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CORSO DI CUCINA ITALIANA: LE QUANTITA’

PER OTTENERE UN OTTIMO IMPASTO RICORDATI CHE NON DEVI MAI INSERIRE GLI INGREDIENTI “A CASO” o “A OCCHIO”, MA RISPETTARE LE GIUSTE PROPORZIONI.

PER I LIQUIDI USIAMO UN DOSATORE

 

PER PESARE LA FARINA USIAMO UNA BILANCIA

 

PRATICHIAMO!

COLPO DI FULMINE

Ciao!

In questa lezione impareremo il significato di alcune espressioni che si formano con la paola “colpo”.

ELENCO DELLE ESPRESSIONI

 

 

 

 


AUDIO LETTURA

ASCOLTA E LEGGI 😉

 

 

… No, non è andata proprio così…

 


PRATICHIAMO!

SCRIVI UNA FRASE PER CIASCUNA DELLE SEGUENTI ESPRESSIONI (SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO, QUI SOTTO, se sei uno studente iscritto a uno dei miei corsi invia il tuo esercizio a INFO@LITALIANOACASATUA.COM)

AVERE UN COLPO DI FULMINE
VENIRE UN COLPO AL CUORE
PRENDERE UN COLPO
UN COLPO BASSO 
DI COLPO
IN UN COLPO
COLPO DI SCENA
COLPO DI FORTUNA
FARE COLPO
COLPO DI TESTA
COLPO DI TELEFONO
A COLPO SICURO
VEDERSI A COLPO D’OCCHIO


 

 

DI NASCOSTO

CIAO!

In questa nuova lezione impariamo ad usare l’espressione: DI NASCOSTO.


GUARDA LA VIDEO LEZIONE


ESPRESSIONI UTILI

DI NASCOSTO: fare qualcosa in segreto

DI NASCOSTO DA QUALCUNO

SENZA FARLO SAPERE A QUALCUNO

DI NASCOSTO DAGLI ALTRI

SENZA FARLO SAPERE AGLI ALTRI

USCIRE DI NASCOSTO DA UN LUOGO:

  • sono uscito di nascosto da scuola
  • sono uscito di nascosto da lavoro

PRATICHIAMO!

Qali sono le cose che fai di nascosto?

Scrivi un piccolo testo nel quale spieghi le cose che fai di nascosto.

Scrivi il tuo testo nella sezione lascia un commento.

 

 

MODI DI DIRE CON IL VERBO PARLARE

 

 


  • Parlare del più e del meno → parlare, conversare di argomenti diversi, di solito banali o poco importanti:

– “Non abbiamo parlato di cose importanti, abbiamo parlato del più e del meno”;

 Parlare a vanvera → parlare senza riflettere, dire cose senza senso, fuori luogo:

– “Il mio collega parla sempre a vanvera”;

• Parlare a quattrocchi  (parlare faccia a faccia)→ parlare in privato, a tu per tu:

– “Ho una cosa importante da dirti e vorrei parlarti a quattrocchi”;

  Parlare al muro, parlare al vento → parlare a qualcuno che non presta attenzione, che non reagisce a quello che gli viene detto, parlare inutilmente:

– “Parlare con te è come parlare al muro, non ascolti mai”;

• Parlarsi addosso → parlare troppo di sé in modo eccessivamente compiaciuto:

– “Da quando si è laureata, non fa altro che parlarsi addosso”;

• Parlare dietro le spalle → criticare qualcuno in sua assenza:

– “Maria e Silvia sembrano amiche, ma si parlano dietro le spalle”;

• Parlare per dar aria ai denti → dire sciocchezze:

“Non ascoltarlo, parla per dar aria ai denti!”;

• Non me ne parlare! → espressione che si usa a proposito di un argomento che si vuole evitare perché fastidioso o doloroso o per riferirsi a fatti che si sono sperimentati personalmente:

– “Sei mai andato in quel nuovo ristorante?”, “Non me ne parlare! Si mangia male e si spende troppo!”;

 Senti chi parla! → si usa questa espressione per sottolineare che la persona che dice o che ha detto determinate cose è proprio la meno adatta a dirle:

– “Mia sorella mi dice sempre di mangiare meno dolci, ma senti chi parla! Lei ne mangia in continuazione!”;

• Non se ne parla neanche! → neanche per idea!:

“Papà, posso uscire con i miei amici stasera?”, “Non se ne parla neanche! Domani devi andare a scuola”.


 

+ italiano: ANDIAMO AL CINEMA

ANDIAMO AL CINEMA

IL CINEMA

LO SCHERMO

Al cinema c’è un grande schermo

LA SALA

Stasera guarderemo un film nella sala 1

LA POLTRONA

Al cinema ci sono delle poltrone molto comode

PROIETTARE

Stasera proiettano un bel film, andiamo al cinema?

COSE DA FARE AL CINEMA

VEDERE

Ieri abbiamo visto un bel film

VIETATO PARLARE

Al cinema non si può parlare

VIETATO FUMARE

Al cinema è viatato fumare

SGRANOCCHIARE

Mentre guardiamo un film possiamo sgranocchiare qualcosa

(mangiare)

PRENOTARE I BIGLIETTI

Ho prenotato due biglietti per il cinema

COMPRARE I BIGLIETTI

Ho comprato due biglietti per il cinema

(anche PRENDERE: Ho preso due biglietti per il cinema)

RISERVARE IL POSTO

Abbiamo riservato due posti al cinema

SPETTACOLO

Lo spettacolo inizia alle 20:00

(Lo spettacolo è la proiezione del film)

IL REGISTA

Il regista gira il film

VINCERE L'OSCAR

“La vita è bella” ha vinto l’Oscar nel 1999

AVER GIRATO UN BEL FILM

Federico fellini ha girato un bel film

ESSERE UN BUON \ GRAN REGISTA

Roberto Benigni è un gran regista

GIRARE UN FILM

Hanno girato un film nel 1999

L’ATTORE

L’attore interpreta un personaggio \\ interpreta una parte

ESSERE UN BUON ATTORE

Marcello Mastroianni è un buon attore

INTERPRETARE UNA PARTE

Nel film “La vita è bella” Benigni interpreta la parte di Guido Orefice, un uomo italiano di origine ebraica

UN ATTORE DA OSCAR

Roberto Benigni è un attore da Oscar

NON ESSERE UN BUON ATTORE

Non è un buon attore, non interpreta bene la parte

Ti piace andare al cinema?

PICERE

Sì, mi piace molto, vado tutti i fine settimana

NO \ PIACERE

No, non mi piace, non vado mai

GUARDARE I FILM SU NETFLIX

Guardo i film su Netflix

GUARDO I FILM IN STREAMING

Generalmente non vado al cinema, guardo i film in streaming

Qual è il tuo genere preferito?

DRAMMATICO

Mi piacciono i film drammatici

AZIONE

Mi piacciono i film d’azione

COMICO

Mi piacciono i film comici

AVVENTURA

Mi piacciono i film d’avventura

BIOGRAFICO

Mi piacciono i film biografici

AVVENTURA

Mi piacciono i film d’avventura

WESTERN

Mi piacciono i film western

THRILLER

Mi piacciono i thriller

Espressioni

ESSERE DI MODA\ESSERE DI TENDENZA \ ANDARE DI MODA

In Italia andare al cinema non è di moda, l’ultima tendenza è vedere i film a casa su Netflix

ESSERE FUORI MODA

Andare al cinema è fuori moda

ESSERE STATO GIRATO

Il film “La Ciociara è stato girato nel 1960

INTERPRETARE

De Sica è un attore che mi piace molto, interpreta molto bene le parti

GIRARE UN FILM

Vittorio de Sica e Cesare Zavattini hanno girare il film “La Ciociara”

ESSERE DIRETTO DA

Il film è diretto da Vittorio De Sica (il regista dirige il film)

CALARSI NELLA PARTE

De Sica è un grande attore, si cala bene nella parte

Pratichiamo!

CINEMA

Name Email
Nel tuo paese va di moda andare al cinema?
La commedia all'italiana
Il cinema d'autore è un cinema
Il cinema politico risale agli anni
Il genere poliziesco fa parte del
Il cinema oggi è stato sostituito da
Com'era il cinema sotto il fascismo?
Sotto il regime fascista vennero prodotti
Il neorealismo si realizza

+ ITALIANO: PENSARLA

CIAO!

In questa lezione impareremo il significato di PENSARLA


PENSARE + LA = PENSARLA

SIGNIFICA = avere una determinata opinione

Questa espressione può essere resa anche con il verbo VEDERE = VEDERLA

 

PENSARLA DIVERSAMENTE

VEDERLA DIVERSAMENTE

PENSARLA \ VEDERLA + COME + QUALCUNO

PENSARLA \ VEDERLA IN MODO DIVERSO

PENSARLA \ VEDERLA COSì

-Non la penso come te

-Non la vedo come te

-Loro la pensano diversamente

-Noi non la pensiamo in questo modo

-Noi non la vediamo così


LEGGI IL TESTO…

 


Pratichiamo!

E tu come la pensi?

Leggi il seguente testo e poi rispondi. Scrivi che cosa ne pensi: la pensi come loro o non la pensi come loro?


Perché noi vegani e vegetariani non mangiamo la carne

Spesso si sente dire che i cinesi non amano gli animali.
Parlare di “amore” è sempre difficile ma, di sicuro, vedere i mercati di animali delle città del sud della Cina e sapere che nei piatti cinesi ci sono cadaveri di cani, e di gatti, a volte bolliti e scuoiati vivi e coscienti, porta alla conclusione istintiva che, decisamente, proprio non amino gli animali.

Anche in altre nazioni in Asia, in Medio oriente, in America Latina esistono mercati di animali vivi, pronti per essere macellati e mangiati freschi dai clienti, che, di nuovo, smontano completamente la famosa, bellissima frase “Se i macelli avessero le pareti di vetro, tutti sarebbero vegetariani”.

Qui è diverso, tutto è più nascosto, e i motivi sono tanti e diversi.
Forse la necessità di nascondere la brutalità dei macelli, o i metodi di produzione di una pelliccia, in alcune nazioni del mondo nasce anche dal fatto che si instaurano rapporti affettivi fra esseri umani e alcuni, più fortunati, animali definiti spesso “animali d’affezione” o, secondo la terminologia anglosassone, “Pet animals”. O semplicemente “pets”. Se si instaura il rapporto col “proprio” cane, forse si diventa più “empatici” verso tutti gli animali che, in qualche modo, assomigliano al “proprio”.
Ad esempio, negli USA, nazione di forti consumi carnei, la carne di cavallo, pet animal, è spesso considerata “improponibile” al pari della carne di cane.

O forse questa è solo una mia idea, forse solo un modo per cercare di capire come sia possibile amare più i cani dei maiali, più i gatti dei conigli, più i cavalli delle mucche. Per me è difficile capire da un punto di vista emotivo queste differenze e, se devo seguire un discorso razionale-scientifico, allora scopro che i maiali hanno una intelligenza più “umana” rispetto ai cani e, seguendo la logica specistaAggiungi un suggerimento, dovrebbero avere leggi a loro protezione migliori delle leggi a protezione del cane.

Ma la scienza non c’entra niente quando si parla di affetti, empatia, amore.

Spesso, il primo passo per smettere di mangiare animali – TUTTI gli animali, non solo i “pets” – è proprio questo: amare i propri animali. Il proprio gatto, il proprio cane. E fare un collegamento, semplice, ma non banale, non ovvio, non scontato: questi animali, che io amo, sono come gli altri, che io mangio. Per questo accade non di rado che chi fa volontariato in un rifugio per animali, o che si occupa di colonie di gatti liberi – quindi una persona che gli animali li ama veramente, che dedica loro tempo, energie, risorse – diventi vegetariano, o vegano. Altre volte non accade, non si fa il “collegamento”.

Quali animali si “amano” e quali si “mangiano” è dunque, sempre solo una questione di abitudine. Non di “cultura”, non voglio chiamare cultura lo sterminio di animali. Semplice abitudine.

Immaginate un terrificante allevamento e macello di maiali e cani; in Cina potreste vederlo, io l’ho visto. Un cinese in Italia potrà vedere un allevamento e macello di soli maiali. Un italiano, vedendo la macellazione dei cani, dirà che i cinesi non amano gli animali. Ma non rischiamo che un cinese, vedendo ammazzare i maiali, possa dire che gli italiani non sono affatto amanti degli animali, ma soltanto degli incomprensibili ipocriti?


SCRIVI NELLA SEZIONE LASCIA UN COMMENTO OPPURE INVIA L’ESERCIZIO ALLA TUA INSEGNANTE VIA EMAIL.

IL VERBO “RIGUARDARE”

 

CIAO!

in questa lezione impareremo qualcosa di nuovo, sei pronto?

Oggi parleremo del verbo RIGUARDARE, di tutte le regole che lo riguardano, delle eccezioni, delle sfumature di significato e infine non mancheranno gli esercizi per praticare 😉

INIZIAMO!


Il verbo RIGUARDARE è un verbo transitivo che ha diversi significati, li vediamo qui di seguito:

 

  1. GUARDARE DI NUOVO, GUARDARE UN’ALTRA VOLTA: Non trovo le mie chiavi, ho guardato e riguardato nelle mie tasche ma non ci sono 🙁
  2. CONCERNERE – riferito a cosa, avere relazione o pertinenza: Per quanto riguarda i miei affari, mi sento tranquillo, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti così. In questo caso si usa con il pronome DIRETTO: tutto quello che la riguarda, tocca anche me, devo dirti qualcosa che vi riguarda, dobbiamo parlare con mia madre di qualcosa che lo riguarda.

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

  1. CUSTODIRE, SERBARE CON MOLTA CURA E ATTENZIONE: Sono dei gioielli preziosissimi, riguardali con attenzione;
  2. RIGUARDARSI – stare attento, aversi cura e riguardo, stare lontano da un male, da un pericolo, soprattutto con riferimento alla salute: Mi raccomando, riguardati dal freddo!

Coniugazione del verbo riguardare + pronome riflessivo

PRONOME + PR. RIFLESSIVO VERBO
IO MI

TU TI

LUI SI

LEI SI

NOI CI

VOI VI

LORO SI

RIGUARDO

RIGUARDI

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDIAMO

RIGUARDATE

RIGUARDANO


PER + QUANTO +  PRONOME + RIGUARDARE

PER + QUEL +  CHE + PRONOME + RIGUARDARE

Entrambe sono espressioni che usiamo per dire “che cosa pensiamo di qualcosa\qualcuno”, per esprimere la nostra opinione, qui di seguito alcuni esempi:

  • Per quanto mi riguarda puoi andare anche da solo alla festa,
  • Per quel che ci riguarda potete anche iniziare ad andare, noi arriveremo un po’ più tardi.

+ italiano

Esistono delle espressioni che si costruiscono con RIGUARDO che è un sostantivo maschile:

AL RIGUARDO = a questo proposito

-Non ho niente da dire al riguardo;

CON RIGUARDO = con attenzione

-Durante la lezione di domani parleremo di storia romana, con particolare riguardo alla costruzione dell’impero romano;

RIGUARDO A = che si riferisce a

-Vorrei dirti qualcosa riguardo al discorso di ieri;

A QUESTO RIGUARDO = a tal proposito

-A questo riguardo avrei molte cose da dire, ma preferisco tacere;

NEI RIGUARDI DI = nei confronti di

-Il tuo atteggiamento non è corretto nei riguardi di tua madre;

Altre espressioni con riguarda:

CHE RIGUARDA = che concerne

-Vorrei parlarti di qualcosa che riguarda i tuoi figli;

PER QUANTO RIGUARDA \ PER QUEL CHE RIGUARDA = concernere

Per quanto riguarda la tua situazione economica non so che consiglio darti.


LO RIGUARDA O GLI RIGUARDA?

Che pronome usiamo con il verbo RIGUARDARE? Pronome DIRETTO o pronome INDIRETTO?

Usiamo il pronome DIRETTO.

 ESEMPI

-QUESTO FATTO NON LO RIGUARDA PER NIENTE! (RIGUARDA CHI? -LUI)

-QUESTA STORIA NON LA RIGUARDA MINIMAMENTE (RIGUARDA CHI? – LEI)

Coniugazione del verbo RIGUARDARE + pronome diretto

PRONOME COMPLEMENTO DIRETTO VERBO
MI

TI

LO

LA

CI

VI

LI

LE

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

RIGUARDA

Questa regola vale anche per il femminile e il plurale:

La riguarda

Le riguarda

Li riguarda


 

LEGGI IL TESTO

“RIGUARDATI DALLE PERSONE FALSE…”

UNA MAMMA SCRIVE UNA EMAIL A SUO FIGLIO PIETRO, CHE VIVE LONTANO DA CASA.

CARO PIETRO,

mi dispiace tanto che tu ti stia trovando male a New York. Io e tuo padre abbiamo sempre pensato che vivere lontano da casa ti avrebbe aiutato a crescere, a conoscere persone nuove e imparare tante cose nuove.

Ieri ci sono rimasta male quando mi hai raccontato dell’episodio accaduto al nuovo collage. Io e tuo padre siamo un po’ preoccupati, cerca di riguardarti dalle persone false.

Se questi nuovi amici ti maltrattano, allontanali immediatamente.

Purtroppo il mondo non è fatto solo di persone di cui ci possiamo fidare, ma è fatto anche di persone false e cattive.

Il modo per evitare i danni che queste persone ci possono causare è: allontanarle e riguardarci da esse.

Ciò che queste persone pensano di te e dicono di te non ti riguarda, riguarda loro, la loro cattiveria e la loro disonestà.

Per favore, stai lontano da loro e vedrai che non ti accadrà mai niente di male.

Ci sentiamo domani su skype

un bacio grande

Mamma


PRATICHIAMO!

 

SEI PRONTO PER PRATICARE?

SCRIVI 10 FRASI CON LE SEGUENTI ESPRESSIONI: riguardarsi, al riguardo, con riguardo, riguardo a, che riguarda.

Inviale alla tua insegnante, durante la prossima lezione skype le correggerete insieme 😉

DI DOVE SEI?

 

 DIRE LA PROPRIA PROVENIENZA


Di dove sei?

Per rispondere a questa domanda usiamo questa formula:

verbo essere + aggettivo di nazionalità

-Sono italiano.

-Sono algerino.

-Siamo tedeschi.

-Siamo francesi.

∗Gli aggettivi variano nel genere (maschile – femminile) e nel numero (singolare – plurale) e concordano nel numero e nel genere del nome a cui si riferiscono: italiano, italiana, italiani, italiane.

 


Paese Aggettivi di nazionalità

-ano/a

Italia
Australia
Egitto
Messico
Colombia
Brasile
Corea
italiano/a
australiano/a
egiziano/a
messicano/a
colombiano/a
brasiliano/a
coreano/a

-ese

Inghilterra
Irlanda
Olanda
Finlandia
Norvegia
Cina
Francia
Portogallo
Canada
inglese
irlandese
olandese
finlandese
norvegese
cinese
francese
portoghese
canadese

-ense

Stati Uniti d’America
Panama
statunitense
panamense

-ino/a

Argentina
Algeria
Tunisia
argentino/a
algerino/a
tunisino/a

eno/a

Iraq
Cile
iracheno/a
cileno/a

-o/a

Russia
Grecia
russo/a
greco/a

-e

Lettonia
Estonia
lettone
estone

Per dire la città di provenienza usiamo questa formula:

verbo essere + DI + nome della città

-Sono di Roma.

-Sono di Napoli.

-Sono di New York.

-Sono di Tokyo.

 

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

PASSIAMO DALLA TEORIA ALLA PRATICA

DI DOVE SEI?

Name Email
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!
SELEZIONA LA RISPOSTA CORRETTA!

SVOLGI IL SEGUENTE ESERCIZIO

VENIRE + DI \ A \ DA \ IN \ CON \ PER \ TRA \ FRA

VERBO VENIRE

IO VENGO

TU VIENI

LUI \ LEI VIENE

NOI VENIAMO

VOI VENITE

LORO VENGONO

USO DEL VERBO VENIRE

Il verbo venire ha il significato di muoversi e recarsi nel luogo dove si trova o si troverà la persona con cui si parla.

Vengo a Roma = vado a Roma e la persona con cui parlo è già a Roma.

Domani sera vengo al cinema = domani sera vado al cinema e ci sarà anche la persona con cui parlo.

Questo verbo seguito dalla preposizione da indica la provenienza da un luogo.

Vengo da Venezia = sono partito da Venezia e ora sono arrivato qui.

Vengo da casa = sono partito da casa mia e sono arrivato qui.

Se venire è seguito da un infinito si usa la preposizione a: vengo mangiare con te.


VENIRE + DI

Vengo di corsa

Vengono di fretta

Veniamo di sera


VENIRE + A

Vengo a maggio

Vengo a cena

Veniamo a Roma


VENIRE + DA

Vendo da te?

Vengo da maggio a settembre

Vengo da Roma

Venire dalle 7:00 alle 9:00 (con le ore usiamo dalle – dall’ ___\ alle\ a)


 

VENIRE + DA + NOME DI CITTÀ

VENIRE + DAL, DALLA, DALL’, DAGLI. DALLE + NOME DI PAESE, ISOLA, REGIONE
vengo da Roma

vengono da Barcellona

veniamo da Parigi

venite da Londra

veniamo dalla Polonia

vengono dall’Italia

viene dal Giappone (viene dagli Stati Uniti)

vengo dalla Sardegna


VENIRE + IN

Vengo in macchina (in bus, in bicicletta, in aereo, con tutti i mezzi di trasporto)

Vengo in compagnia


VENIRE + CON

Vengo con mia madre

Vengo con calma


VENIRE + PER

Vengo per te

Veniamo per studiare


VENIRE + TRA\FRA

Vengo tra marzo e aprile

Veniamo tra lunedì e martedì

Venite tra le 5:00 e le 7:00


Pratichiamo!

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HO APPENA … > AVEVO APPENA ..

HO APPENA MANGIATO LA PASTA;

AVEVO APPENA MANGIATO LA PASTA;

APPENA

CON LA PAROLA APPENA, USIAMO IL PASSATO PROSSIMO ⇒ per indicare qualcosa che abbiamo finito di fare da qualche minuto:

-Ho appena finito di mangiare;

-Avete appena finito di leggere;

LA STESSA FRASE AL PASSATO SI COSTRUISCE CON IL TRAPASSATO PROSSIMO ⇒ per dire che avevamo finito di fare qualcosa da qualche minuto:

-Quando è arrivato Pietro, avevamo appena finito di mangiare;

-Avevamo appena finito di mangiare, quando la mamma ci disse di andare a letto.

Attenzione!

Se “appena” + il passato prossimo, è posto prima del verbo, solitamente ad inizio frase, allora il significato della frase cambia:

-Appena ho finito di mangiare, sono uscito ⇒ azione avvenuta nel passato;

GUARDA QUESTE FRASI:

-Ho appena finito di mangiare e ora vado al lavoro ⇒ in questo momento;

-Ieri, appena ho finito di mangiare, sono andato al lavoro ⇒ azione passata.


LEGGI IL TESTO…

  • Ciao Carla, in questo momento sono a casa, ho appena finito di mangiare. Tu? che fai?
  • Ciao cara, io ho quasi finito di mangiare.
  • Ti va di venire a casa dopo cena?
  • Volentieri, ma non posso, devo caricare la lavatrice e pulire la casa. Ieri, appena ho finito di lavorare sono andata in palestra e poi a casa a dormire, non ho avuto il tempo di pulire.
  • Mi dispiace, io ho pulito ieri, appena sono rientrata dal lavoro.

PRATICHIAMO!

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In pescheria

LESSICO

VOCABOLARIO

 

INVITARE A CENA

Chiedere a qualcuno di partecipare a un incontro, a un evento piacevole e gradito:

-Invitare a cena;

-Invitare gli amici a pranzo;

-Paolo mi ha invitata in ristorante;

ESSERE INVITATO A CENA

-Sono invitato a cena da Luca;

-Siete invitati a cena da qualche parte?

AVERE QUALCUNO A CENA

-Stasera ho i miei amici a cena;

-Domani abbiamo degli amici a cena.

PRENOTARE

Fissare anticipatamente un oggetto o un servizio per assicurarsene la proprietà o l’uso:

-Ho prenotato la cena in ristorante;

-Abbiamo prenotato l’appuntamento dal parrucchiere.

PRENOTARE PER TELEFONO \ per messaggio \ per email

-Ho prenotato la cena per telefono.

PRENOTARE DI PERSONA

-Abbiamo prenotato di persona.

PRENOTARE A VOCE

-Avete prenotato a voce o per messaggio?

ORDINARE

Richiedere, in un locale pubblico, in un negozio, in una pizzeria, in un bar ciò che si intende consumare:

-Ho ordinato due chili di pesci, dopo vado a ritirarli;

-Abbiamo ordinato due caffè e un bicchiere d’acqua.

ORDINARE A VOCE

-Ho ordinato due chili di polpi a voce.

ORDINARE PER TELEFONO

-Ho ordinato due chili di pane per telefono.

ORDINARE DI PERSONA

-Sono andate di persona in ristorante e ho ordinato due tavoli.

ORDINARE PER CENA, PRANZO, COLAZIONE

-Per cena abbiamo ordinato due piatti di pasta;

-Per pranzo abbiamo ordinato del pesce.

RITIRARE

Andare e portare a via ciò che si è ordinato:

-Ho ordinato due chili di cosse, vado a ritirarli dopo;

-Abbiamo ordinato due chili di polpi e due chili di gamberi, li ritiriamo stasera.

CENA A BASE DI CARNE, PESCE…

-Stasera faremo una cena a base di pesce.


Pratichiamo!

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+ italiano: mi machi

Il verbo mancare richiede il pronome indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi, gli e loro) come i verbi “piacere”, “pensare”, “servire”, “sembrare”, “bastare”, “dispiacere”, “interessare”, “servire”, “occorrere”, “restare”.

IL VERBO MANCARE

VERBO MANCARAE + PRONOME INDIRETTO

singolare

Mi manca

Ti manca

Gli manca

Le manca

Ci manca

Vi manca

Gli manca

VERBO MANCARAE + PRONOME INDIRETTO

plurale

Mi mancano

Ti mancano

Gli mancano

Le mancano

Ci mancano

Vi mancano

Gli mancano

Significati del verbo “mancare” e modi di dire:

MANCARE I SOLDI + PRONOME INDIRETTO = Gli mancano i soldi! –  he is short of cash!

MANCARE IL TEMPO + PRONOME INDIRETTO= Gli manca il tempo –  he’s short of time

QUALCUNO  MANCARE A QUALCUNO + PRONOME INDIRETTO= La ragazza ti manca, io gli manco, lui mi manca –  You miss the girl (The girl is missing to you)

ESSERE MANCATO A QUALCUNO = lui mi è mancato molto, i miei fratelli mi erano mancati molto.

MANCARE DI RISPETTO + PRONOME INDIRETTO  (To slight/to insult)

MANCARE IL BERSAGLIO =  (To overshoot) –  (miss the target)

AVERE MANCATO IL BERSAGLI = ho mancato il bersaglio, avevo mancato il bersaglio.

MANCARE IL FEGATO = non avere il coraggio = “Gli manca il fegato ”

 MANCARE DUE ROTELLE = essere matto, pazzo, folle = ”Gli mancano due rotelle”

Significati del verbo “mancare” e modi di dire:

MANCARE I SOLDI + PRONOME INDIRETTO = Gli mancano i soldi! –  he is short of cash!

MANCARE IL TEMPO + PRONOME INDIRETTO= Gli manca il tempo –  he’s short of time

QUALCUNO  MANCARE A QUALCUNO + PRONOME INDIRETTO= La ragazza ti manca, io gli manco, lui mi manca –  You miss the girl (The girl is missing to you)

ESSERE MANCATO A QUALCUNO = lui mi è mancato molto, i miei fratelli mi erano mancati molto.

MANCARE DI RISPETTO + PRONOME INDIRETTO  (To slight/to insult)

MANCARE IL BERSAGLIO =  (To overshoot) –  (miss the target)

AVERE MANCATO IL BERSAGLI = ho mancato il bersaglio, avevo mancato il bersaglio.

MANCARE IL FEGATO = non avere il coraggio = “Gli manca il fegato ”

 MANCARE DUE ROTELLE = essere matto, pazzo, folle = ”Gli mancano due rotelle”

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PlayPlay

+ tradizioni: il carnevale in Italia

I CORIANDOLI

LE STELLE FILANTI

LA MASCHERA DI CARNEVALE

IL VESTITO DA CARNEVALE

 

Espressioni

 

Travestire, travestirsi

-A carnevale mi travesto da Arlecchino.

Vestire, vestirsi

-A carnevale mi vesto da Pulcinella.

Mascherare, mascherarsi

Come ti mascheri?

-Mi maschero da Pulcinella.

Da che cosa ti vesti? 

-Mi vesto da Pulcinella.

 

AVERE + ORIGINI + AGGETTIVO (PLURALE)

LIGURIA⇒ LIGURE = Ha origini liguri (ligure = singolare \ liguri = plurale)

ROMA ⇒ ROMANO = Ha origini romane

SICILIA ⇒ SICILIANO = Ha origini siciliane

MILANO ⇒ MILANESE = Ha origini milanesi

SARDEGNA ⇒ SARDO = ha origini sarde

ESSERE + DI + ORIGINE + AGGETTIVO (SINGOLARE)

LIGURIA⇒ LIGURE = è di origine ligure

ROMA ⇒ ROMANO = è di origine romana

SICILIA ⇒ SICILIANO = è di origine siciliana

MILANO ⇒ MILANESE = è di origine milanese

SARDEGNA ⇒ SARDO = è di origine sarda

NON CONOSCERE LE ORIGINI \ ORIGINI SCONOSCIUTE

QUANDO NON SI CONOSCONO LE ORIGINI DI QUALCOSA

-Non conosciamo le origini di questo monumento.

-Questo monumento è di origini sconosciute.

CONTARE A RITROSO

Si dice anche “conto alla rovescia”. Significa contare dall’ultimo numero al primo: 10, 9, 8, 7…

LEGAME STRETTO

Un nesso, un collegamento, un rapporto molto forte, stretto, vicino:

-Il legame con le tradizioni antiche è molto stretto;

-Il legame tra madre e figli è molto stretto.

RAPPRESENTARE QUALCOSA\ QUALCUNO

-La maschera di Capita Spaventa rappresenta uno spadaccino;

-Il carnevale di Venezia rappresenta la tradizione veneziana.

FARSI RAGGIRARE da qualcuno

Ingannare, abbindolare:

-Paolo si è fatto raggirare dalla moglie, quella strega.

RAGGIRARE qualcuno

-Giuseppe raggira la moglie con le sue bugie.

ESSERE RAGGIRATO

-Gianna è raggirata dal marito, quell’imbroglione;

LASCIARSI RAGGIRARE

-Lui si lascia raggirare dal cugino, quell’uomo vigliacco e imbroglione.


Pratichiamo!

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  1. Pulcinella
  2. Arlecchino
  3. Balanzone
  4. Colombina
  5. Gianduja
  6. Pantalone
  7. Capitan Spaventa
  8. Brighella

 

PETTEGOLEZZI

PETTEGOLEZZI

Più comunemente chiamati “gossip” sono le maldicenze, i pettegolezzi di personaggi famosi e\o persone che semplicemente conosciamo.


Parlare male (bene) di qualcuno

-Ieri le ragazze non hanno fatto altro che parlare male della nuova arrivata

-Hanno parlato male di me, sono solo invidiosi

 

Sparlare

Parlare male di qualcuno:

-I pettegoli sparlano di tutti

-Sparla continuamente di lei per pura invidia

-Sparlano di noi perché ci odiano

Chiacchierare

Far pettegolezzi, sparlare, malignare:

-Chiacchierare sul conto di qualcuno.

-Paola ha chiacchierato troppo per i miei gusti.
|| Divulgare notizie:

-Qualcuno deve aver chiacchierato.

-Se tutti sanno quanto è accaduto, qualcuno deve aver chiacchierato

|| chiacchierare ha anche un significato positivo: parlare a lungo del più e del meno \ parlare a lungo di cose futili

-Ieri sera sono stata a casa di Giulia, abbiamo chiacchierato del più e del meno”.

 

Criticare

Giudicare sfavorevolmente, disapprovare:

-Non fanno altro che criticare, sono delle povere invidiose

-Mi ha criticato, mi ha solo criticato, si vede che mi odia

 

Avere la lingua lunga

Essere chiacchierone, pettegolo:

-Quel ragazzo ha la lingua lunga, non ti fidare

Essere una pettegola\pettegolo

Essere una persona che parla degli altri, molto informata sulla vita altrui:

-Franca è una pettegola, non fa altro che parlare male di tutti

Essere chiacchierona\e

Che diffonde notizie segrete, chi è incapace di nascondere un segreto:

-Sei la solita chiacchierona, hai detto il mio segreto

Persona fatua, inconcludente, una persona che parla molto e non agisce mai con i fatti:

-Non ti fidare di Marcello è un chiacchierone, non fa mai quello che dice


 

LE RIVISTE DI PETTEGOLEZZI ITALIANE PIù CONOSCIUTE

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LE NOTIZIE (giornale, radio e TG)

Ciao!

 

In questa lezione impareremo:

  • alcune nozioni sul giornale, telegiornale, telegiornale-radio in Italia
  • ricevere, dare, diffondere, sentire e ascoltare notizie

 


ASCOLTARE UNA NOTIZIA

-Tutti i giorni ascolto le notizie al telegiornale radio.

-Ascoltate le notizie?

LEGGERE UNA NOTIZIA

-Ho letto una brutta notizia.

-Abbiamo letto la notizia nel quotidiano.

SENTIRE UNA NOTIZIA

-Ho sentito una bruttissima notizia.

-Abbiamo sentito una notizia sconvolgente.

DARE UNA NOTIZIA

-Paolo e Francesca ci hanno dato una bellissima notizia.

-Diamo la notizia agli studenti.

TRASMETTERE UNA NOTIZIA

-Stanno trasmettendo le notizie alla radio, andiamo ad ascoltare!

DIFFONDERE UNA NOTIZIA

-Questo giornale non mi piace, diffondono troppe notizie fasulle.

APPRENDERE UNA NOTIZIA

-Abbiamo appreso la notizia dal telegiornale, siamo molto contenti, finalmente possiamo comprare una casa nuova.

PUBBLICARE UNA NOTIZIA

-La notizia è stata pubblicata proprio stamattina.

-Hanno pubblicato la notizia della sua morte.

 


I giornali italiani

Quotidiani Italiani

 
Quotidiani Nazionali
La Stampa
La Repubblica.it
Il Messaggero
Il Corriere della Sera
Il Mattino
Il Foglio
Il Manifesto
L’Osservatore Romano
Avvenire – quotidiano di ispirazione cattolica
Momento-Sera
Il Giorno
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L’Unità
La Padania
Liberazione
Secolo d’Italia
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Gazzetta di Modena
Il Golfo
La Sicilia.it
Giornale di Sicilia
La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda
L’Eco di Bergamo
La Provincia Pavese
l’Adige (quotidiano indipendente del Trentino Alto Adige)
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Il Gazzettino (diffuso in Veneto e in Friuli Venezia Giulia)
Il Messaggero Veneto
 
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Leggi il testo…

IL PRIMO GIORNALE ITALIANO

Gli acta diurna (cioè “decisioni del giorno”), affissi nel Foro romano e in altri luoghi pubblici a partire dal 59 avanti Cristo. Secondo lo storico Svetonio non rivestivano il carattere di veri atti ufficiali, ma informavano la gente sui grandi avvenimenti politici e privati, l’emanazione di nuove leggi e così via.
Giornali vocali.

Nel Medio Evo, dato che pochissimi sapevano leggere, la circolazione delle informazioni era affidata soprattutto ai banditori, incaricati di gridare agli angoli delle strade il testo di particolari ordinamenti, e soltanto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg (1450) porterà alla nascita di notiziari, fogli economici e avvisi senza alcuna periodicità, ma stampati ogni volta che si voleva far conoscere qualche notizia importante.
Il primo quotidiano impostato in modo relativamente moderno è nato a Lipsia il primo luglio 1650: era pubblicato da Timotheus Ritzsch e si chiamava Leipziger Zeitung. Il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova: il primo numero risale al 1664.

IL GIORNALE

Un giornale è una pubblicazione periodica avente come finalità la raccolta, il commento e l’elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico. Ciascun giornale è contraddistinto da una testata. Il termine deriva da “giorno”, che indica l’originaria frequenza giornaliera di pubblicazione (oggi non è più una caratteristica dirimente).

L’evoluzione tecnologica ha fatto che sì che oggi molti giornali non sono più cartacei, ma sono fruibili sulla rete internet: in questo caso si parla di giornale online.

Ci sono i giornali: quotidiani, settimanali, mensili.


IL TELEGIORNALE

Il telegiornale – o TG (pronunciato tigì o tiggì) – è un programma televisivo di informazione giornalistica durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste.

Il notiziario televisivo nasce casualmente negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni Quaranta. Il telegiornale italiano, adattamento del notiziario radiofonico e del cinegiornale, normalmente organi d’informazione governativa, propagandistica durante il fascismo, si avvia in forma sperimentale dalla sede RAI di Milano, alle ore 21 del 10 settembre 1952. La prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia. Da segnalare la notizia della morte ed il funerale del leader sovietico Stalin, caratterizzato da un filmato di repertorio non relativo all’evento in quanto nel corteo si nota proprio il dittatore. La sigla con orchestra con ottoni ed archi è memoria alla figura medievale dell’araldo, lettore di proclami pubblici, normalmente preceduti da squilli di tromba.

Con l’avvento dell’emittenza privata si tendeva ad includere notiziari locali sull’impronta dei telegiornali RAI. Il primo telegiornale su una televisione privata a diffusione nazionale – seppur registrato, a causa di una legge che ne vietava la trasmissione in diretta – fu Contatto, diretto da Maurizio Costanzo.

 

IL GIORNALE RADIO

Il giornale radio è il notiziario trasmesso dalle emittenti radio.


SAPERE UNA NOTIZIA

Avere notizia di un fatto (avere notizia DA qualcuno, qualcuno ci ha dato la notizia, abbiamo sentito la notizia alla radio, al telegiornale, abbiamo letto la notizia nel giornale), di una condizione, di un modo di essere:

-Abbiamo saputo che ti sposi ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che ti sei laureato ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)

-Sappiamo che il treno parte alle 10:00, abbiamo telefonato al servizio clienti della stazione centrale ⇒(DA CHI AVETE SAPUTO? DA QUALCUNO)


ATTENZIONE! NEL giornale o SUL giornale?

Sono accettabili entrambe, ma la più corretta è senza ombra di dubbio: NEL GIORNALE.

Questa regola vale per i verbi scrivere, leggere, essere.

-Ho letto NEL giornale di oggi che domani ci sarà una manifestazione.

-Abbiamo letto NEL giornale che domani ci sarà lo sciopero dei docenti.

⇒ Questa regola vale anche per sito Internet, libro

-Ho letto NEL sito Internet della professoressa che il corso inizierà domani mattina.

-Avete letto NEL libro che esistono le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.

ATTENZIONE! Con la parola INTERNET usiamo SU:

⇒ Questa regola vale anche per i verbi leggere, scrivere, essere

-Ho letto SU Internet che il volo parte alle 7:00.

-Abbiamo letto SU Internet che domani l’università sarà chiusa dalle 9:00 alle 11:00.

-Abbiamo scritto l’avviso SU Internet, nel sito web della scuola.


C’è scritto \ non c’è scritto

Usiamo questa espressione per dire che cosa abbiamo letto, che cosa c’è scritto nel giornale, nel libro, nel sito:

-Nel giornale c’è scritto che sarebbe meglio arrivare un’ora in anticipo.

-Nel sito web della Barilla ci sono scritte molte ricette.

-Su Internet c’è scritto che la manifestazione inizierà alle 17:00.


Espressioni utili:

-Una notizia che riguarda…

Abbiamo sentito una notizia che riguarda la scuola, non siamo per niente contenti.

-La notizia riguarda…

La notizia di cui ti devo parlare riguarda il tuo nuovo corso d’inglese.

-La notizia che riguarda…

La notizia che riguarda tuo padre non mi interessa.


IMPORTANTE!

ALLA RADIO ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA NOTIZIA

AL TELEGIORNALE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA\LA  NOTIZIA

ALLA TELEVISIONE ? SENTIRE \ ASCOLTARE UNA NOTIZIA

NEL GIORNALE ? LEGGERE UNA NOTIZIA \ LEGGERE LA NOTIZIA

 

Pratichiamo! 

LEZIONE 41

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THE VERB AVERE: IL VERBO AVERE

CIAO!

In this lesson we are going to learn about VERBO AVERE.


The verb  AVERE (to have) in Italian, in addition to being an auxiliary verb is a verb used to express many things:

  1. A physical state: ho fame
  2. The ageho 27 anni
  3. Possession of something or someone: Ho due fratelli – Ho il fidanzato, Ho l’automibile – Ho due magliette nuove
  4. Physical and psychological quality: ho gli occhi celesti

 Physical state

Risultati immagini per ho fame ho sete ho sonno


ITALIAN ENGLISH EXAMPLE
Avere fame

Avere sete

Avere sonno

Avere freddo

Avere caldo

 

To be hungry

To be thirsty

To be sleepy

To be cold

To be hot

 

Ho fame

Hanno sete

Abbiamo sonno

Avete freddo?

Ho caldo


Subject+ verb avere + sonno\fame etc


AVERE MAL DI DENTI ⇒ have toothache

AVERE MAL DI TESTA ⇒ have an headache

AVERE MAL D’ORECCHI ⇒ have earaches

AVERE MAL DI STOMACO ⇒ stomach upset

AVERE MAL DI GOLA ⇒ have a sore throat

 

Subject + verb avere + mal di + pancia\stomaco etc


Possession of something or someone

  1. Ho una macchina
  2. Abbiamo una casa
  3. Abbiamo la macchina
  4. Avete delle penne?
  5. Abbiamo un fratello e una sorella

 

Pratichiamo!

Welcome to your IL VERBO AVERE

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L’ALFABETO E LA PRONUNCIA

LE VOCALI

 

LE CONSONANTI

1

X, J, Y, W = SONO LETTERE STRANIERE


SUONI SPECIALI

Pratichiamo!

Welcome to your L'ALFABETO

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CI VUOLE \ CI VOGLIONO

Il verbo VOLERCI


CI VUOLE  e CI VOGLIONO, due espressioni molto usate nella lingua parlata.

CI VUOLE

singolare

CI VOGLIONO

plurale

Ci vuole tempo

Ci vuole pazienza

Ci vuole la farina

Ci vuole l’acqua

Ci vogliono molti soldi

Ci vogliono molti giorni

Ci vogliono delle uova

Ci vogliono le uova e lo zucchero


VOLERCI, significa: essere necessario, occorrere.

Per esempio:

  • Ci vogliono due giorni per andare a Roma, (occorrono due giorni per andare a Roma)
  • Per preparare la torta ci vuole molto tempo, (per preparare la torta occorre molto tempo)

Molto spesso quello che è necessario viene sottinteso, può essere tempo, fatica, denaro, per questo di solito il verbo è coniugato alla terza persona singolare o plurale: ci vuole, ci vogliono.


Spesso è sottintesa la parola “tempo”:

  1. Quanto ci vuole per andare a Roma? (Quanto tempo occorre per andare a Roma?)
  2. Quanto ci vuole per preparare l’esame? (Quanto tempo occorre per preparare l’esame?)

Spesso è sottintesa la parola “denaro”:

  1. Quanto ci vuole per comprare la casa? (Quanti soldi occorrono per comprare la casa?)
  2. Quanto ci vuole per il viaggio? (Quanti soldi occorro per il viaggio?)

PRATICHIAMO! 

Completa con ci vuole \ ci vogliono: indica la risposata corretta

CI VUOLE \ CI VOGLIONO

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