RINFORZO: IL O LO?

 

CIAO!

La lingua italiana è capricciosa, ci sono eccezioni o\e regole che proprio non ci vogliono entrare in testa, proprio come la regole che seguono gli articoli IL e LO.


QUANDO USIAMO IL? QUANDO USIAMO LO?

USIAMO LO davanti a parole che cominciano con le seguenti consonanti:

  • – z: lo zappatorelo zampillo;
  • – s + consonante: uno spergiurogli stemmi;
  • – x: lo xilofonolo xenofobo;
  • – i gruppi scgnpspn: lo sciacallouno gnomouno psicologolo pneumotorace (quanto a lo gnocco, vive parallelamente, ormai accettato nell’uso, il gnoccoun gnoccoi gnocchi soprattutto in Italia settentrionale).

e in fine anche:

  • – i seguita da vocale: lo iodiouno iettatore

In tutti gli altri casi usiamo IL

Il bambino

Il cognato

Il fratello

Il pomodoro


DAVANTI AI NOMI SINGOLARI CHE COMINCIANO PER VOCALE USIAMO SEMPRE L’:

L’amico

L’arancio

L’elefante

 

PRATICHIAMO!

This quiz is for logged in users only.



 

+ ITALIANO: PENSARLA

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato di PENSARLA


PENSARE + LA = PENSARLA

SIGNIFICA = avere una determinata opinione

Questa espressione può essere resa anche con il verbo VEDERE = VEDERLA

 

PENSARLA DIVERSAMENTE

VEDERLA DIVERSAMENTE

PENSARLA \ VEDERLA + COME + QUALCUNO

PENSARLA \ VEDERLA IN MODO DIVERSO

PENSARLA \ VEDERLA COSì

-Non la penso come te

-Non la vedo come te

-Loro la pensano diversamente

-Noi non la pensiamo in questo modo

-Noi non la vediamo così


LEGGI IL TESTO…

 


Pratichiamo!

E tu come la pensi?

Leggi il seguente testo e poi rispondi. Scrivi che cosa ne pensi: la pensi come loro o non la pensi come loro?


Perché noi vegani e vegetariani non mangiamo la carne

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specistaAggiungi un suggerimento, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?


SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO OPPURE INVIA L’ESERCIZIO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL.

+ ITALIANO: LA SVEGLIA SUONA SEMPRE TROPPO PRESTO

CIAO!

In questa lezione impariamo i significati del verbo suonare


 

 

IL VERBO SUONARE

 

La sveglia, l’oggetto più odiato dagli italiani che sono puntualmente in ritardi.

La sveglia è quell’oggetto simpatico e fastidioso ma estremamente utile che suona al mattino per ricordarci che dobbiamo alzarci e andare al lavoro.

Ma attenzione a non confondere la SVEGLIA con  l’esclamazione SVEGLIAAAA! che è l’imperativo del verbo SVEGLIARE.

La sveglia suona al mattino e purtroppo suona sempre troppo presto.

Per riferirci alla sveglia usiamo la terza persona singolare: SVEGLIA.

Ricordati che il participio passato del verbo SUONARE  è SUONATO

Ricordati che il verbo suonare è sempre accompagnato dal verbo AVERE

AVERE SUONATO

  • La sveglia ha suonato alle 7:00 questa mattina

ATTENZIONE!

Il verbo suonare può essere accompagnato anche dal verbo ESSERE = ESSERE SUONATO, ma ha un significato completamente diverso: si dice di una persona tonta o rimbambita

-Non dargli retta, è tutto suonato


 

IL VERBO SUONARE

ESSERE SUONATO

AVERE SUONATO

PARTICIPIO PASSATO = SUONATO

+ italiano: cosa e qualcosa

Cosa e qualcosa sono le parole più usate dagli italiani.

Qui sotto trovi un elenco di frasi con cosa e qualcosa:

  • Che cosa stai dicendo?
  • Che cosa succede?
  • A cosa pensi?
  • Che cosa significa?
  • Che cosa vuoi dire?
  • Che cosa c’è?
  • Che cosa è?
  • Prendi qualcosa?
  • Posso fare qualcosa per te?
  • C’è qualcosa che non mi quadra
  • C’è qualcosa che non va!
  • è successo qualcosa.

COSA: È il nome più indeterminato e più comprensivo della lingua italiana, col quale si indica, in modo generico, tutto quanto esiste, nella realtà o nell’immaginazione, di concreto o di astratto, di materiale o d’ideale – definizione di TRECCANI

QUALCOSA: Indica in modo indeterminato una o alcune cose e può essere sostituito da qualche cosa. In alcune espressioni allude a un numero notevole di cose, a una grande quantità: 

– Ci ho rimesso qualcosa come due o trecento euro.


 

This quiz is for logged in users only.


ESPRIMERE INCERTEZZA

CIAO!

In questa lezione imparerai ad esprimere INCERTEZZA.


LEGGI IL TESTO…

MARCO: Sto cercando di parlare con Marta da due ore, ma non mi risponde al cellulare.
ANNA: Hai qualche problema? Posso aiutarti?
MARCO: No, grazie, devo fissare con lei un appuntamento per domani.
ANNA: Se non risponde, avrà il cellulare scarico…
MARCO: Che dici, adesso sarà ancora in ufficio?
ANNA: Sì, saranno le quattro, e lei lavora fino alle cinque…
MARCO: Allora è inutile chiamare il numero di casa sua. Devo aspettare almeno le cinque.
ANNA: No, con il traffico che c’è, non la troverai prima delle sei!
MARCO: Ok, allora riprovo dopo.

ANNA: Sì, secondo me dovresti riprovare dopo, anche se non sono sicura che ti risponda...

MARCO: Hai ragione, va bene, riprovo lo stesso, se non dovesse rispondere le telefonerò domani.


ESPRIMERE INCERTEZZA

PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO IL CONGIUNTIVO

NON ESSERE SICURO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono sicuro che i tuoi fratelli partano domani

NON ESSERE CERTO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono certa che mia zia sia già arrivata

NON ESSERE CONVINTO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono convinte che mia zia sia sul treno

NON AVERE LA CERTEZZA + CHE + CONGIUNTIVO

-Non abbiamo la certezza che Gianni sia arrivato

NON SAPERE + SE + CONGIUNTIVO

-Non so se la lezione sia iniziata o meno

-Non sapevamo se mio marito fosse rientrato o no

DUBITARE + CHE + CONGIUNTIVO

-Dubito che vengano a lezione

-Dubitavo che venissero a lezione


PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO IL FUTURO

IN ITALIANO, PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO ANCHE IL FUTURO, GUARDA QUESTI ESEMPI:

-Mio marito sarà sotto la doccia, per questo non ti risponde

-L’insegnante avrà già iniziato la lezione, ecco perché la porta della classe è già chiusa


 

IL VERBO “RIGUARDARE”

GLI RIGUARDA O LO RIGUARDA?

LEGGI IL DIALOGO

A: pronto?

B: ciao stefano, sono Marisa.

A: ciao Marisa, come va?

B: bene, grazie, e tu?

A: bene anch’io, ti ho chiamato perché vorrei parlarti di una questione che riguarda il capo.

B: il capo? Ma lo riguarda da vicino? Dai, dimmi!

A: ieri ho scoperto che vuole chiudere l’azienda e per quel che gli riguarda, non gli interessa niente, neanche di noi, che andremo a spasso, senza lavoro.

B: come non gli riguarda, vorresti dire che non gli importa di buttare 25 dipendenti per la strada? Ma è assurdo!

RIGUARDARE + PRONOME DIRETTO

che concerne, che interessa la persona:

  • Questa faccenda non lo riguarda (lui non è coinvolto nella faccenda);
  • Il problema non la riguarda (il problema non è suo, di lei).

CONIUGAZIONE

MI RIGUARDA

TI RIGUARDA

LO RIGUARDA

LE RIGUARDA

CI RIGUARDA

VI RIGUARDA

LI RIGUARDA

LE RIGUARDA

RIGUARDARE + PRONOME INDIRETTO

interessare, essere di interesse, importare

Questo usi è generalmente accompagnato da espressioni costruite con per quel che, per quanto:

  • Per quel che gli riguarda, questo non è affar suo (non gli interessa, non gli importa);
  • Per quanto le riguarda, questa storia potrebbe finire qui (Non le interessa, tutto potrebbe anche finire).

CONIUGAZIONE

MI RIGUARDA

TI RIGUARDA

GLI RIGUARDA

LE RIGUARDA

CI RIGUARDA

VI RIGUARDA

GLI RIGUARDA

ESERCIZIO

“Il più migliore” non si dice

LEGGI IL TESTO

IL MIGLIOR STUDENTE…

Insegno l’italiano da ormai 10 anni. Quando le persone mi chiedono chi siano i migliori studenti, rispondo sempre che i migliori sono sempre quelli che studiano, che praticano costantemente, che lavorano sodo.

Gli studenti che hanno la meglio su argomenti come “ci” e “ne”, “il congiuntivo” e quelli che riescono a parlare fluentemente, sono i più costanti, i più determinati, sono quelli che non si arrendono davanti alle difficoltà, sono quelli che dico: “L’italiano è difficile, ma io ce la faccio”.


 

  • Il più migliore
  • è più meglio
  • è più migliore

Sono forme sbagliate, le forme corrette sono:

Maschile singolare Femminile singolare Maschile plurale Femminile plurale
migliore Stefano è il migliore Stefania è la migliore Stefania e Stefano sono i migliori Stefania e Luisa sono le migliori

ESPRESSIONI

ESSERE IL MIGLIORE

-Mio fratello è il migliore

ESSERE MEGLIO

-È meglio che tu vada a fare i compiti

DI BENE IN MEGLIO

-Prima sapeva parlare italiano, poi ha iniziato a studiare ed è andata di bene in meglio (ha migliorato progressivamente)

AVERE DI MEGLIO

-Se ti impegnassi di più potresti avere di meglio (ottenere dei risultati migliori)

AVERE LA MEGLIO = vincere, riuscire vincente, avere la meglio su un avversario

-È stata una conversazione molto difficile, ma alla fine ho avuto la meglio


IMPORTANTE

articolo + più + aggettivo 

  • Il più buono;
  • Il più simpatico;
  • Il più antipatico;
  • Il più colorato.

essere + più + aggettivo + di \ del \ della \ delle \ dei \ degli

  • Mio fratello è più simpatico di te;
  • Mio fratello è più simpatico del tuo;
  • .Mio fratello è più giovane della sua fidanzata.

Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



 

+ cucina: il frullato di mele

ASCOLTA IL PODCAST

“Maria vuole preparare un frullato per i suoi bambini, così chiede un consiglio alla sua amica Valeria, insieme preparano un buon frullato…”

 


Frullare

agitare, sbattere un alimento con il frullino o con il frullatore:

  • frullarele uova
  • frullare la frutta
  • frullare la verdura

Ma anche:

  • frullare in mente, in testa a qualcuno, agitarsi nella sua mente

-Che cosa ti frulla nella mente? (a che cosa stai pensando?)


Versare

Far uscire \ spargere un liquido o una sostanza granulosa o in polvere da un contenitore per metterli in un altro, oppure per gettarli o spargerli su qualcuno

  • Abbiamo versato il latte nei bicchieri
  • Versate la birra

ma anche:

versare i soldi in banca, nel proprio conto bancario

  • Ho versato i miei risparmi in banca
  • Hanno versato i nostri soldi sul loro conto

⇒ per i solidi usiamo il verbo mettere e non versare.


Mettere

Collocare qualcosa in un posto (il verbo mettere può essere usato anche per i liquidi)

  • Mettere il pollo nel piatto
  • Mettiamo il vino nei bicchieri (versare)

Modi di dire con il verbo mettere

Mettere sotto accusa vuol dire denunciare che qualcuno è colpevole di qualcosa

-Il popolo mette sotto accusa il governo

Mettere sottosopra \ mettere a soqquadro rivoluzionare, rovesciare, sconvolgere

-I bambini hanno messo la casa sottosopra

Mettere con le spalle al muro alle strette, senza alcuna via d’uscita, senza alcuna alternativa, mettere qualcuno con le spalle al muro, ridurlo nell’impossibilità di fuggire, di difendersi, di reagire, costringendolo ad accettare determinate condizioni

-La professoressa mi ha messo con le spalle al muro, mi ha detto: “Se non fai gli esercizi, non ti aiuto”

Mettersi di traverso vuol dire ostacolare qualcuno nel fare qualcosa

-L’interrogazione stava andando bene, poi la professoressa si è messa di traverso e tutto è andato male, lei mi ostacola in continuazione

Mettere alle strette vuol dire portare qualcuno a fare qualcosa che non aveva preventivato

-Non voleva studiare, così l’ho messo alle strette, gli ho detto: “se non studi, niente vacanze”

Mettere a punto vuol dire elaborare un progetto per un scopo specifico

-Oggi io e la professoressa abbiamo messo a punto tutto il mio piano di studi

Mettere per iscritto vuol dire scrivere qualcosa per decretarne l’importanza o la veridicità

(mettere nero su bianco)

Finalmente abbiamo messo per iscritto il mio contratto

Mettere in pratica vuol dire attuare, realizzare qualcosa sulla base dei consigli o degli insegnamenti di qualcuno

Per imparare l’italiano devi mettere in pratica quello che ti insegna la professoressa 

Mettere il naso negli affari altrui essere ficcanaso, impiccione, indiscreto

-Odio la mia amica Paola, mette sempre il naso nella mia vita, è un’impicciona

Mettercela tutta, mettere anima, cuore, amore, passione, impegno per fare qualcosa ⇒ impegnarsi per fare qualcosa

-Per fare la torta ho messo tutto l’amore e tutta la passione che ho

-Ce l’abbiamo messa tutta, alla fine ce l’abbiamo fatta (ci siamo impegnati molto e alla fine ci siamo riusciti)

Abbiamo già studiato CI + METTERE , vai qui ⇒ CI + METTERE 

METTERCELA ⇒ verbo idiomatico formato da METTERE + CI + LA

significa impegnarsi molto per fare qualcosa, mettere molto impegno, impegnarsi con tutte le forze e le energie

PRESENTE INDICATIVO

IO CE LA METTO

TU CE LA METTI

LUI \ LEI CE LA METTE

NOI CE LA METTIAMO

VOI CE LA METTETE

LORO CE LA METTONO

PASSATO PROSSIMO ⇒ AVERCELA MESSA

IO CE L’HO MESSA

TU CE L’HAI MESSA

LUI \ LEI CE L’HO MESSA

NOI CE L’ABBIAMO MESSA

VOI CE L’AVETE MESSA

LORO CE L’HANNO MESSA

-Domani farò l’esame di italiano, ce la metterò tutta!

-Ce l’ho messa tutta, ma non sono riuscito a superare l’esame


 

Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



 

AGGETTIVI DI NAZIONALITÀ

GLI AGGETTIVI DI NAZIONALITÀ CHE NON ESISTONO


 

1. Germano e Germana non sono due aggettivi di nazionalità con cui nominare i nativi della Germania.

Germano e Germana sono due nomi comuni di persona 🙂

L’aggettivo di nazionalità per i nativi della Germania è: tedesco

tedesco: maschile singolare

tedesca: femminile singolare

tedeschi: maschile plurale

tedesche: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Io sono tedesco, vengo dalla Germania;

-Loro sono tedeschi, vengono dalla Germania;

-Lui è tedesco, viene dalla Germania.


2. Poloniese \ poloniesi (polano – polana) sono due aggettivi di nazionalità che non esistono. L’aggettivo di nazionalità per i nativi della Polonia è: polacco

polacco: maschile singolare

polacca: femminile singolare

polacchi: maschile plurale

polacche: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Kasia è polacca, viene dalla Polonia;

-Magdalena e Kasia sono polacche;

-Noi siamo polacchi, veniamo dalla Polonia.


3. Russiano \ Russiana non esistono, i nativi della Russia si chiamano: russi

russo: maschile singolare

russa: femminile singolare

russi: maschile plurale

russe: femminile plurale

 

ESEMPI:

-Vicki è russa, viene dalla Russia;

-Makis e Vicki sono russi, vivono in Russia;

-Ekaterina è russia, viene dalla Russia.


VAI AL CORSO COMPLETO 

ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…

ATTUALE, ESSERE ATTUALE, ATTUALMENTE…


L’aggettivo attuale significa ⇒ ciò che è in atto, esistenza attuale, ricorrenza attuale, odierno, contemporaneo, presente, corrente, moderno, alla moda.

Qualcosa che si riferisce al momento presente: la situazione attuale, la politica attuale.

-La situazione attuale è molto difficile;

-La politica attuale non è coerente.

 


ATTUALMENTE ⇒ avverbio ⇒ nel momento presente.

-Attualmente sono disoccupata;

-Attualmente studio all’università;

-Attualmente vivo in Italia.


ESSERE ATTUALE ⇒ che è recente, presente, rincorrente.

-Ieri ho visto un film molto carino con dei temi molto attuali;

-L’argomento di cui abbiamo parlato ieri è molto attuale;

-L’appuntamento che mi hai dato è attuale o no?


Laboratorio linguistico

Scrivi 10 frasi con ATTUALE;

10 con ATTUALMENTE;

10 con ESSERE ATTUALE.

Durante la tua prossima lezione  leggerai le frasi con la tua insegnante.

∗ESERCIZIO RISERVATO AI SOLI ISCRITTI AI CORSI SKYPE


 

A CHE ORA O A CHE ORE?

A CHE ORA O A CHE ORE?

Quando chiediamo l’orario usiamo sempre la forma singolare “a che ora?”

-A che ora passa il treno?

-A che ora dobbiamo uscire?

-A che ora andiamo a giocare a tennis?

-A che ora entri al lavoro?

-A che ora esci da lavoro?

-A che ora finisce il film?

-A che ora andiamo in discoteca?

-A che ora inizia la lezione?


 

Lo immaginavo o L’ho immaginavo?

Lo immaginavo o L’ho immaginavo?

La forma giusta è senza ombra di dubbio lo immaginavo.

Immaginavo è imperfetto del verbo immaginare, prima persona singolare.

L’imperfetto non è un tempo composto, non ha bisogno dell’ausiliare.

ATTENZIONE: “L’HO IMMAGINAVO” NON ESISTE


Questa regola vale per tutti i verbi all’imperfetto:

Lo immaginavo;

Lo scrivevo;

Lo studiavo;

Lo mangiavo;

Lo pulivo;

Lo guardavo;

Lo sentivo…

Il passato prossimo è L’HO IMMAGINATO.


Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



+ italiano: COME CAMBIANO I TEMPI DEL PASSATO NEL DISCORSO INDIRETTO?


COME CAMBIANO I TEMPI DEL PASSATO NEL DISCORSO INDIRETTO?


Potevo, volevo, dovevo \ Ho potuto, ho voluto, ho dovuto

 

LEGGI IL TESTO

Stefania scrive un’e-mail di scuse alla sua amica Francesca:

Ciao Francesca,

scusa, ma ieri quando ho ricevuto la tua telefonata non ho potuto rispondere perché ero impegnata. Ero in ufficio e c’erano molti clienti, il cellulare che squillava in continuazione, il telefono dell’ufficio era impazzito, ricevevo telefonate ogni due minuti, i clienti erano scocciati, impazienti ed io ero nervosa. Come se non bastasse, il capo entrava nella mia stanza ogni cinque minuti e metteva una nuova pratica sulla mia scrivania e diceva: “questa deve essere pronta per domani mattina”. Io cercavo di rimanere calma e dicevo: “va bene, lo farò”. Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato: “Signorina, io non ho tempo da perdere, si muova per favore”. Mi sono sentita davvero umiliata, allora gli ho detto: “Dovrà aspettare ancora per un’ora, se non ha tempo da perdere ritorni domani”. Non ho voluto dirgli altro perché avrei rischiato di perdere il lavoro. Ma ad un certo punto è entrata la mia collega e ha detto: “sei lenta e distratta, il documento che mi hai consegnato oggi è sbagliato“, non potevo più restare zitta, le parole sono uscite da sole, ero fuori controllo, allora ho detto: “visto che non va bene e tu non fai mai niente, correggi gli errori e consegnalo entro oggi, io non ho né cento teste né  cento mani”, lei mi ha guardata e ha detto: “Non so se ho il tempo, che ora è?”. È stata proprio una giornata difficile, se oggi sei libera verso le 7 telefonami, oppure verso le 8 ci possiamo trovare al solito bar.

Fammi sapere

Buona giornata.


Francesca scrive un’e-mail ad un’altra sua amica per raccontarle tutto:

Ciao Marcella,

oggi ho ricevuto un’e-mail da Stefania, mi ha detto che ieri non ha risposto al telefono perché era in ufficio, c’erano molti clienti, il cellulare che squillava in continuazione, il telefono dell’ufficio era impazzito, riceveva telefonate ogni due minuti, i clienti erano scocciati, impazienti e lei era nervosa. Come se non bastasse, il capo entrava nella sua stanza ogni cinque minuti e metteva una nuova pratica sulla sua scrivania e diceva che sarebbe dovuta essere pronta per oggi. Lei cercava di rimanere calma e diceva che andava bene e che lo avrebbe fatto. Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato che non aveva tempo da perdere e che avrebbe dovuto muoversi. Si è sentita davvero umiliata, allora gli ha detto che avrebbe dovuto aspettare ancora per un’ora ed ha aggiunto che se non aveva tempo da perdere, sarebbe potuto ritornare l’indomani. Lei non ha voluto dirgli altro perché avrebbe  rischiato di perdere il lavoro. Ma ad un certo punto è entrata la sua collega e ha detto che lei è troppo lenta e distratta, che il documento che le aveva consegnato era sbagliato. Non poteva più restare zitta, le parole sono uscite da sole, era fuori controllo, allora ha detto che se il documento non andava bene e visto che lei non fa mai niente, avrebbe dovuto correggere gli errori  e consegnarlo, perché lei non ha né cento teste, né cento mani, lei l’ha guardata e ha detto che non sapeva se avesse il tempo e ha chiesto che ora fosse. Ha concluso dicendo che è stata proprio una giornata difficile e mi ha dato un appuntamento per oggi.

Poverina!


COME POSSIAMO NOTARE NEL TRASFERIMENTO DEL DISCORSO ALCUNI VERBI CAMBIANO, ALTRI RESTANO INVARIATI:

  • QUANDO IL VERBO È AL PRESENTE, NON CAMBIA:

-Ha detto: sei lenta …

-Le ha detto che è lenta …

Non cambia perché la frase al passato esprime che Lei è lenta (è sempre lenta). Guarda questi esempi:

A   -Mia madre ha detto: quando eri piccola eri alta e magra;

-Mia madre mi ha detto che quando ero piccola ero magra e alta.

B   -Mia madre ha detto: sei alta e magra;

-Mia madre mi ha detto che sono alta e magra.


  • IL PRESENTE INDICATIVO DIVENTA IMPERFETTO INDICATIVO, IMPERFETTO CONGIUNTIVO, CONDIZIONALE PASSATO (a seconda dei casi):

INDICATIVO > IMPERFETTO INDICATIVO:

-Ha detto: sei lenta e il documento è sbagliato;

-Le ha detto che è lenta e che  il documento era sbagliato;

-“Non so se ho il tempo, che ora è?;

-Ha detto che non sapeva se avesse il tempo e ha chiesto che ora fosse.

INDICATIVO > IMPERFETTO CONGIUNTIVO

-“Che ora è?”

-Ha chiesto che ora fosse.

IL PRESENTE INDICATIVO DIVENTA CONDIZIONALE PASSATO:

correggi gli errori.

avrebbe dovuto correggere gli errori.

  • IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO:

-Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato: “Signorina, io non ho tempo da perdere, si muova per favore”.

-Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato che non aveva tempo da perdere e che avrebbe dovuto muoversi.

  • IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA:

-allora gli ho detto;

-allora gli ha detto.


 

 

HA DETTO \ AVEVA DETTO \  DICEVA?

IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

Luigi ha detto: “Non ho voglia di mangiare”.

Luigi ha detto che non ha voglia di mangiare.

IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO

Luigi aveva detto: Non ho voglia di mangiare

Luigi aveva detto che non aveva voglia di mangiare

IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO INDICATIVO

Luigi disse: Non ho voglia di mangiare

Luigi disse che non aveva voglia di mangiare

Luigi aveva detto: Non ho voglia di mangiare la pizza

Luigi aveva detto che non aveva voglia di mangiare

L’IMPERFETTO NON CAMBIA

Luigi aveva detto: non avevo voglia di mangiare la pizza

Luigi disse che non aveva voglia di mangiare la pizza

Luigi diceva: non avevo voglia di mangiare la pizza

Luigi diceva che non aveva voglia di mangiare la pizza.


 

SONO POTUTO \ NON HO POTUTO \ POTEVO \ NON POTEVO (non sono potuto, ho potuto)

IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

-Ho detto: ieri non ho potuto parlare con il direttore perché era impegnato con la sua segretaria;

-Ho detto che ieri non ho potuto parlare con il direttore perché era impegnato con la sua segretaria;

-Ha detto: ieri non sono potuto venire alla festa perché ho lavorato tutto il giorno;

-Ha detto che ieri non è potuto venire alla festa perché ho lavorato tutto il giorno;

-Dice: venerdì scorso non ho potuto parlare con Ignazio perché quando mi ha telefonato io ero impegnato;

-Lui dice che venerdì scorso non ha potuto parlare con Ignazio perché quando gli ha telefonato era impegnato;

IL TRAPASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

Lui ha detto: Non avevo potuto parlare con lui perché era impegnato.

Lui ha detto che non aveva potuto parlare con lui perché era impegnato;

Dicevano: Non eravamo potuti andare perché non avevamo la macchina;

Dicevano che non erano potuti andare perché non avevano la macchina.


 

COME SEI STATO? COME STAVI?

COME SEI STATO? ieri, avanti ieri, alla festa di Luca.

-Come sei stato il giorno del tuo matrimonio?;

-Sono stato bene.

Lui ha detto che il giorno del suo matrimonio è stato bene.

-Come sei stato in Germania? (quando sei andato in Germania- per esempio per una vacanza);

-Sono stato bene.

Lui ha detto che in Germania è stato bene.

COME STAVI? ieri, avanti ieri, da piccolo, da giovane, quando eri in Germania.

-Come stavi (ieri)? (tutto il giorno in generale);

-Ieri non stavo bene.

Lui ha detto che ieri non stava bene.

-Come stavi in Germania? (quando vivevi in Germania-periodo lungo);

-In Germania stavo molto bene.

Lui ha detto che in Germania stava molto bene.


 

LEGGI IL TESTO

Marisol esce e va all’ufficio di collocamento e parla con la segretaria:

▲ Buongiorno, come si chiama?

▼ Mi chiamo Mariasol Fernandez.

▲ Da dove viene?

▼ Sono argentina. Vengo da Buenos Aires.

▲ Da quanto tempo è in Italia?

▼ Sono in Italia da quindici anni.

Marisol rientra a casa e racconta a suo marito che cosa le ha chiesto la segretaria:

Oggi sono andata all’ufficio di collocamento e la segretaria mi ha chiesto come mi chiamo, da dove vengo e da quanto tempo vivo in Italia.

Anche la segretaria quando rientra a casa racconta a suoi marito e a suo figlio del suo incontro con Marisol:

Oggi in ufficio è venuta una signora che si chiama Marisol, mi ha detto che è argentina e che vive in Italia da 15 anni.


 

 

VERBO “SERVIRE” + PRONOME COMPLEMENTO INDIRETTO

“Servire” + pronome indiretto


RISPONDE ALLA DOMANDA: CHE COSA?


SIGNIFICA: è utile \ è necessario


Anche il verbo servire come altri verbi italiani è usato insieme ai pronomi complemento indiretto.

FORMA 1

mi serve \ servono

ti serve\ servono

gli serve\ servono

le serve\ servono

ci serve\ servono

vi serve\ servono

gli serve\ servono

FORMA 2

a me serve \ servono

a te serve\ servono

a lui serve \ servono

a lei serve\ servono

a noi serve \ servono

a voi serve \ servono

a loro serve \ servono


ESEMPI:

-Mi servono due penne

-Mi servirebbero due fogli

-Ci serve un computer

-Gli servono dei pennarelli

-Le servono degli elastici


Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.


LA PREPOSIZIONE DI + VERBI

LA PREPOSIZIONE DI + VERBI

La preposizione di si usa anche con alcuni verbi:

  • avere voglia di qualcosa⇒ ho voglia di mangiare un gelato
  • avere bisogno di qualcosa \ qualcuno ⇒ ho voglia di andare al mare, ho voglia di vederti 
  • decidere di fare qualcosa⇒ ho deciso di imparare l’italiano
  • discutere di qualcosa⇒ abbiamo discusso delle vacanza
  • fidarsi di qualcuno⇒ mi fido di te – ci fidiamo di Luca
  • innamorarsi di qualcuno o qualcosa⇒ mi sono innamorata di te – mi sono innamorato di quel libro
  • occuparsi di qualcuno o qualcosa⇒ mi occupo del viaggio – mi occupo di preparare il pranzo
  • lamentarsi di qualcuno o qualcosa⇒ si lamentano di noi – si lamentano del cibo
  • ricordarsi/dimenticarsi di qualcuno o qualcosa⇒ mi sono ricordata di te – mi sono ricordata di andare dal medico
  • ridere di qualcuno⇒ abbiamo riso di lui
  • soffrire di qualcosa⇒ soffro di gastrite – soffro di emicrania 
  • rendersi conto di qualcosa⇒ mi sono resa conto del prezzo troppo caro 
  • essere in grado di fare qualcosa ⇒ siamo in grado di andare da soli – siamo in grado di parlare con il direttore

RICORDA 

-davanti ai sostantivi femminili singolari ⇒ della ⇒ abbiamo discusso della situazione

-davanti ai sostantivi femminili plurali ⇒ delle ⇒ abbiamo discusso delle vacanze

-davanti ai sostantivi maschili singolari ⇒ del \ dello ⇒ abbiamo discusso del matrimonio

-davanti ai sostantivi maschili plurali ⇒ dei \ degli ⇒ abbiamo discusso dei bambini

-Dopo DI dobbiamo usare un pronome: me, te, sé, noi, voi, loro

  • Hanno parlate di me ⇒ SÌ
  • Hanno parlate di io ⇒ NO
  • Hanno parlate di mi ⇒ NO

-Dopo DI dobbiamo usare un verbo all’infinito:

  • avevo bisogno di mangiare
  • ho bisogno di mangiare

Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



 

IL VERBO ANDARE: ANDARE A – ANDARE IN – ANDARE DA – ANDARE CON

IL VERBO Andare

Io vado

tu vai

lui va

lei va

noi andiamo

voi andate

loro vanno


ANDARE  A + nome di città

io vado a Roma

io vado a Venezia

io vado a Madrid

ANDARE IN + nome di paese

io vado in Giappone

io vado in Italia

io vado in Russia

ANDARE DA + nome di persona

tu vai da Paolo

tu vai da lui

tu vai da Francesca

ANDARE CON + nome di persona

io vado in Italian con Luigi

io vado in Francia con Paolo

io vado a Roma con Valeria


 

ANDARE, ANDARE, ANDARE…

andare a casa

andare a scuola

andare al mare

andare al centro della piazza

al centro del lago c’è una barca

mettere la palla al centro (calcio)

andare all’università

andare all’ufficio postale (andare alle poste)

andare all’aeroporto

andare al porto

andare al parco

andare al lavoro

andare alla fermata dell’autobus

andare in centro

andare in ufficio

andare in montagna

andare in pizzeria

andare in giardino

andare in discoteca

andare in giro

andare dal dottore


Andare + a + verbo all’infinito

andare a correre

andare a studiare

andare a mangiare

andare a lavorare

andare a dormire

andare a fare un viaggio

andare a fare la spesa

andare a ballare


LEGGI IL SEGUENTE TESTO

“Una giornata speciale”

Marco è un ragazzo molto attivo. Lui ha 32 anni, è sposato, pratica sport e lavora in banca. Tutti i giorni si alza molto presto, va in cucina e prepara la colazione per tutta la famiglia. Quando ha finito di preparare la colazione va in camera da letto per svegliare sua moglie e in camera dei bambini per svegliare i bambini. Quando tutti sono svegli vanno in cucina e fanno colazione tutti insieme. Marco si alza, va in bagno e si prepara. Quando è pronto va davanti alla porta, saluta sua moglie e i suoi figli e va di corsa in macchina, inserisce la chiave, parte e va al lavoro. Quando arriva al lavoro parcheggia la sua macchina nel suo parcheggio, si ferma in edicola per prendere il solito giornale ed entra in ufficio. Generalmente Marco inizia subito a lavorare. Oggi è una giornata speciale perché Marco deve organizzare la vacanza per sé e la sua famiglia. Appena arrivato in ufficio sfoglia il giornale per leggere qualche notizia, poi prendere il telefono per chiamare l’agenzia di viaggi.

-Buongiorno Maria, sono Marco.

-Salve Marco, allora, avete deciso? mare o montagna?

-Sì, alla fine abbiamo deciso. I bambini avrebbero voluto fare una vacanza un po’ particolare…

-Tipo?

-Andare al mare, in montagna, alle terme, in Sardegna, in Sicilia, a Roma… (ridono tutti e due)

-I bambini sono davvero curiosi…

-E sì, sono davvero curiosi, poi invece ho parlato con mia moglie che è stata convinta fin da subito: Voglio andare in montagna, anzi, meglio andare al mare così i bambini si divertono e prendiamo un po’ di sole. O forse è meglio andare a Roma così andiamo a trovare zia Sara…

Pensa che ha continuato a stilare l’elenco per altri venti minuti… (ridono).

-Mammamia! Organizzare una vacanza per quattro è davvero difficile.

-Difficile ma non impossibile, infatti alla fine abbiamo fatto dei bigliettini con le mete più importanti e abbiamo sorteggiato…andiamo in Sardegna…

-Fantastico!

-Organizza la nostra vacanza e poi mandami i preventivi via mail, così decidiamo… buon lavoro!

-Perfetto, grazie, ci sentiamo dopo.


 

Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



LE DOPPIE – CONSONANTI

Ciao!

In questa lezione impareremo alcune regole per usare le doppie.


Le doppie ⇒ raddoppiamento di una consonante.

Il raddoppiamento della consonante si ha all’inizio della parola che segue i prefissi qui sotto elencati:

contra-, per esempio: contrapporre, contrarre, contrassegnare;

sovra-, per esempio: sovraccaricare, sovrappeso;

sopra
-, per esempio: soprattutto, sopralluogo;


a-
, per esempio: arrossire, arrabbiarsi, assonnato;

e-
, per esempio: eppure, eccellenza, eccezione, eccezionale;

i-
, per esempio: irreparabile, irresponsabile, irresistibile;

ra
-, per esempio: raggruppare, rafforzare;

so-
, per esempio: soccorrere, sottrarre, sottovuoto;

su-
, per esempio: supplemento, succedere;

da-
, per esempio: dapprima, dappertutto;

se-
, per esempio: semmai, seppellire;

fra-
, per esempio: frattempo, frapporre;


Alcune regole:

– la lettera q raddoppia solo nella parola “soqquadro” (che vuol dire “confusione”).

– la lettera b non raddoppia nella parte terminale di -bile, per esempio:
agibile, terribile.

– le lettere z e g non raddoppiano mai davanti a parole che finiscono in -ione, per esempio: ragione, stagione, emozione, rotazione, azione.

non si ha raddoppiamento con il prefisso –contro– es.: controcorrente, controvoglia, controllare.

  • La “h” non raddoppia mai.
  • La “c” e la “q” nel gruppo “cq” non raddoppiano mai.

FACCIAMO UN PO' DI PRATICA LE DOPPIE

Name Email

ANCHE TU e ANCHE A TE

-Buonanotte!
-Grazie, anche a te.

-Sei molto intelligente.
-Grazie, anche tu.

Anche tu e anche a te sono due espressioni corrette, ma hanno un significato diverso.


  • Anche tu = anche + pronome personale soggetto

anche io

anche tu

anche lui

anche lei

anche noi

anche voi

anche loro

  • Anche: pure, ugualmente

Usiamo anche + pronome personale soggetto per esprimere un rapporto di uguaglianza.

  • Sei molto bella – Grazie, anche tu.
  • Ci sarai anche tu alla festa?
  • Anche tu sei stanco? – Sì, anche io sono molto stanco.

  • Anche  a te: anche + PREPOSIZIONE A + pronome indiretto (FORMA FORTE)

anche a me

anche a te

anche a lui

anche a lei

anche a noi

anche a voi

anche a loro

Anche + PREPOSIZIONE A + pronome complemento indiretto (forma forte) risponde alla domanda: A chi?

– Anche a te hanno detto che domani ci sarà la lezione? (A chi hanno detto che domani ci sarà la lezione? – A te)

-Buonanotte! – Grazie, anche a te! (a chi auguro la buonanotte? – A te)


DIFFERENZA:

-Anche grazie a te ho fatto una bella figura. (GRAZIE A CHI? – GRAZIE A TE)

-Anche io ho fatto una bella figura. (CHI HA FATTO UNA BELLA FIGURA? – IO)


Pratichiamo!

Welcome to your ANCHE A TE \ ANCHE TU

Name Email
ANCHE ____ HANNO DATO UN BUON VOTO?
ANCHE ____ ABBIAMO MANGIATO LA PIZZA.
-SEI STATO MOLTO BRAVO! - GRAZIE, ANCHE ____.
ANCHE ____ HANNO DETTO LA VERITÀ.
-SONO PRONTO. - ANCHE ____.
ANCHE ____ ANDREMO ALLA FESTA DI GIULIA.
ANCHE ___ NON è PIACIUTA LA PIZZA.
-ANCHE ___ SEI STATO MOLTO BRAVO.
ANCHE ___ SONO STATO IN FRANCIA TANTE VOLTE.

 

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.