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Bonjour à tous chers lecteurs et chers étudiants de litalianoacasatua.com.

Cette semaine, nous étudierons les temps du passé: l’imperfetto, il passato prossimo, il passato remoto, il trapassato prossimo e il trapassato remoto.


Dans cet article, nous allons étudier l’imperfetto.


En italien on utilise l’imperfetto pour:

  1. Exprimer un fait habituel ou répété, en train de se dérouler dans le passé, sans en connaître ni le début, ni la fin.

-Quando ero giovane abitavo a Roma.

-Tempo fa andavano tutte le sere al cinema.

-Qualche anno fa abitavo a Venezia.

  1. Pour parler d’un moment précis du passé (sans en connaître la fin).

-Due anni fa ci frequentavamo spesso.

  1. Pour exprimer la simultanéité quand il est utilisé deux fois. Il est très souvent utilisé avec “mentre”:

-Mentre aspettavo che Paola finisse la visita medica, leggevo il giornale.

Il est aussi souvent utilisé avec “durante”:

-Durante l’inverno si rifugiavano nella casa in montagna.


Formation de l’imperfetto

AMARE TEMERE SERVIRE
IO AMAVO

TU AMAVI

LUI\LEI  AMAVA

NOI AMAVAMO

VOI AMAVATE

LORO AMAVANO

IO TEMEVO

TU TEMEVI

LUI\LEI TEMEVA

NOI TEMEVAMO

VOI TEMEVATE

LORO TEMEVANO

IO SERVIVO

TU SERVIVI

LUI\LEI SERVIVA

NOI SERVIVAMO

VOI SERVIVATE

LORO SERVIVANO


Imperfetto verbi irregolari

Fare

Essere

Dire

 io facevo
 tu facevi
 lui /lei /Lei faceva
 noi facevamo
 voi facevate
 loro /Loro facevano

 io ero
 tu eri
 lui /lei /Lei era
 noi eravamo
 voi eravate
 loro /Loro erano

 io dicevo
 tu dicevi
 lui /lei /Lei diceva
 noi dicevamo
 voi dicevate
 loro /Loro dicevano

Bere

 io bevevo
 tu bevevi
 lui /lei /Lei beveva
 noi bevevamo
 voi bevevate
 loro /Loro bevevano

Tradurre

 io traducevo
 tu traducevi
 lui /lei /Lei traduceva
 noi traducevamo
 voi traducevate
 loro /Loro traducevano


Ascolta e leggi

Quando ero piccolo, amavo fare i compiti con mia madre. Tutte le sere lei mi aiutava a leggere e a fare gli esercizi. Quando finivamo di fare i compiti, lei mi preparava una buona merenda, mangiavo e poi andavo a giocare con i miei amici. I miei amici erano Paolo e Francesco. Giocavamo tutte le sere insieme senza stancarci mai. Giocavamo a nascondino, a calcio e con le macchinine. Verso le 7:00, quando iniziava a fare buio, soprattutto durante l’inverno, mia madre urlava dalla finestra: “Mario, la cena e pronta”. Quell’urlo significava che dovevo rientrare a casa. Rientravo a casa un po’ triste, perché la mia serata con Paolo e Francesco era finita, ma allo stesso tempo ero felice perché rientravo a casa e potevo finalmente cenare. Cenare per me non era una cosa normale, ma era una cosa molto speciale. Mia madre cucina benissimo, per me, sedermi a tavola è sempre stato un grande piacere. Mi sedevo finalmente a tavola, dopo aver lavato le mani e mangiavo. Mamma cucinava un pasto diverso ogni sera: lasagne, spaghetti all’amatriciana, parmigiana, polpette… il mio piatto preferito erano e sono le “melanzane alla parmigiana”.


Pratichiamo!

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