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COME CAMBIANO I TEMPI DEL PASSATO NEL DISCORSO INDIRETTO?


Potevo, volevo, dovevo \ Ho potuto, ho voluto, ho dovuto

 

LEGGI IL TESTO

Stefania scrive un’e-mail di scuse alla sua amica Francesca:

Ciao Francesca,

scusa, ma ieri quando ho ricevuto la tua telefonata non ho potuto rispondere perché ero impegnata. Ero in ufficio e c’erano molti clienti, il cellulare che squillava in continuazione, il telefono dell’ufficio era impazzito, ricevevo telefonate ogni due minuti, i clienti erano scocciati, impazienti ed io ero nervosa. Come se non bastasse, il capo entrava nella mia stanza ogni cinque minuti e metteva una nuova pratica sulla mia scrivania e diceva: “questa deve essere pronta per domani mattina”. Io cercavo di rimanere calma e dicevo: “va bene, lo farò”. Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato: “Signorina, io non ho tempo da perdere, si muova per favore”. Mi sono sentita davvero umiliata, allora gli ho detto: “Dovrà aspettare ancora per un’ora, se non ha tempo da perdere ritorni domani”. Non ho voluto dirgli altro perché avrei rischiato di perdere il lavoro. Ma ad un certo punto è entrata la mia collega e ha detto: “sei lenta e distratta, il documento che mi hai consegnato oggi è sbagliato“, non potevo più restare zitta, le parole sono uscite da sole, ero fuori controllo, allora ho detto: “visto che non va bene e tu non fai mai niente, correggi gli errori e consegnalo entro oggi, io non ho né cento teste né  cento mani”, lei mi ha guardata e ha detto: “Non so se ho il tempo, che ora è?”. È stata proprio una giornata difficile, se oggi sei libera verso le 7 telefonami, oppure verso le 8 ci possiamo trovare al solito bar.

Fammi sapere

Buona giornata.


Francesca scrive un’e-mail ad un’altra sua amica per raccontarle tutto:

Ciao Marcella,

oggi ho ricevuto un’e-mail da Stefania, mi ha detto che ieri non ha risposto al telefono perché era in ufficio, c’erano molti clienti, il cellulare che squillava in continuazione, il telefono dell’ufficio era impazzito, riceveva telefonate ogni due minuti, i clienti erano scocciati, impazienti e lei era nervosa. Come se non bastasse, il capo entrava nella sua stanza ogni cinque minuti e metteva una nuova pratica sulla sua scrivania e diceva che sarebbe dovuta essere pronta per oggi. Lei cercava di rimanere calma e diceva che andava bene e che lo avrebbe fatto. Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato che non aveva tempo da perdere e che avrebbe dovuto muoversi. Si è sentita davvero umiliata, allora gli ha detto che avrebbe dovuto aspettare ancora per un’ora ed ha aggiunto che se non aveva tempo da perdere, sarebbe potuto ritornare l’indomani. Lei non ha voluto dirgli altro perché avrebbe  rischiato di perdere il lavoro. Ma ad un certo punto è entrata la sua collega e ha detto che lei è troppo lenta e distratta, che il documento che le aveva consegnato era sbagliato. Non poteva più restare zitta, le parole sono uscite da sole, era fuori controllo, allora ha detto che se il documento non andava bene e visto che lei non fa mai niente, avrebbe dovuto correggere gli errori  e consegnarlo, perché lei non ha né cento teste, né cento mani, lei l’ha guardata e ha detto che non sapeva se avesse il tempo e ha chiesto che ora fosse. Ha concluso dicendo che è stata proprio una giornata difficile e mi ha dato un appuntamento per oggi.

Poverina!


COME POSSIAMO NOTARE NEL TRASFERIMENTO DEL DISCORSO ALCUNI VERBI CAMBIANO, ALTRI RESTANO INVARIATI:

  • QUANDO IL VERBO È AL PRESENTE, NON CAMBIA:

-Ha detto: sei lenta …

-Le ha detto che è lenta …

Non cambia perché la frase al passato esprime che Lei è lenta (è sempre lenta). Guarda questi esempi:

A   -Mia madre ha detto: quando eri piccola eri alta e magra;

-Mia madre mi ha detto che quando ero piccola ero magra e alta.

B   -Mia madre ha detto: sei alta e magra;

-Mia madre mi ha detto che sono alta e magra.


  • IL PRESENTE INDICATIVO DIVENTA IMPERFETTO INDICATIVO, IMPERFETTO CONGIUNTIVO, CONDIZIONALE PASSATO (a seconda dei casi):

INDICATIVO > IMPERFETTO INDICATIVO:

-Ha detto: sei lenta e il documento è sbagliato;

-Le ha detto che è lenta e che  il documento era sbagliato;

-“Non so se ho il tempo, che ora è?;

-Ha detto che non sapeva se avesse il tempo e ha chiesto che ora fosse.

INDICATIVO > IMPERFETTO CONGIUNTIVO

-“Che ora è?”

-Ha chiesto che ora fosse.

IL PRESENTE INDICATIVO DIVENTA CONDIZIONALE PASSATO:

correggi gli errori.

avrebbe dovuto correggere gli errori.

  • IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO:

-Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato: “Signorina, io non ho tempo da perdere, si muova per favore”.

-Ad un certo punto un cliente che era lì da almeno due ore ha iniziato a sospirare e ha urlato che non aveva tempo da perdere e che avrebbe dovuto muoversi.

  • IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA:

-allora gli ho detto;

-allora gli ha detto.


 

 

HA DETTO \ AVEVA DETTO \  DICEVA?

IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

Luigi ha detto: “Non ho voglia di mangiare”.

Luigi ha detto che non ha voglia di mangiare.

IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO

Luigi aveva detto: Non ho voglia di mangiare

Luigi aveva detto che non aveva voglia di mangiare

IL PASSATO PROSSIMO DIVENTA IMPERFETTO INDICATIVO

Luigi disse: Non ho voglia di mangiare

Luigi disse che non aveva voglia di mangiare

Luigi aveva detto: Non ho voglia di mangiare la pizza

Luigi aveva detto che non aveva voglia di mangiare

L’IMPERFETTO NON CAMBIA

Luigi aveva detto: non avevo voglia di mangiare la pizza

Luigi disse che non aveva voglia di mangiare la pizza

Luigi diceva: non avevo voglia di mangiare la pizza

Luigi diceva che non aveva voglia di mangiare la pizza.


 

SONO POTUTO \ NON HO POTUTO \ POTEVO \ NON POTEVO (non sono potuto, ho potuto)

IL PASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

-Ho detto: ieri non ho potuto parlare con il direttore perché era impegnato con la sua segretaria;

-Ho detto che ieri non ho potuto parlare con il direttore perché era impegnato con la sua segretaria;

-Ha detto: ieri non sono potuto venire alla festa perché ho lavorato tutto il giorno;

-Ha detto che ieri non è potuto venire alla festa perché ho lavorato tutto il giorno;

-Dice: venerdì scorso non ho potuto parlare con Ignazio perché quando mi ha telefonato io ero impegnato;

-Lui dice che venerdì scorso non ha potuto parlare con Ignazio perché quando gli ha telefonato era impegnato;

IL TRAPASSATO PROSSIMO NON CAMBIA

Lui ha detto: Non avevo potuto parlare con lui perché era impegnato.

Lui ha detto che non aveva potuto parlare con lui perché era impegnato;

Dicevano: Non eravamo potuti andare perché non avevamo la macchina;

Dicevano che non erano potuti andare perché non avevano la macchina.


 

COME SEI STATO? COME STAVI?

COME SEI STATO? ieri, avanti ieri, alla festa di Luca.

-Come sei stato il giorno del tuo matrimonio?;

-Sono stato bene.

Lui ha detto che il giorno del suo matrimonio è stato bene.

-Come sei stato in Germania? (quando sei andato in Germania- per esempio per una vacanza);

-Sono stato bene.

Lui ha detto che in Germania è stato bene.

COME STAVI? ieri, avanti ieri, da piccolo, da giovane, quando eri in Germania.

-Come stavi (ieri)? (tutto il giorno in generale);

-Ieri non stavo bene.

Lui ha detto che ieri non stava bene.

-Come stavi in Germania? (quando vivevi in Germania-periodo lungo);

-In Germania stavo molto bene.

Lui ha detto che in Germania stava molto bene.


 

LEGGI IL TESTO

Marisol esce e va all’ufficio di collocamento e parla con la segretaria:

▲ Buongiorno, come si chiama?

▼ Mi chiamo Mariasol Fernandez.

▲ Da dove viene?

▼ Sono argentina. Vengo da Buenos Aires.

▲ Da quanto tempo è in Italia?

▼ Sono in Italia da quindici anni.

Marisol rientra a casa e racconta a suo marito che cosa le ha chiesto la segretaria:

Oggi sono andata all’ufficio di collocamento e la segretaria mi ha chiesto come mi chiamo, da dove vengo e da quanto tempo vivo in Italia.

Anche la segretaria quando rientra a casa racconta a suoi marito e a suo figlio del suo incontro con Marisol:

Oggi in ufficio è venuta una signora che si chiama Marisol, mi ha detto che è argentina e che vive in Italia da 15 anni.


 

 

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