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DI NASCOSTO

CIAO!

In questa nuova lezione impariamo ad usare l’espressione: DI NASCOSTO.


GUARDA LA VIDEO LEZIONE


ESPRESSIONI UTILI

DI NASCOSTO: fare qualcosa in segreto

DI NASCOSTO DA QUALCUNO

SENZA FARLO SAPERE A QUALCUNO

DI NASCOSTO DAGLI ALTRI

SENZA FARLO SAPERE AGLI ALTRI

USCIRE DI NASCOSTO DA UN LUOGO:

  • sono uscito di nascosto da scuola
  • sono uscito di nascosto da lavoro

PRATICHIAMO!

Qali sono le cose che fai di nascosto?

Scrivi un piccolo testo nel quale spieghi le cose che fai di nascosto.

Scrivi il tuo testo nella sezione lascia un commento.

 

 

MODI DI DIRE CON IL VERBO PARLARE

 

 


  • Parlare del più e del meno → parlare, conversare di argomenti diversi, di solito banali o poco importanti:

– “Non abbiamo parlato di cose importanti, abbiamo parlato del più e del meno”;

 Parlare a vanvera → parlare senza riflettere, dire cose senza senso, fuori luogo:

– “Il mio collega parla sempre a vanvera”;

• Parlare a quattrocchi  (parlare faccia a faccia)→ parlare in privato, a tu per tu:

– “Ho una cosa importante da dirti e vorrei parlarti a quattrocchi”;

  Parlare al muro, parlare al vento → parlare a qualcuno che non presta attenzione, che non reagisce a quello che gli viene detto, parlare inutilmente:

– “Parlare con te è come parlare al muro, non ascolti mai”;

• Parlarsi addosso → parlare troppo di sé in modo eccessivamente compiaciuto:

– “Da quando si è laureata, non fa altro che parlarsi addosso”;

• Parlare dietro le spalle → criticare qualcuno in sua assenza:

– “Maria e Silvia sembrano amiche, ma si parlano dietro le spalle”;

• Parlare per dar aria ai denti → dire sciocchezze:

“Non ascoltarlo, parla per dar aria ai denti!”;

• Non me ne parlare! → espressione che si usa a proposito di un argomento che si vuole evitare perché fastidioso o doloroso o per riferirsi a fatti che si sono sperimentati personalmente:

– “Sei mai andato in quel nuovo ristorante?”, “Non me ne parlare! Si mangia male e si spende troppo!”;

 Senti chi parla! → si usa questa espressione per sottolineare che la persona che dice o che ha detto determinate cose è proprio la meno adatta a dirle:

– “Mia sorella mi dice sempre di mangiare meno dolci, ma senti chi parla! Lei ne mangia in continuazione!”;

• Non se ne parla neanche! → neanche per idea!:

“Papà, posso uscire con i miei amici stasera?”, “Non se ne parla neanche! Domani devi andare a scuola”.


 

+ italiano: ANDIAMO AL CINEMA

ANDIAMO AL CINEMA

IL CINEMA

LO SCHERMO

Al cinema c’è un grande schermo

LA SALA

Stasera guarderemo un film nella sala 1

LA POLTRONA

Al cinema ci sono delle poltrone molto comode

PROIETTARE

Stasera proiettano un bel film, andiamo al cinema?

COSE DA FARE AL CINEMA

VEDERE

Ieri abbiamo visto un bel film

VIETATO PARLARE

Al cinema non si può parlare

VIETATO FUMARE

Al cinema è viatato fumare

SGRANOCCHIARE

Mentre guardiamo un film possiamo sgranocchiare qualcosa

(mangiare)

PRENOTARE I BIGLIETTI

Ho prenotato due biglietti per il cinema

COMPRARE I BIGLIETTI

Ho comprato due biglietti per il cinema

(anche PRENDERE: Ho preso due biglietti per il cinema)

RISERVARE IL POSTO

Abbiamo riservato due posti al cinema

SPETTACOLO

Lo spettacolo inizia alle 20:00

(Lo spettacolo è la proiezione del film)

IL REGISTA

Il regista gira il film

VINCERE L'OSCAR

“La vita è bella” ha vinto l’Oscar nel 1999

AVER GIRATO UN BEL FILM

Federico fellini ha girato un bel film

ESSERE UN BUON \ GRAN REGISTA

Roberto Benigni è un gran regista

GIRARE UN FILM

Hanno girato un film nel 1999

L’ATTORE

L’attore interpreta un personaggio \\ interpreta una parte

ESSERE UN BUON ATTORE

Marcello Mastroianni è un buon attore

INTERPRETARE UNA PARTE

Nel film “La vita è bella” Benigni interpreta la parte di Guido Orefice, un uomo italiano di origine ebraica

UN ATTORE DA OSCAR

Roberto Benigni è un attore da Oscar

NON ESSERE UN BUON ATTORE

Non è un buon attore, non interpreta bene la parte

Ti piace andare al cinema?

PICERE

Sì, mi piace molto, vado tutti i fine settimana

NO \ PIACERE

No, non mi piace, non vado mai

GUARDARE I FILM SU NETFLIX

Guardo i film su Netflix

GUARDO I FILM IN STREAMING

Generalmente non vado al cinema, guardo i film in streaming

Qual è il tuo genere preferito?

DRAMMATICO

Mi piacciono i film drammatici

AZIONE

Mi piacciono i film d’azione

COMICO

Mi piacciono i film comici

AVVENTURA

Mi piacciono i film d’avventura

BIOGRAFICO

Mi piacciono i film biografici

AVVENTURA

Mi piacciono i film d’avventura

WESTERN

Mi piacciono i film western

THRILLER

Mi piacciono i thriller

Espressioni

ESSERE DI MODA\ESSERE DI TENDENZA \ ANDARE DI MODA

In Italia andare al cinema non è di moda, l’ultima tendenza è vedere i film a casa su Netflix

ESSERE FUORI MODA

Andare al cinema è fuori moda

ESSERE STATO GIRATO

Il film “La Ciociara è stato girato nel 1960

INTERPRETARE

De Sica è un attore che mi piace molto, interpreta molto bene le parti

GIRARE UN FILM

Vittorio de Sica e Cesare Zavattini hanno girare il film “La Ciociara”

ESSERE DIRETTO DA

Il film è diretto da Vittorio De Sica (il regista dirige il film)

CALARSI NELLA PARTE

De Sica è un grande attore, si cala bene nella parte

Pratichiamo!

CINEMA

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Nel tuo paese va di moda andare al cinema?

1 out of 9

La commedia all'italiana

2 out of 9

Il cinema d'autore è un cinema

3 out of 9

Il cinema politico risale agli anni

4 out of 9

Il genere poliziesco fa parte del

5 out of 9

Il cinema oggi è stato sostituito da

6 out of 9

Com'era il cinema sotto il fascismo?

7 out of 9

Sotto il regime fascista vennero prodotti

8 out of 9

Il neorealismo si realizza

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DI DOVE SEI?

 

 DIRE LA PROPRIA PROVENIENZA


Di dove sei?

Per rispondere a questa domanda usiamo questa formula:

verbo essere + aggettivo di nazionalità

-Sono italiano.

-Sono algerino.

-Siamo tedeschi.

-Siamo francesi.

∗Gli aggettivi variano nel genere (maschile – femminile) e nel numero (singolare – plurale) e concordano nel numero e nel genere del nome a cui si riferiscono: italiano, italiana, italiani, italiane.

 


Paese Aggettivi di nazionalità

-ano/a

Italia
Australia
Egitto
Messico
Colombia
Brasile
Corea
italiano/a
australiano/a
egiziano/a
messicano/a
colombiano/a
brasiliano/a
coreano/a

-ese

Inghilterra
Irlanda
Olanda
Finlandia
Norvegia
Cina
Francia
Portogallo
Canada
inglese
irlandese
olandese
finlandese
norvegese
cinese
francese
portoghese
canadese

-ense

Stati Uniti d’America
Panama
statunitense
panamense

-ino/a

Argentina
Algeria
Tunisia
argentino/a
algerino/a
tunisino/a

eno/a

Iraq
Cile
iracheno/a
cileno/a

-o/a

Russia
Grecia
russo/a
greco/a

-e

Lettonia
Estonia
lettone
estone

Per dire la città di provenienza usiamo questa formula:

verbo essere + DI + nome della città

-Sono di Roma.

-Sono di Napoli.

-Sono di New York.

-Sono di Tokyo.

 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

PASSIAMO DALLA TEORIA ALLA PRATICA

DI DOVE SEI?

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SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

VENIRE + DI \ A \ DA \ IN \ CON \ PER \ TRA \ FRA

VERBO VENIRE

IO VENGO

TU VIENI

LUI \ LEI VIENE

NOI VENIAMO

VOI VENITE

LORO VENGONO

USO DEL VERBO VENIRE

Il verbo venire ha il significato di muoversi e recarsi nel luogo dove si trova o si troverà la persona con cui si parla.

Vengo a Roma = vado a Roma e la persona con cui parlo è già a Roma.

Domani sera vengo al cinema = domani sera vado al cinema e ci sarà anche la persona con cui parlo.

Questo verbo seguito dalla preposizione da indica la provenienza da un luogo.

Vengo da Venezia = sono partito da Venezia e ora sono arrivato qui.

Vengo da casa = sono partito da casa mia e sono arrivato qui.

Se venire è seguito da un infinito si usa la preposizione a: vengo mangiare con te.


VENIRE + DI

Vengo di corsa

Vengono di fretta

Veniamo di sera


VENIRE + A

Vengo a maggio

Vengo a cena

Veniamo a Roma


VENIRE + DA

Vendo da te?

Vengo da maggio a settembre

Vengo da Roma

Venire dalle 7:00 alle 9:00 (con le ore usiamo dalle – dall’ ___\ alle\ a)


 

VENIRE + DA + NOME DI CITTÀ

VENIRE + DAL, DALLA, DALL’, DAGLI. DALLE + NOME DI PAESE, ISOLA, REGIONE
vengo da Roma

vengono da Barcellona

veniamo da Parigi

venite da Londra

veniamo dalla Polonia

vengono dall’Italia

viene dal Giappone (viene dagli Stati Uniti)

vengo dalla Sardegna


VENIRE + IN

Vengo in macchina (in bus, in bicicletta, in aereo, con tutti i mezzi di trasporto)

Vengo in compagnia


VENIRE + CON

Vengo con mia madre

Vengo con calma


VENIRE + PER

Vengo per te

Veniamo per studiare


VENIRE + TRA\FRA

Vengo tra marzo e aprile

Veniamo tra lunedì e martedì

Venite tra le 5:00 e le 7:00


Pratichiamo!

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+ tradizioni: il carnevale in Italia

I CORIANDOLI

LE STELLE FILANTI

LA MASCHERA DI CARNEVALE

IL VESTITO DA CARNEVALE

 

Espressioni

 

Travestire, travestirsi

-A carnevale mi travesto da Arlecchino.

Vestire, vestirsi

-A carnevale mi vesto da Pulcinella.

Mascherare, mascherarsi

Come ti mascheri?

-Mi maschero da Pulcinella.

Da che cosa ti vesti? 

-Mi vesto da Pulcinella.

 

AVERE + ORIGINI + AGGETTIVO (PLURALE)

LIGURIA⇒ LIGURE = Ha origini liguri (ligure = singolare \ liguri = plurale)

ROMA ⇒ ROMANO = Ha origini romane

SICILIA ⇒ SICILIANO = Ha origini siciliane

MILANO ⇒ MILANESE = Ha origini milanesi

SARDEGNA ⇒ SARDO = ha origini sarde

ESSERE + DI + ORIGINE + AGGETTIVO (SINGOLARE)

LIGURIA⇒ LIGURE = è di origine ligure

ROMA ⇒ ROMANO = è di origine romana

SICILIA ⇒ SICILIANO = è di origine siciliana

MILANO ⇒ MILANESE = è di origine milanese

SARDEGNA ⇒ SARDO = è di origine sarda

NON CONOSCERE LE ORIGINI \ ORIGINI SCONOSCIUTE

QUANDO NON SI CONOSCONO LE ORIGINI DI QUALCOSA

-Non conosciamo le origini di questo monumento.

-Questo monumento è di origini sconosciute.

CONTARE A RITROSO

Si dice anche “conto alla rovescia”. Significa contare dall’ultimo numero al primo: 10, 9, 8, 7…

LEGAME STRETTO

Un nesso, un collegamento, un rapporto molto forte, stretto, vicino:

-Il legame con le tradizioni antiche è molto stretto;

-Il legame tra madre e figli è molto stretto.

RAPPRESENTARE QUALCOSA\ QUALCUNO

-La maschera di Capita Spaventa rappresenta uno spadaccino;

-Il carnevale di Venezia rappresenta la tradizione veneziana.

FARSI RAGGIRARE da qualcuno

Ingannare, abbindolare:

-Paolo si è fatto raggirare dalla moglie, quella strega.

RAGGIRARE qualcuno

-Giuseppe raggira la moglie con le sue bugie.

ESSERE RAGGIRATO

-Gianna è raggirata dal marito, quell’imbroglione;

LASCIARSI RAGGIRARE

-Lui si lascia raggirare dal cugino, quell’uomo vigliacco e imbroglione.


Pratichiamo!

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  1. Pulcinella
  2. Arlecchino
  3. Balanzone
  4. Colombina
  5. Gianduja
  6. Pantalone
  7. Capitan Spaventa
  8. Brighella

 

PETTEGOLEZZI

PETTEGOLEZZI

Più comunemente chiamati “gossip” sono le maldicenze, i pettegolezzi di personaggi famosi e\o persone che semplicemente conosciamo.


Parlare male (bene) di qualcuno

-Ieri le ragazze non hanno fatto altro che parlare male della nuova arrivata

-Hanno parlato male di me, sono solo invidiosi

 

Sparlare

Parlare male di qualcuno:

-I pettegoli sparlano di tutti

-Sparla continuamente di lei per pura invidia

-Sparlano di noi perché ci odiano

Chiacchierare

Far pettegolezzi, sparlare, malignare:

-Chiacchierare sul conto di qualcuno.

-Paola ha chiacchierato troppo per i miei gusti.
|| Divulgare notizie:

-Qualcuno deve aver chiacchierato.

-Se tutti sanno quanto è accaduto, qualcuno deve aver chiacchierato

|| chiacchierare ha anche un significato positivo: parlare a lungo del più e del meno \ parlare a lungo di cose futili

-Ieri sera sono stata a casa di Giulia, abbiamo chiacchierato del più e del meno”.

 

Criticare

Giudicare sfavorevolmente, disapprovare:

-Non fanno altro che criticare, sono delle povere invidiose

-Mi ha criticato, mi ha solo criticato, si vede che mi odia

 

Avere la lingua lunga

Essere chiacchierone, pettegolo:

-Quel ragazzo ha la lingua lunga, non ti fidare

Essere una pettegola\pettegolo

Essere una persona che parla degli altri, molto informata sulla vita altrui:

-Franca è una pettegola, non fa altro che parlare male di tutti

Essere chiacchierona\e

Che diffonde notizie segrete, chi è incapace di nascondere un segreto:

-Sei la solita chiacchierona, hai detto il mio segreto

Persona fatua, inconcludente, una persona che parla molto e non agisce mai con i fatti:

-Non ti fidare di Marcello è un chiacchierone, non fa mai quello che dice


 

LE RIVISTE DI PETTEGOLEZZI ITALIANE PIù CONOSCIUTE

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LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
Libero
 
Quotidiani di Partito
L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
Quotidiani Locali
Gazzetta di Mantova
Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
il mattino (di Bolzano e provincia)
Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
Notizie Comuni-Italiani.it
Torre Annunziata Notizie
Pompei Notizie

Quotidiani specializzati e Agenzie

 
Quotidiani Economici
ItaliaOggi
Il Sole 24 ORE
Milano Finanza
Affari Italiani
Il Denaro
 
Quotidiani Sportivi
Gazzetta dello Sport
Corriere dello Sport – Stadio
Agenzie di Stampa
l’Ansa
AdnKronos 99
AGI
AGO Agenzia Giornalistica Online
 
Teletext
RAI Televideo

 

 
Notizie Regionali (da Comuni-Italiani.it)
Abruzzo Basilicata Calabria
Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia
Lazio Liguria Lombardia
Marche Molise Piemonte
Puglia Sardegna Sicilia
Toscana Trentino-Alto Adige Umbria
Valle d’Aosta Veneto

Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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THE VERB AVERE: IL VERBO AVERE

CIAO!

In this lesson we are going to learn about VERBO AVERE.


The verb  AVERE (to have) in Italian, in addition to being an auxiliary verb is a verb used to express many things:

  1. A physical state: ho fame
  2. The ageho 27 anni
  3. Possession of something or someone: Ho due fratelli – Ho il fidanzato, Ho l’automibile – Ho due magliette nuove
  4. Physical and psychological quality: ho gli occhi celesti

 Physical state

Risultati immagini per ho fame ho sete ho sonno


ITALIAN ENGLISH EXAMPLE
Avere fame

Avere sete

Avere sonno

Avere freddo

Avere caldo

 

To be hungry

To be thirsty

To be sleepy

To be cold

To be hot

 

Ho fame

Hanno sete

Abbiamo sonno

Avete freddo?

Ho caldo


Subject+ verb avere + sonno\fame etc


AVERE MAL DI DENTI ⇒ have toothache

AVERE MAL DI TESTA ⇒ have an headache

AVERE MAL D’ORECCHI ⇒ have earaches

AVERE MAL DI STOMACO ⇒ stomach upset

AVERE MAL DI GOLA ⇒ have a sore throat

 

Subject + verb avere + mal di + pancia\stomaco etc


Possession of something or someone

  1. Ho una macchina
  2. Abbiamo una casa
  3. Abbiamo la macchina
  4. Avete delle penne?
  5. Abbiamo un fratello e una sorella

 

Pratichiamo!

Welcome to your IL VERBO AVERE

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L’ALFABETO E LA PRONUNCIA

LE VOCALI

 

LE CONSONANTI

1

X, J, Y, W = SONO LETTERE STRANIERE


SUONI SPECIALI

Pratichiamo!

Welcome to your L'ALFABETO

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Choose the words ⇒ word with "gh"

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Choose the words ⇒ word with "gn"

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CI VUOLE \ CI VOGLIONO

Il verbo VOLERCI


CI VUOLE  e CI VOGLIONO, due espressioni molto usate nella lingua parlata.

CI VUOLE

singolare

CI VOGLIONO

plurale

Ci vuole tempo

Ci vuole pazienza

Ci vuole la farina

Ci vuole l’acqua

Ci vogliono molti soldi

Ci vogliono molti giorni

Ci vogliono delle uova

Ci vogliono le uova e lo zucchero


VOLERCI, significa: essere necessario, occorrere.

Per esempio:

  • Ci vogliono due giorni per andare a Roma, (occorrono due giorni per andare a Roma)
  • Per preparare la torta ci vuole molto tempo, (per preparare la torta occorre molto tempo)

Molto spesso quello che è necessario viene sottinteso, può essere tempo, fatica, denaro, per questo di solito il verbo è coniugato alla terza persona singolare o plurale: ci vuole, ci vogliono.


Spesso è sottintesa la parola “tempo”:

  1. Quanto ci vuole per andare a Roma? (Quanto tempo occorre per andare a Roma?)
  2. Quanto ci vuole per preparare l’esame? (Quanto tempo occorre per preparare l’esame?)

Spesso è sottintesa la parola “denaro”:

  1. Quanto ci vuole per comprare la casa? (Quanti soldi occorrono per comprare la casa?)
  2. Quanto ci vuole per il viaggio? (Quanti soldi occorro per il viaggio?)

PRATICHIAMO! 

Completa con ci vuole \ ci vogliono: indica la risposata corretta

CI VUOLE \ CI VOGLIONO

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