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CIAO!

In questa lezione impareremo:

  • discorso diretto
  • discorso indiretto

Per riferire i pensieri o parole  di qualcuno usiamo il discorso diretto, cosiddetto perché riporta direttamente le parole pronunciate. Possiamo anche usare il discorso indiretto, con il quale le stesse parole vengono invece riferite per mezzo di una frase dipendente da verbi come direriferireesclamare, ecc.

• Discorso diretto ⇒ Cristina dice a Marta: “sei molto simpatica!”

• Discorso indiretto: Cristina dice a Marta che è molto simpatica.

Come si vede negli esempi, nel primo caso vengono riportate tra virgolette le esatte parole pronunciate (o pensate), nel secondo caso la frase viene trasformata in una subordinata retta dal verbo dire o da un altro verbo dichiarativo o interrogativo (pensarechiedere, rispondere, domandare ecc.). 


Il discorso diretto non presenta nessun tipo di problema.

Con esso riferiamo le parole degli altri usando esattamente gli stessi tempi verbali del discorso originale.


Il discorso indiretto invece subisce delle trasformazioni obbligatorie:

  • Quando la frase è affermativa, nel discorso indiretto si trasforma in un’oggettiva, se è interrogativa si trasforma in un’interrogativa indiretta:

 

– Marco dice: “vado in palestra a piedi” → Marco dice che va in palestra a piedi (oggettiva introdotta da che).

– Daniela mi chiede sempre: “Marco è un bravo ragazzo?” → Daniela mi chiede sempre se Marco è un bravo ragazzo (interrogativa indiretta introdotta da se).

 

 

 

Nel passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto sono necessari alcuni cambiamenti:

• Scompaiono i due punti e le virgolette;

• Quando il verbo della reggente è al presente o al futuro non si ha alcun cambiamento nei tempi passando dal discorso diretto al discorso indiretto:

Marco dice: “sono contento” → Marco dice che è contento;

Marta dice: “me ne andai” → Marta dice che se ne andò;

Marcello dice: “avrò fame” → Marcello dice che avrà fame;

Maria dirà: “me ne vado” → Maria dirà che se ne va.

 


• Quando il verbo della reggente è al passato, la trasformazione del discorso diretto in discorso indiretto comporta un cambiamento nel verbo della proposizione dipendente:

 se il verbo della dipendente è al presente⇒ il presente diventa imperfetto:

DA PRESENTE A IMPERFETTO

Franco disse (verbo della reggente al passato): “ho fame” (verbo della dipendente al presente)→ Franco disse che aveva fame (verbo della dipendente all’imperfetto);

– se il verbo della dipendente è al futuro⇒ il futuro diventa condizionale passato:

DA FUTURO A CONDIZIONALE PASSATO

Franco disse: “tra una settima partirò” → Franco disse che tra una settimana sarebbe partito;

 se il verbo della dipendente è al passato ⇒ il passato diventa trapassato:

DA PASSATO A TRAPASSATO

Franco disse: “sono andato al cinema” → Franco disse che era andato al cinema.

• i pronomi personali e possessivi di prima e seconda persona diventano di terza persona:

ATTENZIONE!

In questo passaggio i tempi verbali non cambiano ma cambia obbligatoriamente il soggetto:

Marta dice: “me ne andrò” → Marta dice che se ne andrà ⇒ nel discorso diretto abbiamo la prima persona singolare me ne vado, nel discorso indiretto abbiamo la terza persona singolare se ne va.

Per evitare di fare errori, quando passiamo da discorso diretto al discorso indiretto dobbiamo porci questa domanda: CHI PARLA?

• le forme verbali di prima e seconda persona diventano di terza persona:

Daniela dice a Marco: “io vorrei una macchina come la tua” → Laura dice a Marta che lei vorrebbe una macchina come la sua.


Altri cambiamenti possono essere necessari nei dimostrativi e in altre espressioni che collocano le frasi nello spazio e nel tempo, per esempio:

• questo diventa → quello;

• qui diventa → lì;

• ora diventa → allora;

• oggi diventa → quel giorno;

• ieri diventa → il giorno prima;

• domani diventa → il giorno dopo.

Marco disse: “domani voglio leggere questo libro” → Marco disse che il giorno dopo voleva leggere quel libro.

Non c’è bisogno di cambiare gli indicatori temporali (ora, oggi, ieri ecc.) non è necessaria quando la frase è al presente:

Marco dice “ora voglio leggere questo libro” → Marco dice che ora vuole leggere quel libro.

 

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