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+ italiano: MI SENTI?

MI, TI, LA, LO, CI, VI, LI, LE + SENTIRE

-Mi senti?

-Sì, ti sento chiaro.

-Non ti sento, parla più forte.

-Non la sento, per favore, parli più forte.

-Li ho sentiti parlare, parlavano di noi.

 

LEGGI IL TESTO

Ciao Luisa, ti scrivo perché prima al telefono non ti sentivo. Dovresti chiamare un tecnico per controllare il tuo telefono, perché non si sente mai niente. Prima ti ho chiamata per dirti di stasera, fammi sapere se ti va di venire con noi in pizzeria. Aspetto una tua risposta, Ci sentiamo!

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+ italiano: CHIEDERE I PROGRAMMI DI QUALCUNO

 

CIAO!

CONTENUTO LEZIONE: CHIEDERE I PROGRAMMI DI QUALCUNO

ATTIVITÀ: CONVERSAZIONE + ASCOLTO


AVERE DEI PROGRAMMI + PER + …

-Hai dei programmi per stasera?

-Hai dei programmi per domani?

CHE COSA + FARE +…

-Che cosa fai stasera?

-Che cosa fai domani?


ESSERE + LIBERO \ IMPEGNATO

Sei libera stasera?

-Sì, perché?

-Ti andrebbe di andare a mangiare una pizza insieme?


AVERE UN IMPEGNO

-Sei libera stasera?

-No, ho già un impegno


ASCOLTA IL PODCAST

 

PRATICHIAMO!

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RINFORZO: CONGIUNTIVO E VERBO PENSARE

 


Il verbo PENSARE  ha sempre bisogno del CONGIUNTIVO, ma solo quando significa: CREDERE, RITENERE.

A volte, invece, il verbo pensare ha un’altra sfumatura di significato e corrisponde a “focalizzare”, “andare col pensiero”, “riflettere”.

In questo caso non richiede il congiuntivo, ma l’indicativo o il condizionale.
Possiamo notare la differenza in questi due esempi:

  • “Penso che mia madre  si voglia trasferire all’estero.”
    (il trasferimento di mia madre è una possibilità, ma non sono sicuro che lo faccia)
  • “Quando penso che mia madre si vuole trasferire a Roma, mi viene una grande
    tristezza.”
    (il trasferimento di mia madre  è una decisione presa e quando io penso a questo fatto sono triste).

PRATICHIAMO!

CONGIUNTIVO E VERBO PENSARE

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+ ITALIANO: IN SARTORIA

CIAO!

In questa lezione impareremo nuove espressioni e nuovi vocaboli che riguardano il settore del cucito.

ATTIVITÀ: COMPRENSIONE DELLA LETTURA E DELL’ASCOLTO + vocabolario


ASCOLTA IL PODCAST…

“Dalla sarta”


LA SARTORIA = è il luogo in cui la sarto o il sarto svolgono il loro lavoro



CHE COSA FA LA SARTA IN SARTORIA?

PRATICHIAMO!

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RINFORZO: DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

 

DARE E CHIEDERE INFORMAZIONI PERSONALI IN ITALIANO

DARE INFORMAZIONI PERSONALI DI UNA PERSONA

Dare informazioni personali proprie non è difficile.


 

È difficile dare informazioni su un’altra persona, con questo esercizio impari a dare informazioni su un’altra persona.

Importante ⇒ quando parli di una persona devi usare i verbi alla terza persona singolare, se parli di LUI\LEI e la seconda persona singolare se parli di TU:

Lui è Francesco

Lei è Cinzia

Tu sei Giovanna?

oppure la prima, seconda o terza persona plurale:

Loro sono Francesca e Paolo

Loro sono Luisa e Giulio

Noi siamo Giovanni e Lucia

Voi siete Francesca e Ignazio

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RINFORZO: i verbi con NE

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare i verbi con NE


Aggiungere la particella NE ad un verbo significa indicare la quantità di qualcosa che abbiamo citato in precedenza:

AVERNE = quanto?

  • -Avete dei libri di italiano?
  • -No, non ne abbiamo
  • -Sì, ne abbiamo due

VOLERNE = quanto?

  • Vuoi due dolci?
  • -Sì grazie, ne voglio due

BERNE = quanto?

  • -Avete bevuto l’acqua?
  • -Sì, ne abbiamo bevuto due bicchieri

COMPRARNE = quanto?

  • -è finita l’acqua!
  • -Ne comprimo due bottiglie

MANGIARNE = quanto?

  • -Che buona questa pizza, posso mangiarne ancora qualche fetta?
  • -Certo! Mangiane quante ne vuoi.

FARNE = quanto?

  • -Per imparare ad usare ne devi fare molti esercizi
  • -Ne faccio 1o, va bene?

DARNE = quanto?

  • -I gelati non bastano
  • -Se ne diamo due per uno, bastano

POTERNE = quanto?

  • -Vorrei mangiare due caramelle
  • -Non ne abbiamo più

Espressioni

Non poterne più e averne abbastanza sono due espressioni che significano = essere stanco, essere stufo di qualcosa \ qualcuno:

-Non ne posso più dei tuoi soliti errori

-Ne ho abbastanza delle tue telefonate alle 2 di notte.


 

+ italiano: concordanza dei tempi

CIAO!

CHE MODI E TEMPI VERBALI USIAMO QUANDO:

  • RACCONTIAMO (PARLIAMO DELLA…)  LA VITA DI QUALCUNO (per esempio “la nostra vita”)
  • PARLIAMO DI QUALCOSA
  • PARLIAMO DI UNA SITUAZIONE

  1. presente
  2. passato prossimo
  3. imperfetto
  4. congiuntivo
  5. condizionale

ASCOLTA IL PODCAS

Quando dobbiamo descrivere qualcuno o qualcosa, una situazione, un avvenimento, dobbiamo fare attenzione a due cose molto importanti:

  1. gli aggettivi da usare (di questo argomento abbiamo già parlato in una lezione precedente)
  2. la concordanza dei modi e dei tempi verbali

In questa lezione ci occuperemo proprio della concordanza dei modi e tempi verbali.


Ascolta il podcast

 

 

Qui ti presento uno schema che puoi usare per parlare di qualcuno.


  • Quello che hai appena letto è uno schema generico che può essere usato sia nello scritto sia nel parlato.
  • Possiamo usarlo per presentarci, per presentare qualcuno, ma anche per parlare di qualcosa o una situazione.

Guarda questi esempi:

  • DESCRIVERE QUALCOSA
  1. Com’è adesso?
  2. Com’era?
  3. Com’è stato?

L’ultima cena di Leonardo da Vinci

Risultati immagini per l'ultima cena di leonardo

Il grande affresco (460 x 880 cm) è stato realizzato da Leonardo tra il 1495 e il 1497.

La tecnica utilizzata è una tecnica mista su muro. Esempio di arte sacra tra i più famosi di tutti i tempi.

L’Ultima Cena o Cenacolo di Leonardo da Vinci decora una parete del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. L’affresco rappresenta il momento successivo all’affermazione di Cristo “uno di voi mi tradirà”, e descrive attraverso i gesti, le espressioni e le posture dei corpi, le diverse reazioni degli apostoli alle parole di Gesù; gli apostoli si chiedono increduli, manifestando sgomento e stupore, il significato delle sue parole, si chiedono chi sarà il traditore;regna l’agitazione,lo sconcerto,la discussione.

⇒ Come puoi notare in questo esempio, non sempre è necessario usare tutti i tempi e modi verbali che ci sono nella scheda esemplificativa, a volte possiamo semplicemente usare 1 o 2 tempi verbali.


PRATICHIAMO!

Raccontami qualcosa su di te. Che cosa hai fatto fino ad oggi? Che cosa fai attualmente? Che cosa facevi quando eri adolescente? Che cosa vorresti fare? Che cosa avresti voluto fare?

Scrivi il testo, poi invialo alla tua insegnante per la correzione.


 

+ italiano: attenzione alle scadenze

 

 

  • PAGARE LA BOLLETTA
  • PAGAMENTI
  • EFFETTUARE IL PAGAMENTO
  • ADDEBITO SUL CONTO CORRENTE BANCARIO
  • SCADENZA
  • ESSERE SCADUTO
  • MORA
  • PAGARE LE TASSE
  • PAGARE LE BOLLETTE
  • RICEVERE UN SOLLECITO DI PAGAMENTO
  • ESSERE IN RITARDO CON I PAGAMENTI
  • BOLLETTE DA PAGARE
  • BOLLETTA SALATA = molto cara (esiste anche la versione CONTO SALATO)

ESSERE IN BOLLETTA = Il modo di dire “essere in bolletta” vuol dire essere al verde, non aver più neanche un soldo

ESSERE AL VERDE = essere senza soldi

ATTACCARSI AL TELEFONO = è un modo di dire di uso colloquiale. Quando qualcuno usa il telefono in modo sproporzionato


 

ESPRESSIONI NUOVE

ESSERE IN BOLLETTA = Il modo di dire “essere in bolletta” vuol dire essere al verde, non aver più neanche un soldo

ESSERE AL VERDE = essere senza soldi

ATTACCARSI AL TELEFONO = è un modo di dire di uso colloquiale. Quando qualcuno usa il telefono in modo sproporzionato

LEGGI IL TESTO

Sollecito – Cos’è un sollecito?

Un sollecito è un documento con cui puoi ricordare al tuo cliente di saldare la fattura da te emessa.

Un sollecito è un documento formale che ti permette di richiedere al tuo cliente in modo professionale di pagare una fattura la cui scadenza è stata superata.

In questo modo cerchi di recuperare un credito prima che questo diventi insoluto a causa di mancato pagamento.

Struttura di un sollecito

Lo scopo del sollecito è quello di ottenere il pagamento per il lavoro effettuato o il bene venduto.

Per questa ragione è necessario riportare tutti i dati della fattura da saldare. Il documento dovrà quindi fare riferimento alla fattura emessa e includere:

  • il numero della fattura in sospeso
  • i tuoi dati e quelli del cliente
  • la data di scadenza
  • l’eventuale penale per il ritardo sul pagamento
  • la descrizione dei beni ceduti o servizi prestati
  • l’imponibile, l’imposta applicata e il totale

 


 

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+ italiano: che cosa mi racconti?

IL CIUCCIO

IL BIBERON

IL PANNOLINO

IL PUPO \ IL NEONATO

ESSERE INCINTA

LA CARROZZINA

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+ ITALIANO: CHE PAURA!

ESPRESSIONI E VERBI

AVERE PAURA

-Ho paura di volare

AVERE TIMORE

-Ho timore di disturbare, magari stanno domendo

ESSERE IMPAURITO

-Sono impaurito, dopo quello che è successo ieri

ESSERE INTIMORITO

-Eravamo intimorito per l’accaduto

NON AVERE NIENTE DA TEMERE

-Non abbiamo niente da temere

TEMERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Temiamo che il volo sia in ritardo

TEMERE + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Temono di non mangiare bene

TEMERE DI NON RIUSCIRCI

-Sono preoccupata per l’esame di francese, temo di non riuscirci

TEMERE DI NON FARCELA

-Temiamo di non farcela, siamo troppo in ritardo

TEMERE DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

-Temo di non essere all’altezza della situazione

NON ESSERCI NIENTE DA TEMERE \ NON ESSERCI NIENTE DI CUI AVERE PAURA

-Non ti preoccupare, andrà tutto bene, non c’è niente da temere


La paura in tutte le sue forme può causare un blocco emotivo:

CHE COSA TI BLOCCA?

-Che cosa ti blocca? Perché non vai in Austria da tuo figlio?

-Mi blocca la paura di volare.

C’è QUALCOSA CHE MI BLOCCA

-Non andrò alla festa di Marcello, c’è qualcosa che mi blocca

AVERE UN BRUTTO PRESAGIO \ PRESENTIMENTO  = quando abbiamo un presagio, una profezia, un pensiero

-Ho paura, ho un brutto presentimento, meglio non uscire di casa

SENTIRSI QUALCOSA CHE NON VA = quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Sento che c’è qualcosa che non va

ESSERCI QUALCOSA DI STRANO= quando abbiamo un brutto pensiero, ma non sappiamo bene cosa

-Ho paura, c’è qualcosa di strano, non so cosa sia, ma mi sento strano

LEGGI IL TESTO

In generale non sono una persona molto paurosa, le mie paure più frequenti sono: paura di volare, paura del buio, paura di restare sola a casa di notte.

Un giorno sono rimasta da sola a casa, mio marito era fuori città per lavoro. In questo giorno sono iniziate le mie paure.

Rientrata da lavoro ho cenato tranquilla, ho fatto la doccia. Mentre facevo la doccia facevo caso ad ogni minimo rumore. I rumori che prima erano normali, come il rumore degli alberi mossi dal vento, il rumore della caldaia, hanno iniziato improvvisamente a destare un’insolita preoccupazione.

Ad un certo punto la mia gatta gettandosi giù dalla sedia, come al suo solito, ha fatto cadere la sedia a terra. Io mi sono spaventata, sono uscita velocemente dalla doccia, pensando che in casa ci fossero i ladri.

Per la fretta di mettermi al riparo e andare a vedere che cosa fosse successo ho iniziato a correre con i piedi scalzi e bagnati, così… sono caduta a terra, facendomi molto male alla schiena.

Da quel giorno non riesco più a rimanere da sola a casa di notte.

Ogni volta che mio marito va fuori per lavoro, io vado a dormire da mia madre, non so, ma nonostante consciamente sappia che non c’è niente di cui aver paura, io mi sento sempre come se ci fosse qualcosa che non va, qualcosa di strano, un pericolo imminente.

E tu? Hai paura di qualcosa?

Qual è o quali sono le tue paure più grandi?

Scrivi un testo di 120 parole, usa le espressioni che hai imparato in questa lezione.

Invia il tuo testo alla tua insegnante via email

8 + 15 =

+ italiano: dolce o salato

CIAO!

In questa lezione impareremo ad usare due aggettivi: zuccherato e salato


Zuccherato e salato

ZUCCHERARE = mettere lo zucchero

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: ZUCCHERATO

AVERE ZUCCHERATO

-Abbiamo zuccherato il tuo caffè

ZUCCHERATO = AGGETTIVO ⇒ con zucchero

SALARE = mettere il sale

AUSILIARE: AVERE

PARTICIPIO PASSATO: SALATO

-Ho salato la pasta

SALATO = con sale

AUSILIARE: ESSERE

essere salato, essere zuccherato

AMARO = senza zucchero

DOLCE = con zucchero

AUSILIARE: ESSERE

essere dolce, essere amaro

INSIPIDO = senza sapore

-Questa salsa è insipida

NON SAPERE DI NIENTE = non ha sapore

-Questa salsa non sa di niente

METTERE ZUCCHERO, SALE

AGGIUNGERE ZUCCHERO, SALE

A PIACERE = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-A piacere!

QUANTO BASTA = espressione che usiamo per indicare una quantità personale:

-Quanto zucchero ci vuole?

-Quanto basta.

ESSERE TROPPO DOLCE = quando in un dolce c’è troppo zucchero

-Questa torna non mi piace, è troppo dolce

ESSERE TROPPO SALATO = quando in un piatto o in un alimento c’è troppo sale

-Questa pizza è immangiabile, è troppo salata

 


Lo zucchero è veleno per il nostro organismo

ASCOLTA IL PODCAST

 

  • COMPRENSIONE DELL’ASCOLTO

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ESPRESSIONI

  • MANGIARE DOLCE

-Io mangio dolce, mi piacciono tantissimo i dolci

  • MANGIARE SALATO

-Mia figlia mangia salato, dovresti vedere quanto sale mette nella pasta, immangiabile per me

  • PREFERIRE IL DOLCE

-Preferiamo i cibi dolci

  • PREFERIRE IL SALATO

-Mio marito non mangia mai dolci, preferisce il salato


PRATICHIAMO!

E TU? CHE COSA PREFERISCI? MANGI DOLCE O SALATO?

Scrivi un testo di almeno 80 parole, invialo alla tua insegnante per la correzione

 

 

PODCAST: COLAZIONE AL BAR


PRATICHIAMO!

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+ italiano: liti condominiali

LESSICO

CONDOMINIO = edificio condiviso da 2 o più persone

DIRIMPETTAIO = chi abita nell’appartamento o nella casa di fronte

LITIGARE = detto di due o più persone, avere un violento contrasto, pronunciando ingiurie e offese

LITE = discussione animata con scambio di ingiurie e offese

QUELLI DEL PIANO DI SOPRA = le persone che vivono nel piano superiore al tuo

QUELLI DEL PIANO DI SOTTO = le persone che vivono nel piano inferiore al tuo

Generalmente usiamo le espressioni: quelli del piano di… quando non vogliamo dire il nome.

Altrimenti diciamo: I signori Rossi, la famiglia Rossi

I VICINI DI CASA = le persone che abitano vicino a te

 


I motivi più comuni per cui si litiga in un condominio

  • presenza di animali domestici dispettosi
  • gettito di cose pericolose dalle finestre
  • rumori molesti ad ore improbabili
  • odori sgardevoli
  • piante ingombranti nei pianerottoli

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DICONO CHE… SI DICE CHE…


CIAO!

In questa lezione impareremo a ciò che si dice…


Esistono due espressioni molto usate che sono chiaramente impersonali:

  • Si dice che
  • Dicono che

queste due espressioni sono usate per riportare le parole di:

  • opinione pubblica
  • gente in generale
  • la società

 

  • Si dice che + congiuntivo

Si dice che i bambini piccoli debbano dormire di più rispetto agli adulti

Si dice che per ogni uomo ci siano almeno 7 donne

Si dice che mangiare troppa verdura faccia male

Si dice che gli italiani mangino solo pasta

Si dice che fare sport faccia bene alla salute

 

  • Dicono che + congiuntivo

Dicono che per imparare una lingua bisogni viaggiare

Dicono che ci sia molto freddo

Dicono che ci siano molti stranieri

Dicono che ci saranno dei nuovi corsi di italiano

Esiste anche la formula:

DICONO + DI + VERBO ALL’INFINITO

-Dicono di mangiare di più, per ottenere dei risultati migliori

-Dicono di leggere un libro prima di andare a dormire, in questo modo si migliorano le capacità della memoria


Le espressioni si dice che e dicono che si possono abbinare non solo al congiuntivo ma a tutti i tempi e modi verbali, dipende da che cosa vogliamo dire:

  • Si dice che mia sorella sia pazza ⇒ congiuntivo
  • Si dice che domani ci sarà molto freddo ⇒ futuro
  • Dicono che dovremmo studiare di più per ottenere dei risultati migliori ⇒ condizionale

LEGGI IL TESTO…

 

LUOGHI COMUNI…

Gli stereotipi sono credenze, tendenzialmente negative, che portano a generalizzazioni nei confronti di un determinato gruppo sociale. Gli stereotipi e i luoghi comuni che esistono sull’omosessualità sono importanti per comprendere i fenomeni di distanza ed esclusione sociale a cui sono sottoposte non solo le persone omosessuali, ma anche le persone che vengono ritenute tali pur non essendolo.

Si dice che… i gay siano tutti effeminati e le lesbiche siano tutte mascoline.

Gli stereotipi più comuni attribuiscono alle persone omosessuali caratteristiche dell’altro sesso. La non femminilità delle lesbiche viene riflessa in un insieme di credenze: le lesbiche non si truccano, non si curano, hanno i capelli corti, sono grasse, giocano a calcio, non sono materne. Riguardo agli uomini gay si crede, ad esempio, che si vestano in maniera stravagante, che abbiano tratti fisici femminili, amino la cucina e la casa o le cose futili, non sopportino il dolore. La popolazione omosessuale in realtà mostra aspetti di grande eterogeneità al suo interno: se da un parte ci sono persone che hanno modi e apparenze “atipici” rispetto alle convenzioni sociali su ciò che è maschile o femminile, dall’altra ci sono persone omosessuali con atteggiamenti e comportamenti molto conformi alle norme di genere.

Si dice che… i gay e le lesbiche siano tutti/e predatori e predatrici.

Un’altra convinzione comune descrive le persone omosessuali come desiderose di corteggiare, circuire e “convertire” le persone eterosessuali all’omosessualità. Nella maggior parte dei casi, la persona omosessuale cerca altre persone con il medesimo orientamento sessuale al fine di avere relazioni basate sulla reciprocità e quindi non è interessata a cambiare l’orientamento sessuale altrui.

Si dice che i gay siano pedofili.

Un altro stereotipo sull’omosessualità, particolarmente radicato nella nostra cultura, è quello che vede l’omosessualità maschile associata alla pedofilia o alla molestia dei bambini. In questa prospettiva, le persone omosessuali sono descritte come minaccia a membri più vulnerabili della società e quindi attivano un senso di pericolo e deprecazione sociale. Le ricerche in ambito clinico hanno dimostrato che la maggior parte degli abusi sessuali verso minori è compiuto da uomini adulti, in genere familiari o conoscenti, e riguarda prevalentemente le bambine. Anche se ci sono prove documentate che l’abuso infantile non ha in sé niente a che fare con l’orientamento sessuale delle persone adulte, lo stereotipo dell’omosessuale “pedofilo” continua indirettamente a influenzare negativamente l’opinione sull’omosessualità.

Si dice che tutti i ballerini siano gay e tutti i gay siano ballerini.

Uno degli ambiti in cui matura da sempre uno stereotipo nei confronti delle persone omosessuali è quello lavorativo. Si è convinti cioè che gay e lesbiche debbano per forza fare certi tipi di lavoro. I gay sono necessariamente ballerini, coreografi, fiorai e stilisti mentre una donna camionista, metalmeccanica, giocatrice di calcio non può che essere lesbica. In realtà gay e lesbiche si possono trovare in qualsiasi ambito lavorativo. Insomma, non tutti i gay sono ballerini e non tutti i ballerini sono gay.

Si dice che… i gay e le lesbiche non possano fare famiglia.

Un’altra convinzione da sfatare è quella secondo cui le persone omosessuali non possano “mettere su famiglia”. Molti hanno ancora delle remore a pensare a una coppia omosessuale che cresce un figlio, ma numerose ricerche (ad esempio un recente studio di ricercatori dell’Univeristà di Melbourne) sostengono che avere come genitori una coppia eterosessuale o omosessuale sia indifferente per lo sviluppo di un bambino o di una bambina.

Si dice che… i gay siano più a rischiomalattie

Un luogo comune associato all’omosessualità è quello secondo cui i gay siano maggiormente a rischio di contrarre l’HIV.
La diffusione di malattie a trasmissione sessuale prescinde dall’orientamento sessuale delle persone mentre è strettamente legata all’adozione di pratiche di sesso sicuro.
In altri termini, non esistono categorie a rischio ma soltanto comportamenti sessuali che possono essere più o meno rischiosi.


Pratichiamo!

SCRIVI 20 FRASI USANDO:

Si dice che, dicono che, dicono di.

Scrivi le frasi nella sezione lascia un commento, oppure inviale alla tua insegnante per la correzione.


 

+ ITALIANO: PENSARLA

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato di PENSARLA


PENSARE + LA = PENSARLA

SIGNIFICA = avere una determinata opinione

Questa espressione può essere resa anche con il verbo VEDERE = VEDERLA

 

PENSARLA DIVERSAMENTE

VEDERLA DIVERSAMENTE

PENSARLA \ VEDERLA + COME + QUALCUNO

PENSARLA \ VEDERLA IN MODO DIVERSO

PENSARLA \ VEDERLA COSì

-Non la penso come te

-Non la vedo come te

-Loro la pensano diversamente

-Noi non la pensiamo in questo modo

-Noi non la vediamo così


LEGGI IL TESTO…

 


Pratichiamo!

E tu come la pensi?

Leggi il seguente testo e poi rispondi. Scrivi che cosa ne pensi: la pensi come loro o non la pensi come loro?


Perché noi vegani e vegetariani non mangiamo la carne

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specistaAggiungi un suggerimento, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?


SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO OPPURE INVIA L’ESERCIZIO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL.

+ ITALIANO: LA SVEGLIA SUONA SEMPRE TROPPO PRESTO

CIAO!

In questa lezione impariamo i significati del verbo suonare


 

 

IL VERBO SUONARE

 

La sveglia, l’oggetto più odiato dagli italiani che sono puntualmente in ritardi.

La sveglia è quell’oggetto simpatico e fastidioso ma estremamente utile che suona al mattino per ricordarci che dobbiamo alzarci e andare al lavoro.

Ma attenzione a non confondere la SVEGLIA con  l’esclamazione SVEGLIAAAA! che è l’imperativo del verbo SVEGLIARE.

La sveglia suona al mattino e purtroppo suona sempre troppo presto.

Per riferirci alla sveglia usiamo la terza persona singolare: SVEGLIA.

Ricordati che il participio passato del verbo SUONARE  è SUONATO

Ricordati che il verbo suonare è sempre accompagnato dal verbo AVERE

AVERE SUONATO

  • La sveglia ha suonato alle 7:00 questa mattina

ATTENZIONE!

Il verbo suonare può essere accompagnato anche dal verbo ESSERE = ESSERE SUONATO, ma ha un significato completamente diverso: si dice di una persona tonta o rimbambita

-Non dargli retta, è tutto suonato


 

IL VERBO SUONARE

ESSERE SUONATO

AVERE SUONATO

PARTICIPIO PASSATO = SUONATO

+ ITALIANO: ESPRIMERE SORPRESA

VERBI ED ESPRESSIONI

SORPRENDERE = prendere, cogliere all’improvviso, inaspettatamente

-Mi sorprende vederti qui

Participio passato: SORPRESO

ESSERE SORPRESO PER QUALCOSA

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO QUALCUNO

-Il loro atteggiamento ha sorpreso tutti

 

Altri sinonimi:

 

  • SORPRENDERE
  • SORPRENDERSI
  • MERAVIGLIARSI
LEGGI I TESTI

LETTERA 1

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, pertanto con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.

LETTERA 2

Egr. Dottoressa Luisa,

siamo davvero sorpresi dalla Vostra decisione.

Ci ha fatto meraviglia leggere le Vostre parole, siamo davvero dispiaciuti per quanto accaduto e per avervi causato disagio.Con la presente per comunicarvi la nostra disponibilità a collaborare con Voi e rimediare il danno.

Attendiamo di fissare un appuntamento con il responsabile del settore abbigliamento.


Come puoi aver notato nel testo 1 e nel testo 2  le situazioni sono completamente diverse. La prima è positiva, la seconda è negativa.

Possiamo esprimere sorpresa sia per le situazioni positive che per quelle negative, usiamo gli stessi verbi e le stesse espressioni (in via del tutto generale).

MODI VERBALI DA USARE

SORPRENDERE + INDICATIVO

-Mi sorprende vederti qui

SORPRENDERE + CHE + CONGIUNTIVO

-Mi sorprende che tu sia qui

ESSERE SORPRESO + INDICATIVO

-Sono sorpreso!

AVERE SORPRESO + INDICATIVO

-Hanno sorpreso tutti

ESPRESSIONI

RESTARE\RIMANERE A BOCCA APERTA

-Vederti mi ha lasciato a bocca aperta

ESSERE SBIGOTTITO

-Sono sbigottito dal suo atteggiamento

ESSERE SBALORDITO

-Siamo sbalorditi dalla situazione che si è creata

RESTARE\RIMANERE SENZA PAROLE

-Siamo rimasti senza parole

C’è qualcosa che ti ha sorpreso ultimamente? Sia in positivo che in negativo?

Raccontalo con parole tue usando le espressioni che hai appreso in questa lezione.

INVIA IL TUO TEMA ALLA TUA INSEGNANTE, RICEVERAI LA CORREZIONE

4 + 8 =

+ italiano: fare e accettare proposte

CIAO!

In questa lezione impariamo a:

  • proporre
  • accettare una proposta
  • rifiutare una proposta

PROPOSTE INFORMALI

VERBO ANDARE + PRONOME INDIRETTO (al presente indicativo o al presente condizionale)

-Ti va di mangiare una pizza con me?

-Ti andrebbe di mangiare una pizza con me stasera?

-Vi andrebbe di andare a fare un giro in centro domani?

-Io vorrei passare la domenica in campagna con gli amici, ti andrebbe di venire con noi?


FARE PROPOSTE IN AMBITO FORMALE

VERBO ANDARE + PRONOME INDIRETTO LE singolare \ VI plurale 

Nelle situazioni formali usiamo sempre il CONDIZIONALE

-Le andrebbe di incontrare il suo avvocato domani alle 11?

-Vi andrebbe di incontrarci tutti insieme domani mattina nel mio studio?


Ci sono anche altri modi e altre espressioni che possiamo sfruttare per fare proposte:

VOLERE PROPORRE

-vorrei proporti la mia idea

-vorrei proporle la mia idea se per lei va bene

AVERE UNA PROPOSTA DA FARE \ IDEA (condizionale, indicativo)

-Avrei una proposta da farti, ne parliamo domani

-Avrei una proposta da farle, ne parliamo domani nel mio ufficio

FARE UNA PROPOSTA + pronome indiretto

– Non voglio andare da marco, mi farebbe la sua solita proposta di restare a cena da loro

VOLERE FAR UNA PROPOSTA

-Vorrei farti una proposta, ti andrebbe di cenare insieme stasera?

PROPORRE

Mi hanno proposto un aumento del salario per 3 ore di lavoro in più a settimana

PROPORRE ⇒ participio passato ⇒ PROPOSTO


PER ACCETTARE O RIFIUTARE

Per accettare o rifiutare generalmente usiamo:

-Sì

-No

-per me va bene = usiamo il verbo ANDARE

-accetto = usiamo il verbo ACCETTARE

ma le proposte non sempre sono buone, possiamo anche rifiutarle, per rifiutare usiamo le seguenti espressioni:

-Sì

-No

-per me non va bene

-no, non accetto


ESPRESSIONI

ACCETTARE UNA PROPOSTA

-Ho accettato la proposta di matrimonio del mio fidanzato

FARE UNA PROPOSTA

-Il mio fidanzato mi ha fatto la proposta di matrimonio

RIFIUTARE UNA PROPOSTA

-L’avvocato ha rifiutato la mia proposta

MODI DI DIRE

PROPOSTA INDECENTE = proposta scandalosa, oscena

-Quell’uomo è un maniaco pervertito, mi ha fatto una proposta indecente

PROPOSTA DI MATRIMONIO = chiedere in sposa\ sposo

-Mia figlia ha ricevuto una proposta indecente.

 


LEGGI IL TESTO…

LEGGI IL TESTO

 

Egr. Avvocato Rossi,

con la presente per comunicarle che non accetto la proposta da Lei fatami nell’ultima lettera.

 

Non accetto di versare un mantenimento di 400,00 euro mensili alla mia ex-moglie in quanto attualmente ho un reddito troppo basso per permettermi un costo simile.

Non mi va bene di dovermi addossare tutte le spese extra dei nostri figli in quanto attualmente ho uno stipendio part-time.

Le chiedo di rivedere e riformulare le richieste di mia moglie in base alle mie possibilità economiche.

Un cordiale saluto

D.P.

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

Scrivi un testo in cui proponi ad un gruppo di amiche di andare a fare un viaggio insieme durante le vostre prossime vacanze.

Ricordati di proporre:

  • la data
  • il luogo
  • i monumenti da visitare
  • chiedere se per loro va bene o no

Scrivi il tuo testo sotto forma di email, invialo alla tua insegnante per la correzione.

 

5 + 13 =

+ ITALIANO: ESPRIMERE CONTRARIETÀ

 

PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ IN ITALIANO USIAMO LE SEGUENTI ESPRESSIONI:

  • NON ESSERE D’ACCORDO + CON + …

Non sono d’accordo con te

Non siamo d’accordo con la vostra decisione

  • NON ANDARE D’ACCORDO= in avere intesa, non essere in sintonia, non essere affiatato con qualcuno

Mio marito e io andiamo molto d’accordo

  • NON CONCORDARE

Non concordo con la vostra opinione

  • ESSERE CONTRARIO

Io sono contraria a quanto avete detto

  • ESSERE DI OPINIONE OPPOSTA

Mio marito e io siamo dell’opinione opposta

  • PENSARLA DIVERSAMENTE

Io non la penso diversamente (io ho un pensiero diverso dal tuo)

  • PENSARLA IN MANIERA DIVERSA

Io la penso in maniera diversa

 

 

 

 

E tu che cosa pensi?

sono d’accordo                                  non sono d’accordo

Sono d’accordo con…                                                                   Non sono d’accordo con…

 

 

 

 

+ ITALIANO: ESPRIMERE PREOCCUPAZIONE

Esprimere preoccupazione

  • ESSERE PREOCCUPATA + PER + QUALCUNO \ QUALCOSA

Sono preoccupata per mio figlio, è due giorni che non risponde al telefono

  • PREOCCUPARSI \ NON PREOCCUPARSI

Non ti preoccupare per tu figlio, sta molto bene, in questo periodo non ha voglia di parlare con nessuno, ecco perché non risponde al telefono

  • DARE DA PENSARE

Il fatto che mio figlio non risponda al telefono mi dà da pensare

 

  • ESSERE IN PENSIERO PER QUALCUNO\QUALCOSA

Sono in pensiero per mio mio, non mangia da due giorno

  • AVERE PAURA

Ho paura per l’esame, speriamo che vada tutto bene

  • ESSERE SPAVENTATO \ SPAVENTARSI

Sono un po’ spaventato per l’esame, l’insegnante ha detto che sarà molto difficile

  • ESSERE ANGOSCITO

Adesso che so che lei non sta bene sono angoscito

  • CHE COSA C’è? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE NON VA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • C’è QUALCOSA CHE TI PREOCCUPA? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa
  • SEI PREOCCUPATO PER QUALCUNO? ⇒ domanda che facciamo a qualcuno quando sospettiamo la sua preoccupazione per qualcuno o qualcosa

 

LEGGI IL TESTO

 

Buongiorno dottore,

Ho un figlio di 18 anni, da sempre in crisi con la scuola (vissuta negativamente a partire dalla primaria) ma per il resto sempre attivo, ora, dopo la morte del padre per malattia, rifiuta di andare scuola e di proseguire con gli allenamenti sportivi ai quali mai avrebbe rinunciato prima. Passa le mattinate a letto e tutto il tempo a vedere film. Tuttavia non appare depresso, nei fine settimana vede gli amici, durante la settimana vede spesso la sua ragazza, se non gli si dice nulla ride e scherza, mangia e qualche volta lava pure i piatti, un giorno ha pure ridipinto la sua stanza, ma non dà spiegazioni a nessuno e non c’è modo di smuoverlo e convincerlo a riprendere la sua vita in mano. Io sono molto preoccupata per lui, ma non so come aiutarlo. Ha più volte rifiutato l’aiuto di uno psicologo, si irrigidisce se si prova a entrare nel merito del suo comportamento e se si insiste si inferocisce ed esce di casa. La situazione perdura da mesi e le assenze da scuola sono ormai tali da aver pregiudicato l’anno scolastico. Tuttavia questa è la cosa meno importante…


Carissima, lei ha un compito difficile, stare vicina a suo figlio e cercare di capire il disagio che comunque, si sta portando dentro.

Aspettare forse è la cosa migliore, ci vorrà pazienza, ma piano piano se suo figlio riuscirà a trovare senso a ciò che è accaduto e troverà chi riesce a contenere il suo disagio e dargli forza, ne uscirà. Purtroppo, evidentemente, è ancora troppo presto.
Se vuole raccontarmi qualcosa in più sono a sua disposizione.

Lei non stia troppo in pensiero, suo figlio ha solo bisogno di tempo.
Saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

RISPONDI ALLE SEGUENTI DOMANDE (nel tuo quaderno, nella sezione “lascia un commento” o via email, la tua insegnante le correggerà per te)

  1. C’è qualcosa che ti preoccupa in questo momento?
  2. In generale per cosa ti preoccupi? Lavoro, scuola, famiglia, salute.
  3. Racconta un episodio molto importante della tua vita che ti ha fatto stare in pensiero (almeno 50 parole)

 

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