fbpx

LEGGI IL DIALOGO

MARTINA: Ciao Luana, di dove sei?

LUANA: Sono slovacca.

MARTINA: Davvero? Io ho sempre pensato che fossi italiana, hai un nome italiano e parli benissimo italiano.

LUANA: Grazie! Tutti pensano che io sia italiana. Pensa che quando andavo alla scuola elementare ero la più brava della classe e tutti pensavano che fossi nata e cresciuta in Italia.

MARTINA: Sì, parli benissimo, da quanto tempo vivi in Italia?

LUANA: Vivo in Italia dall’età di 3 anni.

MARTINA: Ecco perché parli così bene. Quanti anni hai?

LUANA: Ho 32 anni.

MARTINA: Oh complimenti! pensavo che avessi 27 anni, sei bella e giovane.

LUANA: Grazie, tu mi fai troppi complimenti, sei davvero gentilissima.

MARTINA: No, è la verità, pensavo che fossi molto più giovane.

LUANA: Che cosa fai nella vita?

MARTINA: Lavoro come commessa in un supermercato nella periferia di Milano e sono la mamma di due bambine.

LUANA: Pensavo che non avessi dei figli.

MARTINA: E tu? Che cosa fai?

LUANA: Lavoro come infermiera, sono sposata ma non ho figli.

MARTINA: Io pensavo che quel bambino che accompagni tutti i giorni a scuola fosse tuo figlio.

LUANA: No, è mio nipote.

MARTINA: Ah ecco!

LUANA: Mia sorella lavora tutti i giorni, dunque mi occupo io di portarlo e scuola. Magari potesse farlo lei, il bambino soffre molto per questo.

LA FORMA DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

FORMIAMO IL CONGIUNTIVO IMPERFETTO PARTENDO DALLA RADICE DEL VERBO + LE DESINENZE DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO:

PER ESEMPIO: PARLARE > PARL + ASSI = IO PARLASSI

VERBI IN -ARE

ASSI

ASSI

ASSE

ASSIMO

ASTE

ASSERO

VERBI IN ERE

ESSI

ESSI

ESSE

ESSIMO

ESTE

ESSERO

VERBI IN IRE

ISSI

ISSI

ISSE

ISSIMO

ISTE

ISSERO

USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

  • IL CONGIUNTIVO IMPERFETTO ESPRIME UN DESIDERIO, UN AUGURIO O UNA SPERANZA CHE È IMPOSSIBILE SI REALIZZINO O SI TEME NON SI REALIZZINO:

-Magari vincessero la partita!

-Magari potessi andare in Italia!

-Oh, se solo potessi dormire un po’!


  • NELLE FRASI DIPENDENTI ESPRIME L’ANTERIORITÀ DI UN’AZIONE RISPETTO A UN TEMPO PRESENTE DELLA FRASE PRINCIPALE O LA CONTEMPORANEITÀ RISPETTO A UN TEMPO PASSATO:

Con i verbi: credere, supporre, pensare, immaginare, negare, dubitare, giudicare, presumere, prevedere, ritenere, sospettare.

Credo che allora vivesse da sola = nella frase principale usiamo il presente (oggi credo) nella frase dipendente usiamo il congiuntivo imperfetto (che allora vivesse).

Credevo che abitasse ancora in compagnia = nella frase principale usiamo l’imperfetto dell’indicativo, nella frase dipendente usiamo l’imperfetto dell’indicativo.


Con i seguenti nomi: sospetto, opinione, ipotesi, dubbio, idea, impressione, convinzione.

-Avevo il sospetto che lui si fosse arrabbiato;

-Avevate idea di cosa succedesse?.

Per esprimere apparenza: sembra, può’ darsi, appare, pare.

-Appariva strano che ci fosse anche lui;

-Pareva che ci fosse anche lui.

Con i seguenti verbi (esprimere volontà): accettare, acconsentire, chiedere, decidere, sopportare, suggerire, domandare, esigere, evitare, fare, impedire.

-Accettavo che lui venisse a prendermi;

-Pensavo che mi impedisse di entrare in classe;

-Non credevamo che decidesse di non studiare;

Con i seguenti nomi: bisogno, condizione, consiglio, desiderio, intenzione, patto, regola, scopo, voglia.

-Non pensavo ci abbandonassero lì;

-Non c’era bisogno che venissi così presto.

Con i verbi che esprimono un sentimento personale: amare, volere, fingere, illudersi, augurarsi, desiderare, dispiacere.

-Pensavo che fingesse di stare male;

-Avevo paura che si illudesse.

Con le espressioni: è tempo, è ora, è venuta l’ora + che + congiuntivo, ma è tempo, è ora, è venuta l’ora + di + verbo all’infinito

-Era tempo che si facesse vivo;

-Era venuta l’ora che si mettesse a studiare.

Con i verbi alla terza persona che esprimono necessità o convenienza: valere la pena, bisognare, importare, convenire, occorrere.

-Non ne valeva la pena che studiassimo come matti;

-Non pensavamo che bisognasse uscire prima;

-Non amavano che occorressero simili cose.

Il congiuntivo si ha anche dopo alcune espressioni impersonali formate dalla terza persona del verbo essere + un aggettivo:

-è normale;

Era normale che pietro ci volesse aiutare.

-è logico;

Era logico che lui volesse venire con noi.

-è desiderabile;

-è essenziale;

-è doveroso;

-è importante;

-è indispensabile;

-è inutile;

-è meglio;

-è necessario;

-è ovvio;

-è preferibile.

  • DOBBIAMO USARE IL CONGIUNTIVO QUANDO LA FRASE INTRODOTTO DA “CHE” PRECEDE LA FRASE REGGENTE, INDIPENDENTEMENTE DAL TIPO DI VERBO, NOME O AGGETTIVO:

Che ti piacesse viaggiare lo sapevo già; (il CHE è all’inizio della frase – uso il congiuntivo);

-Sapevo già che ti piaceva viaggiare; (il CHE è al centro della frase – usiamo l’indicativo);

Che ti augurassi di vincere lo immaginavamo;

-Immaginavamo già che ti auguravi di vincere.

Che pensassi di partire non è una novità;

-Non è una novità che pensavi di partire.

 

L’IPOTESI POSSIBILE E IRREALE

Quando l’ipotesi possibile o irreale si riferisce al presente, usiamo:

SE + CONGIUNTIVO IMPERFETTO + CONDIZIONALE PRESENTE

Se si potesse non morire, farei tante cose ⇒ ipotesi irreale nel presente;

Se dicessi così, sbaglieresti ⇒ ipotesi possibile nel presente.

CONGIUNTIVO IMPERFETTO DEI VERBI ESSERE E AVERE

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.