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CIAO!

In questa lezione impareremo a concordare i tempi nel congiuntivo.


Il CONGIUNTIVO ha quattro tempi verbali:

  • congiuntivo presente: indica un rapporto di posteriorità o di anteriorità con un tempo presente.

 

Credo che siano arrivati.

Credo che Matteo arrivi domani.

 

  • congiuntivo imperfetto: indica u rapporto di contemporaneità con un tempo passato.

 

Credevano fossimo arrivati.

Dubitavo stessero insieme.

 

  • congiuntivo passato: indica un rapporto di contemporaneità con il presente.

 

Credo che abbiano fatto le valigie ieri.

Crediamo che abbiano fatto i biglietti ieri.

 

 

  • congiuntivo trapassato: indica un rapporto di anteriorità con il passato.

 

Credevo che avessero fatto i biglietti il giorno prima.

Credevo che avessero già mangiato.


 

FRASE PRINCIPALE AL PRESENTE

FRASE PRINCIPALE FRASE SUBORDINATA RAPPORTO TEMPORALE
 Credo che  …ieri tu sia stato al lavoro(congiuntivo passato)

…da piccolo non godesse di buona salute

(congiuntivo imperfetto se l’azione ha valore durativo)

 anteriorità
 Credo che  …oggi tu sia al lavoro(congiuntivo presente)  contemporaneità
 Credo che  …domani tu sarai al lavoro(indicativo futuro semplice)  posteriorità

 


Frase principale al passato

FRASE PRINCIPALE FRASE SUBORDINATA RAPPORTO TEMPORALE
Ho creduto che(indicativo passato prossimo)

Credevo che

(indicativo imperfetto)

…il giorno prima tu fossi stato al lavoro(congiuntivo trapassato) anteriorità
Ho creduto che

Credevo che

…quel giorno tu fossi al lavoro(congiuntivo imperfetto) contemporaneità
Ho creduto che

Credevo che

…il giorno dopo tu saresti stato al lavoro(condizionale passato) posteriorità

Con il verbo della principale al passato (passato prossimo – imperfetto):

• per esprimere anteriorità nella subordinata si usa il congiuntivo trapassatopensavo (ieri- un giorno nel passato) che mio marito (prima di ieri o prima di quel giorno nel passato) fosse andato al lavoro;

• per esprimere contemporaneità nella subordinata si usa il congiuntivo imperfettopensavo (ieri – un giorno nel passato) che mio marito (ieri o quel giorno nel passato) andasse al lavoro;

• per esprimere posteriorità nella subordinata si usa il condizionale passatopensavo (ieri – un giorno nel passato) che mio marito (in futuro) sarebbe andato al lavoro.


 

LEGGI IL TESTO

Caro figlio mio,

sono felice per te e per la tua nuova sistemazione.

Non ti preoccupare per me, io mi sento sola ma vedrai che prima o poi mi riprenderò. Anche io come te pensavo che tuo padre fosse un uomo diverso, invece ci ha delusi tutti.

Pensavo che il nostro matrimonio sarebbe durato per sempre, invece è finito come se niente fosse stato… è finito come una storia qualunque. Lo so che non dovrei raccontarti queste cose, ma ho bisogno di sfogarmi, di parlare con qualcuno, sono così finte e banali le persone intorno a me. Tutti mi dicono: “fregatene! passerà…”, ed io penso: “quanto siete stupidi”. Sono stanca di sentirmi dire che me ne devo fregare, che passerà… fosse così facile. Come si fa a dimenticare 40 anni di matrimonio? Se fosse stato così facile, non mi sarei lamentata in questo modo. Sto soffrendo tantissimo, sono gelosa, arrabbiata, delusa… se solo riuscissi a fregarmene, mi risparmierei tanti dolori, tanti pianti, tanto nervosismo… lo so che non dovrei scaricare su di te tutti questi problemi, ma sei l’unica persona che può capirmi in questo momento.

Pensavo che tuo padre si degnasse di darmi il mantenimento e lasciarmi la casa al  mare, invece mi ha lasciata senza niente per stare con un’altra. Tua sorella ed io pensavamo che ci lasciasse qualche soldo per mangiare, invece ci ha lasciate così, come due sconosciute, come se fossimo due estranee, sono a pezzi.

Ti amo figlio mio, non vedo l’ora di venire a trovarti.

A presto

Mamma


 

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