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CIAO!

in questa lezione ci dedicheremo ai tempi del passato:

imperfetto


L’imperfetto indica un’azione che si svolgeva nel passato:

-Io studiavo.

-Quando ero piccolo giocavo a tennis.

-Lei lo fissava continuamente.

-Mentre leggevo, lei mi ascoltava.

  • Indica un’azione che si ripeteva abitualmente nel passato:

-Quando ero piccolo giocavo a tennis.

-Quando studiavano all’università abitavano a Roma.

*Solitamente accompagnato da espressioni di tempo come: l’anno scorso, quando ero piccolo, quando ero giovane, tre (due, quattro…) anni fa.

*Non viene mai specificata la fine dell’azione.

 

  • Usiamo l’imperfetto anche per descrivere qualcosa, qualcuno →nel passato:

Era una bella giornata di luglio.

Aveva i capelli lunghi e biondi.

 

  • Usiamo l’imperfetto anche per narrare dei fatti →accaduti nel passato:

-L’uomo dormiva tranquillamente.

-Paola aspettava che Luca la venisse a prendere.


 

Spesso è accompagnato da “mentre” o “durante”:

Mentre aspettavo che Paola finisse di parlare con il medico leggevo un giornale.

Durante la lezione, disturbavano in continuazione.


La forma

AMARE TEMERE SERVIRE
IO AMAVO

TU AMAVI

LUI-LEI  AMAVA

NOI AMAVAMO

VOI AMAVATE

LORO AMAVANO

IO TEMEVO

TU TEMEVI

LUI-LEI TEMEVA

NOI TEMEVAMO

VOI TEMEVATE

LORO TEMEVANO

IO SERVIVO

TU SERVIVI

LUI-LEI SERVIVA

NOI SERVIVAMO

VOI SERVIVATE

LORO SERVIVANO


Fare

Essere

Dire

 io facevo
 tu facevi
 lui /lei /Lei faceva
 noi facevamo
 voi facevate
 loro /Loro facevano

 io ero
 tu eri
 lui /lei /Lei era
 noi eravamo
 voi eravate
 loro /Loro erano

 io dicevo
 tu dicevi
 lui /lei /Lei diceva
 noi dicevamo
 voi dicevate
 loro /Loro dicevano

Bere

 io bevevo
 tu bevevi
 lui /lei /Lei beveva
 noi bevevamo
 voi bevevate
 loro /Loro bevevano

Tradurre

 io traducevo
 tu traducevi
 lui /lei /Lei traduceva
 noi traducevamo
 voi traducevate
 loro /Loro traducevano


ASCOLTA E LEGGI…

Quando ero piccolo, amavo fare i compiti con mia madre. Tutte le sere lei mi aiutava a leggere e a fare gli esercizi. Quando finivamo di fare i compiti, lei mi preparava una buona merenda, mangiavo e poi andavo a giocare con i miei amici. I miei amici erano Paolo e Francesco. Giocavamo tutte le sere insieme senza stancarci mai. Giocavamo a nascondino, a calcio e con le macchinine. Verso le 7:00, quando iniziava a fare buio, soprattutto durante l’inverno, mia madre urlava dalla finestra: “Mario, la cena e pronta”. Quell’urlo significava che dovevo rientrare a casa. Rientravo a casa un po’ triste, perché la mia serata con Paolo e Francesco era finita, ma allo stesso tempo ero felice perché rientravo a casa e potevo finalmente cenare. Cenare per me non era una cosa normale, ma era una cosa molto speciale. Mia madre cucina benissimo, per me, sedermi a tavola è sempre stato un grande piacere. Mi sedevo finalmente a tavola, dopo aver lavato le mani e mangiavo. Mamma cucinava un pasto diverso ogni sera: lasagne, spaghetti all’amatriciana, parmigiana, polpette… il mio piatto preferito erano e sono le “melanzane alla parmigiana”.


Pratichiamo!

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