima e seconda persona diventano di terza persona:

ATTENZIONE!

In questo passaggio i tempi verbali non cambiano ma cambia obbligatoriamente il soggetto:

Marta dice: “me ne andrò” → Marta dice che se ne andrà ⇒ nel discorso diretto abbiamo la prima persona singolare me ne vado, nel discorso indiretto abbiamo la terza persona singolare se ne va.

Per evitare di fare errori, quando passiamo da discorso diretto al discorso indiretto dobbiamo porci questa domanda: CHI PARLA?

• le forme verbali di prima e seconda persona diventano di terza persona:

Daniela dice a Marco: “io vorrei una macchina come la tua” → Laura dice a Marta che lei vorrebbe una macchina come la sua.


Altri cambiamenti possono essere necessari nei dimostrativi e in altre espressioni che collocano le frasi nello spazio e nel tempo, per esempio:

• questo diventa → quello;

• qui diventa → lì;

• ora diventa → allora;

• oggi diventa → quel giorno;

• ieri diventa → il giorno prima;

• domani diventa → il giorno dopo.

Marco disse: “domani voglio leggere questo libro” → Marco disse che il giorno dopo voleva leggere quel libro.

Non c’è bisogno di cambiare gli indicatori temporali (ora, oggi, ieri ecc.) non è necessaria quando la frase è al presente:

Marco dice “ora voglio leggere questo libro” → Marco dice che ora vuole leggere quel libro.

 

+ ITALIANO: ESPRIMERE PENTIMENTO

CIAO!

In questa lezione impariamo ad esprimere PENTIMENTO

 


Per esprimere pentimento generalmente usiamo il verbo PENTIRSI che è un verbo riflessivo:

 

IO MI PENTO

TU TI PENTI

LUI \ LEI SI PENTE

NOI CI PENTIAMO

VOI VI PENTITE

LORO SI PENTONO

 

PARTICIPIO PASSATO: PENTITO

AUSILIARE: ESSERE ⇒ ESSERSI PENTITO

FORMA NEGATIVA: NON ESSERE PENTITO \ NON ESSERSI PENTITO


PENTIRSI + DI

-Mi pento di non essere andato a studiare in Italia

-Ci pentiamo di non averlo invitato a cena

SINONIMI DI PENTIRSI:

  • RAMMARICARSI
  • RIMPIANGERE
  • RINCRESCERSI
  • CAMBIARE IDEA, CAMBIARE PARERE, CAMBIARE OPINIONE
  • AVERE RIMPIANTI

ATTENZIONE AGLI ERRORI!

L’Insegnante legge il tema di Paolo. Paolo scrive: sono insieme ad una donna […]

Le espressioni corrette per dire che abbiamo una relazione con qualcuno sono:

STARE INSIEME A QUALCUNO

STARE CON QUALCUNO


Espressioni utili

NON MI SONO MAI PENTITO DI NIENTE

espressione che usiamo per dire che non siamo pentiti

-Non ci siamo mai pentiti di niente

SENTIRSI \ ESSERE A PERSONA MIGLIORE AL MONDO

L’UOMO MIGLIORE AL MONDO

LA DONNA MIGLIORE AL MONDO

-Sono l’uomo migliore al mondo

VANTARSI = avere un’eccessiva autostima di sé stessi e parlare eccessivamente bene di sé stessi

-Non vantarti troppo, tanto lo sappiamo chi sei

ESSERE UN’ECCEZIONE

-Noi siamo un’eccezione, non prenderci in considerazione

SOPPORTARE SITUAZIONI POCO PIACEVOLI \ DIFFICILI = quando qualcosa non va bene ma noi accettiamo comunque

-Inutile sopportare situazioni poco piacevoli

ESSERE GIUDICATO MALE = quando gli altri hanno un giudizio negativo su di noi

-Non voglio licenziarmi, non voglio essere giudicato male dai miei amici

 

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SPECIALE CI: CI + MANCARE

CI + MANCARE

CI MANCA = singolare

CI MANCANO = plurale


CI + MANCARE ha diversi significati: essere assente o essere presente in quantità scarsa o insufficiente

-Per cena prepariamo una pizza?

-No, ci manca la farina (non abbiamo la farina)

Per comprare la casa ci mancano ancora 10 mila euro


MANCARCI POCO = di fatto negativo, essere stato evitato per pochissimo:

C’è mancato poco che cadessi

-C’è mancato poco che ci scoprissero

-C’è mancato poco che arrivassimo in ritardo


Ricordati che MANCARE + CI significa anche sentire la mancanza di qualcuno:

-Ci manca molto tuo fratello (ci = è riferito a noi = A NOI MANCA MOLTO TUO FRATELLO)

 

+ ITALIANO: ESPRIMERE DESIDERIO E SPERANZA

+ ITALIANO: ESPRIMERE DESIDERIO E SPERANZA

In lingua italiana per esprimere speranza usiamo il verbo SPERARE + CHE + CONGIUNTIVO:

  • Spero che tutto vada bene
  • Speriamo che mio figlio sia promosso
  • Spera che suo marito arrivi presto

tuttavia per esprimere desiderio e speranza usiamo anche altre espressioni:

DESIDERARE + CHE + CONGIUNTIVO

Desidero che mio figlio sia promosso

DESIDERARE + NOME

Desidero un gelato

DESIDERARE + VERBO ALL’INFINITO

Mio marito e io desideriamo andare al mare

SPERARE + DI + VERBO ALL’INFINITO

Spero di arrivare presto domani

Spero di poter fare la lezione domani


Se tutto va bene…

Se Dio vuole…

Queste sono due espressioni che usiamo per esprimere speranza:

Se tutto va bene domani inizio il corso di italiano

Se Dio vuole domani mio figlio rientra dal suo viaggio in America


 

LEGGI IL TESTO

La speranza è l’ultima a morire, dicono… ma io sto iniziando a non averne più. È ormai da cinque anni che spero che la situazione cambi, ma non succede mai niente di nuovo.

Mia suocera è sempre la solita arpia, mia moglie è uguale a lei, non fanno alto che farmi dispetti, che parlare male di me, che infierire, non fanno altro che starmi addosso, non fanno altro che giudicarmi.

Quando io e mia moglie eravamo fidanzati questo non accadeva mai, tutto ha avuto inizio con il matrimonio.

Mia moglie non fa latro che giudicare negativamente quello che faccio, parlare male … inutile continuare a parlare.

Se Dio vuole fra due mesi sarò trasferito in Germania per lavoro. Sono davvero contento, almeno starò lontano da loro e magari, chi lo sa?, potrei incontrare finalmente un’altra donna e lasciarmi questo matrimonio alle spalle… spero che sia proprio così, spero che accada questo… speriamo che Dio mi assista.

 

SCRIVI 20 FRASI CON LE SEGUENTI ESPRESSIONI:

  • DESIDERARE + CHE + CONGIUNTIVO
  • DESIDERARE + NOME
  • DESIDERARE + VERBO ALL’INFINITO
  • SPERARE + DI + VERBO ALL’INFINITO

invia le frasi alla tua insegnante, riceverai la correzione.

Puoi anche scrivere le frasi qui sotto nella sezione LASCIA UN COMMENTO

12 + 10 =

+ ITALIANO: ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE

Esprimere preoccupazione

  • ESSERE PREOCCUPATA + PER + QUALCUNO \ QUALCOSA

Sono preoccupata per mio figlio, è due giorni che non risponde al telefono

  • PREOCCUPARSI \ NON PREOCCUPARSI

Non ti preoccupare per tu figlio, sta molto bene, in questo periodo non ha voglia di parlare con nessuno, ecco perché non risponde al telefono

  • DARE DA PENSARE

Il fatto che mio figlio non risponda al telefono mi dà da pensare

 

  • ESSERE IN PENSIERO PER QUALCUNO\QUALCOSA

Sono in pensiero per mio mio, non mangia da due giorno

  • AVERE PAURA

Ho paura per l’esame, speriamo che vada tutto bene

  • ESSERE SPAVENTATO \ SPAVENTARSI

Sono un po’ spaventato per l’esame, l’insegnante ha detto che sarà molto difficile

  • ESSERE ANGOSCITO

Adesso che so che lei non sta bene sono angoscito

  • CHE COSA C’è? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE NON VA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE TI PREOCCUPA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • SEI PREOCCUPATO PER QUALCUNO? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa

 

LEGGI IL TESTO

 

Buongiorno dottore,

Ho un figlio di 18 anni, da sempre in crisi con la scuola (vissuta negativamente a partire dalla primaria) ma per il resto sempre attivo, ora, dopo la morte del padre per malattia, rifiuta di andare scuola e di proseguire con gli allenamenti sportivi ai quali mai avrebbe rinunciato prima. Passa le mattinate a letto e tutto il tempo a vedere film. Tuttavia non appare depresso, nei fine settimana vede gli amici, durante la settimana vede spesso la sua ragazza, se non gli si dice nulla ride e scherza, mangia e qualche volta lava pure i piatti, un giorno ha pure ridipinto la sua stanza, ma non dà spiegazioni a nessuno e non c’è modo di smuoverlo e convincerlo a riprendere la sua vita in mano. Io sono molto preoccupata per lui, ma non so come aiutarlo. Ha più volte rifiutato l’aiuto di uno psicologo, si irrigidisce se si prova a entrare nel merito del suo comportamento e se si insiste si inferocisce ed esce di casa. La situazione perdura da mesi e le assenze da scuola sono ormai tali da aver pregiudicato l’anno scolastico. Tuttavia questa è la cosa meno importante…


Carissima, lei ha un compito difficile, stare vicina a suo figlio e cercare di capire il disagio che comunque, si sta portando dentro.

Aspettare forse è la cosa migliore, ci vorrà pazienza, ma piano piano se suo figlio riuscirà a trovare senso a ciò che è accaduto e troverà chi riesce a contenere il suo disagio e dargli forza, ne uscirà. Purtroppo, evidentemente, è ancora troppo presto.
Se vuole raccontarmi qualcosa in più sono a sua disposizione.

Lei non stia troppo in pensiero, suo figlio ha solo bisogno di tempo.
Saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE (nel tuo quaderno, nella sezione “lascia un commento” o via email, la tua insegnante le correggerà per te)

  1. C’è qualcosa che ti preoccupa in questo momento?
  2. In generale per cosa ti preoccupi? Lavoro, scuola, famiglia, salute.
  3. Racconta un episodio molto importante della tua vita che ti ha fatto stare in pensiero (almeno 50 parole)

 

+ ITALIANO: DORMIRE e ADDORMENTARSI

ESPRESSIONI UTILI

 

  • DORMIRE = essere in stato di sonno

mio figlio dorme tutta la notte

  • ANDARE A DORMIRE = mettersi a letto, andare a letto

in generale vado a dormire alle 11 di notte

  • AVERE DORMITO = passato prossimo di DORMIRE

Ieri ho dormito tutta la notte

  • ADDORMENTARSI = cominciare a dormire

Generalmente vado a dormire alle 9, ma mi addormento alle 11

  • ESSERSI ADDORMENTATO = passato prossimo di ADDORMENTARSI

Ieri sera mi sono addormentato alle 21, anche se sono andato alle 11

  • RIUSCIRE \ NON RIUSCIRE A DORMIRE = potere o non potere dormire

Ieri notte non riuscivo a dormire

  • PRENDERE SONNO \ NON PRENDERE SONNO = addormentarsi

Ieri notte ho preso sonno verso le 11

Ieri notte non riuscivo a prendere sonno

  • DORMIRE BENE \ MALE

Ieri non ho dormito bene

  • PERDERE IL SONNO = non dormire a causa di preoccupazioni

Da quando mio figlio è partito non dormo più bene, ho perso il sonno

  • STARE DORMENDO = presente progressivo di DORMIRE

Che cosa sta facendo tuo figlio? Sta dormendo.

LEGGI IL TESTO

Che cosa fare quando il sonno non arriva

E anche se per magia riusciremo prima del nuovo anno a sistemare tutte le ragioni del nostro sovraffaticamento, vale comunque la pena di soffermarsi su questi sette consigli da seguire in caso di emergenza.

  1. Stabilisci un’ora entro la quale vuoi essere addormentato
    Cerca di stabilire un orario per andare a letto e un orario per alzarti, da rispettare salvo eccezioni, anche durante il week end e le vacanze. Essere disciplinato aiuterà il ciclo naturale del ritmo sonno-veglia a regolarizzarsi o a mantenersi regolare e la qualità del sonno a migliorare. Se non riesci ad addormentarti entro quindici minuti, attenzione, non ti tormentare, ma alzati e fai qualcosa che ti rilassi. Coricati quando sei stanco e non farti angosciare dall’idea che non ti addormenterai mai.
  2. Attenzione a quello che mangi e a quello che bevi
    Non andare a letto troppo affamato o troppo sazio, resteresti sveglio. Non bere troppo la sera, altrimenti ti sveglierai durante la notte per andare in bagno più volte del necessario. Ricordati che caffeina, nicotina e alcool sono da tenere a bada: la nicotina e la caffeina rimangono eccitanti per diverse ore e possono rovinare il sonno; un bicchiere di vino o di superalcoolico può farti venir sonno al momento ma può provocare un brusco risveglio durante la notte.
  3. Organizza un “rituale del sonno”
    Abituati a compiere gesti che preparano il sonno: un bagno caldo, leggere un buon libro, ascoltare buona musica a luce soffusa. Queste abitudini avvertiranno il corpo che sta arrivando l’ora di andare a dormire. Compiere gesti rilassanti aiuta a passare dallo stato di veglia al sonno in modo dolce e graduale. Attenzione alla tv e alle apparecchiature elettroniche: lo schermo del pc o della tv interferiscono con il tuo sonno, sii cauto!
  4. Mettiti comodo
    Rendi la camera da letto adatta al sonno: fresca, scura, silenziosa. Se necessario, usa tendaggi che non lascino filtrare la luce. Se serve usa i tappi per le orecchie, o la maschera per gli occhi, o altri strumenti che possano rendere l’ambiente in cui ti trovi più adatto al sonno. Il materasso e il cuscino possono essere importanti e ognuno di noi ha i propri gusti e le proprie preferenze. Se non dormi da solo, accertati che ci sia abbastanza spazio per due; e metti qualche barriera per bambini e animali, non permettere loro di invadere il vostro letto senza regole e di rubarvi il sonno del quale avete bisogno per vivere.
  5. Sonnellini, ma senza esagerare
    Una siesta eccessivamente prolungata durante il giorno può rubarti la qualità del sonno notturno, soprattutto se già non dormi bene. Il sonnellino pomeridiano non dovrebbe durare più di mezz’ora, meglio se nel pomeriggio. Se il tuo lavoro ti costringe a turni notturni, è ovvio che dovrai dormire di giorno: a finestre chiuse, per fermare la luce del giorno che regola il tuo orologio biologico e ti sveglierebbe.
  6.  Muoviti un po’ ogni giorno
    Fare attività fisica regolarmente aiuta il sonno, ti addormenterai prima e avrai un sonno più profondo. Ma quando? Attenzione, fare esercizio la sera potrebbe caricarti di energia e impedirti di addormentarti, quindi se possibile allenati durante il giorno.
  7. Stress? Si può gestire
    Se hai troppo da fare o troppo da pensare, il sonno ne risente, è probabile. Fai qualcosa per ritrovare la tranquillità: comincia dalle cose più semplici, fatti un programma delle cose da fare, stabilisci quali sono più importanti o urgenti e quali meno, e delega quello che pensi di non riuscire a fare o che qualcuno può fare meglio di te. Concediti ogni tanto un intervallo se senti di averne bisogno: fai due passi o due risate con un amico o un’amica. E prima di andare a dormire, spegni la memoria, e riprogramma l’accensione per il mattino successivo.

 

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE (scrivi le tue risposte nella sezione LASCIA UN COMMENTO e\o inviale alla tua insegnante via email)

 

  1. A CHE ORA VAI A DORMIRE GENERALMENTE?
  2. A CHE ORA PRENDI SONNO?
  3. CHE COSA FAI PRIMA DI DORMIRE?
  4. COME HAI DORMITO IERI NOTTE?
  5. IN GENERALE CHE COSA FAI QUANDO NON RIESCI A PRENDERE SONNO?

ESPRIMERE OPINIONI

CIAO!

In questa lezione imparerai ad esprimere la tua opinione.

Questa lezione contiene:

LABORATORIO LINGUISTICO

LABORATORIO DI GRAMMATICA

LABORATORIO DI LETTURA

LABORATORIO DI SCRITTURA

LABORATORIO DI ASCOLTO

pratica, pratica, pratica, solo in questo modo potrai parlare davvero un buon italiano 😉


  • ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PENSIERO
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE
  • ESPRIMERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA

Per esprimere il nostro punto di vista, usiamo generalmente le seguenti espressioni:

SECONDO ME + CONDIZIONALE PASSATO

  • Secondo me avresti dovuto telefonare prima delle 7:00
  • Secondo la madre di Gianni le lezioni andrebbero seguite con ritmi più frequenti

L’espressione secondo me  può anche essere seguita dall’indicativo:

  • Secondo me le lezioni sono troppo pesanti
  • Secondo lo zio di Stefania la situazione è troppo complicata

VERBO PENSARE + CONGIUNTIVO

Penso che non sia necessario seguire tutte queste lezioni

Pensavamo che non saremo stati in grado di parlare l’italiano


Quali sono le domande che poniamo agli altri per domandare loro la propria opinione su qualcosa o qualcuno?

Eccone alcune:

  1. Che cosa ne pensi + di + …
  2. Secondo te + che cosa + condizionale…
  3. Che cosa dici se…
  4. Qual è la tua opinione?
  5. Qual è il tuo parere?
  6. Qual è il tuo punto di vista?

ESPRESSIONI UTILI

La vita è proprio strana, a volte la tua opinione conta a volta la tua opinione non conta, a volte ti interessa conoscere il pensiero degli altri e a volte non ti interessa affatto … allora è importante imparare queste espressioni:

 

  • La tua opinione non conta
  • La tua opinione non mi interessa
  • Il pensiero degli altri non mi interessa
  • Non voglio sapere che cosa ne pensi

LEGGIAMO…

LEGGI IL TESTO

JOSE è uno studente straniero che studia on line con la professoressa Daniela, in vista del suo viaggio in Italia, scrive una email alla professoressa:

Egregia professoressa,

fra due mesi andrò in italia e sosterrò l’esame CILS di livello B2. Mi sento sicuro nella grammatica, ma ho un po’ di problemi con la comprensione della lettura, che cosa posso fare?

Che cosa ne pensa se le prossime ore di lezione le dedichiamo alla pratica di questa attività?

Un cordiale saluto

Jose

Gentilissimo Jose,

per migliorare la comprensione della lettura dovresti leggere, leggere, leggere.

Lo so che non ti piace leggere, ma è l’unica pratica che ti consente di migliorare la tua situazione.

Penso che sia necessario leggere testi di vario genere, come articoli di giornale, estratti di romanzi, lettere formali, informali, tutto.

Sì, penso che dovremmo necessariamente dedicare le prossime ore di lezione alla comprensione della lettura.

Martedì ne parliamo meglio

Un saluto

Prof. Daniela

Uno studente di Litalianoacasatua.com si è trasferito in Italia con la speranza di trovare un lavoro. La sua scarsa conoscenza della lingua italiana non gli consente di trovare un impiego, dopo essersi sfogato ed avere esposto la sua opinione, chiede alla professoressa di esprimere il proprio punto di vista sull’argomento in questione…

 

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE, SCRIVI LE TUE RISPOSTE NEL QUADERNO DI ITALIANO, LEGGERAI LE RISPOSTE DURANTE LA TUA PROSSIMA LEZIONE SKYPE E LE COMMENTERAI INSIEME ALLA TUA INSEGNANTE.

  1. Quante delle espressioni presenti nel PODCAST che hai appena ASCOLTATO sono completamente nuove per te?
  2. Che cosa vuol dire: lavoro di secondo classe?
  3. Che cosa ne pensa la professoressa dei lavori manuali?
  4. Che cosa pensa Mario dei camerieri?
  5. Che cosa significare orientare il cliente? (Trova un sinonimo)

MODALITÀ DI CONSEGNA ⇒ CONSEGNA  IL TESTO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL AFFINCHÉ LO CORREGGA, DURANTE LA PROSSIMA LEZIONE VIA SKYPE LO LEGGERETE E CORREGGERETE INSIEME.


 

MEGLIO O MIGLIORE – PEGGIO O PEGGIORE?

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare MEGLIO\MIGLIORE e PEGGIO\PEGGIORE.


MEGLIO > PEGGIO

 

  • Meglio è il contrario di peggio
  • Meglio e peggio sono AVVERBI
  • Il loro significato è: più bene > meglio \ più male > peggio

-è meglio andare a Roma o a Parigi?

-Meglio uscire due ore in anticipo, non si sa mai!

-è stato meglio così, mi dispiace essere andato via da Roma, ma alla fine non avevo altra soluzione.

IMPORTANTE!

Meglio e peggio sono spesso accompagnati dal verbo ESSERE, con meglio e peggio + il verbo ESSERE formiamo molte espressioni:

ESSERE MEGLIO \ ESSERE PEGGIO

-è meglio andare al mare che andare in montagna

-è peggio vivere a Roma o a Palermo?

Abbiamo un’altra espressione che si forma con migliore e peggiore ugualmente costruita con il verbo ESSERE:

-Paolo è il migliore di tutti;

-Vanna è la peggiore di tutte.

 


 

MEGLIO+ VERBO ALL’INFINITO

-Meglio mangiare una pizza, qui il pesce non è fresco;

-Meglio uscire in anticipo, c’è molto traffico, non voglio arrivare in ritardo.

MEGLIO \ PEGGIO + che + VERBO ALL’INFINITO

Usiamo questa formula per fare dei paragoni:

-Vivere qui è sempre meglio che vivere nel mio paese;

-Parlare con Gianni è stato peggio che parlare con suo padre.

MEGLIO \ PEGGIO + DI + PRONOME INDIRETTO

-Francesca è meglio di te;

-Paolo e Giuliana sono meglio di noi.


 

MIGLIORE > PEGGIORE

  • Migliore è il contrario di peggiore
  • Migliore e peggiore sono AGGETTIVI COMPARATIVI di buonocattivo

Sono il comparativo degli aggettivi “buono” e “cattivo”: più buono->migliore; più cattivo->peggiore.
Come tutti gli aggettivi, possono precedere o seguire un sostantivo (un nome):

-Il mio migliore amico vive a Roma;

-La stanza migliore è quella a destra;

-La migliore soluzione è partire al più presto;

-La sorella di Stefano è la peggiore di tutte.


STARE + PEGGIO\ MEGLIO

-Ieri stavo molto male, oggi sto meglio.

O meglio \ O peggio

-Inciso che usiamo per precisare o correggere ciò che abbiamo detto in precedenza:

-Vorrei andare a vivere in Germani e tornare a casa solo qualche volta o meglio non tornare mai;

-Se non studi finirai per imparare poco l’italiano o peggio non impararlo affatto.


ANDARE MEGLIO\PEGGIO

-Adesso va meglio di prima, finalmente ho trovato un lavoro;

-Ieri andava peggio, oggi va meglio.

 


CONSIGLI 😉

 

Ti consiglio di leggere anche questo articolo: MEGLIO O MIGLIORE? – Il corriere

Ti consiglio di leggere anche questo articolo: MOLTO MIGLIORE – MOLTO MAGGIORE -L’Accademia della Crusca

 

SEI PRONTO? ADESSO PRATICHIAMO UN PO’…

NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO SCRIVI 5 FRASI CON MEGLIO\PEGGIO e 5 FRASI CON MIGLIORE\PEGGIORE 😉


PREPOSIZIONI DI TEMPO

Le preposizioni di TEMPO

 


 


PREPOSIZIONI E STAGIONI

  • Con le stagioni dell’anno usiamo la preposizione DI + INVERNO \ ESTATE ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

D’inverno piove ⇒ durante l’inverno piove;

D’inverno vado in montagna;

D’estate solitamente vado al mare.


  • Con PRIMAVERA e AUTUNNO usiamo la preposizione IN ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

In primavera sbocciano i fiori;

In autunno cadono le foglie;

In autunno inizierò ad andare all’università;

In primavera farò un viaggio.


ATTENZIONE! Con tutte le stagioni usiamo la preposizione DI nelle seguenti espressioni:

  • Il primo + giorno + di + stagione

Il primo (secondo \ ultimo etc) giorno d’autunno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’estate;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’inverno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) di primavera.

  • Un giorno + di + stagione

Un giorno d’estate

Un giorno di primavera

Un giorno d’autunno

Un giorno d’inverno


PRATICHIAMO!

 

PRATICHIAMO!

PREPOSIZIONE TRA\FRA

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione TRA\FRA.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: le preposizioni con il verbo VENIRE”

TRA e FRA

Le preposizioni semplici tra e fra sono del tutto identiche, sia nel parlato sia nello scritto si può scegliere di utilizzare l’una e l’altra per evitare ripetizione di suoni, come ad esempio:

tra trattori

fra fratelli

meglio allegerire i suoni e scegliere:

tra fratelli

fra trattori

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➜ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

   Stato in luogo

In questo caso tra/fra indica una posizione intermedia nello spazio

  1. Tra questi due palazzi c’è una chiesa.
  2. Una casa tra le montagne.

Moto a luogo

 

  1. Paola tornerà presto fra loro.

  Moto per luogo

 

Vivo tra Roma e Berlino. A Roma ho la mia famiglia a Berlino il mio lavoro.


  Distanza

 

Indica quanto dista un luogo da un altro

  1. Tra cinque metri saremo arrivati.

Tempo

 

  1. Fra un anno inizierò a lavorare.

 

Espressioni frequenti: tra poco; tra non molto; tra breve.


Relazione

 

  1. C’è un bel rapporto fra noi due.
  2. Pensavo tra me e me.

Pratichiamo!

LA PREPOSIZIONE SU

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione SU.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: la preposizione SU”

 

SU

 

  • Se si trova prima di un articolo determinativo, si fonde con l’articolo, dando origine alle preposizioni articolate sul, sullosullasuisuglisulle:

 

 

Articolo determinativo Preposizione   Preposizioni articolate
Il

Lo

La

I

Gli

Le

 

 

 

+ su =

Sul

Sullo

Sulla

Sui

Sugli

Sulle

 


La preposizione su svolge le seguenti funzioni:

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➔ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

 

 

  1. La pentola si trova sul tavolo➜ complemento di stato in luogo
  2. Salì  sul treno➜ complemento di moto a luogo
  3. Passò sul confine➜ complemento di moto per luogo
  4. Si riceve su appuntamento➜ complemento di modo o maniera
  5. La lezione sarà sulle preposizioni articolate➜ complemento di argomento
  6. Arriverò sul tardi ➜complemento di tempo determinato
  7. Un vestito sui 30 euro➜ complemento di prezzo o stima
  8. Peserà sui tre chili ➜complemento di peso o misura
  9. Una donna sulla quarantina➜ complemento di età

Attenzione!

È possibile trovare spesso la preposizione su scritta con accento , questa forma è totalmente scorretta.


Pratichiamo!

LA PREPOSIZIONE DI

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione DI.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“La preposizione DI”


Di

 

La preposizione semplice di  può apparire in diverse forme, vediamole qui di seguito:

 

  • Davanti a un articolo determinativo il, lo, la, i, gli, le, si fonde con l’articolo e da origine alle preposizioni articolate del,dellodelladeideglidelle:

 

Ho comprato delle zucchine

Vuoi del gelato?

Ho comprato della frutta.

 

Preposizione articolata Preposizione di Articolo determinativo
Del

Dello

Della

Dei

Degli

Delle

 

 

 

+ di =

 Il

Lo

La

I

Gli

Le

 

 

  • Davanti a parole che cominciano per vocale normalmente si elide ➜ (si toglie la i e si mette l’apostrofo)

d’istinto, d’inverno, d’estate

 

La preposizione di, svolge due funzioni fondamentali:

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➜ introducendo diversi tipi di complementi indiretti:
  • Rivestimento di legno ➜  complemento di materia
  • Mi sento pieno di gioia ➜  complemento di abbondanza
  • Mi hanno svuotato di ogni energia ➜  complemento di privazione
  • L’arrivo del treno ➜  complemento di specificazione
  • La città di Roma  ➜ complemento di denominazione
  • Hanno trovato il colpevole del reato ➜ complemento di colpa
  • Mi hanno fatto una multa di trecento euro ➜  complemento di pena
  • È di Padova ➜ complemento di origine o provenienza
  • Parliamo un po’di te ➜ complemento di argomento
  • Una ragazza di buona volontà ➜ complemento di qualità
  • Una memoria di 50 megabyte ➜  complemento di  peso o materia
  • Piango di dolore ➜  complemento di causa – Muoio di sonno, muoio di fame
  • Tardo di comprendonio ➜  complemento di limitazione
  • Questa connessione è più veloce dell’altra ➜  complemento di paragone, lui è più bravo di me;
  • Ti serva di esempio per la prossima volta ➜ complemento di fine o scopo
  • Esco di casa ➜ complemento di moto da luogo – Vado di là ⇒ ATTENZIONE: esco DA LAVORO, esco DA SCUOLA, esco DALL’UFFICIO, esco DALL’OSPEDALE;

ECCEZIONE

VERBO USCIRE + DI + CASA

-Esco di casa

VERBO USCIRE + DA + LAVORO, SCUOLA, PALESTRA

-Esco da lavoro

VERBO USCIRE + DALL’+ UFFICIO, OSPEDALE

-Esco dall’ufficio

VERBO USCIRE + DAL + NEGOZIO, SUPERMERCATO, DENTISTA, DOTTORE

-Esco dal negozio

  • Di qui non si può passare   ➜  complemento di moto per luogo
  • Matteo è di là ➜  complemento di stato in luogo  ➜ (dove si trova Matteo? Dov’è Matteo?)
  • Procede di buon passo ➜  complemento di modo o maniera
  • La piscina riapre d’estate ➜ complemento di tempo determinato

ATTENZIONE

D’ESTATE

D’INVERNO

IN PRIMAVERA

IN AUTUNNO

  • Sara ha iniziato un corso di 2 anni ➜  complemento di tempo
  • Ungete la padella di burro ➜ complemento di mezzo o strumento

LA PREPOSIZIONE DI ESPRIME POSSESSO

verbo ESSERE + DI + nome del possessore

-Questa maglietta è di Gianni;

-Il libro è di Giuseppe;

-Il foglio blu è di Luisa.


  • Connette due frasi distinte:

  1. Dice di stare molto male;
  2. Ti prego di venire qua, subito;
  3. Una donna degna di essere amata;
  4. Andrei in capo al mondo, pur di stare con lei.

⇒ RICORDA: VERBO + DI + VERBO ALL’INFINITO

  • Ho paura di non essere pronto;
  • Noi siamo sicuri di avere detto la verità;
  • Ho voglia di mangiare una pizza.

AD esempio

formula usata per introdurre un esempio

-La lingua italiana ha una grammatica molto ricca, ci sono molte cose da imparare, ad esempio le preposizioni.

PER esempio

formula usata per introdurre un esempio

-La lingua italiana ha una grammatica molto ricca, ci sono molte cose da imparare, per esempio le preposizioni.

DI esempio

-Hai combinato un guaio, ti serva di esempio.

DI ESEMPIO O DA ESEMPIO? LA FORMA CORRETTA È CON LA PREPOSIZIONE DI: DI ESEMPIO.


Lo sapevi?

Sapevi che la preposizione DI + il verbo VEDERE ⇒ vuol dire = badare, cercare di fare o non fare qualcosa.


Laboratorio di lettura

LEGGI IL TESTO

“D’estate…”

D’estate mi sento sempre pieno di gioia e sono felice di andare in Sardegna. D’estate cambia completamente la mia vita. Finalmente lavoro soltanto dalle 10 alle 12 e poi di pomeriggio e di sera sono libero. Ma questo solo per il mese di giugno. Poi finalmente durante i mesi di luglio e agosto non lavoro e parto per la Sardegna dove mia moglie e io abbiamo una fantastica casetta di legno in un villaggio turistico. La nostra casetta di legno è fantastica. Molto piccola ma fantastica.

È una piccola casa con tre stanze, una cucina e un bagno e una piccola terrazza che si affaccia sul mare di Castelsardo. I miei amici dicono che sia una casa davvero piccola, allora io dico loro: “pochi di voi capiscono“. Una casa di legno, piccola, sul mare, fatta apposta per rilassarmi, lontano dalla città, dal lavoro, dal caos… da tutto.


Pratichiamo!

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CONCORDANZA DEI TEMPI: PASSATO > CONGIUNTIVO \ CONDIZIONALE

 

CREDEVO CHE FOSSE STATO> CREDEVO CHE SAREBBE STATO?

Sono corrette entrambe, ma hanno un significato di verso.


Un tempo del passato + che + congiuntivo trapassato

PER PARLARE DI QUALCOSA CHE PENSAVO, IMMAGINAVO… NEL PASSATO, MA CHE POI SI è RIVELATA NON VERA

IMPERFETTO = PENSAVO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ⇒ (Ieri, avanti ieri, l’altro giorno…) io pensavo che Paolo avesse preso una casa in affitto, ma poi ho scoperto che non è vero.

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE PAOLO AVESSE PRESO UNA CASA IN AFFITTO.


 

TEMPO DEL PASSATO+ che + condizionale passato

PENSAVO CHE PAOLO AVREBBE PRESO UNA CASA IN AFFITTO ;

La consecutio temporum (nome latino per indicare la concordanza dei tempi) nel passato con il che e i verbi: pensare, immaginare, credere e in generale i verbi che normalmente richiedono il congiuntivo, può essere costruita anche con il CONDIZIONALE PASSATO, dando alla frase un significato completamente diverso:

ESEMPIO: credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio ⇒ CHE COSA ESPRIMONO QUESTE FRASI? ⇒ queste frasi esprimono un’ipotesi futura nel passato⇒ qualcosa che pensavo che sarebbe potuto accadere nel futuro, ma che poi non è accaduto.


 (frase 1) PENSAVO CHE (frase 2 ) AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

Ieri (alle 10 di mattina) pensavo che loro avrebbero mangiato con noi (alle 21 di sera)

La frase 1 esprime un’azione passata e la frase 2 esprime un’azione passata che era proiettata nel futuro.

PASSATO PROSSIMO = HO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

PASSATO REMOTO = PENSAI CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI;

TRAPASSATO PROSSIMO = AVEVO PENSATO CHE AVREBBERO MANGIATO CON NOI.

TUTTE LE AZIONI SONO PASSATE, MA PROIETTATE NEL FUTURO


Differenza

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONGIUNTIVO TRAPASSATO

TEMPO DEL PASSATO + CHE + CONDIZIONALE PASSATO

-Pensavo che fossi arrivato in anticipo -Pensavo che saresti arrivato in anticipo
Ieri pensavo che tu fossi arrivato in anticipo, ma non sei arrivato in anticipo. Ieri pensavo che (in un momento futuro di ieri) forse tu saresti arrivato in anticipo, ma poi la mia ipotesi non si è realizzata. Quello che io prevedevo, immaginavo, pensavo non si è realizzato.

 


USIAMO IL CONDIZIONALE PASSATO QUANDO ESPRIMIAMO UN NOSTRO PARERE ⇒( SEMPRE RIFERITO AL PASSATO):

 

SECONDO + PRONOME \ SOGGETTO + FRASE AL CONDIZIONALE PASSATO

-Secondo me avresti dovuto parlare con Giulia;

-Secondo me avresti dovuto spiegargli le tue ragioni;

-Secondo Paolo avresti dovuto mangiare un’ora prima;

-Secondo lui sareste dovuti partire prima;

-Secondo l’insegnate avrebbero dovuto leggere tutto il libro.


 

Pratichiamo!

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“Una proposta di matrimonio…”

Mio marito mi ha chiesto di sposarlo quando eravamo al supermercato. In quel momento l’ho guardato e ho pensato che fosse completamente impazzito. Lui mi ha guardata e ha iniziato a ridere dicendo: “Non sono pazzo, ti voglio sposare e ti sto chiedendo se anche tu vuoi la stessa cosa”. Avevo immaginato milioni di volte quel giorno. Quando ero piccola lo immaginavo come nelle favole, poi quando sono cresciuta ho iniziato ad essere più razionale e lo immaginavo meno fiabesco ma sicuramente romantico, magari sotto la Tour Eiffel… ma niente da fare, lui è sempre riuscito e riesce sempre a stupirmi. Mentre facevamo la spesa tra una fila e l’altra mi ha detto: “Vuoi sposarmi?”. Alla fine è stato emozionante lo stesso, mi sono sciolta come un gelato al sole. Pensavo che togliesse un anello dalla sua tasca, ma niente, nessun anello. Abbiamo fatto la spesa, pagato e siamo usciti fuori. Mentre sistemavamo le buste della spesa nel cofano della macchina l’ho visto che frugava curiosamente nella tasca dei suoi pantaloni e con tanta naturalezza ha sfilato un anello, un bellissimo solitario, quello che avevo sempre desiderato, quello che avevo sempre sognato. Lui ha preso la mia mano, e mentre infilava l’anello nel mio anulare rideva e ha detto: “questo è … non so cosa dire…”. Entrambi abbiamo iniziato a ridere, io l’ho abbracciato e gli  ho detto che ero felicissima e che come sempre era riuscito e stupirmi. Lui mi ha guardato e mi ha detto: “sto aspettando una risposta, normalmente quando un uomo chiede alla sua donna di sposarlo lei risponde…”. Io l’ho guardato e ho detto: “Sì…”. Era tutto così magico, da allora è passato davvero tantissimo tempo, allora eravamo giovani e non avevamo idea di tutte le intemperie che avremmo dovuto affrontare, pensavamo che tutto fosse facile, credevamo che la vita sarebbe andata come la immaginavamo noi, immaginavamo che tutto sarebbe andato liscio come l’olio.

AVERE INIZIATO e ESSERE INIZIATO

Ciao!

Quale ausiliare dobbiamo usare con il verbo INIZIARE? Essere o avere?

La lingua italiana è ricca di verbi che reggono sia l’ausiliare essere, sia l’ausiliare avere.

Questi verbi sono piuttosto numerosi, trovi una lista esaustiva qui sotto.

Ma come facciamo a sapere quando dobbiamo usare l’ausiliare essere e quando l’ausiliare avere?

Possiamo riconoscere l’ausiliare essere o avere a seconda del soggetto:

  • Generalmente quando il soggetto è una persona o un essere animato, c’è la possibilità di un uso transitivo del verbo (ausiliare AVERE);
  • Quando il soggetto è un essere inanimato è più probabile l’uso intransitivo (dunque verbo ESSERE).

In alcuni casi possiamo notare che il cambio da uso TRANSITIVO (verbo AVERE) a uso INTRANSITIVO (verbo ESSERE) cambia il significato del verbo.

AVERE INIZIATO = il soggetto è generalmente una persona o un essere animato, dare inizio, incominciare: incominciare un lavoro; iniziare un corso, il periodo di prova; un libro:

-Ho iniziato il corso d’italiano;

-Hanno iniziato a lavorare alle 20;

-Avete iniziato a leggere il libro?

 

ESSERE INIZIATO = il soggetto in genere è un essere inanimato, cominciare, avere inizio:

-Il film è iniziato alle 11;

-Muoviti! Lo spettacolo è già iniziato;

-La lezione è iniziata alle 11.

SUGGERIMENTO!

  • Con il verbo iniziare usiamo sempre la preposizione A + verbo all’infinito:

-Ho iniziato a giocare alle 11;

-Hanno iniziato a leggere;

  • Usiamo anche la preposizione CON:

-L’insegnante ha iniziato la lezione con una lettura;

-Lo spettacolo è iniziato con una presentazione molto interessante.

  • Usiamo anche la preposizione DA:

-La scuola è iniziata da lunedì (è iniziata lunedì scorso)

Pratichi

ESERCIZIO

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+ italiano: non ho tempo

LEGGI IL TESTO

“Vorrei andare in Italia”, “vorrei fare sport”, “vorrei imparare l’italiano”, “vorrei rilassarmi”, “vorrei leggere un bel libro”… vorrei, vorrei, vorrei, ma non ho tempo.

Non ho tempo per imparare, non ho tempo per viaggiare, non ho tempo per rilassarmi… in generale non abbiamo mai tempo per niente.

Mentre consumiamo la nostra colazione rispondiamo ai messaggi che abbiamo ricevuto su whatsapp, controlliamo le notifiche facebook, leggiamo il giornale e contemporaneamente parliamo con i nostri figli, pensiamo a che cosa prepareremo per pranzo.

Le nostre menti non riposano mai, noi non riposiamo mai e la nostra vita passa. Viviamo per portare a termine un miliardo di doveri, i doveri di lavoratori, di madri, di padri, di studenti, di figli.

Quante volte avresti voluto il tempo per seguire un  corso d’italiano, fare sport, leggere e hai detto: “vorrei ma non posso”, oppure “scusa ma non ho tempo…non ho tempo per andare al bar, non ho il tempo per chiacchierare…per fare una passeggiata”.

E’ sempre una corsa, non abbiamo mai tempo se non per il DOVERE: Casa, famiglia e lavoro.
Siamo talmente tanto presi per tutto il “resto” che ci siamo dimenticati di “noi stessi”. Siamo travolti dagli eventi che ormai abbiamo persino smesso di ascoltare le nostre EMOZIONI.

Dobbiamo renderci conto che oggi ci siamo e domani “NON SI SA”.

Dobbiamo trovare il tempo per realizzare i nostri sogni, soddisfare noi stessi e non solo gli altri.

 


Espressioni utili…

AVERE  TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (O PRONOME)

-Hai tempo per aiutarmi?

-Abbiamo tempo per finire questo lavoro.

-Hai tempo per me?

NON AVERE TEMPO + PER + VERBO ALL’INFINITO (PRONOME)

-Non ho tempo per aiutarti;

-Non abbiamo tempo per finire questo lavoro;

-Non ho tempo per te.

SFRUTTARE IL TEMPO

-Dobbiamo sfruttare tutto il tempo che abbiamo a disposizione.

RISPARMIARE TEMPO

-Usciremo di casa mezz’ora prima per risparmiare un po’ di tempo.

ESSERE + TEMPO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-è tempo di studiare.

GESTIRE IL TEMPO

-Non riesco più a gestire il mio tempo.

PERDERE TEMPO \ IL TEMPO

-Ho studiato per tanti anni ma non ho imparato niente, ho perso il mio tempo.

BUTTARE VIA IL TEMPO \ SPRECARE IL TEMPO

-Abbiamo lavorato per due ore senza concludere niente, abbiamo buttato via il tempo.


MODI DI DIRE CON LA PAROLA TEMPO

A tempo perso
  •  Nei ritagli di tempo, nei momenti liberi da altri impegni, riferito in genere ad attività collaterali a quella principale oppure a passatempi o divertimenti vari: 

A tempo perso studio un po’ d’italiano.

 Ai tempi di Noè
  • In tempi remotissimi, come quelli in cui visse Noè, il patriarca al quale secondo la Bibbia Dio impose di costruire l’Arca per salvare le specie viventi dal Diluvio Universale:

è da tanto tempo ormai che non vedo Paolo, l’ultima volta l’ho visto ai tempi di Noè.

Ammazzare il tempo 
  • Dedicarsi a un passatempo, tenersi occupati per allontanare la noia; trovare qualcosa da fare in attesa di un dato avvenimento. Dedicarsi a un’attività qualsiasi, di solito banale o inutile, soltanto per non annoiarsi durante un’attesa o simili.
  •  Ingannare il tempo; ammazzare la noia:

Abbiamo aspettato per più di due ore prima di parlare con il professore, per ammazzare il tempo abbiamo parlato un po’.

Aver tempo da vendere
  •  Non avere fretta, disporre di molto tempo, tanto che ne avanzerebbe anche per venderlo ad altri:

-I giovani hanno tempo da vendere.

Avere i tempi impiccati
  • Avere un tempo ridottissimo per fare qualcosa:

-Oggi ho i tempi impiccati, non so se potrò venire a trovarti.

Nei ritagli di tempo
  • Nel tempo libero, in quello che avanza dopo aver svolto le proprie normali e doverose attività; nei momenti liberi o di pausa tra un lavoro e l’altro. Sottintende che questo tempo sia poco, come se fosse letteralmente ritagliato da un pezzo di tessuto:

Nei ritagli di tempo mangio qualcosa.

Stringere i tempi
  • Affrettarsi, cercare di ridurre il tempo che si impiega per fare qualcosa:

-Cerca di finire il lavoro entro oggi, stringi i tempi.

Tempi bui
  •  Epoche barbare, tempi lontani e soprattutto non ancora illuminati dalla luce della civiltà, in cui la vita era dura, violenta, difficile. Fino a non molto tempo fa, la cultura ufficiale riservava questa definizione ai secoli del Medio Evo.
  •  Epoche buie; tempi oscuri; epoche oscure:

Per il lavoro sono tempi bui, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempi duri
  •  Periodo di crisi, sfortunato, penoso, irto di difficoltà. Vale per una persona, per un gruppo sociale, una situazione, un’azienda, una nazione, un’ideologia e altro:

Per il lavoro sono tempi duri, dobbiamo fare qualcosa per migliorare.

Tempo da lupi
  •  Tempo bruttissimo, tempestoso, burrascoso, freddissimo, con pioggia o neve, che si ritiene adatto soltanto ai lupi che vivono in un ambiente simile:

La nostra vacanza è stata pessima, c’era un tempo da lupi.

 


 PRATICHIAMO!

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ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…

ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…


L’aggettivo attuale significa ⇒ ciò che è in atto, esistenza attuale, ricorrenza attuale, odierno, contemporaneo, presente, corrente, moderno, alla moda.

Qualcosa che si riferisce al momento presente: la situazione attuale, la politica attuale.

-La situazione attuale è molto difficile;

-La politica attuale non è coerente.

 


ATTUALMENTE ⇒ avverbio ⇒ nel momento presente.

-Attualmente sono disoccupata;

-Attualmente studio all’università;

-Attualmente vivo in Italia.


ESSERE ATTUALE ⇒ che è recente, presente, rincorrente.

-Ieri ho visto un film molto carino con dei temi molto attuali;

-L’argomento di cui abbiamo parlato ieri è molto attuale;

-L’appuntamento che mi hai dato è attuale o no?


Laboratorio linguistico

Scrivi 10 frasi con ATTUALE;

10 con ATTUALMENTE;

10 con ESSERE ATTUALE.

Durante la tua prossima lezione  leggerai le frasi con la tua insegnante.

∗ESERCIZIO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI AI CORSI SKYPE


 

QUI O QUA?

QUI O QUA?


QUI e QUA sono due avverbi di luogo, dunque indicano un luogo.

Qui, qua, quassù, qua sotto ecc. indicano un luogo vicino a chi parla e meno vicino o lontano da chi ascolta.

Qui e i suoi composti si usano per indicare un luogo ben definito:

-Vieni qui vicino a me;

Qui ci sono delle formiche;

Qua e i suoi composti si usano per indicare un’area senza una determinazione precisa:

-Vieni qua!

I  due avverbi sono spesso usati come sinonimi perfetti.


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A CHE ORA O A CHE ORE?

A CHE ORA O A CHE ORE?

Quando chiediamo l’orario usiamo sempre la forma singolare “a che ora?”

-A che ora passa il treno?

-A che ora dobbiamo uscire?

-A che ora andiamo a giocare a tennis?

-A che ora entri al lavoro?

-A che ora esci da lavoro?

-A che ora finisce il film?

-A che ora andiamo in discoteca?

-A che ora inizia la lezione?


 

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