fbpx

+ italiano: concordanza dei tempi

CIAO!

CHE MODI E TEMPI VERBALI USIAMO QUANDO:

  • RACCONTIAMO (PARLIAMO DELLA…)  LA VITA DI QUALCUNO (per esempio “la nostra vita”)
  • PARLIAMO DI QUALCOSA
  • PARLIAMO DI UNA SITUAZIONE

  1. presente
  2. passato prossimo
  3. imperfetto
  4. congiuntivo
  5. condizionale

ASCOLTA IL PODCAS

Quando dobbiamo descrivere qualcuno o qualcosa, una situazione, un avvenimento, dobbiamo fare attenzione a due cose molto importanti:

  1. gli aggettivi da usare (di questo argomento abbiamo già parlato in una lezione precedente)
  2. la concordanza dei modi e dei tempi verbali

In questa lezione ci occuperemo proprio della concordanza dei modi e tempi verbali.


Ascolta il podcast

 

 

Qui ti presento uno schema che puoi usare per parlare di qualcuno.


  • Quello che hai appena letto è uno schema generico che può essere usato sia nello scritto sia nel parlato.
  • Possiamo usarlo per presentarci, per presentare qualcuno, ma anche per parlare di qualcosa o una situazione.

Guarda questi esempi:

  • DESCRIVERE QUALCOSA
  1. Com’è adesso?
  2. Com’era?
  3. Com’è stato?

L’ultima cena di Leonardo da Vinci

Risultati immagini per l'ultima cena di leonardo

Il grande affresco (460 x 880 cm) è stato realizzato da Leonardo tra il 1495 e il 1497.

La tecnica utilizzata è una tecnica mista su muro. Esempio di arte sacra tra i più famosi di tutti i tempi.

L’Ultima Cena o Cenacolo di Leonardo da Vinci decora una parete del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. L’affresco rappresenta il momento successivo all’affermazione di Cristo “uno di voi mi tradirà”, e descrive attraverso i gesti, le espressioni e le posture dei corpi, le diverse reazioni degli apostoli alle parole di Gesù; gli apostoli si chiedono increduli, manifestando sgomento e stupore, il significato delle sue parole, si chiedono chi sarà il traditore;regna l’agitazione,lo sconcerto,la discussione.

⇒ Come puoi notare in questo esempio, non sempre è necessario usare tutti i tempi e modi verbali che ci sono nella scheda esemplificativa, a volte possiamo semplicemente usare 1 o 2 tempi verbali.


PRATICHIAMO!

Raccontami qualcosa su di te. Che cosa hai fatto fino ad oggi? Che cosa fai attualmente? Che cosa facevi quando eri adolescente? Che cosa vorresti fare? Che cosa avresti voluto fare?

Scrivi il testo, poi invialo alla tua insegnante per la correzione.


 

RINFORZO: QUALSIASI E QUALUNQUE

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare qualsiasi e qualunque.


 QUALUNQUE \ QUALSIASI+ CONGIUNTIVO

Dopo qualunque \ qualsiasi usiamo  il congiuntivo:

  • Qualunque sia la tua scelta, io sarò con te
  • Qualsiasi scelta loro prendano, noi siamo pronti a difenderla
  • Qualsiasi decisione lui prenda, io andrò comunque via
  • Qualsiasi scelta lui prendesse, io avrei comunque preso le mie decisioni
  • Qualunque decisione avessero preso, noi saremmo comunque andati via
  • USI

In una proposizione relativa con valore concessivo, se il modo del predicato è il congiuntivo presente del verbo essere, è consigliabile usare la forma qualunque. Questo per due ragioni: per evitare la ripetizione dello stesso suono due volte consecutive (qualsiasi sia); perché qualsiasi ha già in sé il congiuntivo del verbo essere (= quale che sia)

Qualunque sia il problema, lo risolveremo è meglio di Qualsiasi sia il problema, lo risolveremo.

 

QUALUNQUE \ QUALSIASI + FUTURO

Con qualunque e qualsiasi possiamo anche usare il futuro, per descrivere eventi futuri

Qualunque scelta lui prenderà, io sarò al suo fianco

Qualsiasi decisione lui prenderà, io andrò comunque via


NEL PRESENTE…

parlo adesso di qualcosa che potrebbe succedere in futuro ⇒ ipotesi realizzabile

QUALUNQUE + CONDIZIONALE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO = ipotesi realizzabile, possibile

Mio figlio vorrebbe partire per l’Austria. Vorrebbe andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io ho molto paura, ma qualunque sia la sua scelta io sarò con lui, farò del mio meglio perché lui realizzi il suo sogno.

 

NEL PASSATO…

parlo adesso di qualcosa che non si può più realizzare ⇒ ipotesi irrealizzabile = ci abbiamo pensato nel futuro, ma poi non è successo

QUALUNQUE + CONDIZIONALE passato + CONGIUNTIVO trapassato = ipotesi irrealizzabile

Mio figlio sarebbe voluto andare in Austria. Sarebbe voluto andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io avevo molto paura, ma qualunque fosse stata la sua scelta io sarei stata con lui, avrei fatto  del mio meglio perché lui potesse realizzare il suo sogno.

NEL FUTURO…

parlo adesso di qualcosa che non potrà accadere nel futuro ⇒ ipotesi possibile\certa = ci stiamo pensando, e se succederà sarà sicuramente così

QUALSIASI \ QUALUNQUE + FUTURO  = ipotesi irrealizzabile

Mio figlio vorrebbe andare in Austria. Vorrebbe andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io ho paura, ma qualsiasi scelta lui prenderà, io sarò con lui, farò del mio meglio perché lui possa realizzare il suo sogno.


PRATICHIAMO!

This quiz is for logged in users only.



 

+ italiano: pronto? chi parla?

Ciao!

In questa lezione impareremo a rispondere al telefono:

  • nelle situazioni formali
  • nelle situazioni informali

 

 

Come gestire una telefonata, qualche consiglio utile.

 

  • RISPONDERE AL TELEFONO
  • PARLARE AL TELEFONO
  • TELEFONARE A QUALCUNO
  • IL TELEFONO SQUILLA
  • RIAGGANCIARE ⇒ CHIUDERE IL TELEFONO ⇒ CHIUDERE LA CHIAMATA
  • LA CHIAMATA ESSERE DISTURBATA
  • LA CHIAMATA ESSERE STATA INTERROTA

 

SCRIPT DI CHIAMATA FORMALE

A: pronto?

B: buongiorno, famiglia Rossi?

A: sì buongiorno, con chi parlo?

B: sono Laura, vorrei parlare con Maria…

(sono Laura, è possibile parlare con Maria?)

A: sì un attimo che glielo passo ⇒ al telefono usiamo il verbo passare

-in questo momento è occupata, potrebbe chiamare più tardi?

-mi dispiace, in questo momento non è in casa, provi a chiamare più tardi

B: va bene, grazie, buona giornata!

A: grazie, anche a lei.


 

SCRIPT DI CHIAMATA INFORMALE

In base alla confidenza che abbiamo con la persona, possiamo impostare la telefonata in diversi modi, qui ne vediamo alcuni…

A: pronto?

B: ciao Luisa, sono Stefano

A: ciao Stefano, come stai?

B: bene grazie, vorrei parlare con tuo marito

A: in questo momento non c’è, mi dispiace, chiama più tardi

sì, aspetta un attimo che te lo passo

B: okay, va bene, senti digli che ho telefonato per invitarlo alla festa del mio compleanno, gli telefonerò più tardi, okay?

A: va bene, ciao Stefano

B: ciao Luisa

ASCOLTA QUESTE DUE TELEFONATE, POI RISPONDI ALLE DOMANDE

This quiz is for logged in users only.


+ italiano: dolce o salato

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare due aggettivi: zuccherato e salato


Zuccherato e salato

ZUCCHERARE = mettere lo zucchero

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: ZUCCHERATO

AVERE ZUCCHERATO

-Abbiamo zuccherato il tuo caffè

ZUCCHERATO = AGGETTIVO ⇒ con zucchero

SALARE = mettere il sale

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: SALATO

-Ho salato la pasta

SALATO = con sale

AUSILIARE: ESSERE

essere salato, essere zuccherato

AMARO = senza zucchero

DOLCE = con zucchero

AUSILIARE: ESSERE

essere dolce, essere amaro

INSIPIDO = senza sapore

-Questa salsa è insipida

NON SAPERE DI NIENTE = non ha sapore

-Questa salsa non sa di niente

METTERE ZUCCHERO, SALE

AGGIUNGERE ZUCCHERO, SALE

A PIACERE = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-A piacere!

QUANTO BASTA = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-Quanto basta.

ESSERE TROPPO DOLCE = quando in un dolce c’è troppo zucchero

-Questa torna non mi piace, è troppo dolce

ESSERE TROPPO SALATO = quando in un piatto o in un alimento c’è troppo sale

-Questa pizza è immangiabile, è troppo salata

 


Lo zucchero è veleno per il nostro organismo

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

This quiz is for logged in users only.



 

ESPRESSIONI

  • MANGIARE DOLCE

-Io mangio dolce, mi piacciono tantissimo i dolci

  • MANGIARE SALATO

-Mia figlia mangia salato, dovresti vedere quanto sale mette nella pasta, immangiabile per me

  • PREFERIRE IL DOLCE

-Preferiamo i cibi dolci

  • PREFERIRE IL SALATO

-Mio marito non mangia mai dolci, preferisce il salato


PRATICHIAMO!

E TU? CHE COSA PREFERISCI? MANGI DOLCE O SALATO?

Scrivi un testo di almeno 80 parole, invialo alla tua insegnante per la correzione

 

 

PODCAST: COLAZIONE AL BAR


PRATICHIAMO!

This quiz is for logged in users only.



 

DICONO CHE… SI DICE CHE…


CIAO!

In questa lezione impareremo a ciò che si dice…


Esistono due espressioni molto usate che sono chiaramente impersonali:

  • Si dice che
  • Dicono che

queste due espressioni sono usate per riportare le parole di:

  • opinione pubblica
  • gente in generale
  • la società

 

  • Si dice che + congiuntivo

Si dice che i bambini piccoli debbano dormire di più rispetto agli adulti

Si dice che per ogni uomo ci siano almeno 7 donne

Si dice che mangiare troppa verdura faccia male

Si dice che gli italiani mangino solo pasta

Si dice che fare sport faccia bene alla salute

 

  • Dicono che + congiuntivo

Dicono che per imparare una lingua bisogni viaggiare

Dicono che ci sia molto freddo

Dicono che ci siano molti stranieri

Dicono che ci saranno dei nuovi corsi di italiano

Esiste anche la formula:

DICONO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Dicono di mangiare di più, per ottenere dei risultati migliori

-Dicono di leggere un libro prima di andare a dormire, in questo modo si migliorano le capacità della memoria


Le espressioni si dice che e dicono che si possono abbinare non solo al congiuntivo ma a tutti i tempi e modi verbali, dipende da che cosa vogliamo dire:

  • Si dice che mia sorella sia pazza ⇒ congiuntivo
  • Si dice che domani ci sarà molto freddo ⇒ futuro
  • Dicono che dovremmo studiare di più per ottenere dei risultati migliori ⇒ condizionale

LEGGI IL TESTO…

 

LUOGHI COMUNI…

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale. Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice che… i gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay si crede, ad esempio, che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che… i gay e le lesbiche siano tutti/e predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che i gay siano pedofili.

Un altro stereotipo sull’omosessualità, particolarmente radicato nella nostra cultura, è quello che vede l’omosessualità maschile associata alla pedofilia o alla molestia dei bambini. In questa prospettiva, le persone omosessuali sono descritte come minaccia a membri più vulnerabili della società e quindi attivano un senso di pericolo e deprecazione sociale. Le ricerche in ambito clinico hanno dimostrato che la maggior parte degli abusi sessuali verso minori è compiuto da uomini adulti, in genere familiari o conoscenti, e riguarda prevalentemente le bambine. Anche se ci sono prove documentate che l’abuso infantile non ha in sé niente a che fare con l’orientamento sessuale delle persone adulte, lo stereotipo dell’omosessuale “pedofilo” continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità.

Si dice che tutti i ballerini siano gay e tutti i gay siano ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice che… i gay e le lesbiche non possano fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma numerose ricerche (ad esempio un recente studio di ricercatori dell’Univeristà di Melbourne) sostengono che avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina.

Si dice che… i gay siano più a rischiomalattie

Un luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui i gay siano maggiormente a rischio di contrarre l’HIV.
La diffusione di malattie a trasmissione sessuale prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre è strettamente legata all’adozione di pratiche di sesso sicuro.
In altri termini, non esistono categorie a rischio ma soltanto comportamenti sessuali che possono essere più o meno rischiosi.


Pratichiamo!

SCRIVI 20 FRASI USANDO:

Si dice che, dicono che, dicono di.

Scrivi le frasi nella sezione lascia un commento, oppure inviale alla tua insegnante per la correzione.


 

+ ITALIANO: PENSARLA

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato di PENSARLA


PENSARE + LA = PENSARLA

SIGNIFICA = avere una determinata opinione

Questa espressione può essere resa anche con il verbo VEDERE = VEDERLA

 

PENSARLA DIVERSAMENTE

VEDERLA DIVERSAMENTE

PENSARLA \ VEDERLA + COME + QUALCUNO

PENSARLA \ VEDERLA IN MODO DIVERSO

PENSARLA \ VEDERLA COSì

-Non la penso come te

-Non la vedo come te

-Loro la pensano diversamente

-Noi non la pensiamo in questo modo

-Noi non la vediamo così


LEGGI IL TESTO…

 


Pratichiamo!

E tu come la pensi?

Leggi il seguente testo e poi rispondi. Scrivi che cosa ne pensi: la pensi come loro o non la pensi come loro?


Perché noi vegani e vegetariani non mangiamo la carne

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specistaAggiungi un suggerimento, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?


SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO OPPURE INVIA L’ESERCIZIO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL.

+ italiano: cosa e qualcosa

Cosa e qualcosa sono le parole più usate dagli italiani.

Qui sotto trovi un elenco di frasi con cosa e qualcosa:

  • Che cosa stai dicendo?
  • Che cosa succede?
  • A cosa pensi?
  • Che cosa significa?
  • Che cosa vuoi dire?
  • Che cosa c’è?
  • Che cosa è?
  • Prendi qualcosa?
  • Posso fare qualcosa per te?
  • C’è qualcosa che non mi quadra
  • C’è qualcosa che non va!
  • è successo qualcosa.

COSA: È il nome più indeterminato e più comprensivo della lingua italiana, col quale si indica, in modo generico, tutto quanto esiste, nella realtà o nell’immaginazione, di concreto o di astratto, di materiale o d’ideale – definizione di TRECCANI

QUALCOSA: Indica in modo indeterminato una o alcune cose e può essere sostituito da qualche cosa. In alcune espressioni allude a un numero notevole di cose, a una grande quantità: 

– Ci ho rimesso qualcosa come due o trecento euro.


 

This quiz is for logged in users only.


+ ITALIANO: ESPRIMERE SORPRESA

VERBI ED ESPRESSIONI

SORPRENDERE = prendere, cogliere all’improvviso, inaspettatamente

-Mi sorprende vederti qui

Participio passato: SORPRESO

ESSERE SORPRESO PER QUALCOSA

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO QUALCUNO

-Il loro atteggiamento ha sorpreso tutti

 

Altri sinonimi:

 

  • SORPRENDERE
  • SORPRENDERSI
  • MERAVIGLIARSI
LEGGI I TESTI

LETTERA 1

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, pertanto con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.

LETTERA 2

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, siamo davvero dispiaciuti per quanto accaduto e per avervi causato disagio.Con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi e rimediare il danno.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.


Come puoi aver notato nel testo 1 e nel testo 2  le situazioni sono completamente diverse. La prima è positiva, la seconda è negativa.

Possiamo esprimere sorpresa sia per le situazioni positive che per quelle negative, usiamo gli stessi verbi e le stesse espressioni (in via del tutto generale).

MODI VERBALI DA USARE

SORPRENDERE + INDICATIVO

-Mi sorprende vederti qui

SORPRENDERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Mi sorprende che tu sia qui

ESSERE SORPRESO + INDICATIVO

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO + INDICATIVO

-Hanno sorpreso tutti

ESPRESSIONI

RESTARE\RIMANERE A BOCCA APERTA

-Vederti mi ha lasciato a bocca aperta

ESSERE SBIGOTTITO

-Sono sbigottito dal suo atteggiamento

ESSERE SBALORDITO

-Siamo sbalorditi dalla situazione che si è creata

RESTARE\RIMANERE SENZA PAROLE

-Siamo rimasti senza parole

C’è qualcosa che ti ha sorpreso ultimamente? Sia in positivo che in negativo?

Raccontalo con parole tue usando le espressioni che hai appreso in questa lezione.

INVIA IL TUO TEMA ALLA TUA INSEGNANTE, RICEVERAI LA CORREZIONE

15 + 2 =

LA CONCORDANZA DEI TEMPI NEL CONGIUNTIVO 2

t

PENSAVO CHE FOSSI ARRIVATO

t

PENSAVO CHE SARESTI ARRIVATO

t

PENSAVO CHE ARRIVASSI

Qual è la frase giusta? Che cosa dobbiamo usare dopo l’imperfetto dell’indicativo nella frasi introdotte da CHE? Condizionale passato, congiuntivo trapassato o congiuntivo imperfetto?

Questi sono i classici dubbi grammaticali che attanagliano la mente di italiano e stranieri, vediamo di snodare questi nodi fastidiosi uno per uno 😉

Iniziamo la lezione dicendo che  tutti i periodi sono corretti, esprimono però rapporti temporali diversi tra reggente e subordinata:

  1. Nel primo il rapporto tra reggente (immaginavo) e subordinata (che arrivassi in anticipo) è di contemporaneità;
  2. Nel secondo il rapporto temporale tra principale (immaginavo) e subordinata (che saresti arrivato in anticipo) è di posteriorità;
  3. Nel terzo il rapporto tra reggente (immaginavo) e subordinata (che fossi arrivato in anticipo) è di anteriorità.

 

 

PRIMA FRASE: PASSATO

Pensavo che, credevo che, immaginavo che

SECONDA FRASE: dipende.

RELAZIONE TEMPORALE = ANTERIORITA'

PENSAVO CHE MARTA AVESSE SUPERATO L’ESAME

PENSAVO CHE MARCO ANDASSE SPESSO IN MONTAGNA

Quando l’azione della frase subordinata si svolge prima dell’azione espressa nella frase principale, allora usiamo:

  1. CONGIUNTIVO TRAPASSATO
  2. CONGIUNTIVO IMPERFETTO (secondo le funzioni tipiche dei due tempi).

 

RELAZIONE TEMPORALE = CONTEMPORANEITA'

PENSAVO CHE MARTA PASSASSE L’ESAME OGGI

PENSAVO CHE MARTA STESSE PARTENDO

Quando le azioni delle due frasi si svolgono nello stesso momento, usiamo:

  1. CONGIUNTIVO IMPERFETTO
  2. STARE + GERUNDIO: AL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

RELAZIONE TEMPORALE = POSTERIORITA'

PENSAVO CHE MARTA AVREBBE COMPRATO IL LIBRO DI ITALIANO

PENSAVO CHE MARTA AVESSE COMPRATO IL LIBRO DI ITALIANO

Quando l’azione nella subordinata si svolge dopo dell’azione nella frase principale usiamo:

  1. CONDIZIONALE COMPOSTO
  2. CONGIUNTIVO IMPERFETTO (secondo le funzioni tipiche dei due tempi).

 

PRATICHIAMO!

 

+ ITALIANO: LA MIA ESPERIENZA PIÙ BELLA IN LINGUA ITALIANA

 

LEGGI IL TESTO

LETTERA A UNO STUDENTE

Caro studente straniero,

sono la tua insegnante di lingua italiana, ti scrivo questa lettera perché voglio chiarire alcune cose che mi pare non siano molto chiare.

L’Italia è un paese dove non si mangia solo la pizza ma anche la pasta, il pesce, la carne, il formaggio e si bevono tantissimi vini, non solo il prosecco.

L’italiano è una lingua meravigliosa, con milioni di vocaboli, modi di dire, verbi idiomatici e tanti modi verbali, non solo il presente dell’indicativo.

Il condizionale e il congiuntivo sono due modi verbali fantastici che ti permettono di esprimere dubbi, incertezze, sogni e desideri.

I verbi leggere e capire hanno una pronuncia un po’ bizzarra (secondo il tuo modo di vedere le cose), ma sono proprio le pronunce bizzarre che ti permetteranno di abituarti ai suoni della lingua italiana.

La lingua italiana è bellissima, musicale, amabile, una lingua che ti fa sognare, ma attenzione alla sua grammatica, molto ricca e capricciosa, spesso ti farà impazzire.

Non ci vorranno milioni di anni e milioni di libri per imparare questa lingua gioiosa e romantica, ma solo la tua volontà e la tua determinazione… ricorda che volere è potere.

Non ti preoccupare se le prime volte ti sentirai bloccato, stressato, frustrato, imbarazzato.

Probabilmente le prime volte che parlerai con gli altri ti sentirai osservato, non ti sentirai a tuo agio, ma piano piano passerà.

La mia prima volta con l’inglese è stata un vero disastro. Ricordo di aver balbettato per tutto il tempo, mi sentivo osservata, imbarazzante, poi finalmente l’insegnante mi disse: “No problem, it’s normal”. Questa frase di conforto mi ha dato speranza per continuare a credere in me stessa e raggiungere il mio obiettivo e parlare l’inglese very well 😉

La Tua Professoressa <3


LABORATORIO DI ASCOLTO

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + DA + VERBO

è stata un’esperienza da dimenticare

è stata un’esperienza da ricordare

è stata un’esperienza da ripetere

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + AGGETTIVO

è stata un’esperienza orribile

è stata un’esperienza fantastica

è stata un’esperienza difficile

I 7 errori più comuni quando impariamo l’italiano


I 7 ERRORI:

  1. Confondere grammatica e assimilazione della lingua
  2. Mettere da parte l’esercizio per mesi
  3. Aver paura di parlare
  4. Credere che lo studio debba essere spiacevole per essere efficace
  5. Studiare a memoria
  6. Studiare da soli
  7. Non utilizzare un metodo su misura

CHE COSA HAI IMPARATO IN QUESTA LEZIONE?

NUOVE ESPRESSIONI E\O MODI DI DIRE

ENTRARE \ andare  NEL PALLONE

significa ⇒ entrare\ andare in confusione

-All’esame non sono riuscito a dire mezza parola, sono entrato in confusione.

ESSERE NEL PALLONE

significa ⇒essere in confusione

-sono nel pallone, preferisco ripetere l’esame.

ESAUSTIVO

che dice tutto su un dato argomento \ completo

-Abbiamo eseguito un’analisi esaustiva.

MIRARE

in questo caso aspirare a un obiettivo (questo verbo ha anche altri significati, vai qui per conoscerli)

QUALCOSA CHE MIRI A...

Con il verbo mirare introdotto da CHE usiamo il congiuntivo:

-Un corso che miri all’insegnamento della lingua italiana.

UN ESSERE UMANO IN CARNE ED OSSA

un essere umano

CHE NESSUNO SI STUPISCA

Il verbo stupirsi introdotto da CHE richiede il congiuntivo

-Che nessuno si stupisca se i bambini non parlano l’italiano.

STUDIO MATTO E DISPERATISSIMO

Giacomo Leopardi ha usato per primo questa espressione. Oggi la usiamo per indicare un modo di studiare matto e disperato. Questa espressione può anche essere resa con l’espressioni:

-studiare come un matto;

– studiare come un pazzo;

– studiare come un dannato.

PREPOSIZIONI DI TEMPO

Le preposizioni di TEMPO

 


 


PREPOSIZIONI E STAGIONI

  • Con le stagioni dell’anno usiamo la preposizione DI + INVERNO \ ESTATE ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

D’inverno piove ⇒ durante l’inverno piove;

D’inverno vado in montagna;

D’estate solitamente vado al mare.


  • Con PRIMAVERA e AUTUNNO usiamo la preposizione IN ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

In primavera sbocciano i fiori;

In autunno cadono le foglie;

In autunno inizierò ad andare all’università;

In primavera farò un viaggio.


ATTENZIONE! Con tutte le stagioni usiamo la preposizione DI nelle seguenti espressioni:

  • Il primo + giorno + di + stagione

Il primo (secondo \ ultimo etc) giorno d’autunno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’estate;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’inverno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) di primavera.

  • Un giorno + di + stagione

Un giorno d’estate

Un giorno di primavera

Un giorno d’autunno

Un giorno d’inverno


PRATICHIAMO!

 

PRATICHIAMO!

LE PREPOSIZIONI DI LUOGO

Con le preposizioni rispondiamo alla domanda: Dov’è?, Dove si trova?

POSIZIONE è LUOGO, in riferimento a persone, cose e animali.

 

 


  • DAVANTI + A +NOME PROPRIO \ ME,TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO = davanti a me, davanti a Paolo.

  • DAVANTI + A + POSSESSIVO = davanti a mia madre, davanti a casa mia MA davanti alla mia macchina, davanti alle mie zie, davanti alle mie sorelle.

  • DAVANTI + AL, ALLA, ALLO, AGLI, AI, ALLE, ALL’ = davanti ai miei occhi, davanti alla scuola, davanti all’università, davanti all’ospedale.

  • DIETRO + ARTICOLO + NOME = dietro la casa, dietro la farmacia.

  • DIETRO + DI + ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO = dietro di me c’è un cane, dietro di lui ci sono delle pecore.

  • ACCANTO + A + ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO \ NOME PROPRIO = accanto a me, accanto a Luigi.

  • ACCANTO AL, ALLA, ALLO, ALL’, AGLI, AI= accanto agli alberi, accanto alla scuola, accanto all’università.

  • VICINO + A = vino a casa mia c’è una stazione.

  • SOPRA + ARTICOLO + NOME= sopra il tetto, sopra il tavolo.

  • SOPRA + DI + ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO = sopra di me, sopra di te.

  • SU, SUL, SULLO, SULLA, SULL’, SUGLI, SULLE (SOPRA) = sul tavolo ci sono due libri, sulla sedia c’è un gatto.

  • SOTTO + ARTICLE + NOUN = sotto la casa, sotto il tavolo.

  • SOTTO + DI + ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO = sotto di me, sotto di te.

  • DI FRONTE + A + ME, TE, LUI, LEI, NOI, VOI, LORO = di fronte a me.

  • DI FRONTE + A + NOME PROPRIO = di fronte a Paolo, di fronte a Laura.

  • DI FRONTE + AL, ALLA, ALL’, ALLO, AGLI, AI, ALLE + NOME = di fronte alla casa di Paolo, di fronte alla stazione, di fronte al mare, di fronte alla fermata dell’autobus, di fronte all’università.

CONTENUTO SPECIALE

Sono a Roma

Sono a Caracas

Sono a Vienna

Sono in Giappone

Sono in Italia

Sono in Spagna

PRATICHIAMO!

PREPOSIZIONI DI LUOGO

Name Email
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA


PREPOSIZIONE TRA\FRA

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione TRA\FRA.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: le preposizioni con il verbo VENIRE”

TRA e FRA

Le preposizioni semplici tra e fra sono del tutto identiche, sia nel parlato sia nello scritto si può scegliere di utilizzare l’una e l’altra per evitare ripetizione di suoni, come ad esempio:

tra trattori

fra fratelli

meglio allegerire i suoni e scegliere:

tra fratelli

fra trattori

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➜ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

   Stato in luogo

In questo caso tra/fra indica una posizione intermedia nello spazio

  1. Tra questi due palazzi c’è una chiesa.
  2. Una casa tra le montagne.

Moto a luogo

 

  1. Paola tornerà presto fra loro.

  Moto per luogo

 

Vivo tra Roma e Berlino. A Roma ho la mia famiglia a Berlino il mio lavoro.


  Distanza

 

Indica quanto dista un luogo da un altro

  1. Tra cinque metri saremo arrivati.

Tempo

 

  1. Fra un anno inizierò a lavorare.

 

Espressioni frequenti: tra poco; tra non molto; tra breve.


Relazione

 

  1. C’è un bel rapporto fra noi due.
  2. Pensavo tra me e me.

Pratichiamo!

LA PREPOSIZIONE SU

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione SU.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Lezione 2: la preposizione SU”

 

SU

 

  • Se si trova prima di un articolo determinativo, si fonde con l’articolo, dando origine alle preposizioni articolate sul, sullosullasuisuglisulle:

 

 

Articolo determinativo Preposizione   Preposizioni articolate
Il

Lo

La

I

Gli

Le

 

 

 

+ su =

Sul

Sullo

Sulla

Sui

Sugli

Sulle

 


La preposizione su svolge le seguenti funzioni:

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➔ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

 

 

  1. La pentola si trova sul tavolo➜ complemento di stato in luogo
  2. Salì  sul treno➜ complemento di moto a luogo
  3. Passò sul confine➜ complemento di moto per luogo
  4. Si riceve su appuntamento➜ complemento di modo o maniera
  5. La lezione sarà sulle preposizioni articolate➜ complemento di argomento
  6. Arriverò sul tardi ➜complemento di tempo determinato
  7. Un vestito sui 30 euro➜ complemento di prezzo o stima
  8. Peserà sui tre chili ➜complemento di peso o misura
  9. Una donna sulla quarantina➜ complemento di età

Attenzione!

È possibile trovare spesso la preposizione su scritta con accento , questa forma è totalmente scorretta.


Pratichiamo!

LA PREPOSIZIONE CON

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione CON.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“La preposizione CON”

 

Con

La preposizione con, quando si trova davanti a un articolo determinativo il, lo, la, i, gli, le si fonde con esso e forma le preposizioni articolate:

 

Articolo determinativo Preposizione   Preposizioni articolate
Il

Lo

La

I

Gli

Le

 

 

 

+ con =

Coi

Col

 

 

La preposizione con  svolge le seguenti funzioni:

  • Unisce due elementi della stessa frase ➜ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

 

  1. Con la crisi economica tutti i settori del commercio sono in ribasso➜complemento di causa
  2. Mangio con la forchetta➜ complemento di mezzo
  3. Un ragazzo con gli occhi castani ➜complemento di qualità
  4. È in vacanza con Marta ➜complemento di compagnia
  5. Si rivolge a tutti con sgarbo➜ complemento di maniera

 

 

  • Connette due frasi:

 

  1. Con la violenza non si ottiene nulla;
  2. Con le buone si ottiene tutto.

Espressioni con CON

Con le buone si ottiene tutto

espressione che usiamo per dire che con la calma, con la pazienza e con le buone maniere riusciamo ad ottenere qualsiasi cosa.


Laboratorio di lettura

LEGGI IL TESTO

Con la crisi che c’è

Con la crisi che c’è ormai non è più possibile vivere sereni. Con 10,00 euro non riesci più a comprare niente. Prima quando c’era la lira, con 10 mila lire riuscivi a sfamare tutta la famiglia. Oggi con 10 euro riesci giusto a comprare il pane e due bottiglie d’acqua.

Non è più possibile vivere con questi stipendi così bassi, così ridicoli. Mio marito ha uno stipendio di 1.300 euro e con questi soldi riusciamo a sopravvivere. Io ho uno stipendio di 500 euro e riesco giusto a pagare la benzina per andare al lavoro.  Per questo motivo abbiamo deciso di trasferirci con tutta la famiglia in Germania. I nostri amici dicono che là gli stipendi sono meno cari.

 


Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.


LA PREPOSIZIONE DA

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: la preposizione DA.

Sei pronto?

Iniziamo!

SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare ad usare la preposizione giusta al momento giusto.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“La preposizione DA”

 

Espressioni con DA

 


Da

 

  • Se si trova davanti a un articolo determinativo, si fonde con quest’ultimo e forma con esso le preposizioni articolate: dal, dallo, dalla, dai, dagli dalle:

 

Domani sera vado dal dentista

Oggi vado dalla mamma di Mario

 

Articolo determinativo Preposizione da Preposizioni articolate
Il

Lo

La

I

Gli

Le

 

 

 

+ da =

Dal

Dallo

Dalla

Dai

Dagli

Dalle

 


Le sue funzioni sono:

 

  • Unisce due elementi della stessa frase ➜ inserendo diversi tipi di complementi indiretti:

 

  1. Ti sei comportato da stupido ➜ complemento di modo o maniera
  2. Macchina da scrivere ➜ complemento di fine o scopo
  3. Lisa dagli occhi blu ➜ complemento di qualità
  4. Da giovane ci andavo spesso ➜ complemento predicativo del soggetto
  5. Il ladro entrò dalla finestra ➜ complemento di moto per luogo
  6. Il treno arriva da Roma  ➜ complemento di moto da luogo
  7. Sto aspettando da due ore ➜ complemento di tempo continuato
  8. Una giacca da 50 euro ➜ complemento di mezzo o stima
  9. Mangerò da Giuseppe, sono da Giuseppe ➜ complemento di stato in luogo

ATTENZIONE!

MANGIARE, STUDIARE, VIVERE + DA + NOME =significa mangiare, studiare, vivere a casa di quella persona o nel luogo in cui quella persona si trova:

-Stasera mangio da giuseppe

  1. Il computer è stato colpito da un virus ➜ complemento di agente e causa
  2. Mio marito è diverso da lui ➜ complemento di allontanamento o separazione
  3. Le lezioni riprenderanno da lunedì prossimo ➜  complemento di tempo determinato

USI

Nei complementi di stato in luogo e moto da luogo, la preposizione da si usa quasi sempre con:

 

– nomi propri di persona

Vado a pranzare da Paola

Vanno a giocare da Mario

 

 

– nomi di professione, carica:

Vai dal direttore

Sono dal direttore

 

– pronomi personali

Pranzi da me?

Passi da me?


LABORATORIO LINGUISTICO

ALTRE ESPRESSIONI CON DA

C’È DA RIDERE = espressione usata per descrivere una situazione, qualcosa che fa ridere, qualcosa di comico:

-Ho tante cose da raccontarti c’è da ridere, domani ti telefono e ti racconto

C’È DA IMPAZZIRE = quando una situazione è difficile e si perde la ragione:

-In ufficio ho un sacco di lavoro da fare, in questi giorni c’è da impazzire

C’È DA DIVENTARE MATTI = stesso significato di “c’è da impazzire”.

NON C’È NIENTE DA RIDERE= quando una situazione è seria o drammatica e qualcuno ride come se fosse qualcosa di divertente:

-Smettila! Non c’è niente da ridere!

ROBA DA MATTI= esclamazione che si usa per commentare qualcosa come folle, bizzarra:

-I ragazzi sono rientrati alle 5:00 del mattino e alle 6:30 sono andati al lavoro, roba da matti!

ROBA DA PROFESSIONISTI = esclamazione che si usa per commentare qualcosa come qualcosa che è stato fatto bene, proprio come dei professionisti:

-I ladri sono entrati dalla porta, roba da professionisti;

oppure per descrivere qualcosa, un oggetto, un lavoro di ottima qualità:

-Questa macchina fotografica è bellissima, molto professionale, roba da professionisti;

-Saper usare bene le preposizioni è roba da professionisti ;-).

 


LABORATORIO DI LETTURA

“Leggi il testo”

Da piccolo amavo andare al mare, adesso che sono grande non amo andare al mare. Ci vado qualche volta da solo, quando faccio qualche viaggio di lavoro. Adesso non mi piace più perché sono sposato e ho due bambini, andare al mare in compagnia di tutta la famiglia non è affatto semplice. I bambini corrono, urlano, schizzano l’acqua e lanciano la sabbia. Al mare né mia moglie, né io abbiamo la possibilità di rilassarci.

Da quando siamo sposati siamo andati al mare solo i primi due anni di matrimonio, perché eravamo soli: io e lei. Poi è arrivato Giulio, il nostro primo figlio e insieme a lui sono è arrivata la nostra nuova vita da genitori: notti in bianco, pranzi e cene di corsa, vacanze nei villaggi turistici dove ci sono le sale giochi per i bambini. La vita quando hai un figlio cambia davvero tantissimo, cambia anche il rapporto tra marito e moglie. All’inizio ho avuto molta paura, perché io e mia moglie non stavamo mai insieme e parlavamo poco. Poi ci siamo abituati e … ed è arrivato il secondo figlio :-\

“Roba da matti!”, mi aveva detto il mio migliore amico quando gli dissi che mia moglie era di nuovo incinta.

Pratichiamo !

This quiz is for logged in users only.


 

CIAO BELLA!

Ciao!

Anche in questa lezione impariamo qualcosa di nuovo: i significati del saluto “Ciao bella”.

Sei pronto?

Iniziamo!



SUGGERIMENTO: ascolta il podcast, leggi i contenuti della lezione, leggi il testo e fai gli esercizi. Sei qui per migliorare, imparare, ripassare… sfrutta al meglio questa opportunità! 😉

OBIETTIVO: imparare le forme di saluto formali e informali.


LABORATORIO DI ASCOLTO

“Ciao bella!” è una forma di saluto più usata dagli stranieri che dagli italiani.

 


CIAO BELLA!

CIAO TESORO!

CIAO CARA!

CIAO AMORE!

sono formule di saluto informali e amichevoli.


ESPRESSIONI NUOVE!

 

DI FIDUCIA

-Una persona della quale ci fidiamo

Il parrucchiere di fiducia

Il pizzaiolo di fiducia

Il macellaio di fiducia

-Quando voglio mangiare una buona pizza, vado dal mio pizzaiolo di fiducia.

MANCARE DI RISPETTO

-Non mostrare la dovuta deferenza

Se saluti una persona che non conosci con un “ciao bella!” le manchi di rispetto

 

PER OBBLIGO  qualcosa che dobbiamo fare OBBLIGATORIAMENTE

usiamo anche l’espressione PER FORZA \ ESSERE OBBLIGATO

-Devi studiare per forza?

-Dobbiamo studiare obbligatoriamente;

PER +  obbligo, amore, soldi, convenienza, \ + VERBO ALL’INFINITO

Usiamo la preposizione PER per indicare CAUSA, FINE, SCOPO

-Vado a Milano per lavoro;

-Lavoro solo ed esclusivamente per soldi;

-Mi sposo per soldi.


 

PRENDERE CONFIDENZA = familiarità, fiducia

-Ho preso confidenza con la lingua italiana;

-Io e il nuovo capo abbiamo preso un po’ di confidenza.

PRENDERSI DELLA CONFIDENZA= trattare con poco rispetto, dire cose o compiere atti non convenienti verso una persona:

-giovanottonon si prenda troppe confidenza!

ESSERE IN CONFIDENZA = avere fiducia, familiarità

-Io e Paolo siamo in confidenza.

VECCHIOTTE 

Diminutivo di vecchie 

VEZZEGGIATIVO \ DIMINUTIVO = aggettivo – che tende a vezzeggiare\ diminuire

amore- amorino;

Tesoro- tesorino, tesoruccio;

Farfalla- farfallina.

NOMIGNOLO = soprannome scherzoso spesso formato sulla deformazione del nome

Tesoruccio mio;

Pulcino mio.


VOCABOLARIO

NUBILE = stato civile della donna che non è sposata.

CELIBE = stato civile dell’uomo che non è sposato.


 

 





PRATICHIAMO!

This quiz is for logged in users only.



 

VENIRE + DI \ A \ DA \ IN \ CON \ PER \ TRA \ FRA

VERBO VENIRE

IO VENGO

TU VIENI

LUI \ LEI VIENE

NOI VENIAMO

VOI VENITE

LORO VENGONO

USO DEL VERBO VENIRE

Il verbo venire ha il significato di muoversi e recarsi nel luogo dove si trova o si troverà la persona con cui si parla.

Vengo a Roma = vado a Roma e la persona con cui parlo è già a Roma.

Domani sera vengo al cinema = domani sera vado al cinema e ci sarà anche la persona con cui parlo.

Questo verbo seguito dalla preposizione da indica la provenienza da un luogo.

Vengo da Venezia = sono partito da Venezia e ora sono arrivato qui.

Vengo da casa = sono partito da casa mia e sono arrivato qui.

Se venire è seguito da un infinito si usa la preposizione a: vengo mangiare con te.


VENIRE + DI

Vengo di corsa

Vengono di fretta

Veniamo di sera


VENIRE + A

Vengo a maggio

Vengo a cena

Veniamo a Roma


VENIRE + DA

Vendo da te?

Vengo da maggio a settembre

Vengo da Roma

Venire dalle 7:00 alle 9:00 (con le ore usiamo dalle – dall’ ___\ alle\ a)


 

VENIRE + DA + NOME DI CITTÀ

VENIRE + DAL, DALLA, DALL’, DAGLI. DALLE + NOME DI PAESE, ISOLA, REGIONE
vengo da Roma

vengono da Barcellona

veniamo da Parigi

venite da Londra

veniamo dalla Polonia

vengono dall’Italia

viene dal Giappone (viene dagli Stati Uniti)

vengo dalla Sardegna


VENIRE + IN

Vengo in macchina (in bus, in bicicletta, in aereo, con tutti i mezzi di trasporto)

Vengo in compagnia


VENIRE + CON

Vengo con mia madre

Vengo con calma


VENIRE + PER

Vengo per te

Veniamo per studiare


VENIRE + TRA\FRA

Vengo tra marzo e aprile

Veniamo tra lunedì e martedì

Venite tra le 5:00 e le 7:00


Pratichiamo!

This quiz is for logged in users only.



Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.