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MODI DI DIRE CON IL VERBO LAVARE

 


  • || Lavare il capo a qualcuno (LAVARE LA TESTA A QUALCUNO \ FARE IL LAVAGGIO DELLA TESTA A QUALCUNO = sgridarlo
  • || Lavare la testa all’asino = fare una cosa inutile
  • || Lavarsene le mani = non volersene occupare, non volere responsabilità
  • || Lavarsi la bocca = sparlare

PER CHE ORA O A CHE ORA?

CIAO!

Oggi impariamo la differenza tra la preposizione A e la preposizione PER, in riferimento alle espressioni “per che ora” e “a che ora”.


Le espressioni “a che ora” e “per che ora” sono entrambe corrette e hanno lo stesso significato, guarda questi esempi:

A che ora ci vediamo?

Ci vediamo alle 11.

Per che ora ci vediamo?

Ci vediamo per le undici.

L’unica differenza riguarda la precisione dell’appuntamento. Quando diciamo ” ci vediamo per le undici” significa “verso le undici”, dunque l’orario dell’appuntamento è approssimativo e non specifico come invece lo è quando usiamo l’espressione “alle 11”.

LEGGI IL DIALOGO

MARIA: Buongiorno!

SEGRETARIA: Buongiorno, prego!

MARIA: Vorrei parlare con il Signor Rossi…

SEGRETARIA: Mi dispiace, in questo momento non è in sede, come posso aiutarla?

MARIA: Vorrei parlarle di un progetto, ci siamo sentiti qualche giorno fa via e-mail, mi ha detto di passare in ufficio per parlarne di persona.

SEGRETARIA: Purtroppo è un uomo molto impegnato, non ha un’agenda fissa, a volte cambiano i programmi all’improvviso e si deve spostare. Per evitare di farla ritornare inutilmente le consiglierei di fissare un appuntamento, poi se ci dovessero essere problemi la contatteremo in anticipo.

MARIA: Va bene, grazie!

SEGRETARIA: Per quando le andrebbe bene? Abbiamo un posto libero domani sera per le sei, oppure venerdì mattina per le 11:30.

MARIA: Per venerdì mattina alle 11:30 andrebbe bene.

SEGRETARIA: Perfetto, allora fissiamo l’appuntamento per venerdì mattina alle 11:30, nel caso ci dovessero essere dei cambiamenti la contatterò, mi lascia il suo numero di telefono per favore?

MARIA: Certo! 9089908765.

SEGRETARIA: Anche il suo nominativo, grazie!

MARIA: Maria Javier.

SEGRETARIA: Perfetto Signora Javier, a venerdì.

MARIA: Grazie, a venerdì, buona giornata!

SEGRETARIA: Anche a lei!


 

PER + ESPRESSIONI DI TEMPO + QUALCOSA

(anche giorni della settimana, mesi ecc)

Il mio lavoro sarà pronto per domani;

Per domani va bene?

Sarò pronto per giovedì;

Saranno disponibili per il prossimo fine settimana?

Per che ora sei libero?

Sono libero per le 6:00.


A + ORA

Ci vediamo alle sei;

Alle 8:00 devo andare in palestra.

ESPRESSIONI FISSE CHE SI COSTRUISCONO SOLO CON “A”

A domani!

A dopo!

A martedì (A + GIORNO DELLA SETTIMANA)

ATTENZIONE!

Non si usa mai la preposizione A per fissare un appuntamento con i giorni della settimana, pertanto, espressioni come:

a martedì sono pronto;

a martedì sono libero;

SONO ESPRESSIONI SBAGLIATE.

 


Possiamo usare la preposizione A con i mesi dell’anno:

  • A marzo andrò a Cagliari;
  • A maggio sarò a Roma;
  • A luglio andrò in vacanza.

Qual è la differenza tra A MARZO e PER MARZO? La differenza sostanziale è nella domanda, la preposizione PER risponde alle domande: per quando? per quanto?

-Per quando sarà pronto il tuo lavoro?

-Per marzo.

-Per quanto tempo starai qui?

-Per nove mesi.

La preposizione A risponde alla domanda: quando? (SOLO CON I GIORNI DELLA SETTIMANA, NON CON I MESI DELL’ANNO)

-Quando arriverai?

-A marzo.

PER CHE ORA O A CHE ORA

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SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

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TEST DI ITALIANO LIVELLO AVANZATO

Un test di italiano per valutare le tue competenze linguistiche, sei pronto?

In bocca al lupo!

 

LEGGI TERMINI E CONDIZIONI

 TEST DI ITALIANO LIVELLO AVANZATO

RISPONDI ALLE DOMANDE

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Da quanto tempo impari l'italiano?

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SELEZIONA LA PAROLA MANCANTE:

 

Questa è una sorpresa ______________.
SELEZIONA LA PAROLA MANCANTE

Il fenomeno emergente ___________ giovani, ma anche persone un po' più in là con l'età.
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA

+ italiano: concordanza dei tempi

CIAO!

CHE MODI E TEMPI VERBALI USIAMO QUANDO:

  • RACCONTIAMO (PARLIAMO DELLA…)  LA VITA DI QUALCUNO (per esempio “la nostra vita”)
  • PARLIAMO DI QUALCOSA
  • PARLIAMO DI UNA SITUAZIONE

  1. presente
  2. passato prossimo
  3. imperfetto
  4. congiuntivo
  5. condizionale

ASCOLTA IL PODCAS

Quando dobbiamo descrivere qualcuno o qualcosa, una situazione, un avvenimento, dobbiamo fare attenzione a due cose molto importanti:

  1. gli aggettivi da usare (di questo argomento abbiamo già parlato in una lezione precedente)
  2. la concordanza dei modi e dei tempi verbali

In questa lezione ci occuperemo proprio della concordanza dei modi e tempi verbali.


Ascolta il podcast

 

 

Qui ti presento uno schema che puoi usare per parlare di qualcuno.


  • Quello che hai appena letto è uno schema generico che può essere usato sia nello scritto sia nel parlato.
  • Possiamo usarlo per presentarci, per presentare qualcuno, ma anche per parlare di qualcosa o una situazione.

Guarda questi esempi:

  • DESCRIVERE QUALCOSA
  1. Com’è adesso?
  2. Com’era?
  3. Com’è stato?

L’ultima cena di Leonardo da Vinci

Risultati immagini per l'ultima cena di leonardo

Il grande affresco (460 x 880 cm) è stato realizzato da Leonardo tra il 1495 e il 1497.

La tecnica utilizzata è una tecnica mista su muro. Esempio di arte sacra tra i più famosi di tutti i tempi.

L’Ultima Cena o Cenacolo di Leonardo da Vinci decora una parete del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. L’affresco rappresenta il momento successivo all’affermazione di Cristo “uno di voi mi tradirà”, e descrive attraverso i gesti, le espressioni e le posture dei corpi, le diverse reazioni degli apostoli alle parole di Gesù; gli apostoli si chiedono increduli, manifestando sgomento e stupore, il significato delle sue parole, si chiedono chi sarà il traditore;regna l’agitazione,lo sconcerto,la discussione.

⇒ Come puoi notare in questo esempio, non sempre è necessario usare tutti i tempi e modi verbali che ci sono nella scheda esemplificativa, a volte possiamo semplicemente usare 1 o 2 tempi verbali.


PRATICHIAMO!

Raccontami qualcosa su di te. Che cosa hai fatto fino ad oggi? Che cosa fai attualmente? Che cosa facevi quando eri adolescente? Che cosa vorresti fare? Che cosa avresti voluto fare?

Scrivi il testo, poi invialo alla tua insegnante per la correzione.


 

RINFORZO: QUALSIASI E QUALUNQUE

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare qualsiasi e qualunque.


 QUALUNQUE \ QUALSIASI+ CONGIUNTIVO

Dopo qualunque \ qualsiasi usiamo  il congiuntivo:

  • Qualunque sia la tua scelta, io sarò con te
  • Qualsiasi scelta loro prendano, noi siamo pronti a difenderla
  • Qualsiasi decisione lui prenda, io andrò comunque via
  • Qualsiasi scelta lui prendesse, io avrei comunque preso le mie decisioni
  • Qualunque decisione avessero preso, noi saremmo comunque andati via
  • USI

In una proposizione relativa con valore concessivo, se il modo del predicato è il congiuntivo presente del verbo essere, è consigliabile usare la forma qualunque. Questo per due ragioni: per evitare la ripetizione dello stesso suono due volte consecutive (qualsiasi sia); perché qualsiasi ha già in sé il congiuntivo del verbo essere (= quale che sia)

Qualunque sia il problema, lo risolveremo è meglio di Qualsiasi sia il problema, lo risolveremo.

 

QUALUNQUE \ QUALSIASI + FUTURO

Con qualunque e qualsiasi possiamo anche usare il futuro, per descrivere eventi futuri

Qualunque scelta lui prenderà, io sarò al suo fianco

Qualsiasi decisione lui prenderà, io andrò comunque via


NEL PRESENTE…

parlo adesso di qualcosa che potrebbe succedere in futuro ⇒ ipotesi realizzabile

QUALUNQUE + CONDIZIONALE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO = ipotesi realizzabile, possibile

Mio figlio vorrebbe partire per l’Austria. Vorrebbe andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io ho molto paura, ma qualunque sia la sua scelta io sarò con lui, farò del mio meglio perché lui realizzi il suo sogno.

 

NEL PASSATO…

parlo adesso di qualcosa che non si può più realizzare ⇒ ipotesi irrealizzabile = ci abbiamo pensato nel futuro, ma poi non è successo

QUALUNQUE + CONDIZIONALE passato + CONGIUNTIVO trapassato = ipotesi irrealizzabile

Mio figlio sarebbe voluto andare in Austria. Sarebbe voluto andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io avevo molto paura, ma qualunque fosse stata la sua scelta io sarei stata con lui, avrei fatto  del mio meglio perché lui potesse realizzare il suo sogno.

NEL FUTURO…

parlo adesso di qualcosa che non potrà accadere nel futuro ⇒ ipotesi possibile\certa = ci stiamo pensando, e se succederà sarà sicuramente così

QUALSIASI \ QUALUNQUE + FUTURO  = ipotesi irrealizzabile

Mio figlio vorrebbe andare in Austria. Vorrebbe andare a vivere lì, studiare e trovare un lavoro. Io ho paura, ma qualsiasi scelta lui prenderà, io sarò con lui, farò del mio meglio perché lui possa realizzare il suo sogno.


PRATICHIAMO!

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+ italiano: pronto? chi parla?

Ciao!

In questa lezione impareremo a rispondere al telefono:

  • nelle situazioni formali
  • nelle situazioni informali

 

 

Come gestire una telefonata, qualche consiglio utile.

 

  • RISPONDERE AL TELEFONO
  • PARLARE AL TELEFONO
  • TELEFONARE A QUALCUNO
  • IL TELEFONO SQUILLA
  • RIAGGANCIARE ⇒ CHIUDERE IL TELEFONO ⇒ CHIUDERE LA CHIAMATA
  • LA CHIAMATA ESSERE DISTURBATA
  • LA CHIAMATA ESSERE STATA INTERROTA

 

SCRIPT DI CHIAMATA FORMALE

A: pronto?

B: buongiorno, famiglia Rossi?

A: sì buongiorno, con chi parlo?

B: sono Laura, vorrei parlare con Maria…

(sono Laura, è possibile parlare con Maria?)

A: sì un attimo che glielo passo ⇒ al telefono usiamo il verbo passare

-in questo momento è occupata, potrebbe chiamare più tardi?

-mi dispiace, in questo momento non è in casa, provi a chiamare più tardi

B: va bene, grazie, buona giornata!

A: grazie, anche a lei.


 

SCRIPT DI CHIAMATA INFORMALE

In base alla confidenza che abbiamo con la persona, possiamo impostare la telefonata in diversi modi, qui ne vediamo alcuni…

A: pronto?

B: ciao Luisa, sono Stefano

A: ciao Stefano, come stai?

B: bene grazie, vorrei parlare con tuo marito

A: in questo momento non c’è, mi dispiace, chiama più tardi

sì, aspetta un attimo che te lo passo

B: okay, va bene, senti digli che ho telefonato per invitarlo alla festa del mio compleanno, gli telefonerò più tardi, okay?

A: va bene, ciao Stefano

B: ciao Luisa

ASCOLTA QUESTE DUE TELEFONATE, POI RISPONDI ALLE DOMANDE

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+ italiano: che cosa mi racconti?

IL CIUCCIO

IL BIBERON

IL PANNOLINO

IL PUPO \ IL NEONATO

ESSERE INCINTA

LA CARROZZINA

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+ ITALIANO: CHE PAURA!

ESPRESSIONI E VERBI

AVERE PAURA

-Ho paura di volare

AVERE TIMORE

-Ho timore di disturbare, magari stanno domendo

ESSERE IMPAURITO

-Sono impaurito, dopo quello che è successo ieri

ESSERE INTIMORITO

-Eravamo intimorito per l’accaduto

NON AVERE NIENTE DA TEMERE

-Non abbiamo niente da temere

TEMERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Temiamo che il volo sia in ritardo

TEMERE + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Temono di non mangiare bene

TEMERE DI NON RIUSCIRCI

-Sono preoccupata per l’esame di francese, temo di non riuscirci

TEMERE DI NON FARCELA

-Temiamo di non farcela, siamo troppo in ritardo

TEMERE DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

-Temo di non essere all’altezza della situazione

NON ESSERCI NIENTE DA TEMERE \ NON ESSERCI NIENTE DI CUI AVERE PAURA

-Non ti preoccupare, andrà tutto bene, non c’è niente da temere


La paura in tutte le sue forme può causare un blocco emotivo:

CHE COSA TI BLOCCA?

-Che cosa ti blocca? Perché non vai in Austria da tuo figlio?

-Mi blocca la paura di volare.

C’è QUALCOSA CHE MI BLOCCA

-Non andrò alla festa di Marcello, c’è qualcosa che mi blocca

AVERE UN BRUTTO PRESAGIO \ PRESENTIMENTO  = quando abbiamo un presagio, una profezia, un pensiero

-Ho paura, ho un brutto presentimento, meglio non uscire di casa

SENTIRSI QUALCOSA CHE NON VA = quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Sento che c’è qualcosa che non va

ESSERCI QUALCOSA DI STRANO= quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Ho paura, c’è qualcosa di strano, non so cosa sia, ma mi sento strano

LEGGI IL TESTO

In generale non sono una persona molto paurosa, le mie paure più frequenti sono: paura di volare, paura del buio, paura di restare sola a casa di notte.

Un giorno sono rimasta da sola a casa, mio marito era fuori città per lavoro. In questo giorno sono iniziate le mie paure.

Rientrata da lavoro ho cenato tranquilla, ho fatto la doccia. Mentre facevo la doccia facevo caso ad ogni minimo rumore. I rumori che prima erano normali, come il rumore degli alberi mossi dal vento, il rumore della caldaia, hanno iniziato improvvisamente a destare un’insolita preoccupazione.

Ad un certo punto la mia gatta gettandosi giù dalla sedia, come al suo solito, ha fatto cadere la sedia a terra. Io mi sono spaventata, sono uscita velocemente dalla doccia, pensando che in casa ci fossero i ladri.

Per la fretta di mettermi al riparo e andare a vedere che cosa fosse successo ho iniziato a correre con i piedi scalzi e bagnati, così… sono caduta a terra, facendomi molto male alla schiena.

Da quel giorno non riesco più a rimanere da sola a casa di notte.

Ogni volta che mio marito va fuori per lavoro, io vado a dormire da mia madre, non so, ma nonostante consciamente sappia che non c’è niente di cui aver paura, io mi sento sempre come se ci fosse qualcosa che non va, qualcosa di strano, un pericolo imminente.

E tu? Hai paura di qualcosa?

Qual è o quali sono le tue paure più grandi?

Scrivi un testo di 120 parole, usa le espressioni che hai imparato in questa lezione.

Invia il tuo testo alla tua insegnante via email

9 + 6 =

+ italiano: dolce o salato

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare due aggettivi: zuccherato e salato


Zuccherato e salato

ZUCCHERARE = mettere lo zucchero

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: ZUCCHERATO

AVERE ZUCCHERATO

-Abbiamo zuccherato il tuo caffè

ZUCCHERATO = AGGETTIVO ⇒ con zucchero

SALARE = mettere il sale

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: SALATO

-Ho salato la pasta

SALATO = con sale

AUSILIARE: ESSERE

essere salato, essere zuccherato

AMARO = senza zucchero

DOLCE = con zucchero

AUSILIARE: ESSERE

essere dolce, essere amaro

INSIPIDO = senza sapore

-Questa salsa è insipida

NON SAPERE DI NIENTE = non ha sapore

-Questa salsa non sa di niente

METTERE ZUCCHERO, SALE

AGGIUNGERE ZUCCHERO, SALE

A PIACERE = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-A piacere!

QUANTO BASTA = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-Quanto basta.

ESSERE TROPPO DOLCE = quando in un dolce c’è troppo zucchero

-Questa torna non mi piace, è troppo dolce

ESSERE TROPPO SALATO = quando in un piatto o in un alimento c’è troppo sale

-Questa pizza è immangiabile, è troppo salata

 


Lo zucchero è veleno per il nostro organismo

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

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ESPRESSIONI

  • MANGIARE DOLCE

-Io mangio dolce, mi piacciono tantissimo i dolci

  • MANGIARE SALATO

-Mia figlia mangia salato, dovresti vedere quanto sale mette nella pasta, immangiabile per me

  • PREFERIRE IL DOLCE

-Preferiamo i cibi dolci

  • PREFERIRE IL SALATO

-Mio marito non mangia mai dolci, preferisce il salato


PRATICHIAMO!

E TU? CHE COSA PREFERISCI? MANGI DOLCE O SALATO?

Scrivi un testo di almeno 80 parole, invialo alla tua insegnante per la correzione

 

 

PODCAST: COLAZIONE AL BAR


PRATICHIAMO!

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+ ITALIANO: PENSARLA

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato di PENSARLA


PENSARE + LA = PENSARLA

SIGNIFICA = avere una determinata opinione

Questa espressione può essere resa anche con il verbo VEDERE = VEDERLA

 

PENSARLA DIVERSAMENTE

VEDERLA DIVERSAMENTE

PENSARLA \ VEDERLA + COME + QUALCUNO

PENSARLA \ VEDERLA IN MODO DIVERSO

PENSARLA \ VEDERLA COSì

-Non la penso come te

-Non la vedo come te

-Loro la pensano diversamente

-Noi non la pensiamo in questo modo

-Noi non la vediamo così


LEGGI IL TESTO…

 


Pratichiamo!

E tu come la pensi?

Leggi il seguente testo e poi rispondi. Scrivi che cosa ne pensi: la pensi come loro o non la pensi come loro?


Perché noi vegani e vegetariani non mangiamo la carne

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specistaAggiungi un suggerimento, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?


SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO OPPURE INVIA L’ESERCIZIO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL.

+ ITALIANO: ESPRIMERE SORPRESA

VERBI ED ESPRESSIONI

SORPRENDERE = prendere, cogliere all’improvviso, inaspettatamente

-Mi sorprende vederti qui

Participio passato: SORPRESO

ESSERE SORPRESO PER QUALCOSA

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO QUALCUNO

-Il loro atteggiamento ha sorpreso tutti

 

Altri sinonimi:

 

  • SORPRENDERE
  • SORPRENDERSI
  • MERAVIGLIARSI
LEGGI I TESTI

LETTERA 1

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, pertanto con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.

LETTERA 2

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, siamo davvero dispiaciuti per quanto accaduto e per avervi causato disagio.Con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi e rimediare il danno.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.


Come puoi aver notato nel testo 1 e nel testo 2  le situazioni sono completamente diverse. La prima è positiva, la seconda è negativa.

Possiamo esprimere sorpresa sia per le situazioni positive che per quelle negative, usiamo gli stessi verbi e le stesse espressioni (in via del tutto generale).

MODI VERBALI DA USARE

SORPRENDERE + INDICATIVO

-Mi sorprende vederti qui

SORPRENDERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Mi sorprende che tu sia qui

ESSERE SORPRESO + INDICATIVO

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO + INDICATIVO

-Hanno sorpreso tutti

ESPRESSIONI

RESTARE\RIMANERE A BOCCA APERTA

-Vederti mi ha lasciato a bocca aperta

ESSERE SBIGOTTITO

-Sono sbigottito dal suo atteggiamento

ESSERE SBALORDITO

-Siamo sbalorditi dalla situazione che si è creata

RESTARE\RIMANERE SENZA PAROLE

-Siamo rimasti senza parole

C’è qualcosa che ti ha sorpreso ultimamente? Sia in positivo che in negativo?

Raccontalo con parole tue usando le espressioni che hai appreso in questa lezione.

INVIA IL TUO TEMA ALLA TUA INSEGNANTE, RICEVERAI LA CORREZIONE

8 + 3 =

ESPRIMERE INCERTEZZA

CIAO!

In questa lezione imparerai ad esprimere INCERTEZZA.


LEGGI IL TESTO…

MARCO: Sto cercando di parlare con Marta da due ore, ma non mi risponde al cellulare.
ANNA: Hai qualche problema? Posso aiutarti?
MARCO: No, grazie, devo fissare con lei un appuntamento per domani.
ANNA: Se non risponde, avrà il cellulare scarico…
MARCO: Che dici, adesso sarà ancora in ufficio?
ANNA: Sì, saranno le quattro, e lei lavora fino alle cinque…
MARCO: Allora è inutile chiamare il numero di casa sua. Devo aspettare almeno le cinque.
ANNA: No, con il traffico che c’è, non la troverai prima delle sei!
MARCO: Ok, allora riprovo dopo.

ANNA: Sì, secondo me dovresti riprovare dopo, anche se non sono sicura che ti risponda...

MARCO: Hai ragione, va bene, riprovo lo stesso, se non dovesse rispondere le telefonerò domani.


ESPRIMERE INCERTEZZA

PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO IL CONGIUNTIVO

NON ESSERE SICURO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono sicuro che i tuoi fratelli partano domani

NON ESSERE CERTO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono certa che mia zia sia già arrivata

NON ESSERE CONVINTO + CHE + CONGIUNTIVO

-Non sono convinte che mia zia sia sul treno

NON AVERE LA CERTEZZA + CHE + CONGIUNTIVO

-Non abbiamo la certezza che Gianni sia arrivato

NON SAPERE + SE + CONGIUNTIVO

-Non so se la lezione sia iniziata o meno

-Non sapevamo se mio marito fosse rientrato o no

DUBITARE + CHE + CONGIUNTIVO

-Dubito che vengano a lezione

-Dubitavo che venissero a lezione


PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO IL FUTURO

IN ITALIANO, PER ESPRIMERE INCERTEZZA USIAMO ANCHE IL FUTURO, GUARDA QUESTI ESEMPI:

-Mio marito sarà sotto la doccia, per questo non ti risponde

-L’insegnante avrà già iniziato la lezione, ecco perché la porta della classe è già chiusa


 

LA CONCORDANZA DEI TEMPI NEL CONGIUNTIVO 2

t

PENSAVO CHE FOSSI ARRIVATO

t

PENSAVO CHE SARESTI ARRIVATO

t

PENSAVO CHE ARRIVASSI

Qual è la frase giusta? Che cosa dobbiamo usare dopo l’imperfetto dell’indicativo nella frasi introdotte da CHE? Condizionale passato, congiuntivo trapassato o congiuntivo imperfetto?

Questi sono i classici dubbi grammaticali che attanagliano la mente di italiano e stranieri, vediamo di snodare questi nodi fastidiosi uno per uno 😉

Iniziamo la lezione dicendo che  tutti i periodi sono corretti, esprimono però rapporti temporali diversi tra reggente e subordinata:

  1. Nel primo il rapporto tra reggente (immaginavo) e subordinata (che arrivassi in anticipo) è di contemporaneità;
  2. Nel secondo il rapporto temporale tra principale (immaginavo) e subordinata (che saresti arrivato in anticipo) è di posteriorità;
  3. Nel terzo il rapporto tra reggente (immaginavo) e subordinata (che fossi arrivato in anticipo) è di anteriorità.

 

 

PRIMA FRASE: PASSATO

Pensavo che, credevo che, immaginavo che

SECONDA FRASE: dipende.

RELAZIONE TEMPORALE = ANTERIORITA'

PENSAVO CHE MARTA AVESSE SUPERATO L’ESAME

PENSAVO CHE MARCO ANDASSE SPESSO IN MONTAGNA

Quando l’azione della frase subordinata si svolge prima dell’azione espressa nella frase principale, allora usiamo:

  1. CONGIUNTIVO TRAPASSATO
  2. CONGIUNTIVO IMPERFETTO (secondo le funzioni tipiche dei due tempi).

 

RELAZIONE TEMPORALE = CONTEMPORANEITA'

PENSAVO CHE MARTA PASSASSE L’ESAME OGGI

PENSAVO CHE MARTA STESSE PARTENDO

Quando le azioni delle due frasi si svolgono nello stesso momento, usiamo:

  1. CONGIUNTIVO IMPERFETTO
  2. STARE + GERUNDIO: AL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

RELAZIONE TEMPORALE = POSTERIORITA'

PENSAVO CHE MARTA AVREBBE COMPRATO IL LIBRO DI ITALIANO

PENSAVO CHE MARTA AVESSE COMPRATO IL LIBRO DI ITALIANO

Quando l’azione nella subordinata si svolge dopo dell’azione nella frase principale usiamo:

  1. CONDIZIONALE COMPOSTO
  2. CONGIUNTIVO IMPERFETTO (secondo le funzioni tipiche dei due tempi).

 

PRATICHIAMO!

 

+ ITALIANO: LA MIA ESPERIENZA PIÙ BELLA IN LINGUA ITALIANA

 

LEGGI IL TESTO

LETTERA A UNO STUDENTE

Caro studente straniero,

sono la tua insegnante di lingua italiana, ti scrivo questa lettera perché voglio chiarire alcune cose che mi pare non siano molto chiare.

L’Italia è un paese dove non si mangia solo la pizza ma anche la pasta, il pesce, la carne, il formaggio e si bevono tantissimi vini, non solo il prosecco.

L’italiano è una lingua meravigliosa, con milioni di vocaboli, modi di dire, verbi idiomatici e tanti modi verbali, non solo il presente dell’indicativo.

Il condizionale e il congiuntivo sono due modi verbali fantastici che ti permettono di esprimere dubbi, incertezze, sogni e desideri.

I verbi leggere e capire hanno una pronuncia un po’ bizzarra (secondo il tuo modo di vedere le cose), ma sono proprio le pronunce bizzarre che ti permetteranno di abituarti ai suoni della lingua italiana.

La lingua italiana è bellissima, musicale, amabile, una lingua che ti fa sognare, ma attenzione alla sua grammatica, molto ricca e capricciosa, spesso ti farà impazzire.

Non ci vorranno milioni di anni e milioni di libri per imparare questa lingua gioiosa e romantica, ma solo la tua volontà e la tua determinazione… ricorda che volere è potere.

Non ti preoccupare se le prime volte ti sentirai bloccato, stressato, frustrato, imbarazzato.

Probabilmente le prime volte che parlerai con gli altri ti sentirai osservato, non ti sentirai a tuo agio, ma piano piano passerà.

La mia prima volta con l’inglese è stata un vero disastro. Ricordo di aver balbettato per tutto il tempo, mi sentivo osservata, imbarazzante, poi finalmente l’insegnante mi disse: “No problem, it’s normal”. Questa frase di conforto mi ha dato speranza per continuare a credere in me stessa e raggiungere il mio obiettivo e parlare l’inglese very well 😉

La Tua Professoressa <3


LABORATORIO DI ASCOLTO

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + DA + VERBO

è stata un’esperienza da dimenticare

è stata un’esperienza da ricordare

è stata un’esperienza da ripetere

ESSERE STATA UN'ESPERIENZA + AGGETTIVO

è stata un’esperienza orribile

è stata un’esperienza fantastica

è stata un’esperienza difficile

MEGLIO O MIGLIORE – PEGGIO O PEGGIORE?

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare MEGLIO\MIGLIORE e PEGGIO\PEGGIORE.


MEGLIO > PEGGIO

 

  • Meglio è il contrario di peggio
  • Meglio e peggio sono AVVERBI
  • Il loro significato è: più bene > meglio \ più male > peggio

-è meglio andare a Roma o a Parigi?

-Meglio uscire due ore in anticipo, non si sa mai!

-è stato meglio così, mi dispiace essere andato via da Roma, ma alla fine non avevo altra soluzione.

IMPORTANTE!

Meglio e peggio sono spesso accompagnati dal verbo ESSERE, con meglio e peggio + il verbo ESSERE formiamo molte espressioni:

ESSERE MEGLIO \ ESSERE PEGGIO

-è meglio andare al mare che andare in montagna

-è peggio vivere a Roma o a Palermo?

Abbiamo un’altra espressione che si forma con migliore e peggiore ugualmente costruita con il verbo ESSERE:

-Paolo è il migliore di tutti;

-Vanna è la peggiore di tutte.

 


 

MEGLIO+ VERBO ALL’INFINITO

-Meglio mangiare una pizza, qui il pesce non è fresco;

-Meglio uscire in anticipo, c’è molto traffico, non voglio arrivare in ritardo.

MEGLIO \ PEGGIO + che + VERBO ALL’INFINITO

Usiamo questa formula per fare dei paragoni:

-Vivere qui è sempre meglio che vivere nel mio paese;

-Parlare con Gianni è stato peggio che parlare con suo padre.

MEGLIO \ PEGGIO + DI + PRONOME INDIRETTO

-Francesca è meglio di te;

-Paolo e Giuliana sono meglio di noi.


 

MIGLIORE > PEGGIORE

  • Migliore è il contrario di peggiore
  • Migliore e peggiore sono AGGETTIVI COMPARATIVI di buonocattivo

Sono il comparativo degli aggettivi “buono” e “cattivo”: più buono->migliore; più cattivo->peggiore.
Come tutti gli aggettivi, possono precedere o seguire un sostantivo (un nome):

-Il mio migliore amico vive a Roma;

-La stanza migliore è quella a destra;

-La migliore soluzione è partire al più presto;

-La sorella di Stefano è la peggiore di tutte.


STARE + PEGGIO\ MEGLIO

-Ieri stavo molto male, oggi sto meglio.

O meglio \ O peggio

-Inciso che usiamo per precisare o correggere ciò che abbiamo detto in precedenza:

-Vorrei andare a vivere in Germani e tornare a casa solo qualche volta o meglio non tornare mai;

-Se non studi finirai per imparare poco l’italiano o peggio non impararlo affatto.


ANDARE MEGLIO\PEGGIO

-Adesso va meglio di prima, finalmente ho trovato un lavoro;

-Ieri andava peggio, oggi va meglio.

 


CONSIGLI 😉

 

Ti consiglio di leggere anche questo articolo: MEGLIO O MIGLIORE? – Il corriere

Ti consiglio di leggere anche questo articolo: MOLTO MIGLIORE – MOLTO MAGGIORE -L’Accademia della Crusca

 

SEI PRONTO? ADESSO PRATICHIAMO UN PO’…

NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO SCRIVI 5 FRASI CON MEGLIO\PEGGIO e 5 FRASI CON MIGLIORE\PEGGIORE 😉


Bello, buono, bravo, bene

 


Bello è usato per dire che qualcuno o qualcosa ha un PIACEVOLE aspetto fisico:

Luigi è un bel ragazzo

Ho comprato un bel libro

Abbiamo visto una bella casa

 

ATTENZIONE! BELLO diventa BELLA, BELLE, BELLI.


Buono (buona, buoni, buone) è usato per dare un’opinione positiva circa la qualità di qualcosa, qualcuno o per descrivere un SAPORE, un PROFUMO, un ODORE:

Una persona buona

Un buon profumo

Un buon sapore

Una buona pizza


Per capire meglio la differenza fra questi due aggettivi possiamo usare questo esempio:

Maria è una bella ragazza ⇒ descrizione del suo aspetto fisico

Maria è una persona buona ⇒ descrizione del suo carattere

Una buona torna ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Una buona pizza ⇒ descrizione del sapore, del gusto

Questo caffè ha un buon profumo ⇒ descrizione del profumo


Bene è un avverbio che si usa per dare un giudizio positivo a qualcosa\qualcuno:

La macchina funziona bene

Ho studiato bene


NON DIRE MAI⇒ Una persona bene


Bravo è un aggettivo usato per descrivere il carattere di una persona (o un animale) o per dire che questa persona è molto brava nel fare qualcosa:

Luca è un bravo ragazzo

Luigi è molto bravo in matematica 😉 [beato lui!]

Mina è una brava cantante

Pietro è un bravo insegnante


N.B.

BRAVO cambia al maschile, femminile, singolare, plurale: bravo, brava, bravi, brave


 

LEGGI IL TESTO

 

“GIULIA E STEFANO SI CONOSCONO, STEFANO RACCONTA AL SUO AMICO DEL LORO INCONTRO”

CIAO!

Scusa se in questi giorni non ti ho scritto. Ero impegnato con affari sentimentali 😉

Ho conosciuto una bella ragazza di Roma. Lei è bella, alta, magra, mora e occhi castani. Siamo usciti insieme un paio di volte. Una volta abbiamo preso un caffè in un bar vicino al Colosseo (il caffè era buono e aveva anche un buon profumo) e un’altra volta abbiamo mangiato una buona pizza in un ristorante vicino a Piazza di Spagna. Mi sembra una ragazza molto interessante, ma non so se sia una brava persona, per dire questo devo ancora aspettare un po’ di tempo.

Ci sentiamo presto

Stefano

BELLO, BUONO, BRAVO, BENE

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DI DOVE SEI?

 

 DIRE LA PROPRIA PROVENIENZA


Di dove sei?

Per rispondere a questa domanda usiamo questa formula:

verbo essere + aggettivo di nazionalità

-Sono italiano.

-Sono algerino.

-Siamo tedeschi.

-Siamo francesi.

∗Gli aggettivi variano nel genere (maschile – femminile) e nel numero (singolare – plurale) e concordano nel numero e nel genere del nome a cui si riferiscono: italiano, italiana, italiani, italiane.

 


Paese Aggettivi di nazionalità

-ano/a

Italia
Australia
Egitto
Messico
Colombia
Brasile
Corea
italiano/a
australiano/a
egiziano/a
messicano/a
colombiano/a
brasiliano/a
coreano/a

-ese

Inghilterra
Irlanda
Olanda
Finlandia
Norvegia
Cina
Francia
Portogallo
Canada
inglese
irlandese
olandese
finlandese
norvegese
cinese
francese
portoghese
canadese

-ense

Stati Uniti d’America
Panama
statunitense
panamense

-ino/a

Argentina
Algeria
Tunisia
argentino/a
algerino/a
tunisino/a

eno/a

Iraq
Cile
iracheno/a
cileno/a

-o/a

Russia
Grecia
russo/a
greco/a

-e

Lettonia
Estonia
lettone
estone

Per dire la città di provenienza usiamo questa formula:

verbo essere + DI + nome della città

-Sono di Roma.

-Sono di Napoli.

-Sono di New York.

-Sono di Tokyo.

 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

PASSIAMO DALLA TEORIA ALLA PRATICA

DI DOVE SEI?

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SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

I 7 errori più comuni quando impariamo l’italiano


I 7 ERRORI:

  1. Confondere grammatica e assimilazione della lingua
  2. Mettere da parte l’esercizio per mesi
  3. Aver paura di parlare
  4. Credere che lo studio debba essere spiacevole per essere efficace
  5. Studiare a memoria
  6. Studiare da soli
  7. Non utilizzare un metodo su misura

CHE COSA HAI IMPARATO IN QUESTA LEZIONE?

NUOVE ESPRESSIONI E\O MODI DI DIRE

ENTRARE \ andare  NEL PALLONE

significa ⇒ entrare\ andare in confusione

-All’esame non sono riuscito a dire mezza parola, sono entrato in confusione.

ESSERE NEL PALLONE

significa ⇒essere in confusione

-sono nel pallone, preferisco ripetere l’esame.

ESAUSTIVO

che dice tutto su un dato argomento \ completo

-Abbiamo eseguito un’analisi esaustiva.

MIRARE

in questo caso aspirare a un obiettivo (questo verbo ha anche altri significati, vai qui per conoscerli)

QUALCOSA CHE MIRI A...

Con il verbo mirare introdotto da CHE usiamo il congiuntivo:

-Un corso che miri all’insegnamento della lingua italiana.

UN ESSERE UMANO IN CARNE ED OSSA

un essere umano

CHE NESSUNO SI STUPISCA

Il verbo stupirsi introdotto da CHE richiede il congiuntivo

-Che nessuno si stupisca se i bambini non parlano l’italiano.

STUDIO MATTO E DISPERATISSIMO

Giacomo Leopardi ha usato per primo questa espressione. Oggi la usiamo per indicare un modo di studiare matto e disperato. Questa espressione può anche essere resa con l’espressioni:

-studiare come un matto;

– studiare come un pazzo;

– studiare come un dannato.

PREPOSIZIONI DI TEMPO

Le preposizioni di TEMPO

 


 


PREPOSIZIONI E STAGIONI

  • Con le stagioni dell’anno usiamo la preposizione DI + INVERNO \ ESTATE ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

D’inverno piove ⇒ durante l’inverno piove;

D’inverno vado in montagna;

D’estate solitamente vado al mare.


  • Con PRIMAVERA e AUTUNNO usiamo la preposizione IN ⇒ per azioni abituali e per esprimere che una qualcosa accade durante una determinata stagione:

In primavera sbocciano i fiori;

In autunno cadono le foglie;

In autunno inizierò ad andare all’università;

In primavera farò un viaggio.


ATTENZIONE! Con tutte le stagioni usiamo la preposizione DI nelle seguenti espressioni:

  • Il primo + giorno + di + stagione

Il primo (secondo \ ultimo etc) giorno d’autunno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’estate;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) d’inverno;

Il primo giorno (secondo \ ultimo etc) di primavera.

  • Un giorno + di + stagione

Un giorno d’estate

Un giorno di primavera

Un giorno d’autunno

Un giorno d’inverno


PRATICHIAMO!

 

PRATICHIAMO!

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